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Autore Topic: La terza occasione  (Letto 3724 volte)

Offline DavideSebastiani

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Re:La terza occasione
« Risposta #15 il: 22 Giugno 2018, 18:51:06 »
Quattordicesimo episodio

L’indirizzo che Maria Giulia mi ha dato corrisponde ad una splendida villetta poco fuori la città, a dimostrazione che, come avevo potuto immaginare, e’ ancora piena di soldi. Ma il suo aspetto economico e’ l ’ultima cosa che mi interessa di lei. Stavolta, mi attende completamente da sola. E’ venuta di persona ad aprirmi ed i miei occhi si perdono nella contemplazione della sua bellezza. Sto per entrare ma noto il suo dito indice che mi dice di inginocchiarmi alla sua presenza facendomi poi segno di seguirla. Mi inginocchio malvolentieri, non certo per l’ordine ricevuto quanto perche’ avrei voluto continuare ad osservarla. Ho appena notato che indossa un abito nero molto corto, fasciato, simile a quello che indossa va il giorno precedente alla festa e naturalmente ho sentito i battiti del cuore accelerare nel vedere il suo bel viso che sembra ancora piu’ bello di quando aveva diciotto anni, truccato perfettamente, con i capelli che ha stavolta raccolto in una coda alta che, cercando di osservarla mentre cammina dinanzi a me, fa ondulare a destra e sinistra. Mi precede ed io carponi continuo a seguirla, osservando le sue solite scarpe col tacco a spillo e sentendo il ritmico battere di quei tacchi sul pavimento. Nessuno dei due ha aperto bocca fino a quel momento, a parte il mio saluto fatto con estrema devozione. Mi conduce nella cucina, larga e spaziosa e quindi si mette seduta su una sedia accavallando le sue splendide gambe
 “ Stasera ho fatto arrivare dal ristorante la cena che tu mi servirai nella sala da pranzo. Da domani e fino al resto della settimana sarai tu a dover cucinare per me. Sai fare qualcosa?”
 “ Non sono uno chef, padrona ma qualcosa so cucinare” le rispondo quasi timidamente
 “ Lo spero per te perche’ se tu dovessi prepararmi qualcosa che non incontra i miei gusti, poi ti puniro’. E meno io saro’ soddisfatta e piu’ la punizione sara’ maggiore e dolorosa. E sai che quando io intendo dolorosa significa che ti dovro’ dimostrare chi e’ piu’ forte” Non ci tengo a vederla di nuovo in azione contro di me e preferirei non dover scoprire cosa sono capaci i suoi muscoli e la sua abilita’ nelle arti marziali, cosa che ho potuto vedere fino ad un certo punto
 “ Cerchero’ di non deluderla, padrona”  le dico infatti. Lei sorride
 “ Era quello che volevo sentire dalla tua bocca e quindi ti faro’ l’omaggio di sederti a tavola con me. Ora comincia, Fabrizio. Ci attende una lunga serata e se tu sarai capace, se ti comporterai nella giusta maniera,  se tu mi obbedirai come io pretendo di essere obbedita, potra’ concludersi come ieri sera. In fondo, e’ quello che tu vuoi e per cui ti stai sacrificando a fare cose che non rientrano nella tua mentalita’, non e’ cosi?” Mi avvicino, come un cane che vuole sentire l’odore della sua padrona ed il suo e’ un odore afrodisiaco che mi sta gia’ eccitando in modo incredibile
 “ Non lo so, padrona. Cioe’….. E’ che e’ molto strano” Lei mi accarezza
 “ Cos’e’ strano? Avanti Fabrizio, dillo”
 “ Fare l’amore con lei e’ stato meraviglioso, padrona ma sono felice di stare in sua compagnia a prescindere da quello che accadra’. Lei e’ una donna speciale e…..”
 “ Ho compreso Fabrizio e mi fa piacere. Ora basta e non sperare che questo momento di dolcezza mi faccia essere meno dura con te”
 “ Lo immaginavo ma……” Mi afferra per i capelli, alzandomi quasi di peso e gettandomi addosso ad un muro per poi avanzare lentamente verso di me. Ho il cuore in gola. Adrenalina a mille e sensazioni apparentemente contrastanti:  emozione, eccitazione, timore, tutte nella brevissima frazione di pochissimi secondi. Mi afferra il volto. Mi sento nelle sue mani. La temo ma al contempo la rispetto e non apro bocca mentre lei sospira serissima
 “ Ho detto basta. Non mi far ripetere le cose due volte.  I miei ordini devono essere recepiti immediatamente. Servimi  immediatamente che non ho intenzione di mangiare freddo” Stavolta, non me lo faccio ripetere e comincio a darmi da fare. La serata ha quindi inizio ma, malgrado questo inizio,  sono meno in tensione rispetto a ieri perche’ so che il tutto avra’ una valenza di gioco erotico anche se non sara’ semplicissimo per me rapportarmi con una come lei, sapendo che mi e’ superiore in tutto e che sono nelle sue mani. E questo continuo battere del cuore in modo anomalo? Cos’e’ questa strana sensazione mai provata? E perche’ proprio con una donna con le caratteristiche fisiche e psicologiche  di Maria Giulia? Continuo ad essere estremamente confuso ed ho quasi timore di cio’ che credo di provare ma intanto voglio assaporare ogni singolo istante che trascorro in compagnia di questa strana, meravigliosa e bellissima creatura e decido di lasciar libere le sensazioni che il mio corpo e la mia anima mi stanno regalando a piene mani da quando, ieri sera, ho fatto il mio ingresso nella suite dell’albergo.
Inizio a servirla con mille preoccupazioni che affollano la mia mente ma allo stesso tempo sono eccitato mentalmente per questo strano gioco di sottomissione. E non solo mentalmente. Ho una considerevole e irragionevole, considerando che non sto avendo nessun contatto con lei, erezione che spiega alla mia parte razionale che cio’ che sto facendo mi piace. E quella parte razionale quasi ne e’ sconvolta.
Ci diciamo poche parole e nella grande casa completamente vuota, a parte noi due, risuonano solamente i suoi ordini secchi, il rumore delle posate sopra i piatti ed il tintinnio dei bicchieri. Quando abbiamo terminato di mangiare, mi ordina di togliere tutto dalla camera da pranzo e di riportarlo in cucina. Quando ritorno, noto il suo sorriso
 “ Puoi considerarti fortunato, Fabrizio”
 “ Per essere il suo schiavo, padrona?”
 “ Certo, ma non soltanto per quello. Di solito, pretendo dai miei schiavi che oltre a servirmi si dedichino alla pulizia della casa ma voglio evitarti quest’incombenza” Sospiro sollevato. Sono praticamente negato per queste cose e mia moglie, tra tutti i difetti che possiede, ha almeno sempre provveduto alle faccende domestiche
 “ Perche’, signora?” le chiedo comunque incuriosito
 “ Perche’ non voglio sprecare il mio tempo con questo. Abbiamo una serata davanti a noi ma so che devi tornare a casa e domani devi andare a lavorare” Non comprendo appieno questa sua decisione e lei sembra leggermi nel pensiero “Vedi Fabrizio, una vera padrona deve anche preoccuparsi del suo schiavo. Mi piace dominare ma non sono una sadica, come ti avevo detto ieri. E ho il dovere di fare in modo che la tua vita normale non risenta troppo della mia dominazione” Mi guarda e poi scoppia a ridere “A parte naturalmente il dolore che ti procurero’. E stasera faremo anche pratiche diverse da quelle di ieri sera. Per il mio esclusivo divertimento. Comincia a spogliarti” Chiudo gli occhi preoccupato ma obbedisco. E la mia preoccupazione è mitigata dall’immensa fiducia che ormai ho in Maria Giulia che, come ieri, sorride vedendo la mia erezione, prova tangibile di quanto mi piaccia. Lei e cio’ che fa. Attendo suoi ordini mentre lei mi gira intorno osservandomi
 “ Sono pronto, padrona” le dico comunque
 “ Molto bene Fabrizio. Perche’ vedi, hai assoluta necessita’ di essere punito. Stasera hai commesso alcuni errori nel servirmi la cena che pretendo non vengano ripetuti la prossima volta. Sempre che ci sia una prossima volta e che tu non scappa a gambe levate dicendo la tua parolina magica che e’ sempre in vigore”
 “ Provero’ con tutto me stesso a non dirla, padrona” Accenna ad un lieve sorriso
 “ Vedremo. Me lo auguro”
 “ Quali errori ho commesso, padrona? Glie lo chiedo perche’ non ho intenzione di ripeterli”
 “ Bravo. Mi piacciono gli schiavi che hanno intenzione di migliorarsi. Dunque, mio caro. Non mi hai servito il vino ed ho dovuto chiedertelo io. Non mi hai tolto immediatamente il piatto vuoto dinanzi a me ed hai addirittura atteso che tu finissi la tua parte ed infine non mi hai chiesto se desiderassi altro”
 “ Oh no, mi dispiace, padrona. Io non sono pratico. Le chiedo scusa” Sono veramente dispiaciuto. Avrei voluto farle vedere di essere in grado di accontentarla in tutto e per tutto.
 “ Lo credo che sei dispiaciuto, ma questo non cambia nulla. Dovrai essere punito. Prendi una sedia e mettiti con la testa sopra di essa” Obbedisco immediatamente. Dapprima non capisco ma appena mi metto in quella posizione, riesco a comprendere e sento una tremenda fitta al cuore. Vuole sculacciarmi. Come un bambino. Vuole umiliarmi, vuole vedere fino a che punto puo’ arrivare un uomo come me a sottomettersi. Per un attimo, sono tentato di dire la mia safe word e di scappare ma qualcosa al mio interno, quella parte irrazionale di me, mi spinge a continuare. Maria Giulia intanto, si posiziona sulla mia sinistra “ Hai compreso, vero Fabrizio? Per ogni errore ti sculaccero’ venti volte per un totale di sessanta. Non voglio sentire una sola parola uscire dalla tua bocca. Se parlerai, ricomincero’ daccapo, anche se nel frattempo sono arrivata a 59. Come ben sai, sono molto forte e pertanto ti faro’ male, tanto che probabilmente non potrai sederti su una sedia per il resto della serata. Ma e’ solamente un sedere e non avrai quindi conseguenze di nessun tipo, a parte l’arrossamento ed il dolore. E’ solamente un sedere anche se devo ammettere che e’ un gran bel sedere. Lo sapevi che anche noi donne guardiamo il sedere degli uomini?”
 “ Si padrona, l’ho sentito dire” ammetto
 “ Oh si, non sono una di quelle che nasconde le proprie sensazioni. Mi piace dire ad un uomo che e’ attraente, se lo e’ davvero. Mi piace vedere come reagiscono e la maggior parte delle volte fanno l’esatto contrario di cio’ che dovrebbero. Sai perche’?”
 “ No padrona”
 “ Perche’ si sentono in dovere di provarci. Quando dico ad un uomo che mi piace non e’ detto che voglia fare sesso con lui. Sono una strana donna io, mio caro Fabrizio. Mi piace essere io quella che sceglie, che decide e che fa la proposta. Sono un maschio mancato” conclude facendo una risata e, malgrado la situazione,  viene voglia di sorridere anche a me. Un maschio mancato lei? Lei che emana femminilita’ e sensualita’ ad ogni passo? Eppure c’e’ qualcosa di vero in quello che ha detto. Le piace rovesciare i ruoli prestabiliti. Lo ha sempre fatto. Imparando perfettamente le arti marziali e addirittura diventando fisicamente piu’ forte di un uomo, tanto da essere in grado di poter sopraffare qualunque maschio con estrema disinvoltura considerando come ieri mi ha manovrato a suo piacimento.  E naturalmente nel sesso, facendo lei la prima mossa, come fece all’epoca con me e come probabilmente ha fatto con altri nel resto della sua vita. E la dominazione che lei sembra amare svisceratamente, altro non e’ che quella sua parte maschile che si fa largo in mezzo ad un oceano di estrema femminilita’ e che la rende unica
 “ Come ha fatto con me?” le chiedo comunque in cerca di conferme
 “ Esatto. Ma adesso e’ giunto il momento. Io contero’ e tu non dovrai alzare gli occhi per nessun motivo, oltre a non parlare. Non dovrai guardare la tua padrona che ti punisce. Occhi giu’ e silenzio assoluto. Si parte” Non fiato ma l’inizio della serata non sta andando come avrei desiderato. Non del tutto, almeno. Ma la serata e’ ancora lunga. Sento la sua prima sculacciata. So che quella mano e’ molto forte, come ha ribadito lei, ma chiudo gli occhi e riesco a sopportarla perfettamente ed altrettanto faccio per quelle susseguenti  ma arrivati alla settima sculacciata il dolore comincia a farsi prepotentemente largo sia sul sedere che nella mia testa. Che cavolo ci sto a fare qui nudo a prendere sculacciate da una donna? Possibile che non sia capace di prendere la decisione di andarmene? Possibile che mi piaccia cosi’ tanto da costringermi a fare certe cose? Oh mio Dio quanto sono confuso! Non sono un uomo che ama sottomettersi. Ho sempre amato essere io quello che decide, che da ordini ed allora perche’ con Maria Giulia trovo questo inspiegabile piacere nel rimettermi completamente a lei? Avrei addirittura voglia di mettermi a piangere ma resisto, continuo a ripetermi che e’ solo uno strano gioco ma il dolore e’ sempre piu’ acuto. La sento contare. Abbiamo superato la meta’ e siamo ormai nella fase discendente. Mi mordo il labbro inferiore e continuo a pensare ad altro ma continuo imperterrito a rimanere fermo. Non ho voglia di essere punito ulteriormente e so che Maria Giulia lo farebbe. E questa sensazione di timore nei suoi confronti continua ad eccitarmi. Perche’? Perche’, cazzo?
Ecco, ci siamo. La sessantesima sculacciata e’ arrivata sul mio sedere che sembra andare in fiamme. Rimango fermo e lei mi afferra dolcemente per il collo aiutandomi a rialzarmi. Mi accarezza i capelli e poi il viso
 “ Hai voglia di piangere Fabrizio?” mi chiede. La sua bellissima bocca e’ a pochi millimetri dalla mia
 “ Si padrona” le dico deferente
 “ Fallo, coraggio. Hai vissuto momenti particolari e non e’ un delitto sfogarsi” Alcune lacrime iniziano a scendere dal mio viso. Lei le ferma con le labbra, baciandole, sempre piu’ vicino alla mia bocca che apro nella speranza vana di ricevere quel suo bacio che sto attendendo come manna dal cielo. Adesso avvicina la sua bocca al mio orecchio. E’ cosi’ bello sentirsi nelle sue mani. Mi sembra di abbandonare tutti i miei problemi e che il mio mondo si restringa a lei. Mi mordicchia il lobo ed un brivido di piacere immenso di impadronisce del mio corpo “Sei stato bravo. Mi desideri cosi tanto da sopportare tutto questo?”
 “ Si padrona. La desidero immensamente”
 “ E’ solo desiderio sessuale?”
 “ No padrona, non lo e’” rispondo ma sono sicuro che lei se ne sia accorta da un bel pezzo
 “ Non vuoi andartene, allora” Andarmene? E’ l’ultima cosa che vorrei fare. Ho sbagliato tutto venti anni fa, non posso farlo nuovamente. Oh Dio, mi maledico per quello che successe. Come ho potuto rinunciare a tutto questo per il mio insulso orgoglio maschile?
 “ No padrona” le rispondo infatti. Lei sorride
 “ Ne ero certa. Allora in ginocchio ed occhi bassi. Si ricomincia Fabrizio. E non sara’ una passeggiata per te”
 “ Lo so padrona ma sono pronto”
 “ Pronto ad obbedire ad ogni mio desiderio?”
 “ Si padrona. Pronto ad obbedirle, nella speranza di non commettere altri errori” le confermo. La serata e’ ancora lunga. Ho paura ma sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Ho una settimana dinanzi a me e voglio sfruttarla per capire meglio dentro di me, per comprendere quelle assurde sensazioni che provo dinanzi a Maria Giulia. E sono sicuro che le comprendero’ molto prima che questa settimana finisca.

Offline DavideSebastiani

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Re:La terza occasione
« Risposta #16 il: 26 Giugno 2018, 20:19:01 »
Quindicesimo episodio

E’ trascorsa dunque la settimana. Quella che andro’ a trascorrere sara’ l’ultima serata prima che io e Maria Giulia, come d’accordo, decideremo cosa fare. Continuare o no? La mia decisione e’ gia’ stata presa forse fin dalla prima notte trascorsa insieme. Non potrei che desiderare di proseguire questa strana avventura con lei anche perche’ non e’ piu’ soltanto una questione di sesso. Io me ne sono innamorato. Pazzamente innamorato. Quello che temevo e nello stesso tempo speravo si e’ avverato. E’ incredibile ma e’ proprio cosi’. E se nei primi giorni questo mio sentimento era confuso, adesso ne ho la certezza assoluta. Non m’importa se lei in questa settimana mi ha picchiato, se mi ha fatto fare cose che nemmeno lontanamente avrei pensato di poter fare, se mi ha fatto tremare con il suo solo sguardo, se mi ha duramente punito ad ogni mio piccolo errore, quello che importa e’ che io l’amo. Malgrado la sua dominazione nei miei confronti. O forse anche per quello. Su questo sono ancora confuso. Non riesco a comprendere se amo la donna o la dominatrice ma forse la risposta piu’ semplice e’ che amo lei, la donna dominante, quella piu’ forte di me, quella che mi ha dimostrato in ogni momento di poter disporre di me come e quanto crede. Si, posso dire che l’unica certezza che ho e’ quella del mio amore nei suoi confronti, del desiderio che provo ogni volta che la vedo. Anche quando non la vedo, pensando a lei in continuazione, desiderandola, con il cuore che mi batte assurdamente in modo adolescenziale quando sto per incontrarla, a dispetto dei miei quasi 39 anni.
Mi sono alzato prima del solito stamattina. Al mio fianco Sabrina dormiva tutta rannicchiata sulla sua sinistra. Ancora non le ho detto nulla ma quando tornero’, qualunque sia stata la decisione di Maria Giulia, io la lascero’. Povera Sabrina. Mi fa pena ma non la amo piu’ e la mia felicita’ ha un nome ormai: Maria Giulia. Prego Dio che lei possa scegliere di tenermi ancora fino a quando vorra’. Non m’importa se lei vorra’ continuare ad essere dominante nei miei confronti. Sono pronto a subirne le conseguenze. Anzi, forse le desidero e questa sensazione mi sgomenta. Non credo nemmeno che lei possa cambiare, anche se dovesse scoprire di amarmi. Lei e’ fatta cosi’ , e’ nata per comandare, ha i mezzi fisici e psicologici per poterlo fare con chiunque, anche con chi, come me, non sapeva nemmeno cosa fosse la dominazione.
Guido nervosamente fino alla sua abitazione e quasi di corsa arrivo dinanzi a lei, bella da togliere il fiato, come al suo solito. Anche questa serata sembra ricalcare lo schema di quelle precedenti. Mi domina, mi picchia, mi fa fare quello che vuole ed io le obbedisco in silenzio. Ho imparato a non reagire, evitando di interromperla e posso dire che il suo addestramento nei miei confronti sia giunto felicemente a termine. Questo non significa che non tremi come un pulcino di fronte a lei ma ho imparato anche a gestire questo timore che provo nei suoi confronti, sapendo che alla fine della sera non avro’ subito grossissimi danni. Si, ora mi fido completamente di lei e sono riuscito a non dire mai la mia parola d’ordine e questo malgrado non ci sia andata leggera, a volte. Avevo pensieri confusi riguardo queste situazioni ed immaginavo che potessi essere trattato come una bestia ed invece mi ha sempre trattato da uomo. Da uomo sottomesso ma da essere umano. Anzi, mi verrebbe da dire da compagno sottomesso visto che alla fine c’e’ sempre stata la splendida ciliegina sulla torta, con lei che vuole fare l’amore con me, un sesso sempre piu’ spinto, eccitante, animalesco, un sesso che mi soddisfa completamente, che mi stanca fisicamente e psicologicamente ma che al contempo mi fa desiderare immediatamente di farlo la volta successiva.
E’ andata cosi’ anche questa sera. Sono indolenzito per le percosse subite ma affascinato dalle situazioni che Maria Giulia riesce a creare ogni volta. Non so se si tratti di vera dominazione o solamente di un gioco erotico ma so che, almeno con una come lei, tutto mi riesce spontaneo ed ogni istante trascorso in sua compagnia e’ un istante di pura felicita’, felicita’ che non credevo potesse esistere nel rapporto con una donna. La guardo estasiato mentre fuma completamente nuda. Lei , a sua volta, mi riguarda soddisfatta. Sa di avermi in suo potere, anche se forse non sa che io aspetto la sua decisione come se da quella dipendesse la mia vita. E non e’ cosi’ forse? Si alza e mi afferra il mento mentre continuo a contemplarla per poi baciarmi in modo dolcissimo
“ Vestiti Fabrizio, vai a casa da tua moglie” mi ordina
“ E’ scaduta la settimana, padrona. Deve prendere la sua decisione” le dico. Ormai riesco a comportarmi con lei da perfetto sottomesso e la cosa e’ allucinante per i miei parametri. Ma con lei tutto e’ naturale ed io so che farei qualunque cosa pur di non perderla un’altra volta. Lei pero’ mi guarda e non sorride. Ho un brutto presentimento.
Davvero molto brutto.
« Ultima modifica: 05 Luglio 2018, 18:51:11 da DavideSebastiani »

Offline DavideSebastiani

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Re:La terza occasione
« Risposta #17 il: 29 Giugno 2018, 20:43:24 »
Sedicesimo episodio

Maria Giulia continua ad osservarmi . Il suo sguardo e’ diventato quasi dolce, materno ma continua a non promettere niente di buono “ E’ finita, Fabrizio. E’ stata una bellissima settimana ma e’ finita” mi dice infatti dopo alcuni secondi di silenzio. La guardo allucinato, come se mi stesse crollando il mondo addosso. Non puo’ finire cosi’
 “ Perche’ padrona? Perche’? Io l’amo e non posso perderla di nuovo. Guardi, ha vinto lei, sono completamente sottomesso ai suoi voleri, alla sua bellezza, alla sua personalita’, alla sua forza” Scuote la testa
 “ Perche’ non ti amo. Mi piaci, mi piace quello che abbiamo fatto ma non ti amo. E anche perche’ hai una moglie. E’ finita Fabrizio”
 “ No Maria Giulia” la scongiuro mentre alcune lacrime fanno la loro apparizione sulle mie guance “Tu mi amavi vent’anni fa’ e potresti ricominciare ad amarmi nuovamente. Io saro’ quello che vorrai. Saro’ il tuo uomo o il tuo schiavo. Qualunque cosa ma non mi lasciare cosi’. Con mia moglie e’ finita da un pezzo e ci saremmo lasciati anche se non ti avessi incontrata. Non prendere lei come scusante ” Ho smesso di darle del lei e di chiamarla padrona ma lei sembra accettare la situazione. E’ evidente che non le interessa piu’ la mia sottomissione. Quella aveva dei tempi che sono scaduti in questo momento e mi permette di parlarle normalmente
 “ D’accordo, evitiamo di inserire tua moglie tra di noi ma questo non cambiera’ la mia decisione.  I tempi cambiano Fabrizio. Avrei fatto carte false per sentirmi dire queste cose vent’anni fa’ ma ora e’ diverso. Sono stata bene, ho fatto sesso in modo splendido ma non ho intenzione di continuare”
 “ Io sono disposto a tutto. Ti prego”
 “ Basta! Ho detto no. Fabrizio, te lo sto dicendo per il tuo bene, non vorrei essere costretta a metterti di nuovo le mani addosso. E non sarebbe un gioco come quelli che abbiamo fatto durante questa settimana” Stavolta sono io a scuotere la testa mentre dalla bocca mi esce un sorriso cattivo
 “ Tu volevi solo vendicarti, non e’ cosi’? Volevi farmi innamorare per poi piantarmi” Lei scuote la testa e un sorriso amaro si forma sulla sua bocca
 “ Sei un idiota. Se avessi voluto soltanto farti innamorare non ti avrei proposto di farti dominare da me col rischio che non accettassi. Ti avrei proposto altre cose, altre situazioni. E visto che la prima volta non accettasti proprio a causa del mio carattere dominante, mi sarei proposta in maniera differente, dicendoti che ero cambiata. Mi sarebbe bastato questo e sono sicura che saresti caduto ai miei piedi innamorato cotto. Dopo l’esperienza negativa di vent’anni addietro, se avessi davvero voluto farti innamorare, mi sarei comportata in quel modo. Non potevo certo immaginare che invece tu avresti apprezzato la mia dominazione. E quindi, che tu ci creda o no, non era mia intenzione. Volevo solamente giocare, fare sesso cosi’ come piace farlo a me con un uomo che mi piace fisicamente e che mi e’ sempre piaciuto. Ma amore e apprezzamento sono due cose che possono essere distanti in alcuni casi. Quando ero diciottenne, camminavano di pari passo, adesso sono lontanissime. E ti sto lasciando anche perche’ mi sono resa conto di questo tuo sentimento. Se dovessimo proseguire, per te sarebbe ancora piu’ penoso e doloroso il giorno in cui inevitabilmente io mi stanchero’ di te”
 “ Lo dai per scontato. Perche’ non provare?”
 “ Te l’ho detto. Non ti amo. Non piu’. E gli uomini che non amo prima o poi mi stancano, come e’ sempre accaduto nella mia vita. Meglio per te che lo faccia adesso che tra un po’ di tempo”
 “ E allora tienimi come schiavo, usami quando vuoi ma non mi lasciare” Lei scuote di nuovo la testa
 “ Non avrei mai immaginato che tu potessi diventare un uomo del genere, e te lo dico non come un’offesa ma come constatazione. Si, potrei tenerti come schiavo e usarti come ho usato gli altri, come uso Pietro ma tu…… Tu sei diverso per me. Vent’anni fa’ ho fatto una scelta, Fabrizio. Per colpa tua. O a causa tua che forse e’ meglio. Vedevo gli altri, maschi e femmine che fossero, che facevano carte false pur di baciarmi i piedi, in senso metaforico e reale. E questo perche’ ero piu’ forte di loro e perche’ mi atteggiavo a stronza e dispotica…..”
 “ E perche’ eri bella come una dea” la interrompo. Lei sorride
 “ Si, anche perche’ ero bella. Con il tuo rifiuto, ho fatto la scelta di sfruttare in modo piu’ deciso quel potere che avevo, rinunciando all’idea di avere un fidanzatino al quale dedicare le mie attenzioni. E l’ho fatto, divertendomi e rimanendo appagata completamente”
 “ Questo me l’hai gia’ detto. Perche’ io sono diverso? “
 “ Perche’ tu sei il ragazzo che mi ha ferita ma sei anche l’unico che mi ha fatto battere il cuore. Dovresti andarne orgoglioso, Fabrizio. Non sono piu’ riuscita ad innamorarmi di nessun’altro”
 “ E allora? Un motivo in piu’ per provarci di nuovo” insisto. Lei si alza dal letto, incurante della sua nudita’ e viene di fronte a me. Dio quanto e’ bella. E la sua sicurezza la fa apparire ancora piu’ bella
 “ Non riesci a capirmi, vero? Eppure non sei un idiota. Io voglio dominare, voglio uomini che striscino ai miei piedi, che mi obbediscano, pronti ad essere puniti e picchiati. Io voglio essere superiore.  E voglio esserlo fisicamente. E’ l’unica cosa che mi eccita. Non mi accontento piu’ del fidanzatino. Io voglio vedere il terrore nei loro occhi, lo capisci? Mi eccito con queste situazioni . Voglio il potere, il controllo e questo e’ anche il motivo per cui ho voluto fare sesso con te da donna dominante. Quando ti ho chiesto di diventare il mio ragazzo avevo diciotto anni e volevo una storia d’amore, pronta a cambiare per te”
 “ Ho detto che sono pronto a tutto, anche a diventare il tuo schiavo”
 “ No, tu sei pronto ad avere un rapporto sottomesso con me, non ad essere il mio schiavo. Accetti la mia superiorita’, forse ti eccita ma saresti pronto a vedermi con un altro come ha fatto Pietro? Saresti pronto a farti picchiare sapendo che io vado a letto con un altro? Uno schiavo accetta tutto in silenzio. Tu lo faresti?” La guardo sconsolato
 “ Io ti amo. Non conta niente questo?”
 “ Conta per te. Tu vuoi una compagna, una donna e accetteresti anche di giocare allo schiavo  pur di avermi  ma non e’ la stessa cosa. Vent’anni fa’…….. Si, a quell’epoca si. Ti volevo e ti avrei voluto come ragazzo normale e se tu fossi stato addirittura disposto a giocare come abbiamo fatto durante questa settimana, ti avrei amato pazzamente e mi avresti resa la ragazza piu’ felice del mondo. Pensa, sarei stata completa. Avrei amato e nello stesso tempo avrei dominato. Ma per avere un rapporto del genere bisogna appunto amare. Ed io non ti amo piu’. Punto. Mi dispiace Fabrizio. Dispiace per me ed anche per te. Abbiamo entrambi  perso il treno dell’amore. Ora quel treno corre su altri binari, su binari che ne’ io e ne’ te percorreremo insieme” Chiudo gli occhi, piango, sono disperato ma non posso fare a meno di pensare che abbia ragione. Io vorrei un rapporto, che sia esso normale o sottomesso nei suoi confronti. Non sarei disposto ad accettarla come PADRONA ASSOLUTA, libera di portarsi a letto chiunque, di avere altri uomini. No, quello non rientra nella mia mentalita’. Durante questa settimana sono stato quasi perennemente eccitato ma piu’ che un rapporto di dominazione si e’ trattato di sesso, di desiderio. O forse un miscuglio di tante situazioni. E poi di quel meraviglioso sentimento che ignoravo completamente che e’ l’amore, quello vero. E la dominazione era manovrata ad arte da Maria Giulia appositamente per arrivare al momento del sesso eccitati come non mai. Ed ora? Cosa sara’ la mia vita senza l’unica donna che abbia mai amato veramente? No, devo fare un ulteriore tentativo, non posso lasciarla andare cosi’. Mi frappongo tra lei e l’uscita della stanza
 “ Proviamoci Maria Giulia. Un’altra settimana e poi prenderemo la decisione definitiva. In una settimana io mi sono innamorato di te e forse con la successiva potresti essere tu a provare qualcosa per me. Come allora”
 “ Fammi passare che voglio andare in doccia. Ho detto no e la mia risposta e’ definitiva. Vedrai che se ci rifletti finirai per darmi ragione”
 “ No cazzo. Tu non puoi trattarmi cosi’. Non puoi scopare nel modo in cui hai scopato, non puoi farmi innamorare di te e poi piantarmi” Ho alzato la voce e subito dopo mi sono pentito. Non devo farmi prendere dall’ira. Non certo con una come Maria Giulia capace di ridurmi in cenere
 “ Adesso basta! Sto perdendo la pazienza. La settimana e’ conclusa e non sei piu’ il mio schiavo ma non ti permetto ugualmente di rivolgerti a me con questo tono. Nessuno al mondo puo’ permettersi di farlo e rimanere indenne. Fammi passare, Fabrizio. Non mi costringere ad usare le maniere forti. Mi piace farlo durante i miei giochi di dominazione ma non voglio farlo nella vita reale, a meno che non ci sia costretta. Spostati e te la caverai senza danni. Non farmi rifare quello che feci vent’anni fa’” Non voglio che se ne vada. Rimango imperterrito dinanzi a lei fino a quando mi da una spinta per allontanarmi. La spinta mi fa fare alcuni passi indietro e lei riesce a fare alcuni metri per uscire dalla stanza per andare in bagno ma la raggiungo e le prendo il braccio. Evidentemente, la lezione di vent’anni prima non mi e’ servita a nulla perche’ Maria Giulia sa bene come liberarsi di un contatto non voluto. Con l’altra mano, quella libera, afferra a sua volta il mio braccio facendomi roteare su me stesso,  usando proprio l’appoggio che le davo e mandandomi col sedere per terra. Ed atterrando col sedere, sono praticamente illeso. Mi rialzo in un secondo e le vado incontro di nuovo. Non certo per cercare di picchiarla in quanto sarebbe un suicidio ma per cercare di commuoverla, di dirle per l’ennesima volta che sono innamorato di lei. Le afferro nuovamente il braccio per non lasciarla andar via ma Maria Giulia ripete la mossa precedente e volo di nuovo per la stanza. Una semplice mossa di judo. Semplice per una con le sue capacita’ ma stavolta il volo non si conclude come prima. Vado a sbattere contro un mobile e ci vado con la testa. L’impatto e’ forte malgrado Maria Giulia non sembra averci messo tutta la sua forza ma la testa mi gira.  Provo a rialzarmi, barcollo e poi scivolo verso terra riuscendo pero’ a vedere il bellissimo volto della donna che amo avvicinarsi al mio
 “ Oddio, hai sbattuto la testa. Non svenire, Fabrizio, ti prego. Mi dispiace, mi dispiace tanto” Sono le ultime parole che sento e poi il nulla.
« Ultima modifica: 05 Luglio 2018, 18:56:45 da DavideSebastiani »

Offline DavideSebastiani

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Re:La terza occasione
« Risposta #18 il: 05 Luglio 2018, 18:58:54 »
Chiedo scusa a tutti i lettori. Ho postato erroneamente per due volte lo stesso episodio, ovvero il quattordicesimo, ed infine ho addirittura inserito una puntata di un altro mio racconto che non c'entra niente. Non so come possa essere accaduto. L'importante è aver risolto la situazione

Offline DavideSebastiani

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Re:La terza occasione
« Risposta #19 il: 10 Luglio 2018, 17:28:09 »
Diciassettesimo episodio

Il soffitto bianco e’ la prima cosa che noto appena riapro gli occhi. E subito dopo e’ il mio olfatto a catalizzare la mia massima attenzione. E’ un odore facile da riconoscere anche se non lo posso considerare piacevole, tutt’altro. Mi trovo in un ospedale. Accidenti, stavolta le ho prese di brutto da parte di Maria Giulia. Vent’anni prima me l’ero cavata con danni relativi, a parte quelli enormi al mio ego maschile, ma stavolta ci e’ andata giu’ pesante. Mi ha praticamente fatto volare per la stanza facendomi atterrare di testa contro un mobile. Colpo di testa preciso e sono andato nel mondo dei sogni.  Dovro’ imparare a non prenderla piu’ per un braccio. L’ho fatto due volte e per due volte me le ha suonate di santa ragione. Ho la testa che mi scoppia ed avrei una voglia matta di mettermi a piangere, cosa che mi riesce difficile in quanto credo di averlo fatto soltanto quando e’ morto mio padre e di fronte a Maria Giulia, ma credo proprio che mi aiuterebbe molto in questo momento. Si, vorrei piangere per la delusione, per la rabbia, per questo amore non contraccambiato che mi fa star male.  Sto per alzare la mano destra per toccare la mia testa che per colpa di Maria Giulia ha trovato qualcosa di molto piu resistente come quel mobile, quando sento un lieve impedimento. E’ una mano che tiene la mia. E’ una mano piccolina, sicuramente di una donna che mi sta dando un dolce calore. Mi volto e strabuzzo gli occhi sgomento
 “ Mamma!” esclamo. Sono meravigliato. No che dico. Sono stupefatto, incredulo, assolutamente incapace di metabolizzare completamente la figura seduta di fianco al mio capezzale. Mia madre mi guarda ed un dolce sorriso si forma sulla sua bocca
 “ Oh Dio, ti ringrazio per aver ascoltato le mie preghiere” Io la osservo di nuovo. Chiudo gli occhi e poi li riapro sempre piu’ meravigliato
 “ Non puoi essere tu, mamma”
 “ E per quale motivo non posso essere io? Sono tua madre ed e’ logico che stia vicina a te in un momento del genere” Scuoto la testa a destra e a sinistra. Non e’ possibile. Sto sognando. E se sto sognando, per quale cavolo di motivo la testa sembra che mi stia scoppiando? Nei sogni il dolore non si dovrebbe sentire. Mi guardo intorno. Alla mia destra mia madre o almeno colei che dovrebbe esserlo, seduta su una sedia mentre sulla mia sinistra un letto vuoto. Beh, non male. Sono stato fortunato. Invece di un camerone con una decina di  ricoverati, ho una stanza a due letti e l'altro e’ pure vuoto. E’ tutto il resto che pero’ non torna. Riguardo la donna sulla mia destra che continua a sorridermi teneramente
 “ Oh Dio santo!  Sei cosi’…….. giovane e bella” Lei mi guarda e sorride nuovamente
 “ Tesoro, che bel complimento. Non puoi immaginare quanto sia felice nel vedere che stai bene. I medici che ti hanno fatto la lastra avevano escluso ogni lesione ma non tornavi in te e tutti noi eravamo molto preoccupati. Come ti senti?” Scuoto la testa
 “ Io mi sento…….. Fisicamente credo di star bene anche se sto impazzendo. La mia testa deve aver preso un brutto colpo e la mia mente non deve essere completamente a posto.  Non puo’ essere vero quello che vedo” La donna a fianco a me spegne il suo tenero sorriso e mi guarda preoccupata
 “ Cosa c’e’ che non va? Tesoro della mamma, dimmelo e poi parliamo con i medici. Sono stati cosi’ gentili con tutti noi. E’ evidente che hanno preso a cuore la tua situazione. Sei cosi’ giovane, hai tutta una vita davanti. Non potevi morire a diciotto anni”
 “ Diciotto anni?”
 “ Quasi diciannove” precisa mia madre
“  Mamma, io ne ho 39, sono un uomo. E tu dovresti averne……. Cavolo, non mi ricordo l’eta’ di mia madre. Ah si, ne dovresti avere 65. O forse 66. Va beh, cambia poco” Il suo sorriso si spegne di colpo ed assume un’aria preoccupata
 “ Amore mio, sei solo confuso. La botta in testa deve averti fatto perdere il senso della realta’. Vedrai che fra poco ti sentirai meglio. L’importante e’ che tu riconosca la mamma” Scuoto la testa
 “ Oh mio Dio. Si, io ti riconosco ma tu dovresti essere vecchia. Cioe’ piu’ vecchia di adesso. Dovresti avere tutti i capelli bianchi e da quando e’ morto papa’ tu non ti curi piu’. Invece adesso sei…… Beh, sei piu’ giovane e decisamente attraente” Mia madre, o almeno la donna che assurdamente somiglia a mia madre di tanto tempo fa’ sorride e mi accarezza dolcemente
 “ Tesoro, sei solo confuso. Ti ringrazio per trovarmi attraente ma, grazie al cielo, tuo padre e’ vivo e vegeto e sta in pensiero per te. Lo faccio entrare cosi’ te ne renderai conto personalmente” Non e’ possibile. Sto sognando e fra poco mi svegliero’ e mi trovero’ di nuovo nella bella villa di Maria Giulia a strisciare ai suoi piedi  ed a venerare i suoi muscoli d’acciaio dopo essere stato picchiato per l’ennesima volta da quella forza della natura. Ma poi lo vedo. E’ lui, mio padre. E’ mio padre che si avvicina verso di me. E’ mio padre cosi’ come me lo ricordo prima che si ammalasse di cancro. Non puo’ essere vero. Ma non posso perdere l’occasione di riabbracciarlo. Se e’ un sogno, e’ estremamente realistico e mi alzo dal letto buttandogli le braccia al collo, felice come non mi capitava da tantissimo tempo
 “ Papa’. Oh mio Dio quanto mi sei mancato” Lui mi sorride e mi da una pacca sulla spalla destra
 “ Fabrizio! Quanto ci hai fatto stare in pena. Sono passate poche ore da quando hai perso i sensi ma e’ sembrato un secolo. Davvero ti sono mancato? Eppure ci siamo visti stamattina e di solito tu non sei abituato a certe effusioni”
 “ Papa’, che bello sentire la tua voce. Lo sai che me l’ero dimenticata?” Mia madre lo prende per un braccio, l’avvicina a se e poi gli bisbiglia alcune parole all’orecchio. Sorride
 “ Davvero hai sognato che ero morto? Dai, non ti preoccupare. Mi hai allungato la vita” Si avvicina anche mia madre
 “ C’e’ Elena che ti vuole vedere. Te la senti? La faccio entrare?”
 “ No, con quella ci ho litigato” rispondo d’impeto.
 “ Hai litigato con tua sorella? Non mi ha detto niente” Ah gia’. In questa dimensione dovremmo essere d’amore e d’accordo
 “ No, forse mi sbaglio. Falla entrare” Eccola Elena. E se speravo che almeno lei fosse come me la ricordavo fino a qualche ora fa’, mi sbaglio di grosso. E’ giovanissima e pure estremamente sexy. Si butta a pesce morto su di me piangendo e riempiendomi di baci
 “ Fabrizio, fratellino mio, quanto ti voglio bene” Mi divincolo da quell’abbraccio fraterno e la osservo meglio
 “ Elena, ma quanti anni hai?”
 “ Ma che domanda?  La botta in testa ti ha fatto dimenticare l’eta’ della tua unica sorella?”
 “ Ti prego, rispondimi”
 “ Ventiquattro”
 “ Sei gia’ sposata?”
 “ Certo che no. Mi sposo a giugno di quest’anno”
 “ Oh cazzo. Datemi uno specchio. Per favore, rimediate uno specchio. Voglio guardarmi” Vedo Elena armeggiare dentro la sua borsa e poi tirar fuori uno specchietto di quelli che le donne usano per truccarsi e mi osservo. Sono sempre io, Fabrizio, ma sono giovane, estremamente giovane, un ragazzo. Chiudo gli occhi, li riapro ma sono sempre il me stesso adolescente o poco piu’. Guardo la mia famiglia e poi faccio uscire un filo di voce “ Che giorno e’ oggi?” E’ mio padre a prendere la parola
 “ E’ domenica. Anzi, visto che abbiamo superato la mezzanotte, direi che ormai e’ lunedì ”
 “ Esattamente, papa’. Giorno, mese e anno” gli chiedo. I miei tre familiari si guardano con aria interrogativa poi e’ mia madre a rispondere
 “ Ormai e’ lunedi’ 4 marzo del 1996” Benissimo! Adesso si che sono veramente nel panico.

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Re:La terza occasione
« Risposta #20 il: 13 Luglio 2018, 20:00:55 »
Diciottesimo episodio

La nottata e’ trascorsa tranquilla e sono riuscito a riposare. Mi sveglio e la prima cosa che noto e’ che finalmente il mio mal di testa sembra avermi abbandonato. Sono anche sicuro che tutto sara’ tornato alla normalita’, con il solito Fabrizio quasi quarantenne oberato di debiti, con una moglie grassa che non ama piu’, orfano di padre e soprattutto innamorato della bellissima Maria Giulia, malgrado sia stata proprio lei a mandarlo all’ospedale grazie a qualche mossa di quelle arti marziali che conosce alla perfezione. I miei, tranquillizzati dal fatto che, malgrado i miei ragionamenti inverosimili per loro, stessi fisicamente bene, si sono fatti convincere dai medici a lasciarmi riposare e sono tornati a casa. Quando mi sveglio, mi accorgo pero’ che la camera dell’ospedale e’ la stessa di ieri. Ma si, in ospedale e’ nomale che mi ci trovi dopo le botte che ho preso da Maria Giulia. E’ il resto che mi rende un pelino perplesso. Mi alzo, vado in bagno ad orinare ma prima mi guardo allo specchio. Oh cazzo, sono ancora un diciannovenne. Carino, bel tipo, coi capelli mediamente lunghi ma, porca Eva, ho appena abbandonato l’adolescenza. Ma se non mi trovo all’ospedale per essere stato picchiato da Maria Giulia, per quale cazzo di motivo mi ci trovo? Mi metto seduto sul letto a rimuginare. Dunque, gli ultimi ricordi nitidi sono del bel viso di Maria Giulia che era dispiaciuta per avermi picchiato troppo forte e che mi intimava a riprendermi. E poi mi sono risvegliato magicamente in quest’ospedale ringiovanito di oltre vent’anni. Adesso ragioniamo con calma. E se fosse vero? Se io avessi una seconda possibilita’ nella mia vita? Io so cio’ che e’ accaduto in seguito e potrei modificare gli eventi, almeno quelli negativi. Si, e’ vero che nei film di fantascienza si vieta di interagire per cambiare il passato ma io ormai mi trovo nel passato. Anzi, mi trovo nel presente. Il presente di un ragazzo che ancora deve compiere diciannove anni e con tutta la vita davanti ma che, al contrario di ogni mio coetaneo, sa perfettamente cosa vuole. L’arrivo di mia madre, mi distoglie dai miei pensieri. Ed e’ ancora la mamma relativamente giovane di ieri sera
 “ Come ti senti, tesoro? Ricordi tutto adesso?” E cosa le dico adesso? Preferisco essere vago
 “ Veramente sono ancora un po’ confuso. Dimmi, per quale motivo mi trovo all’ospedale?” Lei glissa per alcuni attimi sulla mia domanda e mi consegna un cappuccino dentro un bicchiere di carta e due cornetti con la marmellata
 “ Ho pensato che avresti preferito fare una vera colazione che non trangugiare quelle schifezze che ti danno all’ospedale” Non ha torto. Ho una fame da lupo e mi bevo il cappuccino avidamente ed altrettanto avidamente comincio ad addentare il cornetto
 “ Non hai risposto alla mia domanda, mamma. Vuoi farlo per favore?”
 “ E’ tutta colpa del calcio, accidenti. Stavi giocando la finale del torneo, quello delle scuole, e hai dato una testata tremenda ad un avversario” La finale del torneo delle scuole? Ma io quella partita l’ho giocata tutta e ho pure segnato il gol della vittoria
 “ Mamma, non e’ possibile. Deve essere accaduto in qualche altra circostanza. Io quella partita l’ho finita. E’  vero, ebbi uno scontro tremendo ma mi ripresi quasi subito” Mia madre mi accarezza dolcemente
 “ Parli al passato come se tutto fosse accaduto un secolo fa’. E’ successo ieri sera. Ti sei rialzato, volevi continuare a giocare ma poi ti sei sentito nuovamente male ed hai perso i sensi. Almeno questo e’ quanto ci hanno raccontato perche’ noi non c’eravamo. Mentre ti portavano all’ospedale, ci hanno avvertito e noi, col cuore in gola, siamo corsi per stare vicini a te. Ti hanno fatto una lastra, hanno escluso subito complicazioni ma, per qualche misterioso motivo, non ti svegliavi e poi, grazie a Dio, sei rinvenuto” La guardo inebetito
 “ Mamma, com’e’ finita la partita?”
 “ Tesoro, ma cosa m’importa di quanto e’ terminata quella maledetta partita. Fra un po’ verranno tutti i tuoi compagni di classe. D’accordo con gli insegnanti, hanno deciso di fare un giorno di festa per venire a trovarti. Sai, erano preoccupatissimi, soprattutto Andrea. Glie lo potrai chiedere a loro” Mi accascio di nuovo sul letto dopo aver terminato i cornetti. Dunque, e’ lunedi’ 4 marzo del 1996. Mi sembra di impazzire. Sono tornato indietro di vent’anni e quattro mesi. Perche’ proprio questa data? Quindi, sono ancora un liceale. Oh beh, sai che esame di maturita’ di merda che darei. E chi si ricorda niente! Con tutto quello che ho trascorso in questi vent’anni, la mia mente ha praticamente cancellato ogni nozione imparata a quell’epoca. Ma io in questo momento non ho nessun problema a parte la maturita’. Quelli arriveranno in seguito, quando mio padre scoprira’ di avere un cancro, quando mi ritrovero’ con un negozio pieno di  debiti e quando sposero’ Sabrina. Ed io posso impedire che tutto questo accada. Sorrido ripensando a cio’ che mi ha detto Maria Giulia proprio ieri. Beh, definire ieri quello che accadra’ tra vent’anni e’ perlomeno ironico. Ad ogni modo, mi disse che il passato non sarebbe potuto tornare. Ed invece si sbagliava. Il passato e’ tornato. Io ancora mi devo mettere insieme a Sabrina, ancora non ho detto no a Maria Giulia e posso evitare un sacco di cose. Sono in fibrillazione. Voglio uscire dall’ospedale ma mia madre mi dice che probabilmente mi faranno uscire nel pomeriggio, visto e considerato le mie ottime condizioni di salute. Adesso devo evitare di passare per matto. Ce la faro?

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Re:La terza occasione
« Risposta #21 il: 17 Luglio 2018, 21:00:07 »
Diciannovesimo episodio

L’ingresso di Andrea interrompe i miei pensieri. Oddio, non me lo ricordavo cosi’. Ha ancora tutti i capelli e la sua solita aria gioviale. Mi abbraccia
 “ Che ti pigli un colpo! Ci hai fatto cagare sotto dalla paura. Pensavamo che fossi morto”
 “ Ed invece eccomi qua. Senti, com’e’ finita la partita?”
 “ Non te l’hanno detto? Beh, dopo che sei svenuto la squadra ha perso la concentrazione. Volevamo smettere di giocare ma poi sono arrivate notizie confortanti e l’arbitro ha preteso di terminare la partita”
 “ Abbiamo vinto, no?”
 “ Veramente…… E’ che la tua uscita ha rivoluzionato la squadra. E’ entrato <er figurina>…..
 “ Cosa? Al mio posto e’ entrato < er figurina>? Dimmi che non e’ vero”
 “ Il prof di educazione fisica lo ha voluto far entrare per forza. Gli avra’ voluto dare un premio perche’ e’ un secchione coi controcazzi. E cosi’, a pochi minuti dal termine, ha perso una palla a centrocampo e ci hanno segnato” Mi metto le mani nei capelli
 “ Non e’ possibile. Io quella partita l’ho vinta. Ho fatto gol con un’azione personale ed un tiro alla Del Piero che si e’ insaccato all’angolino”
 “ Cazzo dici, Fabri’. Magari. Tu sei ancora rintronato da quella testata. Te lo sarai sognato sto gol. Dai, ormai e’ andata. Ce la fai ad uscire dalla stanza? C’e’ tutta la classe che e’ venuta a trovarti. Abbiamo fatto sega a scuola con la scusa che stavi male. Figo no?” Figo un cazzo. L’unica cosa che avevo vinto in vita mia e’ svanita nel nulla. Questo salto indietro nel passato comincia male. Comunque esco. Ci sono proprio tutti e tutti mi abbracciano, compresa Maria Giulia. E’ altera, fredda e distaccata. Come cavolo e’ possibile che mi ami? Ma certo, deve recitare una parte, quella della ragazza glaciale e dominante. Oh beh, dominante lo e’ davvero ma glaciale invece no. E’ passionale e attenta alle esigenze degli altri, almeno stando alla donna che ho imparato a conoscere fino a ieri….. Cioe’ fra vent’anni. Beh, ci siamo capiti. Quel che e’ certo e’ che si tratta di una fica da  panico. Jeans aderenti che le fanno un culo da sballo, stivaletti col tacchetto, cashmerino a girocollo verde acido che le fa due tette da urlo e profumo inebriante della sua pelle. Nel contatto mi rendo conto che già a diciotto anni e’ bella tonica e le sue braccia, pur nascoste dal maglioncino, sono notevolmente tornite.  Mi stacco a fatica da quell’abbraccio che mi ha regalato un’inaspettata erezione. Mio Dio, mi sembra di essere un depravato che si eccita con una ragazza che ha meno della meta’ dei miei anni. Ma, a parte che Maria Giulia farebbe resuscitare un morto, io sono un ragazzo. Cazzo, un giovane che fra pochi mesi compira’ diciannove anni. Non so quanto tempo sono destinato a trascorrere in questo periodo ma dovro’ cancellare le mie idee di quarantenne e cominciare a cercare di ragionare come un ragazzo di quest’epoca. Mi si avvicina poi Valeria Tozzi. Mica male nemmeno lei. Certo, la sua bellezza svanisce se paragonata a Maria Giulia ma e’ veramente molto carina. Mi abbraccia anche lei
 “ Tutto a posto Fabrizio?”
 “ Si certo. Sto bene” Vedo che indugia sull’abbraccio ma poi il suo sguardo incrocia quello di Maria Giulia che sembra fulminarla e mi lascia
 “ Ehm…. Mi fa piacere. Ci vediamo in classe” Dunque, e’ vero cio’ che mi ha raccontato Maria Giulia. Lei ha impedito a Valeria di farmi capire che aveva un debole per me. Si, e’ chiaro. Ed anche particolarmente eccitante. Sapere che due belle ragazze provano qualcosa nei miei confronti mi inebria. Oh mamma mia! Ecco, adesso sto incominciando a ragionare da diciannovenne invece di farlo da maturo trentanovenne quale sono in realta’. E non so cosa sia meglio. Si avvicina intanto anche Mauro Piatti e mi batte il cinque
 “ Ehi Fabrizio, quando esci?” mi fa sorridendo
 “ Entro oggi. Non ho proprio intenzione di rimanere qui”
 “ E gia’, pare di stare in carcere” Lo guardo e non so se mettermi a ridere
 “ Forse dovremmo darci il cambio cosi’ ci prendi l’abitudine” Stavolta e’ lui a guardarmi ed a sgranare gli occhi. Troppo complicato spiegargli il motivo di questa mia battuta. Comunque sia, i miei compagni se ne vanno lasciandomi di nuovo solo con i miei pensieri. E’ tutto completamente assurdo ma io mi devo giocare bene questa seconda opportunita’ che il destino mi sta regalando. Non ho vinto il torneo delle scuole ma forse posso vincere una partita ben piu’ importante. La partita della vita.

Offline DavideSebastiani

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Re:La terza occasione
« Risposta #22 il: 20 Luglio 2018, 19:26:52 »
Ventesimo episodio

La televisione sta mandando le immagini del festival di Sanremo appena andato in onda qualche settimana prima e mi viene da sorridere vedendo Pippo Baudo e la sua valletta Sabrina Ferilli. Trascorsi vent’anni,  poco sembra cambiato da un punto di vista televisivo. Anche la canzone vincitrice , <Vorrei incontrarti tra cent’anni> di Ron e Tosca e’ un ritornello che conosco bene. Se fossi arrivato in questo periodo con qualche settimana di anticipo ci avrei anche potuto scommettere casa che avrebbero vinto loro. Gia’, ci avrei potuto scommettere casa e, guarda caso, mio padre si e’ praticamente mangiato il negozio con le scommesse. Io posso cambiare tutto. E’ questo il motivo per cui il Padreterno mi sta dando un’altra possibilita’. L’entrata di mia sorella Elena che si mette seduta vicino a me sul letto e mi abbraccia, mi riporta alla realta’ di quel pomeriggio a casa dei miei genitori, in quella casa che fu anche mia prima di sposarmi, un paio d’ore dopo essere uscito dall’ospedale. Devo ragionare ancora sul da farsi ma comincio ad avere le idee meno tumultuose. Ma siamo sicuri che questo e’ il mio passato e non ad esempio un passato parallelo? Ma no, altrimenti ci sarebbe un altro Fabrizio e sinceramente non vorrei trovarmi con un doppione adolescente di me stesso. Elena intanto mi da un bacino sulla guancia. Mi vuole bene ed io spesso la tratto male. Mi fa sentire in colpa per quello che le ho detto. Va beh, poco male, deve ancora accadere. Mi sorride
 “ Come ti senti, Fabrizio? Ti fa male la testa?” La guardo e le sorrido a mia volta
 “ Tutto bene, Elena”
 “ Senti, mi ha detto la mamma che appena ti sei svegliato pensavi di avere 39 anni. Tutto passato, vero?”
 “ Te l’ho detto, sto bene. Piuttosto, senti un po’. Tu ti sposi a giugno, vero?”
 “ Certo tesoro. Non vedo l’ora. Mancano solo quattro mesi e poi diventero’ la moglie di Francesco. Comincio ad essere emozionata”
 “ Senti Elena, me lo fai un favore?” Lei sgrana gli occhi e mi guarda in modo interrogativo
 “ Dimmi pure. Tutto per il mio fratellino”
 “ Hai gia’ in mente il nome del bimbo che hai in pancia?” Elena si alza di colpo
 “ Ti ha detto qualcosa la mamma? Ora vado di la’ e glie ne dico quattro. Le avevo detto di attendere prima di spargere la voce che ci sposavamo perche’ ero incinta” La prendo per un braccio e la spingo a mettersi di nuovo seduta sul letto
 “ Stai calma. La mamma non mi ha detto nulla”
 “ Allora e’ stato Francesco!”
 “ Nemmeno Francesco”
 “ E allora come cavolo lo sai?” Rifletto un pochino e poi le accarezzo a mia volta la guancia. Non me la ricordavo cosi’ carina mia sorella e veste troppo sexy per i miei gusti. Poi mi sentirà. Il Fabrizio diciannovenne poteva anche fregarsene di come andava in giro la sorella rompicoglioni ma a quello di quarant’anni no. Ma questo glie lo diro’ dopo
 “ Allora, mi rispondi o no? L’avete gia’ scelto il nome?” Lei non riesce proprio a capire dove la voglia portare
 “ Beh, se fosse una femminuccia…….”
 “ E’ un maschio!” la interrompo
 “ Come fai a saperlo? Ancora dobbiamo fare l’ecografia e non e’ detto che si possa vedere”
 “ Va beh, poi te lo spiego. Se e’ maschio hai gia’ deciso di chiamarlo Maicol, vero? Elena si alza di nuovo e stavolta lo fa di scatto
 “ Co…. Come lo sai? Non lo sa nessuno, nemmeno Francesco. E’ una mia idea”
 “ E hai deciso di chiamarlo Maicol e di scriverlo cosi’ come si legge, non e’ cosi?”
 “ Non capisco……. Come fai a sapere queste cose?”
 “ Perche’ sei innamorata di Michael Douglas? Giusto?”
 “ Si ma…..”
 “ Ma un cazzo. Lo puoi chiamare come cazzo ti pare ma devi scriverlo come deve essere scritto. Non puoi chiamare un bambino con un nome inglese e scriverlo a cazzo di cane. Chiaro? Mi da fastidio che mio nipote si chiami Maicol e non Michael” Mia sorella si alza e mi punta l’indice sul petto
 “ Tu non ti muovi da questa stanza se non mi dici come sai tutto questo” E mo’ cosa le dico? La verita’ non mi sembra il caso. Devo inventarmi qualcosa che sia plausibile
 “ Senti Elena, ho delle premonizioni, capito? La botta in testa mi ha fatto avere dei flash che riguardano il futuro” Non c’e’ bisogno che la convinca piu’ di tanto. Dopo aver indovinato che era incinta ed il nome del suo futuro figlio crederebbe a qualsiasi cosa le dicessi. Afferra la mia testa e se la mette sul grembo
 “ Quindi, andra’ tutto bene? Il parto non avra’ problemi? Ed il matrimonio sara’ bello? E saro’ felice con Francesco? E’ lui l’uomo per me, vero?”
 “ Ohi Elena, frena. Si, andra’ tutto bene e avrai una vita serena, almeno fino a quando avrai 45 anni”
 “ Perche’, cosa accadra’ dopo?” mi chiede preoccupata
 “ Semplice, non lo so. E mica posso avere i flash quando voglio io. Accontentati di quello che ti ho detto. Ah, quando Maicol che tu pero scriverai in modo diverso perche’ non lo tollero, avra’ 15 anni, ti chiameranno dall’ ospedale per dirti che ha avuto un incidente con lo scooter. Ti sentirai male e comincerai ad avere piccoli problemi cardiaci. Beh, non farteli venire. Maicol avra’ solo delle escoriazioni e tornera’ piu’ in gamba di prima. Mi raccomando, Elena, non devi preoccuparti per quell’incidente”
 “ Va bene Fabrizio. Lo faro’. E scrivero’ il nome di mio figlio nel modo giusto”
 “ Prometti”
 “ Te lo giuro.  Hai avuto altri flash che riguardano te,  mamma e papa’?”
 “ Qualcosa che riguarda papa’ ma te lo diro’ al momento opportuno. Fidati di me” Lei scuote la testa
 “ Ok Fabri, io mi fido di te ma non e normale sta cosa. Devi fare ulteriori analisi e capire cosa c’hai in quella testaccia della malora” Sorrido
 “ Questa testaccia della malora funziona perfettamente, tu non ti preoccupare” Mi stampa un bacione enorme sulla guancia ma la vedo preoccupata. Io mi alzo e la guardo. La sua gonnellina di jeans le copre appena le parti inguinali e la cosa non mi va bene per niente “E per prima cosa ti vai a mettere una gonna piu’ lunga perche’ tu cosi’ non ci esci da casa. Sei pure incinta” Lei mi guarda e sorride
 “ Ehi, sono io la sorella piu’ grande. Come mai questa gelosia tutta insieme? Non te ne e’ mai fregato niente di come vestivo”
 “ Diciamo…….. Diciamo che la botta in testa mi sta facendo vedere le cose in modo diverso. Forse mi ha fatto maturare. Ecco, quando dicevo che avevo 39 anni e’ perche’ e’ come se ne avessi appunto quasi quaranta. E questo mi fa essere piu’ grande di te. Ed ora obbedisci a tuo fratello piu’ grande” concludo scoppiando a ridere. Mia sorella scuote la testa e poi si mette il dito indice sulla tempia a testimoniare il fatto che non sto tanto bene di testa ma poi, quando alcuni minuti dopo la vedo uscire, noto con piacere che si e’ cambiata ed ha pure diminuito il suo trucco
 “ Cosi’ va meglio fratellone?”
 “ Cosi’ puoi andare. Ti do il permesso” Lei allarga le braccia e accetta la mia ironia prima di scomparire dalla mia vista aprendo la porta di casa. Ed io cosa faccio? Cosa facevo a diciannove anni? Studiavo poco ma quel poco mi bastava e poi scendevo con gli amici. A proposito di amici, devo telefonare ad Andrea. Gia’ ma come? Ce l’avro’ pure avuto un telefonino. Cerco un po’ nella mia camera e poi sconsolato vado da mia madre che e’ alle prese con la cucina, come al suo solito
 “ Mamma, che tu sappia, dove ho messo il telefonino? Me l’hanno tolto quando ho avuto l’incidente?” Lei mi guarda come se stesse guardando un extraterrestre
 “ Ma da quando in qua’ vai in giro col telefonino? Ma davvero pensi che abbiamo i soldi da buttare” Oh cazzo , e’  vero,  ancora non e’ un oggetto di uso comune e lo diventera’ fra pochissimo. Ma come si telefonava nel 1996? Ma certo, col telefono di casa o con le schede telefoniche ed erano ancora pochi i telefoni cellulari in giro e ce li avevano solo i <grandi > e non gli studenti squattrinati come me. Se la memoria non mi inganna, il primo lo ebbi a diciannove anni e quindi nel 1997, quando i prezzi si erano calmierati. Decido di scendere. E’ meglio che prenda un po’ d’aria.