Crea sito

Autore Topic: La terza occasione  (Letto 5037 volte)

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #15 il: 22 Giugno 2018, 18:51:06 »
Quattordicesimo episodio

L’indirizzo che Maria Giulia mi ha dato corrisponde ad una splendida villetta poco fuori la città, a dimostrazione che, come avevo potuto immaginare, e’ ancora piena di soldi. Ma il suo aspetto economico e’ l ’ultima cosa che mi interessa di lei. Stavolta, mi attende completamente da sola. E’ venuta di persona ad aprirmi ed i miei occhi si perdono nella contemplazione della sua bellezza. Sto per entrare ma noto il suo dito indice che mi dice di inginocchiarmi alla sua presenza facendomi poi segno di seguirla. Mi inginocchio malvolentieri, non certo per l’ordine ricevuto quanto perche’ avrei voluto continuare ad osservarla. Ho appena notato che indossa un abito nero molto corto, fasciato, simile a quello che indossa va il giorno precedente alla festa e naturalmente ho sentito i battiti del cuore accelerare nel vedere il suo bel viso che sembra ancora piu’ bello di quando aveva diciotto anni, truccato perfettamente, con i capelli che ha stavolta raccolto in una coda alta che, cercando di osservarla mentre cammina dinanzi a me, fa ondulare a destra e sinistra. Mi precede ed io carponi continuo a seguirla, osservando le sue solite scarpe col tacco a spillo e sentendo il ritmico battere di quei tacchi sul pavimento. Nessuno dei due ha aperto bocca fino a quel momento, a parte il mio saluto fatto con estrema devozione. Mi conduce nella cucina, larga e spaziosa e quindi si mette seduta su una sedia accavallando le sue splendide gambe
 “ Stasera ho fatto arrivare dal ristorante la cena che tu mi servirai nella sala da pranzo. Da domani e fino al resto della settimana sarai tu a dover cucinare per me. Sai fare qualcosa?”
 “ Non sono uno chef, padrona ma qualcosa so cucinare” le rispondo quasi timidamente
 “ Lo spero per te perche’ se tu dovessi prepararmi qualcosa che non incontra i miei gusti, poi ti puniro’. E meno io saro’ soddisfatta e piu’ la punizione sara’ maggiore e dolorosa. E sai che quando io intendo dolorosa significa che ti dovro’ dimostrare chi e’ piu’ forte” Non ci tengo a vederla di nuovo in azione contro di me e preferirei non dover scoprire cosa sono capaci i suoi muscoli e la sua abilita’ nelle arti marziali, cosa che ho potuto vedere fino ad un certo punto
 “ Cerchero’ di non deluderla, padrona”  le dico infatti. Lei sorride
 “ Era quello che volevo sentire dalla tua bocca e quindi ti faro’ l’omaggio di sederti a tavola con me. Ora comincia, Fabrizio. Ci attende una lunga serata e se tu sarai capace, se ti comporterai nella giusta maniera,  se tu mi obbedirai come io pretendo di essere obbedita, potra’ concludersi come ieri sera. In fondo, e’ quello che tu vuoi e per cui ti stai sacrificando a fare cose che non rientrano nella tua mentalita’, non e’ cosi?” Mi avvicino, come un cane che vuole sentire l’odore della sua padrona ed il suo e’ un odore afrodisiaco che mi sta gia’ eccitando in modo incredibile
 “ Non lo so, padrona. Cioe’….. E’ che e’ molto strano” Lei mi accarezza
 “ Cos’e’ strano? Avanti Fabrizio, dillo”
 “ Fare l’amore con lei e’ stato meraviglioso, padrona ma sono felice di stare in sua compagnia a prescindere da quello che accadra’. Lei e’ una donna speciale e…..”
 “ Ho compreso Fabrizio e mi fa piacere. Ora basta e non sperare che questo momento di dolcezza mi faccia essere meno dura con te”
 “ Lo immaginavo ma……” Mi afferra per i capelli, alzandomi quasi di peso e gettandomi addosso ad un muro per poi avanzare lentamente verso di me. Ho il cuore in gola. Adrenalina a mille e sensazioni apparentemente contrastanti:  emozione, eccitazione, timore, tutte nella brevissima frazione di pochissimi secondi. Mi afferra il volto. Mi sento nelle sue mani. La temo ma al contempo la rispetto e non apro bocca mentre lei sospira serissima
 “ Ho detto basta. Non mi far ripetere le cose due volte.  I miei ordini devono essere recepiti immediatamente. Servimi  immediatamente che non ho intenzione di mangiare freddo” Stavolta, non me lo faccio ripetere e comincio a darmi da fare. La serata ha quindi inizio ma, malgrado questo inizio,  sono meno in tensione rispetto a ieri perche’ so che il tutto avra’ una valenza di gioco erotico anche se non sara’ semplicissimo per me rapportarmi con una come lei, sapendo che mi e’ superiore in tutto e che sono nelle sue mani. E questo continuo battere del cuore in modo anomalo? Cos’e’ questa strana sensazione mai provata? E perche’ proprio con una donna con le caratteristiche fisiche e psicologiche  di Maria Giulia? Continuo ad essere estremamente confuso ed ho quasi timore di cio’ che credo di provare ma intanto voglio assaporare ogni singolo istante che trascorro in compagnia di questa strana, meravigliosa e bellissima creatura e decido di lasciar libere le sensazioni che il mio corpo e la mia anima mi stanno regalando a piene mani da quando, ieri sera, ho fatto il mio ingresso nella suite dell’albergo.
Inizio a servirla con mille preoccupazioni che affollano la mia mente ma allo stesso tempo sono eccitato mentalmente per questo strano gioco di sottomissione. E non solo mentalmente. Ho una considerevole e irragionevole, considerando che non sto avendo nessun contatto con lei, erezione che spiega alla mia parte razionale che cio’ che sto facendo mi piace. E quella parte razionale quasi ne e’ sconvolta.
Ci diciamo poche parole e nella grande casa completamente vuota, a parte noi due, risuonano solamente i suoi ordini secchi, il rumore delle posate sopra i piatti ed il tintinnio dei bicchieri. Quando abbiamo terminato di mangiare, mi ordina di togliere tutto dalla camera da pranzo e di riportarlo in cucina. Quando ritorno, noto il suo sorriso
 “ Puoi considerarti fortunato, Fabrizio”
 “ Per essere il suo schiavo, padrona?”
 “ Certo, ma non soltanto per quello. Di solito, pretendo dai miei schiavi che oltre a servirmi si dedichino alla pulizia della casa ma voglio evitarti quest’incombenza” Sospiro sollevato. Sono praticamente negato per queste cose e mia moglie, tra tutti i difetti che possiede, ha almeno sempre provveduto alle faccende domestiche
 “ Perche’, signora?” le chiedo comunque incuriosito
 “ Perche’ non voglio sprecare il mio tempo con questo. Abbiamo una serata davanti a noi ma so che devi tornare a casa e domani devi andare a lavorare” Non comprendo appieno questa sua decisione e lei sembra leggermi nel pensiero “Vedi Fabrizio, una vera padrona deve anche preoccuparsi del suo schiavo. Mi piace dominare ma non sono una sadica, come ti avevo detto ieri. E ho il dovere di fare in modo che la tua vita normale non risenta troppo della mia dominazione” Mi guarda e poi scoppia a ridere “A parte naturalmente il dolore che ti procurero’. E stasera faremo anche pratiche diverse da quelle di ieri sera. Per il mio esclusivo divertimento. Comincia a spogliarti” Chiudo gli occhi preoccupato ma obbedisco. E la mia preoccupazione è mitigata dall’immensa fiducia che ormai ho in Maria Giulia che, come ieri, sorride vedendo la mia erezione, prova tangibile di quanto mi piaccia. Lei e cio’ che fa. Attendo suoi ordini mentre lei mi gira intorno osservandomi
 “ Sono pronto, padrona” le dico comunque
 “ Molto bene Fabrizio. Perche’ vedi, hai assoluta necessita’ di essere punito. Stasera hai commesso alcuni errori nel servirmi la cena che pretendo non vengano ripetuti la prossima volta. Sempre che ci sia una prossima volta e che tu non scappa a gambe levate dicendo la tua parolina magica che e’ sempre in vigore”
 “ Provero’ con tutto me stesso a non dirla, padrona” Accenna ad un lieve sorriso
 “ Vedremo. Me lo auguro”
 “ Quali errori ho commesso, padrona? Glie lo chiedo perche’ non ho intenzione di ripeterli”
 “ Bravo. Mi piacciono gli schiavi che hanno intenzione di migliorarsi. Dunque, mio caro. Non mi hai servito il vino ed ho dovuto chiedertelo io. Non mi hai tolto immediatamente il piatto vuoto dinanzi a me ed hai addirittura atteso che tu finissi la tua parte ed infine non mi hai chiesto se desiderassi altro”
 “ Oh no, mi dispiace, padrona. Io non sono pratico. Le chiedo scusa” Sono veramente dispiaciuto. Avrei voluto farle vedere di essere in grado di accontentarla in tutto e per tutto.
 “ Lo credo che sei dispiaciuto, ma questo non cambia nulla. Dovrai essere punito. Prendi una sedia e mettiti con la testa sopra di essa” Obbedisco immediatamente. Dapprima non capisco ma appena mi metto in quella posizione, riesco a comprendere e sento una tremenda fitta al cuore. Vuole sculacciarmi. Come un bambino. Vuole umiliarmi, vuole vedere fino a che punto puo’ arrivare un uomo come me a sottomettersi. Per un attimo, sono tentato di dire la mia safe word e di scappare ma qualcosa al mio interno, quella parte irrazionale di me, mi spinge a continuare. Maria Giulia intanto, si posiziona sulla mia sinistra “ Hai compreso, vero Fabrizio? Per ogni errore ti sculaccero’ venti volte per un totale di sessanta. Non voglio sentire una sola parola uscire dalla tua bocca. Se parlerai, ricomincero’ daccapo, anche se nel frattempo sono arrivata a 59. Come ben sai, sono molto forte e pertanto ti faro’ male, tanto che probabilmente non potrai sederti su una sedia per il resto della serata. Ma e’ solamente un sedere e non avrai quindi conseguenze di nessun tipo, a parte l’arrossamento ed il dolore. E’ solamente un sedere anche se devo ammettere che e’ un gran bel sedere. Lo sapevi che anche noi donne guardiamo il sedere degli uomini?”
 “ Si padrona, l’ho sentito dire” ammetto
 “ Oh si, non sono una di quelle che nasconde le proprie sensazioni. Mi piace dire ad un uomo che e’ attraente, se lo e’ davvero. Mi piace vedere come reagiscono e la maggior parte delle volte fanno l’esatto contrario di cio’ che dovrebbero. Sai perche’?”
 “ No padrona”
 “ Perche’ si sentono in dovere di provarci. Quando dico ad un uomo che mi piace non e’ detto che voglia fare sesso con lui. Sono una strana donna io, mio caro Fabrizio. Mi piace essere io quella che sceglie, che decide e che fa la proposta. Sono un maschio mancato” conclude facendo una risata e, malgrado la situazione,  viene voglia di sorridere anche a me. Un maschio mancato lei? Lei che emana femminilita’ e sensualita’ ad ogni passo? Eppure c’e’ qualcosa di vero in quello che ha detto. Le piace rovesciare i ruoli prestabiliti. Lo ha sempre fatto. Imparando perfettamente le arti marziali e addirittura diventando fisicamente piu’ forte di un uomo, tanto da essere in grado di poter sopraffare qualunque maschio con estrema disinvoltura considerando come ieri mi ha manovrato a suo piacimento.  E naturalmente nel sesso, facendo lei la prima mossa, come fece all’epoca con me e come probabilmente ha fatto con altri nel resto della sua vita. E la dominazione che lei sembra amare svisceratamente, altro non e’ che quella sua parte maschile che si fa largo in mezzo ad un oceano di estrema femminilita’ e che la rende unica
 “ Come ha fatto con me?” le chiedo comunque in cerca di conferme
 “ Esatto. Ma adesso e’ giunto il momento. Io contero’ e tu non dovrai alzare gli occhi per nessun motivo, oltre a non parlare. Non dovrai guardare la tua padrona che ti punisce. Occhi giu’ e silenzio assoluto. Si parte” Non fiato ma l’inizio della serata non sta andando come avrei desiderato. Non del tutto, almeno. Ma la serata e’ ancora lunga. Sento la sua prima sculacciata. So che quella mano e’ molto forte, come ha ribadito lei, ma chiudo gli occhi e riesco a sopportarla perfettamente ed altrettanto faccio per quelle susseguenti  ma arrivati alla settima sculacciata il dolore comincia a farsi prepotentemente largo sia sul sedere che nella mia testa. Che cavolo ci sto a fare qui nudo a prendere sculacciate da una donna? Possibile che non sia capace di prendere la decisione di andarmene? Possibile che mi piaccia cosi’ tanto da costringermi a fare certe cose? Oh mio Dio quanto sono confuso! Non sono un uomo che ama sottomettersi. Ho sempre amato essere io quello che decide, che da ordini ed allora perche’ con Maria Giulia trovo questo inspiegabile piacere nel rimettermi completamente a lei? Avrei addirittura voglia di mettermi a piangere ma resisto, continuo a ripetermi che e’ solo uno strano gioco ma il dolore e’ sempre piu’ acuto. La sento contare. Abbiamo superato la meta’ e siamo ormai nella fase discendente. Mi mordo il labbro inferiore e continuo a pensare ad altro ma continuo imperterrito a rimanere fermo. Non ho voglia di essere punito ulteriormente e so che Maria Giulia lo farebbe. E questa sensazione di timore nei suoi confronti continua ad eccitarmi. Perche’? Perche’, cazzo?
Ecco, ci siamo. La sessantesima sculacciata e’ arrivata sul mio sedere che sembra andare in fiamme. Rimango fermo e lei mi afferra dolcemente per il collo aiutandomi a rialzarmi. Mi accarezza i capelli e poi il viso
 “ Hai voglia di piangere Fabrizio?” mi chiede. La sua bellissima bocca e’ a pochi millimetri dalla mia
 “ Si padrona” le dico deferente
 “ Fallo, coraggio. Hai vissuto momenti particolari e non e’ un delitto sfogarsi” Alcune lacrime iniziano a scendere dal mio viso. Lei le ferma con le labbra, baciandole, sempre piu’ vicino alla mia bocca che apro nella speranza vana di ricevere quel suo bacio che sto attendendo come manna dal cielo. Adesso avvicina la sua bocca al mio orecchio. E’ cosi’ bello sentirsi nelle sue mani. Mi sembra di abbandonare tutti i miei problemi e che il mio mondo si restringa a lei. Mi mordicchia il lobo ed un brivido di piacere immenso di impadronisce del mio corpo “Sei stato bravo. Mi desideri cosi tanto da sopportare tutto questo?”
 “ Si padrona. La desidero immensamente”
 “ E’ solo desiderio sessuale?”
 “ No padrona, non lo e’” rispondo ma sono sicuro che lei se ne sia accorta da un bel pezzo
 “ Non vuoi andartene, allora” Andarmene? E’ l’ultima cosa che vorrei fare. Ho sbagliato tutto venti anni fa, non posso farlo nuovamente. Oh Dio, mi maledico per quello che successe. Come ho potuto rinunciare a tutto questo per il mio insulso orgoglio maschile?
 “ No padrona” le rispondo infatti. Lei sorride
 “ Ne ero certa. Allora in ginocchio ed occhi bassi. Si ricomincia Fabrizio. E non sara’ una passeggiata per te”
 “ Lo so padrona ma sono pronto”
 “ Pronto ad obbedire ad ogni mio desiderio?”
 “ Si padrona. Pronto ad obbedirle, nella speranza di non commettere altri errori” le confermo. La serata e’ ancora lunga. Ho paura ma sono convinto di aver fatto la scelta giusta. Ho una settimana dinanzi a me e voglio sfruttarla per capire meglio dentro di me, per comprendere quelle assurde sensazioni che provo dinanzi a Maria Giulia. E sono sicuro che le comprendero’ molto prima che questa settimana finisca.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #16 il: 26 Giugno 2018, 20:19:01 »
Quindicesimo episodio

E’ trascorsa dunque la settimana. Quella che andro’ a trascorrere sara’ l’ultima serata prima che io e Maria Giulia, come d’accordo, decideremo cosa fare. Continuare o no? La mia decisione e’ gia’ stata presa forse fin dalla prima notte trascorsa insieme. Non potrei che desiderare di proseguire questa strana avventura con lei anche perche’ non e’ piu’ soltanto una questione di sesso. Io me ne sono innamorato. Pazzamente innamorato. Quello che temevo e nello stesso tempo speravo si e’ avverato. E’ incredibile ma e’ proprio cosi’. E se nei primi giorni questo mio sentimento era confuso, adesso ne ho la certezza assoluta. Non m’importa se lei in questa settimana mi ha picchiato, se mi ha fatto fare cose che nemmeno lontanamente avrei pensato di poter fare, se mi ha fatto tremare con il suo solo sguardo, se mi ha duramente punito ad ogni mio piccolo errore, quello che importa e’ che io l’amo. Malgrado la sua dominazione nei miei confronti. O forse anche per quello. Su questo sono ancora confuso. Non riesco a comprendere se amo la donna o la dominatrice ma forse la risposta piu’ semplice e’ che amo lei, la donna dominante, quella piu’ forte di me, quella che mi ha dimostrato in ogni momento di poter disporre di me come e quanto crede. Si, posso dire che l’unica certezza che ho e’ quella del mio amore nei suoi confronti, del desiderio che provo ogni volta che la vedo. Anche quando non la vedo, pensando a lei in continuazione, desiderandola, con il cuore che mi batte assurdamente in modo adolescenziale quando sto per incontrarla, a dispetto dei miei quasi 39 anni.
Mi sono alzato prima del solito stamattina. Al mio fianco Sabrina dormiva tutta rannicchiata sulla sua sinistra. Ancora non le ho detto nulla ma quando tornero’, qualunque sia stata la decisione di Maria Giulia, io la lascero’. Povera Sabrina. Mi fa pena ma non la amo piu’ e la mia felicita’ ha un nome ormai: Maria Giulia. Prego Dio che lei possa scegliere di tenermi ancora fino a quando vorra’. Non m’importa se lei vorra’ continuare ad essere dominante nei miei confronti. Sono pronto a subirne le conseguenze. Anzi, forse le desidero e questa sensazione mi sgomenta. Non credo nemmeno che lei possa cambiare, anche se dovesse scoprire di amarmi. Lei e’ fatta cosi’ , e’ nata per comandare, ha i mezzi fisici e psicologici per poterlo fare con chiunque, anche con chi, come me, non sapeva nemmeno cosa fosse la dominazione.
Guido nervosamente fino alla sua abitazione e quasi di corsa arrivo dinanzi a lei, bella da togliere il fiato, come al suo solito. Anche questa serata sembra ricalcare lo schema di quelle precedenti. Mi domina, mi picchia, mi fa fare quello che vuole ed io le obbedisco in silenzio. Ho imparato a non reagire, evitando di interromperla e posso dire che il suo addestramento nei miei confronti sia giunto felicemente a termine. Questo non significa che non tremi come un pulcino di fronte a lei ma ho imparato anche a gestire questo timore che provo nei suoi confronti, sapendo che alla fine della sera non avro’ subito grossissimi danni. Si, ora mi fido completamente di lei e sono riuscito a non dire mai la mia parola d’ordine e questo malgrado non ci sia andata leggera, a volte. Avevo pensieri confusi riguardo queste situazioni ed immaginavo che potessi essere trattato come una bestia ed invece mi ha sempre trattato da uomo. Da uomo sottomesso ma da essere umano. Anzi, mi verrebbe da dire da compagno sottomesso visto che alla fine c’e’ sempre stata la splendida ciliegina sulla torta, con lei che vuole fare l’amore con me, un sesso sempre piu’ spinto, eccitante, animalesco, un sesso che mi soddisfa completamente, che mi stanca fisicamente e psicologicamente ma che al contempo mi fa desiderare immediatamente di farlo la volta successiva.
E’ andata cosi’ anche questa sera. Sono indolenzito per le percosse subite ma affascinato dalle situazioni che Maria Giulia riesce a creare ogni volta. Non so se si tratti di vera dominazione o solamente di un gioco erotico ma so che, almeno con una come lei, tutto mi riesce spontaneo ed ogni istante trascorso in sua compagnia e’ un istante di pura felicita’, felicita’ che non credevo potesse esistere nel rapporto con una donna. La guardo estasiato mentre fuma completamente nuda. Lei , a sua volta, mi riguarda soddisfatta. Sa di avermi in suo potere, anche se forse non sa che io aspetto la sua decisione come se da quella dipendesse la mia vita. E non e’ cosi’ forse? Si alza e mi afferra il mento mentre continuo a contemplarla per poi baciarmi in modo dolcissimo
“ Vestiti Fabrizio, vai a casa da tua moglie” mi ordina
“ E’ scaduta la settimana, padrona. Deve prendere la sua decisione” le dico. Ormai riesco a comportarmi con lei da perfetto sottomesso e la cosa e’ allucinante per i miei parametri. Ma con lei tutto e’ naturale ed io so che farei qualunque cosa pur di non perderla un’altra volta. Lei pero’ mi guarda e non sorride. Ho un brutto presentimento.
Davvero molto brutto.
« Ultima modifica: 05 Luglio 2018, 18:51:11 da DavideSebastiani »

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #17 il: 29 Giugno 2018, 20:43:24 »
Sedicesimo episodio

Maria Giulia continua ad osservarmi . Il suo sguardo e’ diventato quasi dolce, materno ma continua a non promettere niente di buono “ E’ finita, Fabrizio. E’ stata una bellissima settimana ma e’ finita” mi dice infatti dopo alcuni secondi di silenzio. La guardo allucinato, come se mi stesse crollando il mondo addosso. Non puo’ finire cosi’
 “ Perche’ padrona? Perche’? Io l’amo e non posso perderla di nuovo. Guardi, ha vinto lei, sono completamente sottomesso ai suoi voleri, alla sua bellezza, alla sua personalita’, alla sua forza” Scuote la testa
 “ Perche’ non ti amo. Mi piaci, mi piace quello che abbiamo fatto ma non ti amo. E anche perche’ hai una moglie. E’ finita Fabrizio”
 “ No Maria Giulia” la scongiuro mentre alcune lacrime fanno la loro apparizione sulle mie guance “Tu mi amavi vent’anni fa’ e potresti ricominciare ad amarmi nuovamente. Io saro’ quello che vorrai. Saro’ il tuo uomo o il tuo schiavo. Qualunque cosa ma non mi lasciare cosi’. Con mia moglie e’ finita da un pezzo e ci saremmo lasciati anche se non ti avessi incontrata. Non prendere lei come scusante ” Ho smesso di darle del lei e di chiamarla padrona ma lei sembra accettare la situazione. E’ evidente che non le interessa piu’ la mia sottomissione. Quella aveva dei tempi che sono scaduti in questo momento e mi permette di parlarle normalmente
 “ D’accordo, evitiamo di inserire tua moglie tra di noi ma questo non cambiera’ la mia decisione.  I tempi cambiano Fabrizio. Avrei fatto carte false per sentirmi dire queste cose vent’anni fa’ ma ora e’ diverso. Sono stata bene, ho fatto sesso in modo splendido ma non ho intenzione di continuare”
 “ Io sono disposto a tutto. Ti prego”
 “ Basta! Ho detto no. Fabrizio, te lo sto dicendo per il tuo bene, non vorrei essere costretta a metterti di nuovo le mani addosso. E non sarebbe un gioco come quelli che abbiamo fatto durante questa settimana” Stavolta sono io a scuotere la testa mentre dalla bocca mi esce un sorriso cattivo
 “ Tu volevi solo vendicarti, non e’ cosi’? Volevi farmi innamorare per poi piantarmi” Lei scuote la testa e un sorriso amaro si forma sulla sua bocca
 “ Sei un idiota. Se avessi voluto soltanto farti innamorare non ti avrei proposto di farti dominare da me col rischio che non accettassi. Ti avrei proposto altre cose, altre situazioni. E visto che la prima volta non accettasti proprio a causa del mio carattere dominante, mi sarei proposta in maniera differente, dicendoti che ero cambiata. Mi sarebbe bastato questo e sono sicura che saresti caduto ai miei piedi innamorato cotto. Dopo l’esperienza negativa di vent’anni addietro, se avessi davvero voluto farti innamorare, mi sarei comportata in quel modo. Non potevo certo immaginare che invece tu avresti apprezzato la mia dominazione. E quindi, che tu ci creda o no, non era mia intenzione. Volevo solamente giocare, fare sesso cosi’ come piace farlo a me con un uomo che mi piace fisicamente e che mi e’ sempre piaciuto. Ma amore e apprezzamento sono due cose che possono essere distanti in alcuni casi. Quando ero diciottenne, camminavano di pari passo, adesso sono lontanissime. E ti sto lasciando anche perche’ mi sono resa conto di questo tuo sentimento. Se dovessimo proseguire, per te sarebbe ancora piu’ penoso e doloroso il giorno in cui inevitabilmente io mi stanchero’ di te”
 “ Lo dai per scontato. Perche’ non provare?”
 “ Te l’ho detto. Non ti amo. Non piu’. E gli uomini che non amo prima o poi mi stancano, come e’ sempre accaduto nella mia vita. Meglio per te che lo faccia adesso che tra un po’ di tempo”
 “ E allora tienimi come schiavo, usami quando vuoi ma non mi lasciare” Lei scuote di nuovo la testa
 “ Non avrei mai immaginato che tu potessi diventare un uomo del genere, e te lo dico non come un’offesa ma come constatazione. Si, potrei tenerti come schiavo e usarti come ho usato gli altri, come uso Pietro ma tu…… Tu sei diverso per me. Vent’anni fa’ ho fatto una scelta, Fabrizio. Per colpa tua. O a causa tua che forse e’ meglio. Vedevo gli altri, maschi e femmine che fossero, che facevano carte false pur di baciarmi i piedi, in senso metaforico e reale. E questo perche’ ero piu’ forte di loro e perche’ mi atteggiavo a stronza e dispotica…..”
 “ E perche’ eri bella come una dea” la interrompo. Lei sorride
 “ Si, anche perche’ ero bella. Con il tuo rifiuto, ho fatto la scelta di sfruttare in modo piu’ deciso quel potere che avevo, rinunciando all’idea di avere un fidanzatino al quale dedicare le mie attenzioni. E l’ho fatto, divertendomi e rimanendo appagata completamente”
 “ Questo me l’hai gia’ detto. Perche’ io sono diverso? “
 “ Perche’ tu sei il ragazzo che mi ha ferita ma sei anche l’unico che mi ha fatto battere il cuore. Dovresti andarne orgoglioso, Fabrizio. Non sono piu’ riuscita ad innamorarmi di nessun’altro”
 “ E allora? Un motivo in piu’ per provarci di nuovo” insisto. Lei si alza dal letto, incurante della sua nudita’ e viene di fronte a me. Dio quanto e’ bella. E la sua sicurezza la fa apparire ancora piu’ bella
 “ Non riesci a capirmi, vero? Eppure non sei un idiota. Io voglio dominare, voglio uomini che striscino ai miei piedi, che mi obbediscano, pronti ad essere puniti e picchiati. Io voglio essere superiore.  E voglio esserlo fisicamente. E’ l’unica cosa che mi eccita. Non mi accontento piu’ del fidanzatino. Io voglio vedere il terrore nei loro occhi, lo capisci? Mi eccito con queste situazioni . Voglio il potere, il controllo e questo e’ anche il motivo per cui ho voluto fare sesso con te da donna dominante. Quando ti ho chiesto di diventare il mio ragazzo avevo diciotto anni e volevo una storia d’amore, pronta a cambiare per te”
 “ Ho detto che sono pronto a tutto, anche a diventare il tuo schiavo”
 “ No, tu sei pronto ad avere un rapporto sottomesso con me, non ad essere il mio schiavo. Accetti la mia superiorita’, forse ti eccita ma saresti pronto a vedermi con un altro come ha fatto Pietro? Saresti pronto a farti picchiare sapendo che io vado a letto con un altro? Uno schiavo accetta tutto in silenzio. Tu lo faresti?” La guardo sconsolato
 “ Io ti amo. Non conta niente questo?”
 “ Conta per te. Tu vuoi una compagna, una donna e accetteresti anche di giocare allo schiavo  pur di avermi  ma non e’ la stessa cosa. Vent’anni fa’…….. Si, a quell’epoca si. Ti volevo e ti avrei voluto come ragazzo normale e se tu fossi stato addirittura disposto a giocare come abbiamo fatto durante questa settimana, ti avrei amato pazzamente e mi avresti resa la ragazza piu’ felice del mondo. Pensa, sarei stata completa. Avrei amato e nello stesso tempo avrei dominato. Ma per avere un rapporto del genere bisogna appunto amare. Ed io non ti amo piu’. Punto. Mi dispiace Fabrizio. Dispiace per me ed anche per te. Abbiamo entrambi  perso il treno dell’amore. Ora quel treno corre su altri binari, su binari che ne’ io e ne’ te percorreremo insieme” Chiudo gli occhi, piango, sono disperato ma non posso fare a meno di pensare che abbia ragione. Io vorrei un rapporto, che sia esso normale o sottomesso nei suoi confronti. Non sarei disposto ad accettarla come PADRONA ASSOLUTA, libera di portarsi a letto chiunque, di avere altri uomini. No, quello non rientra nella mia mentalita’. Durante questa settimana sono stato quasi perennemente eccitato ma piu’ che un rapporto di dominazione si e’ trattato di sesso, di desiderio. O forse un miscuglio di tante situazioni. E poi di quel meraviglioso sentimento che ignoravo completamente che e’ l’amore, quello vero. E la dominazione era manovrata ad arte da Maria Giulia appositamente per arrivare al momento del sesso eccitati come non mai. Ed ora? Cosa sara’ la mia vita senza l’unica donna che abbia mai amato veramente? No, devo fare un ulteriore tentativo, non posso lasciarla andare cosi’. Mi frappongo tra lei e l’uscita della stanza
 “ Proviamoci Maria Giulia. Un’altra settimana e poi prenderemo la decisione definitiva. In una settimana io mi sono innamorato di te e forse con la successiva potresti essere tu a provare qualcosa per me. Come allora”
 “ Fammi passare che voglio andare in doccia. Ho detto no e la mia risposta e’ definitiva. Vedrai che se ci rifletti finirai per darmi ragione”
 “ No cazzo. Tu non puoi trattarmi cosi’. Non puoi scopare nel modo in cui hai scopato, non puoi farmi innamorare di te e poi piantarmi” Ho alzato la voce e subito dopo mi sono pentito. Non devo farmi prendere dall’ira. Non certo con una come Maria Giulia capace di ridurmi in cenere
 “ Adesso basta! Sto perdendo la pazienza. La settimana e’ conclusa e non sei piu’ il mio schiavo ma non ti permetto ugualmente di rivolgerti a me con questo tono. Nessuno al mondo puo’ permettersi di farlo e rimanere indenne. Fammi passare, Fabrizio. Non mi costringere ad usare le maniere forti. Mi piace farlo durante i miei giochi di dominazione ma non voglio farlo nella vita reale, a meno che non ci sia costretta. Spostati e te la caverai senza danni. Non farmi rifare quello che feci vent’anni fa’” Non voglio che se ne vada. Rimango imperterrito dinanzi a lei fino a quando mi da una spinta per allontanarmi. La spinta mi fa fare alcuni passi indietro e lei riesce a fare alcuni metri per uscire dalla stanza per andare in bagno ma la raggiungo e le prendo il braccio. Evidentemente, la lezione di vent’anni prima non mi e’ servita a nulla perche’ Maria Giulia sa bene come liberarsi di un contatto non voluto. Con l’altra mano, quella libera, afferra a sua volta il mio braccio facendomi roteare su me stesso,  usando proprio l’appoggio che le davo e mandandomi col sedere per terra. Ed atterrando col sedere, sono praticamente illeso. Mi rialzo in un secondo e le vado incontro di nuovo. Non certo per cercare di picchiarla in quanto sarebbe un suicidio ma per cercare di commuoverla, di dirle per l’ennesima volta che sono innamorato di lei. Le afferro nuovamente il braccio per non lasciarla andar via ma Maria Giulia ripete la mossa precedente e volo di nuovo per la stanza. Una semplice mossa di judo. Semplice per una con le sue capacita’ ma stavolta il volo non si conclude come prima. Vado a sbattere contro un mobile e ci vado con la testa. L’impatto e’ forte malgrado Maria Giulia non sembra averci messo tutta la sua forza ma la testa mi gira.  Provo a rialzarmi, barcollo e poi scivolo verso terra riuscendo pero’ a vedere il bellissimo volto della donna che amo avvicinarsi al mio
 “ Oddio, hai sbattuto la testa. Non svenire, Fabrizio, ti prego. Mi dispiace, mi dispiace tanto” Sono le ultime parole che sento e poi il nulla.
« Ultima modifica: 05 Luglio 2018, 18:56:45 da DavideSebastiani »

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #18 il: 05 Luglio 2018, 18:58:54 »
Chiedo scusa a tutti i lettori. Ho postato erroneamente per due volte lo stesso episodio, ovvero il quattordicesimo, ed infine ho addirittura inserito una puntata di un altro mio racconto che non c'entra niente. Non so come possa essere accaduto. L'importante è aver risolto la situazione

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #19 il: 10 Luglio 2018, 17:28:09 »
Diciassettesimo episodio

Il soffitto bianco e’ la prima cosa che noto appena riapro gli occhi. E subito dopo e’ il mio olfatto a catalizzare la mia massima attenzione. E’ un odore facile da riconoscere anche se non lo posso considerare piacevole, tutt’altro. Mi trovo in un ospedale. Accidenti, stavolta le ho prese di brutto da parte di Maria Giulia. Vent’anni prima me l’ero cavata con danni relativi, a parte quelli enormi al mio ego maschile, ma stavolta ci e’ andata giu’ pesante. Mi ha praticamente fatto volare per la stanza facendomi atterrare di testa contro un mobile. Colpo di testa preciso e sono andato nel mondo dei sogni.  Dovro’ imparare a non prenderla piu’ per un braccio. L’ho fatto due volte e per due volte me le ha suonate di santa ragione. Ho la testa che mi scoppia ed avrei una voglia matta di mettermi a piangere, cosa che mi riesce difficile in quanto credo di averlo fatto soltanto quando e’ morto mio padre e di fronte a Maria Giulia, ma credo proprio che mi aiuterebbe molto in questo momento. Si, vorrei piangere per la delusione, per la rabbia, per questo amore non contraccambiato che mi fa star male.  Sto per alzare la mano destra per toccare la mia testa che per colpa di Maria Giulia ha trovato qualcosa di molto piu resistente come quel mobile, quando sento un lieve impedimento. E’ una mano che tiene la mia. E’ una mano piccolina, sicuramente di una donna che mi sta dando un dolce calore. Mi volto e strabuzzo gli occhi sgomento
 “ Mamma!” esclamo. Sono meravigliato. No che dico. Sono stupefatto, incredulo, assolutamente incapace di metabolizzare completamente la figura seduta di fianco al mio capezzale. Mia madre mi guarda ed un dolce sorriso si forma sulla sua bocca
 “ Oh Dio, ti ringrazio per aver ascoltato le mie preghiere” Io la osservo di nuovo. Chiudo gli occhi e poi li riapro sempre piu’ meravigliato
 “ Non puoi essere tu, mamma”
 “ E per quale motivo non posso essere io? Sono tua madre ed e’ logico che stia vicina a te in un momento del genere” Scuoto la testa a destra e a sinistra. Non e’ possibile. Sto sognando. E se sto sognando, per quale cavolo di motivo la testa sembra che mi stia scoppiando? Nei sogni il dolore non si dovrebbe sentire. Mi guardo intorno. Alla mia destra mia madre o almeno colei che dovrebbe esserlo, seduta su una sedia mentre sulla mia sinistra un letto vuoto. Beh, non male. Sono stato fortunato. Invece di un camerone con una decina di  ricoverati, ho una stanza a due letti e l'altro e’ pure vuoto. E’ tutto il resto che pero’ non torna. Riguardo la donna sulla mia destra che continua a sorridermi teneramente
 “ Oh Dio santo!  Sei cosi’…….. giovane e bella” Lei mi guarda e sorride nuovamente
 “ Tesoro, che bel complimento. Non puoi immaginare quanto sia felice nel vedere che stai bene. I medici che ti hanno fatto la lastra avevano escluso ogni lesione ma non tornavi in te e tutti noi eravamo molto preoccupati. Come ti senti?” Scuoto la testa
 “ Io mi sento…….. Fisicamente credo di star bene anche se sto impazzendo. La mia testa deve aver preso un brutto colpo e la mia mente non deve essere completamente a posto.  Non puo’ essere vero quello che vedo” La donna a fianco a me spegne il suo tenero sorriso e mi guarda preoccupata
 “ Cosa c’e’ che non va? Tesoro della mamma, dimmelo e poi parliamo con i medici. Sono stati cosi’ gentili con tutti noi. E’ evidente che hanno preso a cuore la tua situazione. Sei cosi’ giovane, hai tutta una vita davanti. Non potevi morire a diciotto anni”
 “ Diciotto anni?”
 “ Quasi diciannove” precisa mia madre
“  Mamma, io ne ho 39, sono un uomo. E tu dovresti averne……. Cavolo, non mi ricordo l’eta’ di mia madre. Ah si, ne dovresti avere 65. O forse 66. Va beh, cambia poco” Il suo sorriso si spegne di colpo ed assume un’aria preoccupata
 “ Amore mio, sei solo confuso. La botta in testa deve averti fatto perdere il senso della realta’. Vedrai che fra poco ti sentirai meglio. L’importante e’ che tu riconosca la mamma” Scuoto la testa
 “ Oh mio Dio. Si, io ti riconosco ma tu dovresti essere vecchia. Cioe’ piu’ vecchia di adesso. Dovresti avere tutti i capelli bianchi e da quando e’ morto papa’ tu non ti curi piu’. Invece adesso sei…… Beh, sei piu’ giovane e decisamente attraente” Mia madre, o almeno la donna che assurdamente somiglia a mia madre di tanto tempo fa’ sorride e mi accarezza dolcemente
 “ Tesoro, sei solo confuso. Ti ringrazio per trovarmi attraente ma, grazie al cielo, tuo padre e’ vivo e vegeto e sta in pensiero per te. Lo faccio entrare cosi’ te ne renderai conto personalmente” Non e’ possibile. Sto sognando e fra poco mi svegliero’ e mi trovero’ di nuovo nella bella villa di Maria Giulia a strisciare ai suoi piedi  ed a venerare i suoi muscoli d’acciaio dopo essere stato picchiato per l’ennesima volta da quella forza della natura. Ma poi lo vedo. E’ lui, mio padre. E’ mio padre che si avvicina verso di me. E’ mio padre cosi’ come me lo ricordo prima che si ammalasse di cancro. Non puo’ essere vero. Ma non posso perdere l’occasione di riabbracciarlo. Se e’ un sogno, e’ estremamente realistico e mi alzo dal letto buttandogli le braccia al collo, felice come non mi capitava da tantissimo tempo
 “ Papa’. Oh mio Dio quanto mi sei mancato” Lui mi sorride e mi da una pacca sulla spalla destra
 “ Fabrizio! Quanto ci hai fatto stare in pena. Sono passate poche ore da quando hai perso i sensi ma e’ sembrato un secolo. Davvero ti sono mancato? Eppure ci siamo visti stamattina e di solito tu non sei abituato a certe effusioni”
 “ Papa’, che bello sentire la tua voce. Lo sai che me l’ero dimenticata?” Mia madre lo prende per un braccio, l’avvicina a se e poi gli bisbiglia alcune parole all’orecchio. Sorride
 “ Davvero hai sognato che ero morto? Dai, non ti preoccupare. Mi hai allungato la vita” Si avvicina anche mia madre
 “ C’e’ Elena che ti vuole vedere. Te la senti? La faccio entrare?”
 “ No, con quella ci ho litigato” rispondo d’impeto.
 “ Hai litigato con tua sorella? Non mi ha detto niente” Ah gia’. In questa dimensione dovremmo essere d’amore e d’accordo
 “ No, forse mi sbaglio. Falla entrare” Eccola Elena. E se speravo che almeno lei fosse come me la ricordavo fino a qualche ora fa’, mi sbaglio di grosso. E’ giovanissima e pure estremamente sexy. Si butta a pesce morto su di me piangendo e riempiendomi di baci
 “ Fabrizio, fratellino mio, quanto ti voglio bene” Mi divincolo da quell’abbraccio fraterno e la osservo meglio
 “ Elena, ma quanti anni hai?”
 “ Ma che domanda?  La botta in testa ti ha fatto dimenticare l’eta’ della tua unica sorella?”
 “ Ti prego, rispondimi”
 “ Ventiquattro”
 “ Sei gia’ sposata?”
 “ Certo che no. Mi sposo a giugno di quest’anno”
 “ Oh cazzo. Datemi uno specchio. Per favore, rimediate uno specchio. Voglio guardarmi” Vedo Elena armeggiare dentro la sua borsa e poi tirar fuori uno specchietto di quelli che le donne usano per truccarsi e mi osservo. Sono sempre io, Fabrizio, ma sono giovane, estremamente giovane, un ragazzo. Chiudo gli occhi, li riapro ma sono sempre il me stesso adolescente o poco piu’. Guardo la mia famiglia e poi faccio uscire un filo di voce “ Che giorno e’ oggi?” E’ mio padre a prendere la parola
 “ E’ domenica. Anzi, visto che abbiamo superato la mezzanotte, direi che ormai e’ lunedì ”
 “ Esattamente, papa’. Giorno, mese e anno” gli chiedo. I miei tre familiari si guardano con aria interrogativa poi e’ mia madre a rispondere
 “ Ormai e’ lunedi’ 4 marzo del 1996” Benissimo! Adesso si che sono veramente nel panico.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #20 il: 13 Luglio 2018, 20:00:55 »
Diciottesimo episodio

La nottata e’ trascorsa tranquilla e sono riuscito a riposare. Mi sveglio e la prima cosa che noto e’ che finalmente il mio mal di testa sembra avermi abbandonato. Sono anche sicuro che tutto sara’ tornato alla normalita’, con il solito Fabrizio quasi quarantenne oberato di debiti, con una moglie grassa che non ama piu’, orfano di padre e soprattutto innamorato della bellissima Maria Giulia, malgrado sia stata proprio lei a mandarlo all’ospedale grazie a qualche mossa di quelle arti marziali che conosce alla perfezione. I miei, tranquillizzati dal fatto che, malgrado i miei ragionamenti inverosimili per loro, stessi fisicamente bene, si sono fatti convincere dai medici a lasciarmi riposare e sono tornati a casa. Quando mi sveglio, mi accorgo pero’ che la camera dell’ospedale e’ la stessa di ieri. Ma si, in ospedale e’ nomale che mi ci trovi dopo le botte che ho preso da Maria Giulia. E’ il resto che mi rende un pelino perplesso. Mi alzo, vado in bagno ad orinare ma prima mi guardo allo specchio. Oh cazzo, sono ancora un diciannovenne. Carino, bel tipo, coi capelli mediamente lunghi ma, porca Eva, ho appena abbandonato l’adolescenza. Ma se non mi trovo all’ospedale per essere stato picchiato da Maria Giulia, per quale cazzo di motivo mi ci trovo? Mi metto seduto sul letto a rimuginare. Dunque, gli ultimi ricordi nitidi sono del bel viso di Maria Giulia che era dispiaciuta per avermi picchiato troppo forte e che mi intimava a riprendermi. E poi mi sono risvegliato magicamente in quest’ospedale ringiovanito di oltre vent’anni. Adesso ragioniamo con calma. E se fosse vero? Se io avessi una seconda possibilita’ nella mia vita? Io so cio’ che e’ accaduto in seguito e potrei modificare gli eventi, almeno quelli negativi. Si, e’ vero che nei film di fantascienza si vieta di interagire per cambiare il passato ma io ormai mi trovo nel passato. Anzi, mi trovo nel presente. Il presente di un ragazzo che ancora deve compiere diciannove anni e con tutta la vita davanti ma che, al contrario di ogni mio coetaneo, sa perfettamente cosa vuole. L’arrivo di mia madre, mi distoglie dai miei pensieri. Ed e’ ancora la mamma relativamente giovane di ieri sera
 “ Come ti senti, tesoro? Ricordi tutto adesso?” E cosa le dico adesso? Preferisco essere vago
 “ Veramente sono ancora un po’ confuso. Dimmi, per quale motivo mi trovo all’ospedale?” Lei glissa per alcuni attimi sulla mia domanda e mi consegna un cappuccino dentro un bicchiere di carta e due cornetti con la marmellata
 “ Ho pensato che avresti preferito fare una vera colazione che non trangugiare quelle schifezze che ti danno all’ospedale” Non ha torto. Ho una fame da lupo e mi bevo il cappuccino avidamente ed altrettanto avidamente comincio ad addentare il cornetto
 “ Non hai risposto alla mia domanda, mamma. Vuoi farlo per favore?”
 “ E’ tutta colpa del calcio, accidenti. Stavi giocando la finale del torneo, quello delle scuole, e hai dato una testata tremenda ad un avversario” La finale del torneo delle scuole? Ma io quella partita l’ho giocata tutta e ho pure segnato il gol della vittoria
 “ Mamma, non e’ possibile. Deve essere accaduto in qualche altra circostanza. Io quella partita l’ho finita. E’  vero, ebbi uno scontro tremendo ma mi ripresi quasi subito” Mia madre mi accarezza dolcemente
 “ Parli al passato come se tutto fosse accaduto un secolo fa’. E’ successo ieri sera. Ti sei rialzato, volevi continuare a giocare ma poi ti sei sentito nuovamente male ed hai perso i sensi. Almeno questo e’ quanto ci hanno raccontato perche’ noi non c’eravamo. Mentre ti portavano all’ospedale, ci hanno avvertito e noi, col cuore in gola, siamo corsi per stare vicini a te. Ti hanno fatto una lastra, hanno escluso subito complicazioni ma, per qualche misterioso motivo, non ti svegliavi e poi, grazie a Dio, sei rinvenuto” La guardo inebetito
 “ Mamma, com’e’ finita la partita?”
 “ Tesoro, ma cosa m’importa di quanto e’ terminata quella maledetta partita. Fra un po’ verranno tutti i tuoi compagni di classe. D’accordo con gli insegnanti, hanno deciso di fare un giorno di festa per venire a trovarti. Sai, erano preoccupatissimi, soprattutto Andrea. Glie lo potrai chiedere a loro” Mi accascio di nuovo sul letto dopo aver terminato i cornetti. Dunque, e’ lunedi’ 4 marzo del 1996. Mi sembra di impazzire. Sono tornato indietro di vent’anni e quattro mesi. Perche’ proprio questa data? Quindi, sono ancora un liceale. Oh beh, sai che esame di maturita’ di merda che darei. E chi si ricorda niente! Con tutto quello che ho trascorso in questi vent’anni, la mia mente ha praticamente cancellato ogni nozione imparata a quell’epoca. Ma io in questo momento non ho nessun problema a parte la maturita’. Quelli arriveranno in seguito, quando mio padre scoprira’ di avere un cancro, quando mi ritrovero’ con un negozio pieno di  debiti e quando sposero’ Sabrina. Ed io posso impedire che tutto questo accada. Sorrido ripensando a cio’ che mi ha detto Maria Giulia proprio ieri. Beh, definire ieri quello che accadra’ tra vent’anni e’ perlomeno ironico. Ad ogni modo, mi disse che il passato non sarebbe potuto tornare. Ed invece si sbagliava. Il passato e’ tornato. Io ancora mi devo mettere insieme a Sabrina, ancora non ho detto no a Maria Giulia e posso evitare un sacco di cose. Sono in fibrillazione. Voglio uscire dall’ospedale ma mia madre mi dice che probabilmente mi faranno uscire nel pomeriggio, visto e considerato le mie ottime condizioni di salute. Adesso devo evitare di passare per matto. Ce la faro?

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #21 il: 17 Luglio 2018, 21:00:07 »
Diciannovesimo episodio

L’ingresso di Andrea interrompe i miei pensieri. Oddio, non me lo ricordavo cosi’. Ha ancora tutti i capelli e la sua solita aria gioviale. Mi abbraccia
 “ Che ti pigli un colpo! Ci hai fatto cagare sotto dalla paura. Pensavamo che fossi morto”
 “ Ed invece eccomi qua. Senti, com’e’ finita la partita?”
 “ Non te l’hanno detto? Beh, dopo che sei svenuto la squadra ha perso la concentrazione. Volevamo smettere di giocare ma poi sono arrivate notizie confortanti e l’arbitro ha preteso di terminare la partita”
 “ Abbiamo vinto, no?”
 “ Veramente…… E’ che la tua uscita ha rivoluzionato la squadra. E’ entrato <er figurina>…..
 “ Cosa? Al mio posto e’ entrato < er figurina>? Dimmi che non e’ vero”
 “ Il prof di educazione fisica lo ha voluto far entrare per forza. Gli avra’ voluto dare un premio perche’ e’ un secchione coi controcazzi. E cosi’, a pochi minuti dal termine, ha perso una palla a centrocampo e ci hanno segnato” Mi metto le mani nei capelli
 “ Non e’ possibile. Io quella partita l’ho vinta. Ho fatto gol con un’azione personale ed un tiro alla Del Piero che si e’ insaccato all’angolino”
 “ Cazzo dici, Fabri’. Magari. Tu sei ancora rintronato da quella testata. Te lo sarai sognato sto gol. Dai, ormai e’ andata. Ce la fai ad uscire dalla stanza? C’e’ tutta la classe che e’ venuta a trovarti. Abbiamo fatto sega a scuola con la scusa che stavi male. Figo no?” Figo un cazzo. L’unica cosa che avevo vinto in vita mia e’ svanita nel nulla. Questo salto indietro nel passato comincia male. Comunque esco. Ci sono proprio tutti e tutti mi abbracciano, compresa Maria Giulia. E’ altera, fredda e distaccata. Come cavolo e’ possibile che mi ami? Ma certo, deve recitare una parte, quella della ragazza glaciale e dominante. Oh beh, dominante lo e’ davvero ma glaciale invece no. E’ passionale e attenta alle esigenze degli altri, almeno stando alla donna che ho imparato a conoscere fino a ieri….. Cioe’ fra vent’anni. Beh, ci siamo capiti. Quel che e’ certo e’ che si tratta di una fica da  panico. Jeans aderenti che le fanno un culo da sballo, stivaletti col tacchetto, cashmerino a girocollo verde acido che le fa due tette da urlo e profumo inebriante della sua pelle. Nel contatto mi rendo conto che già a diciotto anni e’ bella tonica e le sue braccia, pur nascoste dal maglioncino, sono notevolmente tornite.  Mi stacco a fatica da quell’abbraccio che mi ha regalato un’inaspettata erezione. Mio Dio, mi sembra di essere un depravato che si eccita con una ragazza che ha meno della meta’ dei miei anni. Ma, a parte che Maria Giulia farebbe resuscitare un morto, io sono un ragazzo. Cazzo, un giovane che fra pochi mesi compira’ diciannove anni. Non so quanto tempo sono destinato a trascorrere in questo periodo ma dovro’ cancellare le mie idee di quarantenne e cominciare a cercare di ragionare come un ragazzo di quest’epoca. Mi si avvicina poi Valeria Tozzi. Mica male nemmeno lei. Certo, la sua bellezza svanisce se paragonata a Maria Giulia ma e’ veramente molto carina. Mi abbraccia anche lei
 “ Tutto a posto Fabrizio?”
 “ Si certo. Sto bene” Vedo che indugia sull’abbraccio ma poi il suo sguardo incrocia quello di Maria Giulia che sembra fulminarla e mi lascia
 “ Ehm…. Mi fa piacere. Ci vediamo in classe” Dunque, e’ vero cio’ che mi ha raccontato Maria Giulia. Lei ha impedito a Valeria di farmi capire che aveva un debole per me. Si, e’ chiaro. Ed anche particolarmente eccitante. Sapere che due belle ragazze provano qualcosa nei miei confronti mi inebria. Oh mamma mia! Ecco, adesso sto incominciando a ragionare da diciannovenne invece di farlo da maturo trentanovenne quale sono in realta’. E non so cosa sia meglio. Si avvicina intanto anche Mauro Piatti e mi batte il cinque
 “ Ehi Fabrizio, quando esci?” mi fa sorridendo
 “ Entro oggi. Non ho proprio intenzione di rimanere qui”
 “ E gia’, pare di stare in carcere” Lo guardo e non so se mettermi a ridere
 “ Forse dovremmo darci il cambio cosi’ ci prendi l’abitudine” Stavolta e’ lui a guardarmi ed a sgranare gli occhi. Troppo complicato spiegargli il motivo di questa mia battuta. Comunque sia, i miei compagni se ne vanno lasciandomi di nuovo solo con i miei pensieri. E’ tutto completamente assurdo ma io mi devo giocare bene questa seconda opportunita’ che il destino mi sta regalando. Non ho vinto il torneo delle scuole ma forse posso vincere una partita ben piu’ importante. La partita della vita.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #22 il: 20 Luglio 2018, 19:26:52 »
Ventesimo episodio

La televisione sta mandando le immagini del festival di Sanremo appena andato in onda qualche settimana prima e mi viene da sorridere vedendo Pippo Baudo e la sua valletta Sabrina Ferilli. Trascorsi vent’anni,  poco sembra cambiato da un punto di vista televisivo. Anche la canzone vincitrice , <Vorrei incontrarti tra cent’anni> di Ron e Tosca e’ un ritornello che conosco bene. Se fossi arrivato in questo periodo con qualche settimana di anticipo ci avrei anche potuto scommettere casa che avrebbero vinto loro. Gia’, ci avrei potuto scommettere casa e, guarda caso, mio padre si e’ praticamente mangiato il negozio con le scommesse. Io posso cambiare tutto. E’ questo il motivo per cui il Padreterno mi sta dando un’altra possibilita’. L’entrata di mia sorella Elena che si mette seduta vicino a me sul letto e mi abbraccia, mi riporta alla realta’ di quel pomeriggio a casa dei miei genitori, in quella casa che fu anche mia prima di sposarmi, un paio d’ore dopo essere uscito dall’ospedale. Devo ragionare ancora sul da farsi ma comincio ad avere le idee meno tumultuose. Ma siamo sicuri che questo e’ il mio passato e non ad esempio un passato parallelo? Ma no, altrimenti ci sarebbe un altro Fabrizio e sinceramente non vorrei trovarmi con un doppione adolescente di me stesso. Elena intanto mi da un bacino sulla guancia. Mi vuole bene ed io spesso la tratto male. Mi fa sentire in colpa per quello che le ho detto. Va beh, poco male, deve ancora accadere. Mi sorride
 “ Come ti senti, Fabrizio? Ti fa male la testa?” La guardo e le sorrido a mia volta
 “ Tutto bene, Elena”
 “ Senti, mi ha detto la mamma che appena ti sei svegliato pensavi di avere 39 anni. Tutto passato, vero?”
 “ Te l’ho detto, sto bene. Piuttosto, senti un po’. Tu ti sposi a giugno, vero?”
 “ Certo tesoro. Non vedo l’ora. Mancano solo quattro mesi e poi diventero’ la moglie di Francesco. Comincio ad essere emozionata”
 “ Senti Elena, me lo fai un favore?” Lei sgrana gli occhi e mi guarda in modo interrogativo
 “ Dimmi pure. Tutto per il mio fratellino”
 “ Hai gia’ in mente il nome del bimbo che hai in pancia?” Elena si alza di colpo
 “ Ti ha detto qualcosa la mamma? Ora vado di la’ e glie ne dico quattro. Le avevo detto di attendere prima di spargere la voce che ci sposavamo perche’ ero incinta” La prendo per un braccio e la spingo a mettersi di nuovo seduta sul letto
 “ Stai calma. La mamma non mi ha detto nulla”
 “ Allora e’ stato Francesco!”
 “ Nemmeno Francesco”
 “ E allora come cavolo lo sai?” Rifletto un pochino e poi le accarezzo a mia volta la guancia. Non me la ricordavo cosi’ carina mia sorella e veste troppo sexy per i miei gusti. Poi mi sentirà. Il Fabrizio diciannovenne poteva anche fregarsene di come andava in giro la sorella rompicoglioni ma a quello di quarant’anni no. Ma questo glie lo diro’ dopo
 “ Allora, mi rispondi o no? L’avete gia’ scelto il nome?” Lei non riesce proprio a capire dove la voglia portare
 “ Beh, se fosse una femminuccia…….”
 “ E’ un maschio!” la interrompo
 “ Come fai a saperlo? Ancora dobbiamo fare l’ecografia e non e’ detto che si possa vedere”
 “ Va beh, poi te lo spiego. Se e’ maschio hai gia’ deciso di chiamarlo Maicol, vero? Elena si alza di nuovo e stavolta lo fa di scatto
 “ Co…. Come lo sai? Non lo sa nessuno, nemmeno Francesco. E’ una mia idea”
 “ E hai deciso di chiamarlo Maicol e di scriverlo cosi’ come si legge, non e’ cosi?”
 “ Non capisco……. Come fai a sapere queste cose?”
 “ Perche’ sei innamorata di Michael Douglas? Giusto?”
 “ Si ma…..”
 “ Ma un cazzo. Lo puoi chiamare come cazzo ti pare ma devi scriverlo come deve essere scritto. Non puoi chiamare un bambino con un nome inglese e scriverlo a cazzo di cane. Chiaro? Mi da fastidio che mio nipote si chiami Maicol e non Michael” Mia sorella si alza e mi punta l’indice sul petto
 “ Tu non ti muovi da questa stanza se non mi dici come sai tutto questo” E mo’ cosa le dico? La verita’ non mi sembra il caso. Devo inventarmi qualcosa che sia plausibile
 “ Senti Elena, ho delle premonizioni, capito? La botta in testa mi ha fatto avere dei flash che riguardano il futuro” Non c’e’ bisogno che la convinca piu’ di tanto. Dopo aver indovinato che era incinta ed il nome del suo futuro figlio crederebbe a qualsiasi cosa le dicessi. Afferra la mia testa e se la mette sul grembo
 “ Quindi, andra’ tutto bene? Il parto non avra’ problemi? Ed il matrimonio sara’ bello? E saro’ felice con Francesco? E’ lui l’uomo per me, vero?”
 “ Ohi Elena, frena. Si, andra’ tutto bene e avrai una vita serena, almeno fino a quando avrai 45 anni”
 “ Perche’, cosa accadra’ dopo?” mi chiede preoccupata
 “ Semplice, non lo so. E mica posso avere i flash quando voglio io. Accontentati di quello che ti ho detto. Ah, quando Maicol che tu pero scriverai in modo diverso perche’ non lo tollero, avra’ 15 anni, ti chiameranno dall’ ospedale per dirti che ha avuto un incidente con lo scooter. Ti sentirai male e comincerai ad avere piccoli problemi cardiaci. Beh, non farteli venire. Maicol avra’ solo delle escoriazioni e tornera’ piu’ in gamba di prima. Mi raccomando, Elena, non devi preoccuparti per quell’incidente”
 “ Va bene Fabrizio. Lo faro’. E scrivero’ il nome di mio figlio nel modo giusto”
 “ Prometti”
 “ Te lo giuro.  Hai avuto altri flash che riguardano te,  mamma e papa’?”
 “ Qualcosa che riguarda papa’ ma te lo diro’ al momento opportuno. Fidati di me” Lei scuote la testa
 “ Ok Fabri, io mi fido di te ma non e normale sta cosa. Devi fare ulteriori analisi e capire cosa c’hai in quella testaccia della malora” Sorrido
 “ Questa testaccia della malora funziona perfettamente, tu non ti preoccupare” Mi stampa un bacione enorme sulla guancia ma la vedo preoccupata. Io mi alzo e la guardo. La sua gonnellina di jeans le copre appena le parti inguinali e la cosa non mi va bene per niente “E per prima cosa ti vai a mettere una gonna piu’ lunga perche’ tu cosi’ non ci esci da casa. Sei pure incinta” Lei mi guarda e sorride
 “ Ehi, sono io la sorella piu’ grande. Come mai questa gelosia tutta insieme? Non te ne e’ mai fregato niente di come vestivo”
 “ Diciamo…….. Diciamo che la botta in testa mi sta facendo vedere le cose in modo diverso. Forse mi ha fatto maturare. Ecco, quando dicevo che avevo 39 anni e’ perche’ e’ come se ne avessi appunto quasi quaranta. E questo mi fa essere piu’ grande di te. Ed ora obbedisci a tuo fratello piu’ grande” concludo scoppiando a ridere. Mia sorella scuote la testa e poi si mette il dito indice sulla tempia a testimoniare il fatto che non sto tanto bene di testa ma poi, quando alcuni minuti dopo la vedo uscire, noto con piacere che si e’ cambiata ed ha pure diminuito il suo trucco
 “ Cosi’ va meglio fratellone?”
 “ Cosi’ puoi andare. Ti do il permesso” Lei allarga le braccia e accetta la mia ironia prima di scomparire dalla mia vista aprendo la porta di casa. Ed io cosa faccio? Cosa facevo a diciannove anni? Studiavo poco ma quel poco mi bastava e poi scendevo con gli amici. A proposito di amici, devo telefonare ad Andrea. Gia’ ma come? Ce l’avro’ pure avuto un telefonino. Cerco un po’ nella mia camera e poi sconsolato vado da mia madre che e’ alle prese con la cucina, come al suo solito
 “ Mamma, che tu sappia, dove ho messo il telefonino? Me l’hanno tolto quando ho avuto l’incidente?” Lei mi guarda come se stesse guardando un extraterrestre
 “ Ma da quando in qua’ vai in giro col telefonino? Ma davvero pensi che abbiamo i soldi da buttare” Oh cazzo , e’  vero,  ancora non e’ un oggetto di uso comune e lo diventera’ fra pochissimo. Ma come si telefonava nel 1996? Ma certo, col telefono di casa o con le schede telefoniche ed erano ancora pochi i telefoni cellulari in giro e ce li avevano solo i <grandi > e non gli studenti squattrinati come me. Se la memoria non mi inganna, il primo lo ebbi a diciannove anni e quindi nel 1997, quando i prezzi si erano calmierati. Decido di scendere. E’ meglio che prenda un po’ d’aria.


Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #23 il: 24 Luglio 2018, 16:34:20 »
Ventunesimo episodio

Mi ricordo che andavo ad un bar che poi hanno chiuso. Mi rendo conto anche  di non avere soldi e torno indietro in camera mia. Avevo notato un portafogli. Lo prendo e lo apro. Oh che gioia! Le care vecchie lire. C’ho trenta mila lire. E cosa ci compro con 15 euro? No, non devo ragionare in euro. Con trenta mila lire posso trascorrere un pomeriggio in tutta tranquillita’. Dico a mia madre che esco e lei, tutta preoccupata, mi dice di rientrare per cena. Almeno per qualche giorno devo rimanere sotto osservazione e non e’ proprio il massimo fare tardi. Anche perche’ da domani dovro’ rientrare a scuola. Lascio in stand by le preoccupazioni per il mio ritorno a scuola e scendo da casa ma faccio appena pochi passi quando la incontro. E’ lei, Sabrina, la ragazza che diventera’ mia moglie. Mi si avvicina. E’ poco piu’ di una ragazzina. Ma una ragazzina carina da morire. Magra, con i capelli biondi e ricci che le scendono sulle spalle e due tette mica male. E ti credo che me la sono sposata. Allargo le braccia colto comunque da stupore
 “ Sabrina? Oh cavolo quanto sei magra e bella!” le dico. Lei sorride e si avvicina sempre piu’ spingendomi quasi verso il muro
 “ Davvero mi trovi bella? No perche’ anch’io ti trovo molto carino. Anzi, io credo di avere……” Oh no, ci risiamo. Devo fare in modo che tutto questo non accada. Prima di tutto perche’ noi ci siamo baciati la prima volta solamente alla fine della scuola. Ma evidentemente, questa mia frase, dettata dallo stupore, deve aver anticipato i tempi aiutandola a vincere la ritrosia. E la sta vincendo piu’ che bene in quanto continua a spingermi a ridosso del muro, mi ha gia’ messo le mani intorno al collo e si sta alzando sulle punte per cercare di baciarmi. E pensare che fra vent’anni, per farmela dare dovro’ fare richiesta su carta bollata. Ad ogni modo, prima che possa completare la frase, la stoppo
 “ Alt. Non proseguire Sabrina”
 “ Perche’ no? Mi piaci tantissimo e adesso che so che anche tu mi trovi bella, cosa c’e di male?”
 “ No ferma. Hai equivocato. E comunque io non sono il ragazzo che fa per te. Ci sposeremo, ingrasserai, diventerai una balena e ci faremo del male” Lei si stacca da me
 “ Ma che stai dicendo? Ma chi ti ha detto che ingrassero’. Io ci ho sempre tenuto alla mia forma. Non si vede?” Eh si, in effetti ha un fisico proprio niente male, con tutto l’armamentario al posto giusto e per di piu’ e’ vestita in modo da attirare l’attenzione, con un pantalone nero notevolmente fasciato, un maglioncino semplice nero e soprattutto con un bel paio di scarpe col tacco notevole. E pensare che da sposati, non indossera’ mai scarpe col tacco alto e si trucchera’ ogni morto di papa. Veramente molto carina. Ma lei non conosce il suo futuro ed io si
 “ In effetti, sei molto carina ma vedi, io e te non potremmo avere un futuro insieme”
 “ E chi se ne frega del futuro. Io non ci penso, sono ancora troppo giovane per pensarci. Voglio semplicemente mettermi con te, stare insieme a te. E poi al futuro ci penseremo se e quando sara’ il caso” Hai capito Sabrina? Ci sta provando come una gatta in calore. Roba da matti. Mi spinge di nuovo addosso al muro, mi prende il viso e poi protende il suo collo per cercare di baciarmi di nuovo. Quindi fa scendere la sua mano destra alla ricerca del mio pisello che, evidentemente non conoscendo il futuro, si e’ messo sull’attenti. Lei ride
 “ Lo vedi, e’ tutto a posto. Ho saputo della botta in testa che hai preso ed ero preoccupata per te e stavo venendo a trovarti  ma vedo che stai bene” Mi stacco da lei. Porca puttana! E chi se la ricordava Sabrina cosi’ focosa? In effetti, andando indietro con la memoria, mi ricordo che ci davamo spesso dentro. Era un sesso piu’ che buono quello che facevamo. Ma ripenso poi a Maria Giulia, a cio’ che ho fatto con lei, il desiderio che ho provato nei suoi confronti durante quella settimana e quello che ho provato stamattina semplicemente guardandola, l’eccitazione mentale che mi da il suo modo di comportarsi, la sua superiorita’ assoluta e mi rendo conto che anche il sesso piu’ che discreto che facevo con Sabrina e’ niente a confronto. Ma forse posso salvarla, posso farla felice. Con un altro, ovviamente. Le afferro le braccia e la sposto
 “ Vuoi piantarla Sabrina? Tu sei molto carina e mi piaci. Veramente. Ma non sono innamorato di te. Tu hai bisogno di un altro ragazzo” Improvvisamente, alcune lacrime le cominciano a scendere su quel suo viso cosi’ grazioso
 “ Ma a me piaci tu. Forse sono stata troppo impulsiva e troppo irruenta e ti ho spaventato. Ma io so anche essere dolce”
 “ Lo so, Sabrina. Lo so. Ora ascoltami bene. Tu vuoi essere felice?”
 “ Certo che lo voglio”
 “ Vai a farti controllare da un ginecologo. Vacci ogni mese a cominciare da adesso”
 “ Ma cosa stai dicendo?”
 “ Tu avrai una malattia che si chiama endometriosi che ti impedira’ di avere figli e che precludera’ la tua futura felicita’”
 “ Ma che sei tutto scemo? E come cavolo parli? Mi sembri mio padre” Sorrido. Non puo’ certo immaginare che in effetti dovrei avere l’eta’ di suo padre, all’incirca
 “ Senti Sabrina, per l’amor del cielo. Mi devi ascoltare. Se non lo farai tu, ti prendero’ io stesso un appuntamento con un ginecologo. Se tu prenderai in tempo quella malattia, riuscirai a fare tutti i figli che vorrai”
 “ Ma chi li vuole i figli. Sono giovane”
 “ Adesso. Ma quando sarai sposata li vorrai e te ne farai un cruccio talmente grosso che lo sfogherai nel mangiarti di tutto, anche un suino con tutti i peli”
 “ Ma che schifo!”
 “ Era un esempio. Fidati di me, ti prego. E vai anche da uno specialista per la tiroide che non funziona bene”
 “ Sei tu che non stai bene, Fabrizio. Fatti curare tu, ma da uno bravo. Quando ti sarai rimesso in sesto fammi sapere. Ma non credo che saro’ piu’ disponibile” Si allontana e la sento singhiozzare. Accidenti, deve essere stato un brutto colpo per lei questo mio rifiuto. Se almeno si rendesse conto che lo sto facendo anche per lei……. Cazzo, come faccio a farmi credere? Ci rifletto solo un minuto e poi la mia mente si illumina. Andrea! Ma si, Andrea. Lui e’ innamorato di Sabrina e mi ha lasciato campo libero. E se io glie lo lasciassi a lui? Gli devo pero’ raccontare tutto. Con lui posso. Se non lo faccio con lui che e’ il mio migliore amico, con chi lo faccio?

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #24 il: 26 Luglio 2018, 19:05:11 »
Ventiduesimo episodio

Il bar e’ praticamente vuoto al suo interno ma con una decina di ragazzi all’esterno. Dio, quanto tempo era che non li vedevo. Dopo che mi sono sposato ho praticamente perso le tracce di ognuno di loro. Il bar e’ ovviamente una specie di ritrovo per i giovani dell’eta’ che ho adesso e tutti mi vengono incontro e mi riempiono di pacche sulle spalle, felicitandosi per la mia avvenuta guarigione. Evidentemente, il mio amico Andrea li aveva messi al corrente del trauma che avrei subito sul campo di calcio. Ci sono un paio di ragazze ma per il resto sono tutti maschi e cerco di ricordare i loro nomi, un paio dei quali mi sfuggono completamente. Tra di loro, naturalmente, il mio amico del cuore
 “ Dai ragazzi, offro un caffe’ a tutti” dico loro. La maggior parte accetta. Sono per lo piu’ ragazzi squattrinati. Non sono miei compagni di scuola che invece frequento in altri ambiti, a parte il solito Andrea con il quale sono praticamente inseparabile. Festeggio la mia avvenuta guarigione e poi afferro il mio amico per un braccio, scusandomi con gli altri, e ci allontaniamo
 “ Che c’e’ Fabri’” mi domanda curioso
 “ Ho appena visto Sabrina”
 “ Ah!”
 “ Non dici niente?” insisto
 “ E che ti devo dire? Lo sanno tutti che ha una mezza cotta per te. Devi solo trovare il momento giusto e ti si butta tra le braccia”
 “ L’ha appena fatto”
 “ Vi siete messi insieme?” mi domanda e riesco a notare il suo cruccio
 “ No, l’ho rifiutata”
 “ Ma sei scemo? E’ carina da morire, e’ intelligente e’……” lo interrompo e decido di andare al dunque
 “ Senti, lo so che hai una cotta per lei”
 “ Cosa? Ma chi cazzo ti ha detto una cosa del genere. Non e’ vero. Cioe’, e’ carina e non nascondo che se tu….. Se lei…. “ balbetta miseramente. In questo momento ancora non si e’ confidato con nessuno e Carlo, quel nostro amico comune, ancora non me l’ha riferito e quindi e’ evidente la sua sorpresa. Di sicuro, sto cambiando il futuro che conosco e non so se e’ un bene o un male. Finisce di agitarsi e mi guarda “E poi ho conosciuto un’altra ragazza e io deciso di farmi avanti con lei”
 “ Con Manuela?” Lui stavolta mi osserva come se vedesse un’extraterrestre
 “ Come fai a sapere pure questo? Non ho detto niente a nessuno” Lo afferro per il suo giubbetto di jeans
 “ Sentimi bene. Quella la devi lasciar stare. E’ una succhia cazzi” Andrea si irrigidisce
 “ Sentimi bene tu Fabrizio, non permetto nemmeno a te di dire una cosa del genere su quella che potrebbe diventare la mia ragazza”
 “ No, ascoltami tu piuttosto. Vi sposerete e la scoprirai mentre sta facendo un pompino ad un suo collega”
 “ Che cazzo dici? La botta in testa ti ha rincoglionito?” Scuoto la testa.  E se fosse vero? Se davvero la testata presa mi ha fatto sognare un futuro che non esiste. Beh, intanto il nome di mio nipote l’ho indovinato. E pure il fatto che Andrea si sarebbe messo insieme con la succh…… con Manuela. E quindi, che io l’abbia vissuto veramente quel futuro o che invece sia solamente una mia immaginazione, ci azzecco.
Devo assolutamente raccontare tutta la verita’ al mio amico e lo faccio, tralasciando ancora una volta la parte con Maria Giulia e sottolineando invece i miei problemi con Sabrina ed i suoi con Manuela. Andrea mi ascolta pazientemente e poi mi abbraccia
 “ Sei sicuro di star bene?”
 “ Cazzo Andrea, ho appena indovinato che tu hai una cotta per Sabrina e che ti stavi per mettere con Manuela. Ammesso e non concesso che sia tutta la mia immaginazione e che non vengo affatto dal futuro, ho dei poteri, giusto?”
 “ Sembrerebbe. Anche se e’ tutto da dimostrare”
 “ Ok, ti daro’ altri segnali”
 “ Che fara’ la Roma domenica?”
 “ Ma che cazzo ne so. Tu te la ricorderesti una partita di vent’anni fa?  Contro chi gioca? E come stiamo in classifica?”
 “ Giochiamo in casa col Cagliari. Dai, se sei un tifoso te la dovresti ricordare. In classifica siamo sesti e anche quest’anno non vinceremo una mazza”
 “ Ti ci dovrai abituare. In compenso vinceremo lo scudetto del 2001”
 “ Davvero?”
 “ Beh, questo non me lo posso dimenticare. Compreremo Batistuta e con Capello in panchina stracceremo tutti”
 “ Si va beh. Ed io dovrei crederci, secondo te”
 “ Non ci credere, fai come vuoi. Ascolta Andrea, ti giuro che ti daro’ altri particolari ma non mi puoi chiedere cose che sarebbe impossibile per me ricordare”
 “ Non ti ricordi le partite della tua squadra del cuore?”
 “ No, non me le ricordo. O meglio, dovrei rifletterci e adesso non c’ho la concentrazione giusta. Ascoltami, che giorno e’ oggi?”
 “ Lunedi’ 4 marzo” Faccio un po’ di conti e poi sorrido. Ma si, certo. Il giorno che Maria Giulia picchio’ il suo ex e il suo degno compare
 “ Bene. Ora ti racconto una cosa che accadra’ sabato 9 marzo. Se si dovesse avverare, crederai ad ogni cosa che ti dico?” Lui allarga le braccia
 “ Certo”
 “ Bene, allora stammi a sentire. All’uscita della scuola, due tipi staranno aspettando Maria Giulia. Uno dei due, il suo ex fidanzato, le dira’ che e’ una puttana perche’ lei lo ha appena lasciato”
 “ Un tipo dice a Maria Giulia che e’ una puttana? Ma che e’ completamente scemo? Quella lo trita”
 “ Esatto. E’ proprio quello che Maria Giulia fara’ con lui e con l’altro, che si scoprira’ essere suo fratello. Non solo, ma li obblighera’ a strisciare ai suoi piedi ed a baciarglieli”
 “ E lo faranno?”
 “ Tu lo faresti con Maria Giulia incazzata?”
 “ Non ci voglio pensare. Credo di si”
 “ E’ proprio quello che faranno. Se questo accadra’, tu dovrai credere ad ogni cosa che ti dico. Per il momento, lascia stare Manuela e cerca di imbastire qualcosa con Sabrina. Ricordati pero’ quello che devi fare con lei se ti ci dovessi mettere insieme. Il ginecologo per l’endometriosi e l’endocrinologo per la tiroide. Se non ci dovessi stare attento, farai la stessa fine che ho fatto io” Lui mi guarda e mi abbraccia nuovamente
 “ Faro’ del tutto anche se lei ha una cotta per te”
 “ Dopo il mio trattamento, credo che un po’ le sia passata”
 “ Ok Fabrizio. Se dovessi riuscirci, la faro’ felice perche’ ne sono veramente innamorato, a costo di portarla tutti i giorni dal ginecologo. Ah senti, ma quindi tu e Sabrina……”
 “ Siamo sposati, e’ ovvio che abbiamo consumato. Ma quella e’ un’altra Sabrina, mica quella di adesso. Non sarai geloso di una cosa che potrebbe accadere. Se noi cambiamo il passato, cioe’ questo presente, io con Sabrina non ci ho mai scambiato nemmeno un bacio ed e’ vergine e immacolata”
 “ Vuoi dire che e’ ancora vergine. Nel senso che….” Mi viene da sorridere
 “ Nel senso che non e’ mai stata deflorata, non e’ mai stata con nessuno. Io fui il primo suo ragazzo e siccome mi son tirato indietro, in questa dimensione  e’ ancora come mamma l’ha fatta” Guarda in su come se sognasse
 “ Dovrebbe essere meraviglioso essere il suo primo ragazzo” E’ cotto marcio e mi domando come cavolo feci a non accorgermene
 “ Si, sarebbe meraviglioso, soprattutto per te che ne sei innamorato”
 “ Hai ragione. E quindi, posso telefonarle?”
 “ Certo che puoi. Devi. Ce l’hai il suo numero di cellulare?”
 “ Perche’, lei ha un telefonino suo personale?”
 “ Ah gia’. Beh, fra un annetto, tutti ce l’avremo”
 “ Fico”
 “ Si, se non fosse per quelli che rompono i coglioni a tutte le ore”
 “ In che senso?” lo guardo e sorrido
 “ Mamma mia, vent’anni e sembra cambiato il mondo. Nel senso che ti telefonano dai call center per venderti di tutto”
 “ Che figata sarebbe avere un telefono tutto personale”
 “ Te l’ho detto, tempo un anno e col telefonino ci faremo l’amore”
 “ Davvero?” Scuoto la testa
 “ Intendevo dire che staremo tutto il giorno con quel cazzo in mano, ci faremo le foto, ce le scambieremo, andremo sui social network……”
 “ Eeehhh?”
 “ Oh cavolo, ma che c’avevamo la clava nel 1996? All’inizio del 2000, mi sembra 2004, un tizio s’invento’ facebook “
 “ Feische?” Il volto di Andrea e’ sempre piu’ stralunato
 “ Oh madonna. Insomma, qualcosa su internet che serve per poterti collegare con qualunque persona. Va beh senti, vedo fumo dal tuo cervello, lascia stare. Capirai tutto al momento opportuno. Quello che ti serve adesso e’ poterti mettere in comunicazione con Sabrina. Il telefono normale gia’ ce l’abbiamo, grazie al cielo”
 “ Spiritoso. Vorrei vedere te al mio posto, davanti al suo migliore amico che gli dice che fra vent’anni ci saranno gli extraterrestri. A proposito, loro non ci saranno, vero?”
 “ Come no? Gireranno normalmente tra di noi. Si riconoscono solo per le antenne che escono dalla testa”
 “ Stai scherzando, vero?” Scoppio a ridere
 “ Tranquillizzati dai. Ancora  non siamo a quel punto” Andrea sospira
 “ Ah meno male. Va beh dai, il suo numero di casa di Sabrina lo rimediero’” mi dice felicissimo. Poi ci ripensa e mi guarda di sottecchi “Ma scusa eh, anche tu potresti aiutare Sabrina a non diventare quello che potrebbe diventare. Tu proprio non la vuoi piu’ ”
 “ Indovinato, amico mio. Io mi sono innamorato di un’altra donna. Cioe’…… di un’altra ragazza”
 “ E chi e’? Me lo devi dire”
 “ Per questo, dovrai attendere un po’. Fra qualche giorno Maria Giulia organizzera’ la festa per il suo diciottesimo compleanno e, se tutto va bene, mi dovrei mettere insieme a questa ragazza”
 “ Scommetto che e’ la Tozzi. Secondo me gli piaci”
 “ Brutto stronzo.  Te ne eri accorto e non mi avevi detto niente?”
 “ Allora ci ho preso! Valeria, che fica straordinaria. Complimenti, amico mio”
 “ Frena Andrea. Non ti ho mica confermato che si tratta di Valeria. Non voglio spoilerare, lo saprai al momento opportuno”
 “ Non vuoi che cosa?”
 “ E che cavolo! In questo secolo certe parole ancora non sono di uso comune. Viene dall’inglese e significa raccontare cio’ che verra’ in seguito. E’ di uso comune per chi usa il computer”
 “ E gia’ dimenticavo. Anche uno come te usera’ il computer, quindi”
 “ Lo useranno tutti, credimi, anche quelli impediti come me” concludo dandogli una pacca sulle spalle. Se tutto va bene, sabato, al termine delle lezioni, almeno Andrea dovra’ credermi. Altrimenti, credo che dovro’ andare da un ottimo terapeuta.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #25 il: 31 Luglio 2018, 19:28:17 »
Ventitreesimo episodio

Per un uomo che viaggia verso i quarant’anni, tornare al liceo e’ veramente una cosa incredibilmente assurda. D’accordo che il mio aspetto e’ quello di un ragazzo ma la mia mente rimane quella di un uomo maturo. E’ stato comunque insospettabile e per certi versi gradevole ritrovare quegli odori, quelle ritualita’ che si sentivano e che si avevano all’epoca.
Il problema e’ che non so un cavolo di alcune materie e che se dovessi trovarmi ancora nei panni del liceale al momento della maturita’, sarebbe quasi impossibile per me fare un esame decente ed uscirei  da quell’esame con le ossa rotte. Comunque, finora me la sono cavata, riuscendo con un po’ di fortuna e con l’astuzia di un uomo maturo a barcamenarmi. Ed ho anche riscoperto la spensieratezza di quegli anni, con le sere trascorse a cazzeggiare ed a bersi qualcosa con gli amici, anche se rimane per me molto complicato interagire con gente che ha meno della meta’ dei miei anni. Ad ogni modo, oggi e’ sabato e dovrei finalmente avere la prova che non mentivo. Almeno con Andrea e’ essenziale che lui sappia che gli sto dicendo la verita’. Ed a proposito del mio amico, sembra che la trama che gli ho imbastito con Sabrina possa funzionare. Dopo un paio di giorni trascorsi a piangere a causa del mio comportamento, mia moglie, cioe’ colei che sarebbe dovuta diventare la mia consorte, sembra essere ben disposta alla corte serrata di Andrea. Beh, il vecchio detto chiodo scaccia chiodo sembra funzionare anche in questa occasione.
Ed e’ proprio Andrea  ad avvicinarmi ed a ricordarmi che oggi, secondo cio’ che gli ho detto, sarebbe dovuto essere il giorno in cui Maria Giulia picchio’ il suo spasimante e suo fratello
 “ Si, e’ meglio scendere ed essere in prima fila. Non e’ uno spettacolo che dimenticheremo” gli rispondo speranzoso. Si perche’ non mi ricordo esattamente la data precisa ed ho come unico riferimento il fatto che fosse  avvenuto dopo la festa delle donne che c’e’ stata ieri. Maledetta memoria. Ci avviamo proprio verso l’uscita e nel frattempo guardo Maria Giulia dietro di me. E’ semplicemente bellissima. La semplicita’ non e’ il suo pezzo forte e, malgrado sia un normale giorno di scuola, e’ truccata ed e’ vestita perfettamente. Indossa un jeans molto aderente che le delinea perfettamente quel corpo strepitoso che avro’ modo di conoscere a fondo, una camicetta bianca sotto il quale si intravvedono quelle tette da urlo, ed un giubbettino di pelle che lei indossa ripiegandone le maniche. Per finire, un paio di stivaletti con un bel tacchetto che, ce n’era bisogno di dirlo? La elevano ben al di sopra del 99% dei suoi compagni di scuola. Chissa’ se già a quest’eta’ e’ in possesso di quei piccoli muscoli che hanno pero’ un potenziale enorme e che sfoggera’ tra una ventina d’anni. Cammina dietro di me con il solito codazzo dei suoi schiavetti a farle da contorno. Ci sono ovviamente le sue ancelle Valeria e la Mastrangeli , altre ragazze che farebbero di tutto pur di definirsi sue amiche ed un paio di ragazzi, Gianluca e Paolo, perdutamente innamorati di lei e pronti a fare qualunque cosa la loro padroncina dovesse ordinare. Innamorati senza la minima speranza, aggiungo, in quanto non credo che l’abbiano mai sfiorata. Ma a loro va bene cosi’ e se all’epoca proprio non mi raccapezzavo come potessero ridursi in quel modo, conoscendo approfonditamente quella dea che corrisponde al nome di Maria Giulia, posso comprenderli perfettamente. Comunque, io e Andrea usciamo dalla cancellata che delimita l’istituto e ci fermiamo appena fuori, sul marciapiede. Sulla strada, il traffico e’ scarsissimo, a parte un rombare continuo di scooter dei miei compagni di scuola che tornano a casa ma di autoveicoli nemmeno l’ombra. Andrea mi osserva sorridendo. E se mi fossi sbagliato? Anche il gruppo capitanato da Maria Giulia e’ ormai nelle vicinanze. Lei si volta dalla mia parte ed avrei voglia di correrle incontro e di baciarla ma preferisco non cambiare la situazione con mosse avventate. Dopo qualche istante, anche lei posiziona lo sguardo verso altre direzioni ed inquadra Paolo
 “ Dammi una sigaretta” gli ordina
 “ Subito, Maria Giulia” risponde il mio compagno di classe con il solito timore che tutti abbiamo nei suoi confronti. Chissa’, forse di primo acchitto si potrebbe classificare persino bullismo quello che lei esercita soprattutto nei loro confronti anche se, dopo averla provata, posso sostenere che si tratta semplicemente di dominazione e quindi di volontaria sottomissione nei confronti di una persona di cui si riconoscono capacita’ superiori. Ed in quanto a capacita’ superiori, Maria Giulia e’ assolutamente l’esempio vivente di come un essere umano possa essere una spanna ed oltre sopra a chiunque altro. Osservo mentre il gruppo parlotta, circondato dall’andirivieni continuo degli altri studenti. E’ una bella giornata di sole che sembra dare il via all’agognata primavera e Maria Giulia si infila un paio di occhiali scuri che fanno risaltare ancor di piu’ il suo indiscutibile fascino. E’ ovviamente oggetto di sguardi pieni di desiderio da parte dei ragazzi. E come potrebbe essere il contrario? A questa eta’ il testosterone circola a flotte nei nostri corpi e la sua oggettiva bellezza aiuta ancor di piu’ a stimolare questo desiderio. Ma anche le ragazze si girano a guardarla e sono quasi esclusivamente sguardi di invidia. Ed anche questo non potrebbe essere altrimenti. Qual e’ quella ragazza che non vorrebbe assomigliarle? Sono cosi’ incuriosito da cio’ che mi accade intorno, curiosita’ che probabilmente a diciannove anni non avevo, che faccio caso solo all’ultimo momento alla macchina che si ferma nel piazzale antistante il liceo e dal quale escono due tipi. Il primo e’ quello che ha un passo piu’ deciso, un ragazzo sui venticinque, ben messo e ben vestito, coi capelli corti e l’aria decisa. Il secondo, che lo segue a qualche metro di distanza, e’ piu’ magro, quasi allampanato, alto ben oltre il metro e ottanta e apparentemente di qualche anno piu’ piccolo. Andrea mi tocca il braccio ma non proferisce parola mentre il primo si avvicina al gruppetto di Maria Giulia che e’ ormai a pochissimi metri da me, anche loro fuori dalla cancellata che delimita il liceo. Ci siamo. Sta per iniziare lo spettacolo.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #26 il: 03 Agosto 2018, 20:01:26 »
Ventiquattresimo episodio

Il tipo più prestante, quello che sembra piu’ grande di eta’ si avvicina come una furia al gruppo dei mie compagni di classe
 “ Proprio te cercavo” esordisce il ragazzo che, se ricordo bene, si chiama Roberto. Maria Giulia e’ ovviamente la destinataria della frase ed e’ ancora intenta a fumare quando rivolge il suo sguardo al nuovo arrivato con la sua solita aria di superiorita’
 “ Toh, guarda chi si vede. Ti avevo detto di sparire dalla mia vista ed invece eccoti qua. Dimmi cosa vuoi e poi eclissati” Il nuovo arrivato sorride nervosamente
 “ Ma chi cazzo ti pensi di essere? Tu a me cosi’ non mi ci tratti, ok?”
 “ E come vorresti essere trattato? Fai in fretta che voglio andare via”
 “ Stiamo insieme e poi stamattina mi pianti con una telefonata dicendomi che ieri sera hai incontrato un altro. Io non te lo permetto” Maria Giulia tira l’ultima boccata alla sua sigaretta e poi la getta in terra schiacciandola con la suola dei suoi stivaletti mentre intorno si e’ radunata un bel po’ di gente a causa della voce alta del giovane
 “ Beh, ringrazia il cielo che ti ho avvertito. Hai detto quello che volevi dire ed ora fuori dalle palle” Roberto pero’ e’ tutt’altro che incline ad andarsene. Si avvicina a Maria Giulia e mette le sue mani sul viso della ragazza facendole cadere gli occhiali
 “ Sei solo che una puttana” le dice con tutto il rancore che ha. Maria Giulia respira profondamente e cambia espressione. Ed e’ un’espressione che conosco benissimo. Afferra una delle mani del ragazzo, glie la torce e quindi, senza che lui possa fare niente per evitarlo, fa partire un calcio tremendo che si abbatte sullo stomaco di Roberto come un macigno. E’ come se rivedessi la scena di un film che ho visto una sola volta ma che ricordo perfettamente. Il giovane e’ piegato in due ma Maria Giulia non agisce ulteriormente. Lo guarda con aria di disprezzo e superiorita’
 “ Vattene che e’ meglio per te” La risposta di Roberto e’ pero’ piena di rabbia e si lancia scriteriatamente verso la bellissima ragazza che evita l’attacco e poi lo colpisce con un calcio al volto che lo fa piegare sulle ginocchia. Tra gli altri studenti si alza un mormorio di ammirazione nei confronti della loro compagna di scuola ed e’ a quel punto che interviene anche l’altro ragazzo che era rimasto in disparte. Prima aiuta il fratello a rialzarsi e poi entrambi si gettano su Maria Giulia. Oh, se la conoscessero meglio come ho imparato a conoscerla io! Forse avrebbero risparmiato la piu’ grossa lezione della loro vita. La ragazza che amo si muove come un felino e prima evita i loro pugni portati quasi contemporaneamente e poi agisce girandosi su se stessa e colpendo con due calci di millimetrica precisione i due che barcollano visibilmente.  Due calci al volto di incredibile efficacia. Sono entrambi feriti ed il sangue esce dalle loro labbra in modo piuttosto visibile. Avanza verso di loro che ormai non possono piu’ fare nulla per difendersi. Afferra il braccio del secondo ragazzo e con l’altra mano libera fa partire due violenti pugni verso Roberto che stavolta cade a terra come una pera cotta e quindi finisce suo fratello con una gomitata, facendo terminare a terra anche lui. E’ stata straordinaria. Una vera e propria macchina da guerra, senza che si sia nemmeno agitata piu’ di tanto. Immagino cosa potrebbe fare se mettesse in atto tutte lue straordinarie capacita’. Si avvicina comunque a Roberto ormai a terra e impossibilitato a qualunque reazione
 “ Credo che tu mi debba delle scuse. Non sono parole carine nei confronti di una ragazza, non credi?” Il giovane non deve credere ai suoi occhi e mi chiedo come fosse possibile che non conoscesse la straordinaria bravura di Maria Giulia. O forse non immaginava che potesse arrivare a tanto. Ad ogni modo, continua a non capacitarsi dell’accaduto e la bellissima giovane lo alza quasi di peso afferrandolo per il bavero del giaccone e lo sbatte addosso alla cancellata preparando un pugno
 “ Se non mi chiedi scusa, io continuo. E credimi, non sara’ un bel proseguimento per te. Roberto sembra essere un ragazzo capace di capire quando non e’ il caso di insistere
 “ Ti chiedo scusa, Maria Giulia” sussurra infatti nei confronti della sua avversaria che pero’ non sembra affatto soddisfatta
 “ Urla. Fallo sentire pure a chi e’ distante” lo minaccia infatti ed il malcapitato e’ costretto a ripetere la stessa frase urlando per non incorrere nelle sue ire. Maria Giulia sorride soddisfatta. Mentre l’altro e’ ancora a terra sofferente per la tremenda gomitata e visibilmente intontito, afferra Roberto per la nuca e lo obbliga a sistemarsi in ginocchio “Bene ma non sono ancora soddisfatta. Ora tu e quest’altro coglione mi bacerete i piedi dinanzi a tutti” Oh quanto vorrei avere di fronte quel ragazzo per cercare di capire cosa prova ma purtroppo vedo solamente la sua schiena. In compenso mi e’ ben visibile la statuaria figura di Maria Giulia e quel suo sguardo che ormai conosco perfettamente.  Il ragazzo intanto, alza gli occhi per cercare quelli di Maria Giulia e percepisco il suo tremore, la sua incredulita’
 “ No, per favore, non puoi chiedermi una cosa del genere” Per tutta risposta, la statuaria ragazza lo afferra per un braccio e lo costringe con la forza ad alzarsi, dopodiche’ lo sbatte di nuovo contro l’inferriata. Stavolta pero’ non si limita a minacciarlo e gli effettua una dolorosissima leva articolare che lo costringe alla resa in pochi secondi. Maria Giulia lo lascia ma poi lascia partire un violento ceffone che si schianta sul viso del giovane che non riesce piu’ a controllarsi scoppiando miseramente a piangere
 “ Ho detto in ginocchio. Tutti e due e baciatemi i piedi altrimenti ricomincio” Tra il silenzio surreale che si e’ formato davanti alla scuola, i due obbediscono a Maria Giulia e si umiliano a baciare le sue scarpe come in una specie di giogo che gli sconfitti devono effettuare, proprio come i romani alle forche caudine. E per alcuni lunghissimi minuti, i due sconfitti singhiozzando baciano i piedi della vincitrice fino a quando lei decide di farli rialzare
 “ Mi avete fatto divertire abbastanza ma adesso scomparite dalla mia vista. La prossima volta potrei arrabbiarmi veramente e quello che avete subito oggi sarebbe un’inezia” dice loro. I due, a capo chino, corrono verso la vettura parcheggiata e li vedo sgommare verso la salvezza. Maria Giulia invece, si guarda intorno. Si vede che e’ soddisfatta. Non credo che ami picchiare ed ha evitato fino all’ultimo prima di mettere le mani addosso ai due fratelli ma gode nel vedere la sottomissione degli altri, cosa per me piu’ evidente in quanto conosco il suo futuro. Alza lo sguardo verso tutti noi
 “ Il teatrino e’ terminato. Potete andarvene tutti” Nessuno osa replicare e ci incamminiamo ognuno verso la propria destinazione anche se credo che quello sguardo fosse piu’ intenso proprio nei miei confronti. Forse si aspettava che andassi a compiacerla, a congratularmi con lei come stanno facendo quelli del suo gruppo che la stanno incensando, sottomettendosi a lei in modo ancora piu’ drastico. Oh si che vorrei farlo, vorrei dirle che e’ una ragazza unica e che sottomettersi a lei e’ la cosa piu’ naturale che ognuno di noi potrebbe e dovrebbe fare ma evito. Devo rispettare i tempi e al suo compleanno, quando lei si dichiaro’, mancano solo pochissimi giorni.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #27 il: 07 Agosto 2018, 19:53:00 »
Venticinquesimo episodio

 Andrea intanto, mi guarda, spalanca gli occhi, cerca una parola per iniziare il discorso ma riesce solo a far uscire grugniti dalla sua bocca. Scoppio a ridere
 “ Allora? Ci credi adesso?”
 “ Oh cazzo se ci credo. Oh mio Dio, tu vieni dal…….
 “ 2016. Esattamente giugno. Cosa vuoi sapere?”
 “ Tutto. Dimmi tutto” Gli do un’amichevole pacca sulla spalle
 “ Preferisco di no. Qualche accenno sul futuro te lo daro’ ma preferisco che tu viva la tua vita normalmente. Non e’ bello conoscere gia’ il proprio futuro. Intanto, ti ho salvato dalle corna. Credo che la vista di Manuela mentre lo prende in bocca sia un’immagine che ti ha notevolmente scosso e te l’ho risparmiata”
 “ Cavolo. Non riesco ad immaginarmela. Pero’ se io mi metto con Sabrina, tu non puoi conoscere nulla della nostra unione”
 “ Ovviamente no. L’evolversi della vostra eventuale storia mi e’ sconosciuta. E siccome ci sono parecchie cose che sto cambiando ed altre che ne vorrei cambiare, non ci resta che pregare che questi cambiamenti non incidano in qualche ipotetica linea temporale. Non so in che guaio ci potremmo cacciare” Lui mi guarda con aria interrogativa
 “ Boh! Ci capisco poco. Mamma mia che figata. E’ come < Ritorno al futuro> e tu sei come Marty Mc Fly.  Ti manca solo la DeLorean”
 “ Non proprio. Io mi sono reincarnato nel me stesso diciannovenne. C’e’ una sostanziale differenza” Sta alcuni secondi in silenzio ma mi sembra di sentire il suo cervello in funzione. Ha qualcosa in mente
 “  E dunque, tu  conosci il futuro?”
 “ Fino al giugno 2016” confermo
 “ Compresi i risultati sportivi?”
 “ Non ricominciamo. Alcuni si ma non mi posso ricordare tutte le partite del campionato di calcio”
 “ Concentrati, cazzo. Possiamo diventare ricchi”
 “ Possiamo? Le doti sono mie e dovrei dividerle con te?”
 “ Sono il tuo migliore amico. A proposito, ce la faro’ a farmi una posizione da grande?”
 “ Tranquillo. Almeno su quello non ti morirai di fame ed avrai un buon lavoro. Sicuramente starai meglio di me, economicamente”
 “ Meno male”
 “ Ah meno male. Ed a me che saro’ pieno di debiti non pensi?”
 “ No cioe’……. Ti giuro che mi dispiace per te ma dicevo per me”
 “ Va bene, Comunque stai tranquillo. Avrai uno stipendio piu’ che decente”
 “ E quanti milioni guadagnero’?” Scoppio a ridere
 “ Milioni di lire?”
 “ E certo, mica di dollari”
 “ Dimenticati le lire. Fra poco andra’ in vigore l’euro, una moneta unica per quasi tutta l’Europa”
 “ Ma che cazzo dici?” Sbuffo
“  Senti Andrea, vivi la tua vita il piu’ possibile normalmente, ok? I cambiamenti saranno velocissimi in questi vent’anni e li metabolizzerai come tutti. E’ inutile che ti dica come vivremo tra vent’anni perche’ alcune cose sono piu’ complicate da spiegare che da vivere”
 “ Ok. Pero’ riflettici. Hai la possibilita’ di avere un futuro economico piu’ tranquillo e contemporaneamente di aiutarmi. Basta che ti sforzi e che ti ricordi i risultati delle partite di calcio” Ci sto riflettendo infatti ma mi ricordo poco, a parte le cose piu’ eclatanti
 “ Ascolta Andrea. Ti daro’ un foglio con alcuni risultati che ricordo. Solo alcuni. Ma tu non dovrai usarlo fino a che……” Gia’, fino a che cosa? Su questo sono ancora confuso ma poi proseguo “Senti, io non so cosa mi succedera’, se continuero’ a vivere nel corpo di un adolescente crescendo man mano oppure se mi ritrovero’ di nuovo quarantenne con i debiti e sposato con Sabrina. E se dovessi proseguire la vita in questi panni, non so se continuero’ a ricordare tutto oppure mi dimentichero’ e vivro’ normalmente. Io ti lascero’ questo foglio ma tu mi devi promettere che ti dovra’ servire solamente per avere una vita piu’ tranquilla e ad avere qualche soldo in piu’ in tasca. Mi lascero’ un foglio anche per me. Puo’ servirmi per salvare mio padre dai debiti ma tu dovrai ricordarmi di come ho avuto questi risultati, semmai dovessi dimenticarlo, qualunque sia il tipo di vita che condurro’. Me lo prometti?” Mi abbraccia
 “ Te lo prometto, amico mio”
 “ E mi devi anche promettere che farai felice Sabrina e che riuscirai a curarla. Mi raccomando”
 “ Puoi contare su di me, Fabrizio”
 “ Ah, un altro consiglio te lo voglio dare. Usa qualche shampoo delicato e falla finita di fonarti i capelli perché……. “
 “ Perche’? Vorresti dire che quando saro’ vecchio saro’ calvo?”
 “ Oh, a bello. Vecchio a nemmeno quarant’anni? Si e’ ancora giovani a quell’eta’. Tuo nonno e’ vecchio. E comunque non sarai calvo. Diciamo che avrai la fronte spaziosa”
 “ Insomma, saro’ pelato oppure no?”
 “ Non del tutto ma non avrai una bella capigliatura folta come quella di adesso. Oh, poi fai tu. Nella mia epoca i calvi sono pure considerati sexy. Io ti ho avvisato” Andrea scuote la testa cercando di raccapezzarsi e poi  ci avviamo verso le nostre abitazioni con le gesta incredibili di Maria Giulia nelle nostre menti. Il mio amico non sa che e’ proprio lei la ragazza, o forse dovrei dire la donna, che sta facendo battere il mio cuore e che mi sta agitando. Non riesco a comprendere se sono innamorato solamente della Maria Giulia che conoscero’ donna, che mi ha insegnato come possa essere piacevole sottomettersi se a dominare e’ una come lei, oppure anche della ragazza non ancora diciottenne che sto conoscendo in questo periodo. Sorrido. Io amo lei a qualunque eta’.

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #28 il: 10 Agosto 2018, 19:28:36 »
Ventiseiesimo episodio

L’entrata del mio negozio di calzature mi ricorda tempi lontani. L’ho completamente cambiato nella speranza di far lievitare gli incassi rendendolo piu’ attuale e moderno. Quello di mio padre dove sto entrando in questo momento, ha qualcosa di antico ma funziona. E’ sabato pomeriggio ed e’ pieno di gente, soprattutto di donne alla ricerca di scarpe piu’ leggere per affrontare la primavera che e’ ormai alle porte e noto con piacere come sia ancora un negozio pieno di merce. E’ evidente che la crisi non ha ancora fatto capolino nell’attivita’ di mio padre. Lo cerco con lo sguardo ma non lo trovo. Un commesso mi si avvicina
 “ Ehila’ Fabrizio, come va?” Mi ricordo della sua faccia ma non rammento nemmeno il suo nome. Gli dico che sto bene e lui si informa del mio incidente sul campo di calcio, tra l’altro l’unico avvenimento che finora non e’ stato uguale al passato e mi chiedo perche’. Forse perche’ e’ l’unica volta che ho perso i sensi prima del compleanno di Maria Giulia. O forse in quanto tutto sommato, non e’ un accadimento di primaria importanza della mia vita, al di la’ dell’enorme soddisfazione che ebbi nel segnare il gol decisivo. Comunque, il commesso mi dice che mio padre si e’ assentato per qualche minuto
 “ Sai dove e’ andato?” gli chiedo mentre lui contemporaneamente risponde alle domande di una cliente. Mi prende per un braccio e mi allontana di qualche metro
 “ E’ andato alla bisca a farsi la sua giocata” Cazzo, le solite giocate di mio padre. Esco dal negozio di corsa e mi guardo intorno. Non esistono le sale scommesse come quelle che ci sono nel mio tempo ma poi ricordo. La bisca dove mio padre andava a buttare i suoi soldi. Dovrebbe essere nei paraggi e poi una nuova illuminazione. Ma certo, c’ero andato qualche volta per giocare a biliardo con gli amici. Pochi minuti e sono dentro la bisca dove mio padre sta con in mano il giornale per studiare le sue giocate e, proprio quando sto per raggiungerlo, si alza e consegna due fogli al biscazziere
 “ Papa’, fermati, ti prego” Lui si gira di scatto
 “ Fabrizio? Cosa ci fai qua’?”
 “ E’ la stessa domanda che faccio io a te, papa’”
 “ Sto facendo un paio di giocate”
 “ Fermati papa’. Ancora sei in tempo. Se continui cosi’ metterai in crisi il negozio” Lui si mette a ridere
 “ Ehi giovanotto. Mi compiaccio per le tue buone intenzioni ma sto semplicemente giocando poche migliaia di lire che non incideranno certo nel nostro futuro”
 “ Per adesso ma se continui cosi’ ti giocherai l’attivita’”
 “ Cos’e’ sta storia? E’ la conseguenza della botta in testa? Dai smettila Fabrizio e fammi fare questa benedetta giocata che devo tornare al negozio” Come fare a convincerlo? Gli strappo i due biglietti e li poggio su un tavolino. Ci sono segnate alcune squadre, ovviamente. Su una vedo scritto < Milan, Roma e Parma>, sul secondo <Roma, Juve, Milan> Afferro anche il giornale e osservo le partite. La Roma, come mi aveva anticipato Andrea, gioca in casa col Cagliari mentre la Lazio in casa della Juve. C’e’ il derby di Milano ed il Parma affronta fuori casa il Piacenza ed era un Parma non ancora toccato dalla crisi, con fior di campioni nelle sue file. Non mi ricordo niente. Cerco di sforzare le meningi ma non ottengo nulla. Dove stavo io quella domenica? Come la stavo trascorrendo? Poi qualche luce sembra accendersi. Si, stavamo con tutto il gruppo al mare.  Fu una domenica piacevole, trascorsa nella casa al mare di una nostra amica, ovviamente senza farci il bagno considerando il periodo e me la ricordo perche’ si chiacchierava dell’avvenimento del giorno precedente, ovvero di cio’ che e’ appena accaduto all’uscita della scuola: la distruzione di quei due ragazzi da parte di Maria Giulia e si scherzava sull’ipotesi di un eventuale suo fidanzato e di come sarebbe stato costretto a comportarsi per la paura nei suoi confronti. Si, comincio a ricordarmela bene quella domenica, soprattutto quando noi ragazzi ci mettemmo a sentire le partite alla radio. Me la ricordo, cavolo. E’ assurdo ma mi ricordo tante cose, come se invece di vent’anni fossero trascorsi venti giorni. E mi vengono in mente alcune reazioni, mie e dei miei amici, mentre quella domenica calcistica si dipanava, tra lo sguardo un po’ infastidito delle ragazze che invece avrebbero voluto la nostra compagnia.  Non rammento tutti i risultati ma qualcuno si. Prendo i due biglietti e li straccio sotto lo sguardo sgomento di mio padre
 “ Ma cosa diavolo fai, Fabrizio? Come ti permetti?”
 “ Papa’ ascoltami. Gioca quello che ti dico io”
 “ Tu sei impazzito” mi rimprovera
 “ Forse. Non giocare la vittoria della Roma che non vincera’”
 “ Gioca in casa col Cagliari. Deve vincere”
 “ Papa’ fidati. Pareggera’ 1-1. Ed il Parma perdera’” Me lo ricordo perche’ un mio amico straccio’ la schedina per la rabbia per la sconfitta del Parma a Piacenza  “Ed il derby lo vincera’ l’Inter” proseguo dopo qualche istante
 “ Ma che stai vaneggiando? Il Milan e’ primo in classifica”
 “ Si ma perdera’ e perdera’ anche la Lazio a Torino. Ti prego, gioca queste squadre nel modo che ti ho detto. Fallo per me” Mi guarda meravigliato ma non mi sembra arrabbiato piu di tanto. Forse, la botta in testa che ho ricevuto lo porta ad avere un comportamento meno severo nei miei confronti. Prende un altro foglio e poi ci scrive < RomaX Piacenza, Juve e Inter>, proprio come gli avevo richiesto, lo consegna al biscazziere e ci mette sopra trenta mila lire. Dopodiche’ si rivolge a me
 “ Se escono le squadre che avevo segnato io, me la pagherai, signorino”
 “ E se dovessero uscire quelle che ti ho detto?”
 “ Mi dovrai spiegare un sacco di cose”
 “ Ok. A patto che tu mi ascolti anche per altre cose, papa’. Se vinci la giocata mi dovrai ascoltare. Ci stai?”
 “ D’accordo. Aspettiamo domani sera, caro mio. E poi tireremo le somme”

Offline DavideSebastiani

  • Newbie
  • *
  • Post: 131
    • Mostra profilo
Re:La terza occasione
« Risposta #29 il: 14 Agosto 2018, 19:33:55 »
Ventisettesimo episodio

Quella domenica in cui mi divertii con i miei amici non si e’ ripetuta. Oh certo, tutto e’ avvenuto proprio come mi ricordavo, con l’invito da parte di quella ragazza, con le chiacchiere su Maria Giulia e naturalmente con i risultati sportivi che ricordavo.  Cio’ che non e’ stato uguale e’ stato l’approccio con quei ragazzi. Dopo qualche giorno in cui sono stato bene con loro, forse a causa della novita’, mi comincia a pesare rapportarmi con ragazzi di questa eta’. Io sono un uomo ed e’ inammissibile frequentare ragazzi che non superano i venti anni. Il mio aspetto e’ quello ma non mi ci trovo bene. Quello che conta pero’ e’ che abbia ricordato nel modo giusto i risultati che ho fatto giocare a mio padre, facendogli vincere un bel gruzzolo. E quando ritorno a casa, me li vedo tutti e tre in cucina: mio padre, mia madre e mia sorella
 “ Che c’e’ una riunione di famiglia?” esordisco cercando un po’ d’ironia
 “ Vieni qui’ Fabrizio. Dobbiamo parlare” grugnisce mio padre prendendo una sedia ed invitandomi a mettermi seduto. Poi cerca nelle sue tasche e tira fuori la giocata
 “ Hai vinto” gli dico
 “ Si e anche parecchio. La vittoria del Piacenza ed il pareggio casalingo della Roma erano quotate molto”
 “ Mi fa piacere”
 “ Io non lo so se essere contento. Dopo lo svenimento, tu hai acquisito dei poteri e dobbiamo andare a fondo a questa cosa. Dovrai fare delle cure piu’ approfondite e capire cosa hai in quel cervello. Non m’importa che tu possa farmi diventare ricco e che indovini che tua sorella e’ incinta e persino il nome che mettera’ al bambino. Io voglio sapere il perche’” Guardo mia sorella e scuoto la testa
 “ E ti pare che tu non andavi subito a raccontare quello che ti ho detto? Non perderai mai questo vizio tu” le dico con una punta di rancore rammentando anche il bisticcio avvenuto nel 2016. O forse dovrei dire che avverra’?
 “ Siamo stati noi a chiederle se sapeva qualcosa” interviene mia madre “Ed Elena ci ha raccontato di come tu sapevi che fosse incinta e persino del nome che vorrebbe mettere al nascituro. Ci ha detto insomma che hai dei flash” Li guardo tutti e tre. Raccontare loro che sono un adulto che e’ ritornato vent’anni indietro nel corpo di se stesso, potrebbe essere troppo. Preferisco continuare con la storia dei flash
 “ E va bene. Ho delle illuminazioni che riguardano il futuro di tutti noi ma sto bene, non dovete preoccuparvi per me”
 “ Tesoro, mi sono informata ed ho scoperto che ci sono dei rari casi di tumore al cervello che fanno avere queste visioni del futuro. Dobbiamo scoprire cosa hai” prosegue mia madre. Le faccio una carezza
 “ Mi hanno gia’ fatto una lastra e non ho niente. Dovete fidarvi di cio’ che vi dico”
 “ Adesso ci sono nuove tecniche per diagnosticare un male brutto. Una semplice lastra puo’ non servire a nulla. E se hai, tocchiamo ferro, qualcosa, se preso in tempo potresti guarire” insiste mio padre
 “ Sentite, siete tutti d’accordo nell’affermare che io ho delle visioni che riguardano il futuro e che ci prendo in pieno?” li vedo scuotere la testa in modo affermativo e proseguo “Ebbene, tra queste visioni ci sono anche quelle di me grande a quasi quarant’anni. Pertanto, non ho nessun tumore e non ne avro’, almeno fino a quell’eta’”
 “ Dio ti ringrazio” fa mia madre congiungendo le sue mani
 “ Il problema e’ un altro e mi rivolgo soprattutto a te, papa’. Tu stai cominciando a prendere il vizio del gioco, delle scommesse e questo vizio ci condurra’ alla rovina”
 “ Ma come e’ possibile? L’hai visto tu stesso che gioco poche migliaia di lire”
 “ Se credi nei miei flash, mi devi ascoltare. Devi smetterla di giocare. Per adesso stai effettivamente giocando poco ma in seguito questo vizio sara’ impossibile da troncare”
 “ Mi sembra assurdo. Io sono un buon padre di famiglia, un lavoratore e non metterei mai a repentaglio il futuro della nostra famiglia giocandomi cifre che non possiedo”
 “ Lo farai papa’, lo farai. E prima di prendere questo vizio, devi troncare le tue giocate” Lui mi osserva. Non sa se credermi ma poi riguarda il foglio della sua giocata
 “ Tu conoscevi questi risultati. Come se li avessi  gia’ vissuti. Non so come ma sapevi esattamente come sarebbero andate a finire quelle partite”
 “ Te l’ho detto. Senti papa’, io conosco anche altri risultati. Non mi chiedere quelli di domenica prossima perche’ le mie visioni non sono a comando ma posso darti altri risultati precisi. Se vuoi, potrai giocarti quelli. Ma solo quelli che ti daro’ io, altrimenti ci ridurrai sul lastrico e faremo una dannata fatica nel tirare avanti” Si mette le mani in testa. Stara’ riflettendo se credermi o meno e mia madre si avvicina per abbracciarlo
 “ Io ti credo Fabrizio. Ma anche se non fosse vero, penso che tuo padre debba smettere di giocare, non e’ cosi’ tesoro?” Mio padre si gira a guardarla e le afferra le mani per stringergliele
 “ Io….. Io non pensavo. Non lo reputo un vizio. Mi serve solamente per godermi le partite la domenica pomeriggio, facendo il tifo per le squadre che mi sono giocato”
 “ Si ma questo tuo piccolo hobby potrebbe tramutarsi in vizio. Ha ragione tuo figlio. Anche se cio’ che ha visto non fosse vero” Mio padre scuote la testa
 “ E va bene, non giochero’ piu’ a parte quando tu mi dirai che posso farlo” mi dice infine. Io sospiro, ebbro di gioia
 “ I risultati che ti daro’ considerali come un investimento e non come un invito a scommettere. D’accordo papa’” Mi invita ad alzarmi e poi mi abbraccia
 “ D’accordo, lo faro’. Quella testata ti ha maturato, Fabrizio. Non sembri un ragazzo che ha diciotto anni” dice senza sapere quanto si sia avvicinato alla realta’
 “ Quasi diciannove, papa’” interviene Elena facendoci ridere e togliendo quella serieta’ ed anche quel pizzico di commozione che si stava instaurando
 “ Qualche altra visione che ci riguarda?” Domanda quindi mia madre. C’e’ quella piu’ importante. La malattia di mio padre che lo portera’ alla morte ma come dirla dinanzi a lui?
 “ Per il momento e’ tutto” taglio corto per andarmene in camera mia a riflettere sul da farsi. Devo attendere ben poco pero’. Dopo nemmeno mezz’ora, mia madre si presenta nella mia camera e si mette seduta ai bordi del mio letto
 “ Cos’altro hai visto?” Deglutisco nervosamente
 “ Chi ti dice che ho visto qualcos’altro?”
 “ Sono tua madre e ti conosco. So che c’e’ altro. Chi riguarda?” Accenno di si con la testa
 “ Ok mamma. Avevo intenzione di dirtelo fra qualche giorno ma forse e’ meglio farlo adesso. Stammi bene a sentire. A gennaio del 2004 a papa’ verra’ scoperto un cancro al colon”
 “ Oh mio Dio”
 “ Quando se ne accorgera’ sara’ troppo tardi in quanto le metastasi hanno gia’ invaso il fegato mentre se se ne fosse accorto in tempo, con un’operazione di colectomia, cioe’ l’asportazione, avrebbe avuto buone speranze di salvarsi. Lui confondera’ il sangue nelle feci pensando che si tratti di ragadi o di emorroidi ma si tratta invece del cancro” Vedo mia madre iniziare a piangere mettendosi le mani sul viso
 “ Ed io cosa posso fare?”
 “ Gia’ dall’inizio del 2002 dovrai fargli fare spesso le colonscopie e soprattutto le analisi rettali. Se lo scopriremo in tempo, potra’ salvarsi, altrimenti morira’ a febbraio del 2005”
 “ Tu hai visto papa’ morire?”
 “ Si mamma. Ho visto papa’ soffrire come un cane e morire” le rispondo, mentre quelle immagini scioccanti che mai dimentichero’ nella mia vita riempiono la mia testa
 “ E cosi’ lo salveremo?” mi chiede
 “ Non lo so. So cosa accadra’ se non interveniamo ma non posso sapere cosa succedera’ se dovessimo riuscire a prendere il cancro in tempo. Quello che e’ certo e’ che dobbiamo fare qualunque cosa in nostro potere per salvarlo” Mia madre annuisce
 “ Non gli diremo niente. Facciamolo vivere come se niente fosse, intesi?”
 “ Sono d’accordo su questo, mamma” le dico dandole un bacino sulla guancia rigata dalle lacrime ed asciugandogliela col dorso della mano “Spettera’ a noi tenerlo sotto controllo. Ah, senti, io non so per quanto tempo continuero’ ad avere queste visioni. Potrei dimenticarmi tutto e non averle piu’ di punto in bianco e tocchera’ a te portare avanti cio’ che ti ho detto, e mi riferisco anche al gioco d’azzardo. In seguito non fara’ solo scommesse sulle partite di calcio ma passera’ alle macchinette mangiasoldi e a qualunque cosa ci si possa puntare dei soldi. Tienilo al guinzaglio, mamma. Sei tu quella piu’ forte e…… salvalo” La vedo uscire dalla mia camera e mi sdraio sul mio letto. Tutto quello che potevo fare l’ho fatto. Mi rimane solo una cosa per dare una svolta definitiva alla mia vita.