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Italiane / La sfida di classe
« il: 26 Giugno 2016, 15:54:12 »
Seguito de "La sfida di famiglia":

Elena era diventata la più forte della famiglia, e questo le piaceva molto. A scuola invece, nessuno sapeva nè del suo cambiamento, nè di quello delle sorelle. Andando a scuola in questo mese, infatti, indossarono sempre dei vestiti più grandi per non dare a vedere i cambiamenti. Ma ora il mese era passato, non avrebbero potuto tenerlo nascosto per sempre. Anzi, Elena voleva essere ammirata. Voleva che si sapesse essere lei la più forte. Non si fece problemi a presentarsi a scuola con vestiti della sua taglia che mostravano benissimo la sua massa muscolare.
"Oh mio Dio, Elena! Sei... sei..."
"Fortissima?"
"Già! Avevo notato che c'era qualcosa che non andava negli ultimi giorni."
"Forse intendevi qualcosa che andava! Sto benissimo!"
Flesse a più non posso tutti i muscoli, uno spettacolo che i suoi compagni non avevano mai nemmeno immaginato di vedere!
"Uao, che muscoli! Posso toccare?"
Molti dei suoi compagni erano affascinati, ma pochi avevano il coraggio di parlarle. Altri erano indifferenti o arrabbiati. Le ragazze, d'altro canto, erano tutte affascinate. Gridavano con orgoglio 'potere femminile'.
Elena era al settimo cielo. Chi voleva l'adorasse l'adorava, e chi voleva fosse invece arrabbiato, lo era. Iniziò a stuzzicare spesso i maschietti della classe.
"Chi è il sesso debole? Sarei io? Possibile? Credo di no!"
Forse si era un po' montata la testa... ma se lo poteva permettere! Sorse però anche qualche problema.
Non poteva più giocare a molti giochi con le amiche. Era fin troppo avvantaggiata per ogni attività sportiva, e anche altri dei loro giochi per via del suo sviluppatissimo fisico.
"Elena, ogni volta che dobbiamo fare le squadre tutti vogliono te! Mi dispiace ma così non si può giocare."
"Ma non è giusto!"
Di lì a pochi giorni, Elena ebbe un'idea. Usare la pozione sulle sue amiche. A casa, il padre era ancora arrabbiato perché le figlie avevano usato senza il suo permesso la pozione mentre era fuori città. Sfortunatamente, doveva continuare a lavorarci e per forza di cose doveva, diciamo, portarsi il lavoro a casa. Elena chiese aiuto al fratello Zack per trovare dove l'avesse nascosta. Pur titubante all'inizio, specialmente perché credeva che Elena la volesse usare per se, aiutò la sorellina. I due riuscirono nell'intento. Tornata quindi a scuola il giorno dopo, espose a Priscilla, sua amica cosa aveva in mente.
"E se non fossi più l'unica forte della classe?"
"Che vuoi dire?"
"Ho con me la pozione che mi ha aiutata a diventare così."
"Cooosa?"
"Ssshhh, stai zitta! Non lo deve sapere nessuno!"
"E' solo per me?"
"No, visto che facciamo alcuni giochi a quattro squadre ci servono almeno altre tre ragazze al mio livello. Solo amiche fidate però."
"Va bene, come funziona?"
Elena spiegò che si sarebbero dovute comunque allenare e che avrebbe prestato loro attrezzi suoi e delle sorelle. Diede anche loro un programma da seguire, simile al suo, ma con qualche esercizio in meno: voleva che le sue amiche diventassero più forti, ma mica al suo livello! Infine consigliò loro di venire a scuola come aveva fatto lei nell'ultimo periodo, ossia con vestiti che non mostrassero tanto facilmente il cambiamento, e di svelare tutto a mese passato.
Così, Elena diede la pozione alle sue più care amiche:
Priscilla, 10 anni, capelli rossi ricci lunghi fino alla schiena, occhi azzurri, alta 1,46 m
Sofia, 11 anni, capelli neri lunghi fino alle spalle lisci, occhi neri con occhiali, alta 1,51 m
Eliana, 10 anni, capelli biondi ricci lunghi fino alle spalle, occhi neri, alta 1,47 m
"Ora diventeremo forti come te!"
"Forse, forse. Dipenderà da voi."
Ovviamente le tre iniziarono subito ad allenarsi, ognuna a casa propria, ma il pomeriggio si vedevano spesso a casa di una di loro per allenarsi assieme. Questo però senza Elena, che era ancora in punizione.
"Hai portato il programma di Elena?"
"Si, e l'ho anche modificato."
"Ma no, Sofia, perché? Con quel programma diventeremo forti come Elena!"
"Ma io voglio esserlo di più."
"Dici che è possibile?"
"Lo faremo diventare possibile. Perché deve essere lei la più forte?"
"Ma ci ha dato il suo programma, se lo seguiamo per bene saremo forti uguali."
"Voi fate come volete, io mi allenerò al massimo."
"Eh, no, non vogliamo mica restare indietro noi. Ci alleneremo seguendo il tuo programma."
Così le tre amiche iniziarono ad allenarsi più di quanto Elena avrebbe voluto, rischiando di diventare più forti di lei. I giorni passarono, e le tre iniziarono a vedere i primi risultati. Si sfidavano a braccio di ferro per constatare chi fosse la più forte. Nei primi giorni Eliana e Sofia erano in vantaggio su Priscilla, ma dopo un po', Sofia si allontanò anche da Eliana, la quale iniziò a rattristirsi quando pure la ex più debole Priscilla la superò. Dopo due settimane, non potevano che indossare vestiti belli grandi per nascondere i muscoli. A scuola Elena era molto curiosa. Era seduta giusto dietro Sofia, quindi un giorno le chiese di tastare il braccio. Le sussurrò mentre lo toccava.
"Uao, sei già molto muscolosa. Induriscilo."
Sofia lo fece, e il bicipite divenne grosso abbastanza da far sentire il rumore dello strappo della manica, ma lo strappo non fu evidente, anzi.
"Uao, è davvero grosso. Mi sa che dovrai indossare vestiti ancora più grandi."
"Ehi, silenzio. Se volete parlare aspettate la fine delle lezioni."
E infatti durante l'intervallo le amiche andarono in un posto appartato per parlare ancora.
"Fatemi vedere, dai, toglietevi le magliette."
A torso semi nudo, le tre sembravano davvero mostruosamente forti. Ancora lontane dal livello di Elena, ma si avvicinavano paurosamente. Infatti, ora, le tre erano:
Priscilla, 10 anni, alta 1,47 cm, bicipite 31 cm, polpacci 29 cm, 6 pack
Sofia, 11 anni, alta 1,52 cm, bicipite 33 cm, polpacci 32 cm, 4 pack
Eliana, 10 anni, alta 1,48 cm, bicipite 30 cm, polpacci 29 cm, 6 pack
Contro la mastodontica
Elena, 10 anni, 1,50 cm, bicipite 53 cm, polpacci 47 cm, 8 pack
Elena era fiera, ma allo stesso tempo impaurita. I progressi le sembravano troppi per il programma che aveva dato loro. Ma forse pensò essere la sua immaginazione. Dopotutto, non era così pratica da capire effettivamente se avesse o no ragione.
Nelle due settimane successive comunque, tutte e quattro continuarono ad allenarsi, ma Elena non aveva gli effetti della pozione dalla sua parte. Iniziò ad intensificare gli allenamenti, ma questo la portò a stancarsi più in fretta e farla tornare ad allenare come suo solito. Le tre invece riuscirono ad intensificare un po' gli allenamenti senza troppi problemi. Ma ad Eliana non andava di essere rimasta indietro.
"Però non è giusto, perché voi due siete più forti di me?"
"E che ne so io. Tu impegnati di più."
"Ma io mi impegno."
"Senti, non te la prendere, magari le cose cambieranno... e poi, sarai comunque più forte di Elena."
"Davvero?"
"Te lo assicuro. E ora, dai, solleva quei pesi e vedrai i tuoi bicipiti scoppiare."
"Va bene Sofia, ti credo."
Le tre erano in competizione tra di loro, ma erano lo stesso buone amiche. Il tempo passò, e il mese terminò, così l'allenamento con la pozione, così la punizione di Elena.
Il giorno era ormai giunto, ed Elena poté vedere i risultati. Di nuovo come l'altra volta, si nascosero, e paragonarono i loro corpi.
"Ve lo dico da subito, anche io sono migliorata. Ora i miei bicipiti sono grandi ben 54,5 cm. E i polpacci arrivano a 49. Quindi non mettetevi a piangere se sarete meno forzute di me."
"Davvero? Beh, lo stesso vale per te."
Le tre si sfilarono quindi i vestiti e Elena era davvero sbalordita nel vedere i loro corpi.
Eliana, 10 anni, alta 1,49 cm, bicipite 55 cm, polpacci 49 cm, 6 pack
Sofia, 11 anni, alta 1,53 cm, bicipite 57,5 cm, polpacci 52,5 cm, 4 pack
Priscilla, 10 anni, alta 1,48 cm, bicipite 59 cm, polpacci 54 cm, 6 pack
Elena non poteva crederci!
"Ma... com'è possibile?"
"Abbiamo intensificato gli allenamenti!" disse Sofia.
"E perché mai?!"
"Come perché? Ma ci hai viste?" disse Priscilla flettendo a più non posso i bicipiti! E che bicipiti! Montagne sorgevano davanti alla povera Elena, che era ora 'solo' la quarta ragazza più forte della scuola.
"Ma siete mie amiche, come avete potuto farmi questo?" Lo diceva, pur sapendo di essere stata lei la prima a dar loro programmi meno efficaci di quello usato da lei.
"Niente di personale, Elena, volevamo diventare solo più forti di te, non immaginavamo di arrivare a tanto, però... si sta benissimo così!"
Elena non poteva accettarlo.
"Avrete anche muscoli più grossi, ma sono certa di essere più forte di voi!"
"Davvero? Scopriamolo?"
E quale modo migliore se non il classico braccio di ferro? Elena e Eliana furono le prime, mentre Sofia e Priscilla andarono a chiamare gli altri. In un primo momento, erano esterrefatti da i nuovi corpi delle amiche, ma poi riuscirono a far distogliere loro lo sguardo per assistere alla sfida. Elena era furibonda, ma era anche contenta che tutti potessero assistere, perché era certa della sua vittoria... perlomeno contro Eliana! La sfida iniziò ed entrambe spinsero da subito a più non posso! I bicipiti di entrambe sembravano esplodere! Alcuni coraggiosi compagni si avvicinarono per toccarli. Eliana si fece tutta rossa, Elena non si lasciò distrarre. Ce la misero tutta entrambe, ma la sfida avrebbe visto una sola vincitrice. Forse fu la rabbia, ma Elena riuscì a battere Eliana dopo alcuni minuti.
Sofia e Priscilla non sembrarono sorprese. Erano piuttosto preoccupate per Eliana, pensando che, conoscendola, si sarebbe messa addirittura a piangere. Invece si avvicinò alle amiche tutta contenta.
"Ho resistito così tanto contro Elena! Pazzesco! Sono fortissima!"
Questa sfida rese Eliana più sicura di sé, tanto che si lasciò andare ad uno show dei suoi muscoli, facendosi toccare dagli altri... ma divenne rossa quasi subito smettendo.
Era ora il turno di Sofia che, molto più sicura di sé, decise di usare solo parte della sua forza. Appena iniziata la sfida però dovette guardare in faccia alla realtà. Elena non era una dilettante, e aveva forza da vendere. Sofia quindi si impegnò al massimo. I loro bicipiti sembravano esplodere! Sofia dopo qualche minuto si portò in vantaggio, ma poi tornarono a una situazione di parità. Sofia spinse più forte di prima (dove tirò fuori quella forza non si sa!) portando Elena quasi al limite! Ma Elena non voleva arrendersi, e cominciò a spingere ancora di più di Sofia. Il suo bicipite sembrava cresciuto dall'inizio della sfida, e la forza con lui. Elena, anche se piano piano, riuscì a ribaltare le sorti dell'incontro vincendo anche il secondo round. Era giunto il momento di Priscilla.
"Va bene, che ne dici di rimandare la sfida a domani, Elena?"
"Così che tu possa allenarti? Certo che no, ci sfidiamo ora!"
"Ma che dici, lo faccio per te, sarai esausta, dopo due sfide."
"Non ti preoccupare, mettiti... anf... in posizione."
"Dai, aspetta almeno 5 minuti."
"Uff... e va bene."
Durante quei 5 minuti, Sofia ed Eliana si misero a parlare con i loro amici, che ora conoscevano questo segreto. Un sacco di ragazze chiesero loro di allenarle, al ché i ragazzi le guardarono un po' spaventati. Priscilla invece rimase in disparte, pensierosa per la sfida. Sapeva di avere i muscoli più grandi di tutte, ma si era resa conto che questo non voleva necessariamente dire essere anche la più forte. Poi però ripensò al giorno prima, quando lei e Sofia si sfidarono a loro volta a braccio di ferro. Priscilla riuscì a battere Sofia senza troppi problemi. Non era forse una prova sufficiente a dimostrare che anche tra lei e Elena ci sarebbe stato un bel divario?
I 5 minuti trascorsero, e le due erano pronte alla sfida. Prima di cominciare si guardarono negli occhi per qualche secondo. Al via di Sofia, le due spinsero con tutta la forza (come potevano fare altrimenti?). Per un po' rimasero immobili, ma ci volle meno tempo che nella sfida precedente per far vacillare Elena. Elena si arrabbiò ancora per cercare di vincere anche questa sfida, ma dopo un accenno iniziale, non riuscì più a smuovere Priscilla, finché non fu quest'ultima a battere Elena. Priscilla non sembrava molto contenta. Era sicura che Elena fosse ancora molto stanca dalla sfida di prima. Aveva anche un altro dubbio.
"Elena, aspetta non andare!" Le gridò Priscilla.
"Che c'è?"
"Posso misurarti il bicipite?"
"Ok, ma perché?"
"Tu aspetta..."
Priscilla prese il metro e lo avvolse attorno al bicipite ultra pompato di Elena.
"Sono 56 cm."
"Ma non è possibile! Poco fa misurava solo 54,5."
"Lo so, eppure è così. Ho notato che durante tutte le sfide, impegnandoti sei riuscita a diventare più forte. Non so se sei tu ad essere speciale, o è un qualche contro effetto della pozione.
"Beh, anche voi vi siete sforzate, misurateveli anche voi."
E lo fecero, ma non ci fu alcuna differenza da prima.
"No. Solo i tuoi muscoli sono più grossi. Sei davvero incredibile."
"Ma ho perso lo stesso contro di te."
"Beh, si... ma eri stanca... e poi siamo amiche. Sono sicura che non ce l'hai messa tutta."
"Mmhh... può darsi."
"Siamo ancora amiche?"
"...ma certo. E lo saremo sempre."
E le quattro amiche si abbracciarono affettuosamente, prima di tornare in classe. La campanella era in realtà suonata da qualche minuto, ma l'insegnante non ebbe il coraggio di dir loro nulla. Ma chi l'avrebbe fatto?
Da quel giorno le quattro non si nascosero più nulla, e si allenarono sempre insieme. E qualche volta con le sorelle di Elena.

3
Femuita Forum / Reika Saiki
« il: 25 Maggio 2016, 17:18:13 »
Nuovo topic per la giovane e bella giapponesina Reika Saiki! Se volete sapere un po' della sua storia, andate pure qui:
http://en.rocketnews24.com/2016/01/26/japan-cant-stop-looking-at-modeling-idols-big-beautiful-muscles-%E3%80%90photos%E3%80%91/

Da 9:50 di questo video potete ammirarla:
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O in quetso:
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Instagram: https://www.instagram.com/saikireika/
Twitter: https://twitter.com/saikireika
 Che ve ne pare?  ;)

4
Italiane / Tutta colpa dello sport 2 (?)
« il: 16 Aprile 2016, 19:55:00 »
Salve a tutti, mi chiamo Alessio, ho 11 anni, e voglio raccontarvi una storia straordinaria. Vedete, io ho pochi amici, ma due migliori amiche... e che amiche! Entrambe hanno un particolare: sono muscolosissime! Eliana va in palestra, e Marianna fa ginnastica. Io di mio sono molto deboluccio, e mi piacciono entrambe. Ma preferisco tenerlo per me e restare amico di tutte e due. Ho sempre pensato che entrambe fossero davvero in forma, sopratutto Marianna. E invece con mia enorme sorpresa, Eliana cresceva molto più in fretta! Un anno fa circa per esempio ci fu un episodio davvero sfizioso. La maggior parte delle volte facciamo quello che vogliono loro, dato che sono due d'accordo contro uno che vorrebbe fare altro. Infatti quella volta andammo come spesso accade a fare compere. Io arrivai all'appuntamento un po' tardi e stavano aspettandomi parlando di un avvenimento recente.
"Sai Marianna, la settimana scorsa sono stata dal mio fratellone, e lì ho misurato i miei bicipiti."
"Davvero, e quanto erano? 19? 20 cm?"
"Si, come no, forse i tuoi. I miei erano più di 23 cm!"
"Ma và, non ci credo."
"Ah, no?" Flesse il suo bicipite tirando in su la manica. Da infarto!
"Stamattina li ho misurati di nuovo: 24 cm."
Sul viso di Marianna notai subito un po' di gelosia.
"Sarà. ma sicuramente non hai delle cosce come le mie." Disse Marianna flettendo un quadricipite strappando in parte il suo jeans!
"Oh, ma guarda. L'ho fatto di nuovo. Forse dovrei comprare qualche nuovo pantalone."
"Pensavo lo stesso."
Entrammo quindi nel centro commerciale e subito ci fermammo nel primo negozio d'abbigliamento che trovammo. Le due chiesero alla commessa di poter provare qualche jeans attillato. Uscite entrambe dai camerini notai subito come le cosce delle mie amiche fossero grosse e tenevano a stento quei jeans!
"Mi raccomando Marianna, non strappare anche questi."
"Non preoccuparti, li ho presi un po' più grandi di quelli di prima. Signorina, per favore, può misurare quanto è di cosce?" Marianna flesse i quadricipiti che stavano a stento in quel pantalone!
"Beh, complimenti cara, sono 36 cm!"
"Sentito Eliana? 36 cm di quadricipite."
"Signorina, può misurare anche i miei?"
Eliana si sforzò parecchio e flettendo riuscì a strappare i pantaloni!
"Imbrogliona, hai preso dei jeans di taglia piccola!"
"Non è vero, sono della tua stessa taglia... ma a quanto pare dovrò comprarne di più grandi."
"Ragazza mia, hai delle cosce incredibili, sono 38,5 cm!"
Io dal canto mio ero in estasi! Eliana era felicissima, tranne per il fatto di dover pagare un pantalone inutile, e Marianna sembrava furiosa. Per un po' restammo in silenzio, ma poi le passò e ci godemmo il resto della giornata al centro commerciale.
In realtà ci sarebbero davvero tante esperienze da poter raccontare, ma mi limiterò alle più interessanti. Qualche mese dopo l'accaduto appena descritto, Eliana e Marianna erano diventate davvero muscolosissime! Mi bastava guardarle per andare in estasi! Eliana in modo particolare, aveva dei muscoli enormi! Specialmente le braccia. Una volta tornammo a quel centro commerciale, e andammo addirittura nello stesso negozio perché Marianna aveva bisogno di stivaletti nuovi... o almeno questo è quello che ci disse. Capimmo ben presto che quello che voleva era un'altra sfida con Eliana.
"Allora Eliana. Tu non compri qualche cosa? Perché non provi anche tu degli stivaletti?"
"In effetti questo paio sembra proprio bello."
Le due andarono a misurare gli stivaletti. Marianna uscì per prima e i suoi polpacci stavano a stento in quegli stivali! Eliana però non usciva, e un po' ci preoccupammo.
"Eliana tutto bene?" chiesi.
"Ehm... si, è che..."
"Che c'è? Posso entrare?"
"No, no! Ora esco..."
Uscì con aria dispiaciuta.
"Che è successo?"
Appena si girò, capimmo. Aveva strappato gli stivali con i polpacci! Io ero eccitatissimo! Marianna, anche stavolta era furiosa. Si avvicinò un commesso (maschio stavolta).
"Ehi, scusami... f-forse hai bisogno di stivali fatti su misura! P-posso prendere le misure?"
"Oh, va bene. Proprio qualche giorno fa mio fratello mi ha misurato di nuovo il bicipite: 61 cm!" Disse flettendo. Il commesso lo guardò con uno sguardo famelico e con la bava alla bocca e subito volle misurarlo di persona.
"Scusi, ma non doveva farmi degli stivaletti? Che c'entra il braccio?" Lo disse sorridendo. Non capì se per essere gentile o perché sapeva che quell'uomo era pazzo dei suoi muscoli.
"Ah, s-si, è vero. Ah, ah."
Così tornò al polpaccio, e dopo averlo tastato per bene: "57 cm! Eccezionale!"
"Grazie."
"Ehi, commesso!" Marianna gridò infuriata.
"Perché non misura pure i miei?" Dicendolo si sforzò all'inverosimile e strappò anche lei gli stivali!
Il commesso ora aveva occhi solo per i polpacci di Marianna e subito le andò incontro.
"S-sono... vediamo... 56 cm! Anche tu sei eccezionale!"
"Cosa?! Perdo ancora? Non è giusto! Ma almeno è solo un centimetro, posso batterti quando voglio!"
"Oh, si trattava di questo? Allora aspetta che mi sforzo al massimo. Il polpaccio di Eliana divenne ancora più grosso (!!!) e flesse anche i quadricipiti fino a strappare un pochino i pantaloni! Il commesso si precipitò sui suoi polpacci col metro già pronto.
"O mio dio! Sono 60 cm!!!"
Eliana era straordinaria, e mi accorsi che un sacco di gente si era fermata a guardare. Tutti esterrefatti. E come biasimarli?
"Ehi, Alessio. Ti va di toccarli?"
"Eeeeh?" Già, mi uscì davvero. Felicissimo e sorpresissimo allo stesso tempo.
"P-perché vuoi che lo faccia?"
"Tu non vuoi farlo?"
Mi zittì con quelle parole. Mi avvicinai titubante, anche se in realtà non vedevo l'ora di poterla ammirare!
Marianna era ancora più furiosa, io iniziai a sudare. Le toccai i polpacci e non mi importava di essere osservato. Le chiesi di poter toccare anche i bicipiti, e lei acconsentì felicissima! Erano di puro marmo, forse più duri! Forse avrei dovuto chiederle di fidanzarci, ma mi mancò il coraggio. Però da quel giorno, ancor più di prima, non riuscivo a smettere di pensare ai suoi muscoli! Quando ormai compimmo 12 anni, ci fu un episodio molto bello! Stavolta andammo al bowling con qualche altro amico. C'erano anche le compagne di ginnastica di Marianna. Mamma mia, anche loro avevano dei muscoli fantastici! Ma Eliana era di un altro pianeta, come del resto rispetto alle altre, pure Marianna. Al bowling, Eliana ci raccontò di una sfida fatta qualche giorno prima col fratello.
"Io avrei vinto se il mio bicipite fosse stato grande quanto un pallone da calcio."
"E... hai vinto?"
"Giudica tu."
Flesse quel... beh, si, quel pallone da calcio! Tutte le ragazze iniziarono a toccarlo esterrefatte, i maschi imbarazzati, alcuni lo fissavano, altri flettevano i propri muscoli rendendosi conto che non potevano raggiungere nemmeno la più debole delle ginnaste lì presenti, figurarsi Marianna o Eliana! Marianna si avvicinò a Eliana con un sorrisetto malizioso sulle lebbra.
"Eliana, che ne dici di una sfida?"
"Che tipo di sfida?"
"Sono stata ispirata da tuo fratello. Facciamo così, vinci se i tuoi polpacci sono grandi quanto una palla da bowling."
"E quanto è grande?"
"Grossomodo come un pallone da calcio."
"Uhm... va bene. Ma cosa si vince?"
"Tu cosa vuoi?"
"Beh, vediamo... oh, se vinco io, tu mi farai i complimenti ai muscoli per una settimana!"
"Va bene... ma se vinco io, tu smetterai di allenarti per una settimana."
"Perché vuoi questo?"
"Tu perché vuoi i miei complimenti?"
"Mm... va bene, non importa."
Prendemmo le scarpe da bowling e andammo alla pista assegnataci. Arrivati, prima di cominciare la partita, eravamo tutti concentrati sulla sfida più importante della serata: Eliana quindi iniziò a flettere i polpacci all'inverosimile! Quanto erano grossi, definiti... muscolosi!!!
"Ma un attimo... qui qualcuno ha un metro?"
In effetti, nemmeno Marianna sapeva che avrebbe poi proposto la sfida. La stessa Marianna chiese quindi a una amica di andarlo a comprare.
"Ehi, Alessio. Vieni qui."
"Uh? C-che c'è?"
"Potresti toccarmi i polpacci?"
Eccome! Pensai, ma ovviamente non lo dissi. Ma perché voleva farmi toccare sempre i suoi polpacci? E se... aveva forse una cotta per me? Le chiesi però come mai voleva che lo facessi.
"Vedi, potrei anche vincere la sfida se i miei polpacci sono effettivamente grandi almeno 60 cm. Ma... che sfizio ci sarebbe se poi il polpaccio non fosse muscoloso davvero? Se non fosse duro?"
Tra me e me pensavo, e come fa a non esserlo!? Ma me ne fregai e lo toccai.
"Allora? Com'è?"
"D-durissimo... sembra un diamante!"
Senza pensarci iniziai a toccarle anche i quadricipiti.
"E quelli come sono?"
"Durissimi pure questi."
Arrivò il metro. E per fortuna, altrimenti sarei salito ancora!
"Chi vuole misurarmelo?"
Tutti i presenti del nostro gruppo si offrirono volontari, ma Marianna zittì tutti quanti.
"Fermi! Sta a me farlo!"
Un silenzio calò nel bowling, non fosse per le canzoni da discoteca che continuavano senza sosta.
"Allora, quant'è? E' inutile mentire, tanto non mi ci vuole niente a farmelo misurare da qualcun'altro."
Marianna esitò un po', ma poi sottovoce... "73 cm..."
"Allora ho vinto!"
Esultò come fosse una bambina (ma forse effettivamente lo era!).
"E misurami pure i quadricipiti, per favore!"
Marianna lo fece senza esitare.
"105 cm..."
I maschi del gruppo si emozionarono e molti arrossirono, le femmine vollero toccare assolutamente quei muscoli.
Marianna, senza che Eliana lo chiese misurò anche i bicipiti.
"75 cm."
Eliana era una dea, una vera dea! Marianna aveva perso, e quindi dovette riempire Eliana di complimenti per una settimana. Agli altri, non serviva alcun tipo di costrizione. E iniziò subito, ma... non pareva lo stesse facendo perché costretta.
"Eliana... hai dei muscoli meravigliosi, davvero! Non posso fare a meno di toccarli, e se me lo permetterai, vorrei misurarteli tutti i giorni!"
Eliana l'abbracciò, e dopo qualche altro complimento da parte di tutti, giocammo a bowling, anche se eravamo tutti distratti dall'esperienza appena vissuta. E Eliana riuscì a batterci pure a bowling. Ci credete o no che è una dea?
"Mi sono divertita molto. Tra qualche giorno mi rivedrò con mio fratello, e sicuramente vincerò la scommessa. Bicipiti grandi almeno 80 cm... che dite, ce la farò ad avere pure dei polpacci così?"
Chiese a entrambi. Secondo voi, cos'altro potevamo risponderle?

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Femuita Forum / Ginger Martin
« il: 25 Marzo 2016, 14:55:10 »
Scusate, ma meritava un topic tutto suo!

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Seriamente, è fantastica!!! Voi che ne pensate?

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Italiane / Tutta colpa dello sport
« il: 25 Febbraio 2016, 15:02:30 »
Tutto iniziò quella sera, la sera in cui c'era la partita di baseball. Ero pronto a godermi la partita in santa pace, davanti alla tv di casa, sul divano. Ma la pace non durò, perché arrivò la mia sorellina. Ora che ho 21 anni finalmente vivo da solo, e pensavo che avrei potuto godermi in pace le partite in tv (sono un grande appassionato di sport, ne seguo tantissimi... si, lo so, questo significa che passo molto tempo davanti la tv). Fatto sta che i miei mi hanno affibbiato la mia sorellina per questa sera, e speravo se ne potesse stare nella sua stanza a fare i compiti o altro. Invece arriva proprio pochi minuti prima dell'inizio.
"Simone, posso vedere la tv?"
"Certo, Eliana, vuoi vedere la partita con me?"
"Non mi va di vedere la partita, stasera c'è il programma che vedo sempre."
"Beh, allora dovrai vedertelo sulla tv in cucina."
"Ma la tv di là è più piccola, e si sta scomodi, dai fammelo vedere qua e tu ti vedi la partita in cucina."
"Non esiste, questa è casa mia, e guardo la partita dove voglio."
"Eddai, non fare lo stronzo."
"Eliana! Non parlarmi più così, hai solo 11 anni e io sono tuo fratello maggiore."
"Però non è giusto. Perché non ci sfidiamo a qualcosa? Chi vince guarda sulla tv grande."
"Uffa, e va bene, purché facciamo in fretta. La partita inizierà a breve."
"Ti lascio decidere la sfida."
"Ok, vediaamooo..."
Dovevo pensare a qualcosa che non avrebbe potuto vincere facilmente, ma non avrei potuto sfidarla a qualcosa che sapevo potesse perdere per forza senza che lo notasse. Poi mi venne in mente che aveva iniziato a fare palestra.
"Senti, Eliana. Fai ancora palestra?"
"Certo."
Eccellente, pensai. Lei è molto orgogliosa, quindi mi bastava stuzzicarla un po' per farle accettare la sfida che pensai.
"Perché allora non facciamo una sfida che unisca il baseball e la palestra? Tipo... no, no, non sarebbe giusto."
"Cosa? Andiamo, sputa il rospo, Simone."
"Ma no, è impossibile per te una cosa simile, quindi lasciamo perdere."
"Cosa è impossibile per me? Guarda che io posso fare di tutto."
"Beh, forse è un'idea un po' sciocca, ma... facciamo che ti lascio guardare la tv a te se i tuoi bicipiti sono più grossi di... una palla da baseball!
"Una palla da baseball?"
"Si, se vuoi puoi usare i pesi che ho in camera per pomparti un po'."
Aveva 11 anni, pur allenandosi da un po' di tempo, non avrebbe mai potuto avere muscoli così grossi. Ero stato crudele, ma per me lo sport è troppo importante.
"Quanto è grossa una palla da baseball?"
"Uhm... beh, all'incirca 23 cm."
Già dovevo trattenere le risate.
"Oh. Beh, allora non serve che mi pompi."
Disse mentre si tirava su la manica del braccio sinistro, fino alla spalla. Flesse subito dopo il muscolo, e, incredibile ma vero, il suo bicipite era davvero grosso, forse davvero come una palla da baseball!
Dovetti cercare un metro, e in fretta, altrimenti mi sarei perso l'inizio della partita.
"Dunque vediamo... 22,9 cm"
"Eddai, lo dici perché non vuoi ammettere che ho vinto. Sono 23 cm!"
"Mi spiace, sono 22,9 cm."
Ero impressionato, sul serio, ma non volevo certo ammettere la mia sconfitta.
"E va bene, allora perché non mi misuri il destro?"
Flesse anche l'altro bicipite, e fui costretto a misurarlo. Stavolta non potevo mentire. Questa volta non puntava esattamente sul 23 come prima, ma arrivava quasi a 23,1 cm. Dovetti ammettere la sconfitta, e la lasciai vedere il programma. Io guardai la partita in cucina, e non fu la stessa cosa. Però rimasi stupito, avevo una sorellina davvero forte. Chi se lo aspettava?
Alla fine comunque il suo programma è finito prima, e abbiamo finito di vedere la partita insieme sul divano. Dopo quella sera, non ci vedemmo per qualche mese, finché i miei non me la affidarono nuovamente. Anche quella sera, mia solita sfortuna, c'era la partita. Ma non baseball, quella sera c'era pallamano. Si, so che non è lo sport più seguito al mondo, ma l'ho detto, vado matto per quasi tutti gli sport. Quando Eliana arrivò, indossava una maglia pesante, ma si notavano lo stesso le braccia muscolose! Era diventata ben più grossa dell'ultima volta. Questa volta ero curioso dei suoi miglioramenti, quindi fui io stesso a proporle la sfida.
"Senti... ti ricordi della scommessa dell'altra volta?"
"Quella che hai perso?"
"Eddai, non rigirare il coltello nella piaga. Comunque si, quella. Ti andrebbe di rifarla?"
"Ma ora sono molto più muscolosa di prima."
"Lo so, si vede. Perciò stavolta, vincerai se il tuo bicipite sarà più grosso della palla della partita di oggi."
"Che partita è?"
"Pallamano. Un pallone di pallamano va dai 48 ai 60 cm."
Finito di parlare, mi resi conto che era esagerato. Le sue braccia ora si notava fossero grosse, ma dai 23 cm dell'altra volta, come avrebbe potuto allenarle tanto da farle diventare più del doppio?
"Uhm... posso pomparmi un po'?"
"Certo. Hai... 10 minuti prima dell'inizio della partita."
"Ok, vado e torno."
Era sicura di se. Forse allora... non potevo aspettare 10 minuti, andai a spiarla. Arrivai che stava già sollevando un bilanciere da chissà quanti chili. Andava su e giù con le braccia come nulla fosse. Notai che la maglietta sul (gonfissimo) bicipite si stava strappando! E lo fece! Quei bicipiti erano mostruosamente grandi! Me ne andai subito dopo, perché sapevo che se mi avesse visto, avrebbe potuto farmi di tutto!
Tornò dopo soli 6 minuti.
"Sono pronta fratellone."
"Ok, fammi vedere."
Tirò su le ormai strappate maniche e flesse quelle montagne che lei chiama bicipiti. Rimasi imbambolato per qualche secondo finché non fu lei a richiamarmi.
"Ah, si. Ecco vediamo... 61 cm...!!!"
Quei bicipiti erano grandi come una palla di pallamano! Anzi di più! Avevo visto quei mostri gonfiarsi, ma immaginavo arrivassero al massimo al minimo, ossia 48 cm! Ero esterrefatto, glielo toccai come se lei non potesse vedermi o sentirmi, come se non mi importasse cosa potesse pensare.
"Bello duro eh? E guarda che gambe che ho."
Diede uno schiaffo ai quadricipiti, che poi toccai io, granitici e grossi. Le chiesi timidamente di vedere anche gli addominali, e lei acconsentì a farmi toccare quegli 8 cubetti di puro diamante. Ero in estasi. Ma poi, ricordando che quella era la mia sorellina, tornai sulla terra.
Le dissi che poteva vedere quello che voleva e che io avrei visto la partita in cucina. Fatto sta che la tv non voleva saperne di funzionare, perciò tornai di là e dissi a Eliana che avrei visto la tv con lei. Con mia sorpresa stava guardando un film horror.
"Ma che fai? Sei troppo piccola per questo genere di film."
"Eddai, le mie amiche l'hanno visto! Stai qui con me a vederlo."
Dovetti cedere al suo musetto dolce, così mi sedetti vicino a lei.
Il film la spaventò diverse volte, e io stetti abbracciato a lei. Sentivo le sue muscolosissime spalle. E che schiena! Dopo il film, mentre aspettavamo mamma e papà, le dissi se le andava di fare qualcosa. Mi chiese se poteva allenarsi nella mia stanza.
"Ma ti piace proprio allenarti?"
"Oh, si, lo adoro. Essere in grado di sollevare pesi così esagerati, mi fa sentire potente! Adoro i miei muscoli. Voglio diventare la ragazza più forte del mondo."
"Non ti sembra di esagerare?" Queste le parole che mi uscirono, ma in realtà ero eccitatissimo!
"Affatto. Guarda che risultati a 11 anni."
Flesse entrambi i bicipiti, uno spettacolo meraviglioso!
"Sei geloso?"
"Certo che no, perché dovrei?"
"Perché tu sei un maschio. E sei il maggiore."
"Bah, non mi importa. Ho interessi diversi."
Arrivarono poi i miei a riprendersi Eliana. Non riuscivo a togliermi dalla testa i suoi muscoli, nè le sue parole.
Passò molto tempo prima che potetti rivederla. Aveva ormai compiuto 12 anni, e io non vedevo l'ora di vedere i suoi risultati! Decisi di andare a trovare i miei, un giorno in cui c'era la partita di calcio. Era il momento di una nuova sfida.
Quando arrivai la vidi: era diventata alta quasi quanto me, ed era anche più grossa! Era il momento di chiederle se i suoi bicipiti erano capaci di rivaleggiare con una palla da calcio! Il problema è che mi imbarazzava chiederglielo mentre c'erano i miei. Ma le mie preoccupazioni furono inutili, perché fu Eliana stessa a chiedermi la sfida.
"Ehi, Simone. Che ne dici di una sfida? Stasera c'è la partita di calcio. Se io riesco a provarti di avere bicipiti grossi quanto un pallone da calcio, guariamo tutti insieme un film che sceglierò io. Se non ci riesco, guarderemo la partita."
"Ma se me lo chiedi, significa che sai già di vincere." E la cosa mi eccitava sempre di più!
"Quindi non accetti?"
"No, accetto e come. Ma non avrai il tempo di pomparti, va bene?"
"E che problema c'è?"
Dicendo quella frase, iniziò a tirarsi su le maniche della maglietta fino alle spalle.
A quel punto sparò un eccezionale doppio flex da infarto! Misurai il bicipite.
"66 cm... mi dispiace, ma le palle da calcio sono di 70 cm." Un po' di delusione ci fu sul momento. Così convinta, speravo che il suo bicipite fosse effettivamente grosso almeno 70 cm.
"Non sono 70? Beh, aspetta e vedrai."
Quell'adorabile bambina ridistese le braccia e con più forza flesse di nuovo i bicipitoni. I suoi bicipiti erano arrivati a 68 cm! Lo fece poi ancora fino a 70 cm!
"Ci sono quasi!!"
Si sforzò quasi disumanamente per arrivare a 72 cm!!!
"Sei davvero eccezionale! Non ci metterai molto ad arrivare ad avere bicipiti come palle da basket!"
"Rinfrescami la memoria, quanto sono grandi i palloni da basket?"
"78 cm."
"Bene, bene. Allora facciamo così: che ne dici di un'ultima scommessa? In una sola settimana di tempo, ti dimostrerò che i miei bicipiti potranno diventare grandi 78 cm... anzi, 80!"
"Una settimana?! Forse è troppo poco. E' probabile che vinca io. E a proposito, cosa ci giochiamo?"
"Bella domanda... vediamo... ah, si! Se vinco io, tu mi accompagnerai ovunque io voglia per un mese. Io ti chiamerò, e tu dovrai scattare da me per portarmi dove voglio. Non preoccuparti, non ti chiamerò nelle ore di lavoro, anche perché tanto sono a scuola."
"Si può fare. E se vinco io?"
"Cosa proponi?"
"Uhm... se vinco io... starai da me più spesso. Mi manchi sorellina."
"Oh, ti voglio bene, fratellone!"
Averla con me più tempo sarebbe stato un premio più che soddisfacente! Volevo ammirare tutti i suoi progressi, e anche se dovessi perdere, cosa a cui punto, vista la scommessa, non cambierebbe molto!
Così, iniziò ad allenarsi, mentre io contavo i minuti che restavano! Non potei assistere ai suoi progressi, ma ero sicuro che le cose stessero andando per il meglio! Avrebbe davvero potuto farcela? Io ero convinto di sì.
Passata una settimana, andai a casa sua, i miei erano usciti, e io avrei dovuto badare alla.. ehm... piccola. Eliana era vestita con giusto un pantaloncino e un toppino minuscolo. Ero già eccitatissimo.
"Allora, Simone. Pronto a perdere?"
Avrei voluto rispondere 'eccome'!
Aveva già con sè il metro, me lo diede, e iniziò a flettere lentamente. Molto lentamente. Arrivò quasi al massimo, ma poi si fermò, per farlo tornare giù.
"Aspetta. Come preferisci fratellone?"
"In che senso?"
"Preferisci così come stavo facendo, fletto lentamente, o vuoi vedere il boom dei miei bicipiti?"
"E... cosa.. ehm... cosa mi cambia?"
"Beh, come ti piace di più? Perché ti piace, no?"
Deglutì. E non riuscì a rispondere. Poi mi ricordai che ero venuto con un pallone da basket, e andai a prenderlo in macchina.
"Ecco, ora lo metto vicino al tuo braccio, e tu fletterai lentamente."
"Allora è lento che preferisci?"
Ridacchiò. Poi iniziò di nuovo a flettere la sua montagna. Mentre si stava avvicinando, le mie mani iniziarono a tremare, e si notava dato che muovevo anche il pallone, ma lei non disse nulla e proseguì. Ero sempre più eccitato, e alla fine vidi il suo bicipite superare la grandezza del pallone! E non si fermava!
"Hai superato i 78 cm! Pazzesco!"
"Ci sono quasi!!!"
Arrivò al limite! E ce l'aveva fatta!
"Ora prendi il metro."
Non me lo feci ripetere due volte...
"83 cm!!!!!!!"
Aveva vinto la sfida! E io ero eccitatissimo! Toccai il suo bicipite, lo strizzai, lo accarezzai... lei era contenta, e io in estasi. Era riuscita a distogliermi dal mio interesse per lo sport. Sarei sempre stato felice di rinunciare ad una partita in TV per accompagnarla dove voleva.
"Allora, fratellone. Visto che ho vinto, dovrai accompagnarmi dove voglio io."
"Giusto. Una promessa è una promessa."
"Già, e voglio che mi porti da qualche parte già adesso."
"E dove?"
"Allo stadio. C'è una partita di calcio che so che vuoi vedere."
"Lo fai per me?"
"Certo, sei il mio fratellone. E ti voglio bene."
"Te ne voglio anch'io."
Questo mi dava sentimenti contrastanti verso di lei. Ma non potevo farci nulla. Il suo corpo mi attraeva come nessuno mai prima. La sua effettiva superiorità fisica, il fatto di potermi sollevare con un dito (perché credetemi, questo è il minimo con i muscoli che ha)... e al contempo le volevo un mondo di bene. L'unica cosa che so è che d'ora in avanti staremo molto tempo insieme, e potrò osservare tutti i miglioramenti della mia sorellina... e magari qualche evento interessante!

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Italiane / Oh, mamma! 5
« il: 06 Gennaio 2016, 21:05:37 »
Salve a tutti. Oggi voglio raccontarvi quanto accadutomi negli ultimi tempi, sperando che le mie esperienze possano essere di ispirazione per qualcuno. Sono una madre single, ho un figlio, ma non dirò come si chiama per privacy. Non dirò nemmeno il mio nome. Dico però che non sono proprio una mamma qualunque. Qualche tempo fa, mio figlio, nell'età adolescenziale, si comportava in maniera davvero troppo prepotente e menefreghista. Decisa a farlo tornare a rigare dritto, ho iniziato ad allenarmi. Ho sviluppato una forza da tale da spaventarlo e farlo tornare ad essere più educato... si, forse non è stato il metodo più corretto, picchiare mio figlio non mi rende felice, ma era necessario. Il fatto è che ormai io adoro essere una mamma muscolosa. Al lavoro tutti i colleghi mi fanno i complimenti e non la smettono di fissarmi. Io per gioco faccio spesso cadere delle cose sotto le loro sedie, così per riprenderle li sollevo. Sono abbastanza forte da sollevarli mentre stanno seduti con una sola mano! E posso fare anche di più. Ho iniziato anche a fare dei video con un mio fan, in cui faccio prove di forza, mi alleno e misuro i miei muscoli. Il punto però è che ormai da qualche settimana, non riesco a non pensare che questa forza possa servirmi a qualcosa di più... sono fortissima, muscolosa... e devo usare tutto ciò solo per far rigare dritto mio figlio e far felice qualche maschietto?
Voglio usare queste mie capacità rendendomi utile, non voglio usarle solo come tornaconto personale. Non solo, mio figlio ora righerà pure dritto, ma non mi va giù il fatto che lo faccia più per timore che per rispetto. Ci ho riflettuto molto ultimamente e finalmente la risposta è arrivata qualche giorno fa. Mi trovavo per la strada andando a fare la spesa: arrivata al minimarket, mi accorgo che all'interno è in corso una rapina... si trattava di una ladruncolo qualsiasi, con un passamontagna e una pistola.
Forse quello che ho fatto non è stato molto intelligente, ma non ho potuto fare a meno di fiondarmi all'interno, stringere il polso del ladro fino a fargli cadere la pistola per poi stordirlo. E' stato facile, ma non immaginavo avesse un complice. Mi arrivò alle spalle, colpendomi con una mazza sulla schiena! Immaginate la faccia di quel pezzente quando si è reso conto che non mi ero fatta niente. Lui era grosso e più alto di me, e la mazza era pesante, ma i miei muscoli d'acciaio mi avevano protetta. Quando mi sono girata verso di lui mi sembrò piccolo piccolo (pur essendo, ripeto, più grosso e alto di me). Era shockato, ma poi mi diede un forte pugno sullo stomaco... di nuovo niente da fare per il poveretto. Se la mia schiena è d'acciaio, i miei addominali sono di puro diamante! E lui l'ha provato di persona. Lo incitai a provare ancora, e come un codardo mi attaccò in faccia. Riuscì a bloccarlo con una mano in tempo e iniziai stringergli la sua fino a metterlo in ginocchio di fronte a me. Mi sentivo davvero superiore. Nel frattempo l'altro era rinvenuto e provò a scappare, ma un poliziotto lo fermò appena in tempo. A quanto pare nel negozio durante la rapina c'era anche un altro poliziotto, ma era il suo giorno libero. Comunque, quest'ultimo, informò l'altro di quanto io avessi fatto. Si congratularono con me (e così fecero tutti i presenti... anche qui alcuni non potevano che chiedermi di toccare i muscoli, e di fare qualche foto, e li accontentai, tanto continua a farmi piacere), e mi chiesero di unirmi a loro.
"Una donna come te può esserci molto utile. Pensaci su."
E lo feci... ci pensai per un po' di tempo, ma non ero sicura che fosse proprio quello che cercavo.
Il giorno dopo andai a prendere mio figlio a scuola. Lo incontrai a metà strada che si picchiava con un paio di ragazzi. Io li fermai sollevandoli da dietro la schiena. Dissi loro di prendersela con qualcuno della loro taglia. Appena li misi a terra pensai sarebbero fuggiti, invece si misero in posizione per sfidarmi. Li accontentai. Schivai molti dei loro pugni e calci, alcuni li presi in pieno (sulle cosce, sull'addome, sul petto, ma nemmeno mezzo di quei colpi mi aveva fatto il solletico).
"Avete finito? Tocca a me?"
Non volevo far loro troppo del male senza sapere prima perché si stavano azzuffando con mio figlio, perciò mi limitai a sollevarli e scaraventarli l'uno contro l'altro, ma visto che non si arrendevano, diedi loro un pugno all'addome ciascuno (ma non con tutta la forza... eppure feci loro davvero molto male, restarono piegati dal dolore per un po' prima di riuscire a parlare di nuovo).
"Allora? Perché picchiavate mio figlio?"
"Va bene... proprio perché volevamo lottare contro di te."
"Come sarebbe?"
"Già vedi... stavamo chiedendo a tuo figlio come incontrarti, volevamo seguirlo fino a casa ma ci ha scoperti... e non ha voluto parlare, perciò è rimasto a farsi menare."
"Ma perché tutto questo?"
"Semplice. I video su di te ci hanno davvero fatti infuriare... sei una mamma, quindi una donna, e ti vanti di avere muscoli come quelli... noi pensiamo che il posto delle donne sia in cucina, per dirla in parole povere. E' la prima volta che in città una donna osa mettere su muscoli come quelli di uomo. Vedi di stare al tuo posto."
Ancora pieni di lividi hanno avuto il coraggio di dirmi cose del genere.
"E quindi sareste voi a decidere il ruolo degli altri? Volete che io sia il sesso debole? Peccato per voi."
Dopo quelle parole, non potevo certo lasciarli andare così. Iniziai a far loro molto male. Ma poi riuscì a placare la mia ira. Mi stavo comportando come loro, e non era giusto. A quel punto scapparono... chissà se avranno imparato la lezione.
"Grazie mamma, di avermi difeso."
"Ma no, tesoro, grazie a te... tu hai difeso me oggi."
"Diciamo che ci siamo difesi a vicenda, va bene? Ma non dirlo in giro."
Quindi stavo a cuore a mio figlio. Sicuramente continuava a non andargli a genio una mamma super muscolosa, ma almeno mi voleva di nuovo bene... ma è un adolescente, quindo mi vuole bene a modo suo.
"Con quei muscoli dev'essere facile per te aiutare la gente."
"Beh, non è così semplice."
"Si, certo, ma quei muscoli aiutano. E lo hai dimostrato."
Aveva ragione. Dovevo entrare in polizia. Avrei potuto aiutare la gente, rendere orgoglioso di me mio figlio, dare un senso alla mia forza... avevo trovato quello che stavo cercando! Così decisi che sarei andata il giorno dopo a fare la domanda, e lo stesso giorno smisi di fare video online... spiegai la questione al fan di cui vi ho scritto, e fortunatamente capì (non volevo certo deluderlo).
Ho così iniziato il corso per diventare poliziotta, sperando che fosse proprio quello di cui avevo bisogno. Dopo aver iniziato mi resi conto che la città era più tranquilla di quello che credevo e non mi capitava spesso di dover, diciamo, entrare in azione. Quelle poche volte però che potevo intervenire, mi dava la soddisfazione necessaria e perciò ero felicissima di questa mia scelta. E non solo, ho ricominciato pure ad amare! C'è un poliziotto che lavora con me, molto carino, ma sopratutto dolce. Apprezza i miei muscoli proprio come faceva il fan, ma in modo meno ossessionato. Capitava spesso che trovassi il modo di flettere qualche muscolo mentre eravamo in caserma. Mi stiracchiavo flettendo entrambi i bicipiti mentre passava, al chè commentava "Stai facendo progressi, eh?" e io ringraziavo come una ragazzina del liceo. Ero di nuovo innamorata per davvero! Proprio ieri mi ha invitata a uscire, ed è stata la serata più bella della mia vita. Mi ha riempita di complimenti per tutto il tempo e abbiamo parlato molto della mia attuale situazione e dei miei muscoli. Ho anche avuto la conferma che si, gli piacevano. Gli feci toccare il mio bicipite, e commentò dicendo che era enorme e anche durissimo. Intendiamoci, io questo lo sapevo benissimo, ma sentirselo dire dall'uomo che mi piace è tutta un'altra cosa. Per un caso fortuito ha anche conosciuto mio figlio al quale è subito stato simpatico. Magari avrò deluso i miei vecchi fan, ma preferisco questa vita, in cui solo il mio uomo può toccarmi i muscoli (adora particolarmente i miei polpacci... e come dargli torto), in cui faccio qualcosa di utile e in cui mio figlio sia fiero di me. Poi si, magari in futuro tornerò a fare video, ne ho anche parlato con il mio fidanzato e ha detto che per lui era una cosa carina... non solo, ha visto tutti i miei vecchi video, quindi era un mio fan, e anche se gli piaccio così come sono, non gli dispiace il fatto che io voglia continuare ad allenarmi. Quindi, se c'è una lezione da imparare... è che se avete un dono, sfruttatelo, e se non lo avete... createvelo come ho fatto io.

Scusate il ritardo, scusate se è corto, scusate se il finale non vi soddisfa, ma non sono mai stato bravo coi finali.

8
Italiane / Oh, mamma! 4
« il: 24 Novembre 2015, 21:15:39 »
Ciao a tutti. Forse vi ricordate di me. Sono Andrea, 15 anni, innamorato pazzo della madre di un mio amico. L'ultima volta ho detto che avremmo iniziato a girare suoi video. E ogni video è più pazzesco dell'altro! Ogni giorno flette muscoli diversi, li misura, si allena... ma la parte migliore, è che fa sfide di forza con me! Braccio di ferro, tiro alla fune, a chi solleva di più... e ovviamente vince lei, senza il minimo sforzo. L'ultimo video di tiro alla fune per esempio, lei teneva la fune... con solo il mignolo! E dopo un unico strattone, mi ha fatto volare dall'altra parte della stanza! No mi ero fatto niente ovviamente, anzi, mi piacque da morire. Un'altra prova di forza che mi ha fatto impazzire è stata quando ha piegato 38 (dico 38!) sbarre di ferro tutte assieme! Non è incredibile? Ad Halloween, poi, ha fatto uno speciale dove ha fatto di tutto... vestita da fatina sexy! Ma come le vengono certe idee? E poi ha dei muscoli enormi, il bicipite misurava 54 cm, quando l'ho misurato in quel video!
Qualche tempo fa è partita per un weekend al mare, e mi sarebbe piaciuto esserci! Voglio dire, abbiamo girato un paio di video in cui aveva addosso solo un bikini, ma credo che al mare faccia tutto un altro effetto, no? Il corpo bagnato, abbronzato... che occasione sprecata!
Comunque, tornata a casa, abbiamo ripreso a fare i video. Un giorno era in ritardo, e io mi sono messo a vedere qualche altra donna muscolosa su internet. Bussò alla porta e lasciai il telefono sul tavolo, lei lo vide.
"Ah-ah, ti piacciono proprio le donne coi muscoli eh?"
"Eh? Come? Ma no... beh, si."
"Sai cosa? Sono diventata abbastanza famosa grazie al canale, ma non abbastanza."
"Stai pensando a qualcosa?"
"In effetti si: pensavo di organizzare un'incontro."
"Un'incontro? Di lotta?"
"Ma no, certo che no. Un incontro coi fan. Potrei affittare un piccolo localino e 'sfilare' per gli invitati. Ingresso gratuito e tanta pubblicità. Tu filmerai l'evento, così da poterlo poi caricare."
"Non male come idea."
"Dici? Bene allora, gireremo dopo una pubblicità per l'evento. Devo solo prenotare... un locale... ma dove?"
"Ci sarebbe un posto."
"Davvero?"
"Certo."
Parlavo della villetta di mio zio. Lui era in viaggio, e mi aveva chiesto di occuparmi delle sue piante. Non si sarebbe offeso se avessimo usato casa sua per l'occasione. bastava solo girare le parti giuste e cambiare qualche decorazione qua e là, così da non far riconoscere il posto in video.
Felice dell'idea, ci mettemmo subito a girare la pubblicità: avrebbe sfilato con abiti diversi per tutta la sera e avrebbe firmato autografi e fatto toccare il bicipite a chiunque glielo chiedesse. Avrebbe fatto anche qualche prova di forza: per la prima volta dal vivo! A parte fuori da scuola per i pochi fortunati... e a proposito, anche in quei momenti, sempre più persone si affollavano a vederla flettere, genitori o passanti. Qualche fan viene a vederla di proposito tutti i giorni.
Ormai aveva un bel gruppetto di fan, e io pensavo fosse davvero felice di questo... lo era, ma qualcosa la turbava... ma su questo ci tornerò più avanti. Prima voglio raccontarvi qualche dettaglio della famosa serata.
La villetta si riempì nel giro di mezz'ora e la dea indossava un lungo (e attillato) abito rosso da sera smanicato. Era una dea per davvero! Gli addominali visibili, le braccia e i polpacci scoperti... Per gli autografi diceva di prendere un numero, li avrebbe fatti con calma più tardi per far venire altra gente. Infatti, la villa si riempì ancora di più nell'arco di un'altra mezz'ora. Cambiatasi con una tutina attillata (e stavolta molto corta!), si sedette a un tavolo con i fogli, pronta per firmare gli autografi. i suoi fan erano di tutte le età, di entrambi i sessi. C'erano anche molti compagni di scuola che sapevo fidanzati... molti avevano con loro la fidanzata, la quale era fan a sua volta!
In quel momento io stavo filmando e sentì e in parte ripresi alcuni commenti:
Una ragazza della mia scuola: "Sei fantastica, grazie a te ho iniziato a fare palestra, guarda che bicipiti!" E li aveva davvero! Una vera palletta da tennis!
Un uomo adulto: "Sei davvero mitica, una donna vera... non come quelle che stanno in cucina!"
Il mio insegnante di ginnastica (davvero?): "Ehm... scusa... vorrei un autografo, se posso..." Ma si conoscevano già? Questo non lo sapevo. E il prof era anche abbastanza imbarazzato.
Una donna adulta: "Muscoli come questi non si vedono su tutte le donne. Dovrebbero prendere tutte esempio da te."
Un ragazzo della mia scuola: "Se la mia ragazza scopre che sono qui mi fa a fette, ma non importa, perché sono un tuo grande fan!" Ovviamente questa scena l'avrei tagliata.
Un ragazzo della mia età circa: "Sei meravigliosa. Penso di essermi innamorato di te!" Toccò il bicipite, lo sfregò con la mano. Non ci stava nelle sue mani! Po continuò: "Potrei avere anche... ehm... un bacio?"
"Un bacio? Uhm... massì, perché no?"
E lei lo fece... gli diede un bacio... sulla bocca!!!
"Oh! Uao! Io intendevo sulla guancia ma... grazie mille, è stato stupendo!"
Intervenni io:
"Gli hai dato un bacio?"
"E perché no? Era solo un bacio."
Ma forse gli altri non lo pensavano. Tutti i presenti iniziarono a urlare 'anche a me, anche a me', anche chi aveva già fatto la fila, pretendeva un bacio adesso. E lei lo fece. Ripartì il conteggio da zero, ma nessuno ebbe da ridire, perché adesso chi aspettava ancora per l'autografo aveva anche un premio in più da attendere!
Io ero gelosissimo del ragazzo, e di tutti coloro che avrebbero ricevuto il bacio dopo di lui! Lo volevo anch'io, ma non potevo mettermi in fila. Avrei avuto il coraggio di chiederglielo dopo la serata? Dovevo farlo!
Ebbi quindi un'idea che esposi:
"Senti, e se mandassi questa parte del video in cui dai baci? Potremmo pubblicizzarla dicendo che lo rifarai in un'altra occasione per beneficenza. Guadagneremmo un bel po'."
"Hai avuto un'ottima idea. Però non mi interessa guadagnare. Coi video e il lavoro faccio abbastanza e tu sei giovane per essere così avaro, no?" Mi disse facendo l'occhiolino: "Però in effetti potremmo farlo davvero per beneficenza."
"Allora lo faccio?"
"Si, vai pure a metterlo in rete. Poi torna e continua a registrare la serata. Non è ancora finita." E fece un'altro occhiolino. Iniziai a pensare fosse un tic nervoso. Ma battute a parte, la serata era davvero agli inizi.
Dopo gli autografi e i baci (che occuparono un bel po' di tempo) cambiò abito. Mentre si cambiava la cercavo perché avevo dato a lei un'altro nastro per la videocamera e la vidi con indosso solo reggiseno e mutandine! Che spettacolo! Non indossò subito l'altro abito, infatti si era portata dei pesi e iniziò a pomparsi. La filmai di nascosto con i pochi secondi rimasti (accidenti a me che ero senza cellulare... sarà più difficile tagliare la parte per me). La sua perfetta schiena mi ipnotizzò anche più delle braccia che facevano su e giù. Fece anche qualche addominale e poi si vestì con una magliettina e dei pantaloncini cortissimi. Io mi allontanai e le venni incontro mentre si allontanava così presi la cassettina e la sostituì.
A quel punto era giunto il momento delle prove di forza!
"Attenzione, prego! E' il momento di un piccolo gioco che vorrei proporvi. Che ne dite di sfidarmi a braccio di ferro?"
"Ma non potremmo mai batterti."
"Ma non è solo una questione di forza fisica. E poi, se mi sfiderete tutti, prima o poi mi stancherò."
"Allora... accettiamo! Vengo io per primo!"
Era un uomo abbastanza muscoloso, ma niente a che vedere con l'"Ultra-Mamma"!
La sfida finì ancor prima di cominciare. E così le successive. Pian piano quasi tutti i presenti la sfidarono senza risultato. Si vedeva fosse ormai stanca. Ma anche le ultimissime sfide furono facili per lei. Anch'io la sfidai, perdendo miseramente, ma la cosa non mi sorprese di certo. Per ultimo, l'uomo più forte presente. Stento a crederci, ma pur con tutta la stanchezza accumulata, lo batté senza troppi problemi! Perché si, avevo imparato a conoscerla, ma non so quanti sfidanti ha avuto per tutta la serata, riuscire a vincere comunque senza troppa fatica è qualcosa di straordinario.
"E' stato davvero divertente!"
"Ehi, perché non facciamo un bel tiro alla fune?"
Quel ragazzo ebbe una magnifica idea. Battere un uomo alla volta fu facile, ma molti di più insieme? Ce l'avrebbe fatta? io di sicuro avrei scommesso su di lei senza pensarci due volte.
"Ma certo. Vediamo se c'è. Puoi controllare, Andrea?"
La fortuna era dalla mia. Trovai una fune nella soffitta, dopo averla cercata per un po' (chissà a che serviva, ma dopotutto... che importa?). Non era abbastanza lunga per poterci sfidare tutti. Ma la sfida si fece comunque: Una contro 30! Riuscì da subito a dettar legge: lei resisteva solo, gli altri 30 (i più forti presenti) tiravano a più non posso, ma lei non si muoveva di un millimetro! Era ancor più forte di quanto sembrasse! Il bicipite era davvero pompatissimo, raggiunse un picco mai visto! Certo resisteva, ma si vedeva che ci stava mettendo tutta la sua forza... o no? A un certo punto, stufa, tirò la fune e dopo soli 3 strattoni, vinse!
"Le sfide sono finite e la serata è giunta al termine, spero continuerete a seguirmi. Un bacione a tutti!"
"No, ne vogliamo ancora!"
"Si, infatti! Fletti per noi!"
"E va bene. Adoro i miei fan, lo farò per voi!"
Iniziò a flettere muscoli su muscoli, e pian piano la maglietta che aveva iniziò a strapparsi, fino a sgretolarsi quasi! Rimase solo col reggiseno addosso e subito dopo anche i pantaloncini partirono!
"Sembrano ancora più grandi! Misurali!"
Presi il metro che avevo portato con me (sapevo sarebbe servito) e lo misi sul suo braccione... quasi mi tremavano le mani... 57 cm!!! La folla era in delirio, tutti gridavano cose come 'sei la più forte', 'ti amo', 'ancora di più', molti scattarono foto, filmarono video col cellulare, alcuni mi chiesero se il video da me filmato sarebbe stato pubblicato, e li sollevai dicendo loro che l'avrei caricato senz'altro la mattina dopo. Ma subito dopo, la serata finì per davvero. Io rimasi a pulire, quando la vidi arrivare per darmi una mano dopo che si era cambiata (anzi, vestita).
"Non c'è bisogno che mi aiuti, davvero, faccio da solo."
"Ma scherzi? E' troppo lavoro per te da solo, ti do una mano, e non voglio sentire lamentele."
"...ok..."
Per un po' rimanemmo in silenzio.
"Sai, un po' mi ha sorpreso... voglio dire, si, il momento in cui hai dato un bacio a quel ragazzo."
"Beh, lui ci teneva tanto... e per me non era un problema."
"Hai baciato tutti, ti rendi conto? Li hai resi felicissimi."
"Beh, te non ho baciato. Lo vuoi un bacio?"
"Ah, beh... io..."
Quasi non ci credevo. Fu lei a propormelo!
"Sei o non sei il mio più grande fan? Hai fatto così tanto per me, sei davvero un caro ragazzo... te lo meriti."
"Beh, se proprio... insomma... io..."
Ma insomma, deciditi! Continuavo a pensare: 'perché non glielo dici? Baciala! Non sprecare quest'occasione, idiota! Ma non ci fu bisogno di rispondere. Zittì il mio balbettio nel modo migliore possibile. Senza che nemmeno me ne accorgessi, le sue labbra e le mie si incontrarono. Non so quanto tempo passò, ma per me quel bacio durò un'infinità. Probabilmente almeno un minuto passò, rispetto ai baci fulminei che diede agli altri fan. Mi sentì lusingato.
"Allora? Sei felice?"
"A-assolutamente."
"Ma questo non cambia le cose tra di noi, ok?"
"Ma certo! Sono felice così come sono." E lo ero davvero.
"Bene."
Dal giorno dopo, infatti, nulla cambiò... o quasi. Ma non era per via del bacio o della serata. Qualcosa a quanto pare era destinato a cambiare. Lei infatti non era soddisfatta al 100% della sua nuova vita. Qualche giorno fa mi ha infatti raccontato che anche se adora il suo corpo, il suo rapporto con me, i suoi fan... sapeva che suo figlio non era felice della cosa. Non solo, lei sperava di poter usare al meglio la sua forza, non solo per un tornaconto personale. Sperava di poter fare di più nella vita. Mi chiese se avessi in mente qualcosa, ma sfortunatamente non seppi cosa consigliarle. Ma ci tenevo troppo a lei, perciò non potei che suggerirle di pensarci bene, anche a costo di ridurre i video o i suoi spettacoli a scuola. Infatti, è già qualche giorno che lascia andare Lucio a scuola da solo, e filmiamo meno video.
"Io sono felicissimo di girare video con te, ma se senti di dover fare altro, allora fallo."
"Sei un bravo ragazzo, e lo sarai sempre. Vedrai che troverai una ragazza che ti ama davvero... come tu ami me. E mi dispiace."
"No, davvero, non dispiacerti. Sono felice, te l'ho detto."
"Grazie. Allora, cercherò quel 'qualcosa' che voglio. Ma nel mentre, continueremo a fare video, ok?"
Giusto ieri è tornata da me per dirmi che forse aveva trovato la sua strada, ma che mi avrebbe dato più dettagli solo se fosse riuscita nel suo intento. So che questo probabilmente significherà che la vedrò di meno e che filmeremo meno video o forse che ci fermeremo addirittura. Ma sono felice del tempo trascorso, e se lei potrà sentirsi meglio così, allora ne sarò felice. Ricorderò per sempre questi momenti passati insieme, anche se dall'inizio alla fine abbiamo avuto uno strano rapporto, sicuramente non lo rimpiangerò.

9
Italiane / La sfida di famiglia
« il: 19 Novembre 2015, 09:55:46 »
Pensavo che la mia vita fosse noiosa. Che avrei vissuto come tutti i ragazzi della mia età. E invece, il fato ha cambiato le carte in tavola. Ma partiamo dal principio. Mi chiamo Zack, ho 16 anni e ho ben 6 sorelle, 3 più grandi e 3 più piccole. In ordine di età, le mie sorelle sono:
Elena, 10 anni, capelli biondi lunghi fino alla schiena lisci, occhi azzurri, alta 1,48 m.
Serena, 11 anni, capelli biondi lunghi fino alle spalle mossi, occhi azzurri, alta 1,52 m.
Ally, 12 anni, capelli castani lunghi fino alle spalle mossi, occhi neri, alta 1,55 m.
Miley, 17 anni, capelli castani lunghi fino alle spalle lisci, occhi azzurri, alta 1,64 m.
Laura, 18 anni, capelli biondi lunghi fino alle spalle ricci, occhi neri, alta 1,68 m.
Olivia, 19 anni, capelli castani lunghi fino alla schiena lisci, occhi azzurri, alta 1,66 m.
Loro, come me, hanno sempre vissuto una vita normale. Ognuna ha i propri interessi, anche se molti in comune, e si vogliono bene, come io ne voglio a loro. C'è però un po' di competizione tra loro, ognuna vuole essere la migliore in ogni cosa. Ma quand'è che è cambiato tutto? Dovete sapere che mio padre è uno scienziato. Una sera tornato dal lavoro, voleva renderci partecipi della sua invenzione.
"Ragazzi, venite qui. Dite se non sono il padre più geniale del mondo?"
"Che hai fatto stavolta papà? Un'altra delle tue solite invenzioni fallite?"
"Eh, no, cara. Stavolta la mia invenzione è un successo. Questa speciale bevanda, già ovviamente testata, permette al corpo di svilupparsi più velocemente."
"Quindi, se la bevessi, mi crescerebbe il seno più di quello di Laura? Così non dovrei rifarmelo." La domanda la fece Olivia, che pur essendo la figlia maggiore era più bassa e con un seno più piccolo di quello di Laura.
"Ne abbiamo già parlato. Nessuna di voi si rifarà alcuna parte del corpo, o si farà tatuaggi o piercing vari. Comunque, no, perché tu ormai hai 19 anni e ti sei già sviluppata. Questa bevanda non fa crescere istantaneamente, ma velocizza il processo di crescita. E' già stato testato ad esempio che allenando una determinata parte del corpo, quella parte si svilupperà molto più in fretta. Risultati che si ottengono di norma in un anno sono stati ottenuti in un mese! Anche l'altezza ne risente."
"Uao, posso berla?" Chiese Elena.
"No, piccola. Questa serve ai medici, così che possano guarire delle malattie o delle disfunzioni. Non è per le persone normali che stanno bene. E tu piccola mia stai crescendo sana e forte."
"Ma non abbastanza forte."
"Perché, vuoi essere forte?"
"Certo! I maschi fanno sempre i presuntuosi, ma io so che noi femmine siamo migliori!"
"Oh, oh. La mia piccola è la migliore. Ma ora basta, tornate a fare quello che stavate facendo."
"Ho un'altra domanda." Chiesi. "Se si prendono più dosi, gli effetti aumentano?"
"Oh, no, basta un sorso. Se se ne beve di più, l'effetto non cambia."
Il resto della giornata passò tranquilla, ma il giorno dopo, nostro padre era partito per un viaggio d'affari, e non l'avremmo rivisto per un mese intero. Ci aveva affidato una badante, un' anziana signora che ronfa tutto il tempo. Fortunatamente, ce la cavavamo da soli. Quel giorno stavamo per andare a scuola, quando vedemmo Elena con in mano il liquido. Io la fermai.
"Dove l'hai trovato? E che volevi farci?"
"Papà l'ha nascosto malissimo. E volevo berlo, che altro."
"Berlo, ma sei pazza? Non ne hai bisogno!"
"Si che ne ho bisogno, voglio diventare più forte!"
"Ma berlo non basterebbe nemmeno." Intervenne Ally. "Poi ti devi anche allenare."
"E lo farò. Comprerò dei pesi."
"Eh, no, non mi va che la mia sorellina diventi più forte di me." Disse Miley.
"Infatti. Se tu lo bevi, poi lo beviamo tutte." Disse Olivia.
"E bevetelo. Ma tanto io sarò la più forte."
"Si, come no nanerottola."
Le sei iniziarono a litigare l'un l'altra, finché Olivia e Laura non ebbero l'idea.
"Ok. E' inutile litigare così. Facciamo una scommessa. Noi più grandi, contro voi più piccole. Tutte noi berremo la 'pozione' e tra un mese vedremo chi di noi sarà diventata più muscolosa e più forte."
"Ci stiamo! Noi saremo le migliori!"
Io ne rimasi fuori, come in tutte le loro sfide. La sfida era dunque partita: Elena, Serena e Ally, contro Miley, Laura e Olivia.
Tutte avevano bevuto la 'pozione' e si sono poi dirette a scuola. Al ritorno si riunirono di nuovo e decisero alcune regole: chiunque poteva allenarsi come voleva, ci si potava aiutare tra di loro se si faceva parte dello stesso gruppo, la vittoria sarebbe andata alla squadra che cumulativamente era più forte, non bastava che una sola fosse più forte delle altre. Olivia e Ally andarono a compare dei pesi, per il resto decisero di allenarsi con quello che c'era in casa e ognuna trovò i metodi che preferiva. Tutte cercarono di seguire in parte qualche programma di allenamento per non rischiare di combinare qualche disastro. Partirono tutte e sei alle 3, le tre più piccole nella stanza di Elena e Serena, le più grandi in quella di Laura e Olivia. Io tornai nel soggiorno a guardare la tv.
Ci rimasi per un'oretta, poi decisi di andare a vedere, curioso, l'andamento della sfida. Aprì la porta della camera di Olivia e vidi che quest'ultima stava flettendo il bicipite.
"Hai visto? Ho già i muscoli."
"Ma che muscoli. E' tutto molle."
"Si, ma prima non si gonfiava."
"Ma è pochissimo."
"Ma Laura, mi sono allenata solo per un'ora. Per la prima volta in vita mia. Di tempo al tempo."
"Appunto, sei tu che ti agiti per nulla. E sicuramente c'era già da prima. Dai, torniamo ad allenarci."
Non si erano accorte di me, quindi richiusi la porta e andai dalle altre. Quando entrai, assistetti a una scena molto simile.
"Dai Ally, fletti i muscoli."
"Così?"
"Si, brava!"
Ally aveva i muscoli come quelli di Olivia (ossia quasi nulli), però...
"Ehi, è già duro."
"Sono forte, eh?"
"Ma io lo sarò di più."
"E basta Elena, siamo nella stessa squadra."
"Hai ragione, scusa. Io continuo a pomparmi, se non vi dispiace però."
"Ora riprendiamo anche noi. Dopo facciamo gli addominali, ok?"
"Certo."
Per la loro età sembravano molto organizzate.
Me ne andai a studiare, avevo molti compiti. All'ora di cena, ci riunimmo ovviamente a tavola, ma nessuna parlò. Ogni tanto si guardavano con aria di sfida, ma nulla di più. Per un paio di giorni me ne fregai della sfida e feci quello che facevo tutti i giorni. Il giorno dopo ancora però, senza volerlo, venni a conoscenza dell'andamento della sfida. Ero andato in cucina per prendermi uno spuntino, e trovai Elena e Serena fare a braccio di ferro. Sfortunatamente avevano vestiti troppo grandi per vedere i muscoli, ma la sfida fu comunque emozionante. Non sapevo da quanto avessero iniziato e ci misero comunque un paio di minuti per finire la sfida, vinta da Serena. Dopo si tolsero i vestiti perché iniziarono a sentire caldo. Guardai subito Serena. Il suo corpo era diventato ben più muscoloso di prima. Ora si vedevano gli addominali, le cosce erano più grosse e i bicipiti guizzavano. Mi girai e notai che anche Elena era diventata più muscolosa. Arrivò Ally per riportare le altre due con sè ad allenarsi, e notai in lei il cambiamento maggiore. Era diventata davvero muscolosa, non c'è che dire. Così, spinto dalla curiosità, andai nella stanza di Olivia. Vidi che anche loro erano diventate più muscolose, specialmente Olivia. Non solo, mi sembrava si stessero impegnando di più di qualche giorno fa.
Passò una settimana, ed era qualche giorno che non controllavo la situazione. Quel giorno sarebbe stato perfetto per controllare, perché faceva molto caldo, e visto che si stavano allenando, era lecito pensare che avrebbero indossato qualcosa di molto leggero. Così, andai nella stanza di Olivia, e lì le vidi allenarsi. Avevano solo degli shorts e un toppino. I loro muscoli erano diventati davvero grossi e definiti. Da lì riuscivo a vedere delle tartarughe mostruose.
"Hai visto Laura? Ora riesco a sollevare 30 kg."
"Davvero notevole, ma ci riesco anch'io. Miley sta ancora a 28."
"Vi raggiungerò presto, tranquille."
"Scommetto che le piccole di casa stanno facendo fatica ad arrivare a 15."
Nessuna sapeva dei risultati delle altre perché si incontravano poco e sempre con vestiti volutamente più grandi. Sarebbe stato molto più interessante per loro scoprire le vincitrici alla fine. Ma questo non valeva per me. Andai anche nella camera di Serera, e notai in loro cambiamenti ancora più sorprendenti! Avevano muscoli più grossi di quelli di Olivia, ed era cresciuto loro anche il seno.
"Uff. Finalmente anch'io sollevo 40 kg."
"Brava Elena. Continua così. Dobbiamo battere le nostre sorelle a tutti i costi."
"Hai ragione, ma siamo più piccole, dobbiamo impegnarci molto di più."
"Vero, non ci fermiamo."
Se solo sapessero la verità. Io la sapevo, ma non mi azzardavo a parlare. Volevo vedere come sarebbe andata a finire. Passò qualche altro giorno, e successe qualcosa di grandioso. Mentre guardavo la tv sul divano, quest'ultimo venne sollevato con me sopra!
"Ehi, ma che...!"
"Visto Elena, te lo dicevo che sarei riuscita a sollevarlo!"
Mi 'affacciai' dal divano e vidi che sotto di me c'era Serena che teneva in mano il divano!
"Ciao Zack."
"Ma che stai facendo?"
"Sollevo il divano. Elena ha detto che non ce la facevo. Invece guarda."
La piccola Serena era diventata davvero fortissima, ma a guardare i muscoli di Elena, nemmeno lei scherzava. Entrambe si stavano minacciosamente avvicinando al livello di Ally. Quel giorno non controllai la stanza di Olivia e le altre, perché stavolta furono loro a scendere, dopo che Ally e le altre se n'erano andate. Loro come le piccole erano sempre più grosse, ma incredibilmente non allo stesso livello. Qualche altro giorno dopo addirittura, notai come i seni di Elena e di Serena fossero diventati più grandi di quelli di Miley, e quello di Ally addirittura più grande di quello di Olivia. Laura era sempre imbattuta, comunque.
Ma sarebbe durata? Erano passate quasi tre settimane, e una sera non riuscivo a prendere sonno. Scesi in cucina per bere e sentì alcuni rumori. Andai a controllare e trovai Elena che sollevava pesi. Appena mi vide smise e si alzò in piedi.
"Oh... Zack, che ci fai qui?"
Appena la vidi aprì i miei occhi stanchi e guardai da cima a fondo quello che la mia sorellina era diventata. Era piena di muscoli, grossi come non mai, sei cubetti di addominali di marmo, gambe grosse quasi il triplo delle mie, e due braccia da paura!
"Eh? Cioè... che ci fai tu qui? Solo le 11 passate, domani hai scuola."
"Io... mi sto allenando."
"E perché a quest'ora?"
"Perché voglio essere io la più forte. So che stiamo gareggiando in gruppo, ma la migliore voglio essere io."
"Capisco, ma devi dormire lo stesso. Sei pur sempre... una bambina." Ero titubante nel dire una cosa del genere. Quando mai avevo visto una bambina grossa come lei? Con quei muscoli avrebbe potuto spezzarmi come un grissino. E lo stesso avrebbero potuto fare le altre. Ma come mai la cosa mi eccitava?
"Non lo dirai a nessuno, giusto?"
"Certo che no, non preoccuparti."
"Grazie. Sono sempre la tua sorella preferita."
"Si, ma questo sei tu a non doverlo dire a nessuno."
"Ah ah. Oh, e... tu tifi per la mia squadra vero?"
"Io? Non posso schierarmi da una parte o dall'altra, siete tutte mie sorelle."
"Ma io sono la tua preferita. Non vuoi tifare per la tua preferita?"
"Uhm... va bene. Tifo per voi."
"Grazie Zack! Vedrai, se vinceremo ti darò un premio speciale."
"Davvero? Beh, ora sono curioso."
"Eh no, scoprirai tutto a tempo debito."
"Va bene. Ora va a dormire."
"Ok. Buona notte."
"Notte."
Quella notte la ricordo ancora perfettamente.
Il giorno dopo a colazione notai qualcosa di spettacolare. Anche con abiti più grandi, notavo i muscoli di tutte le mie sorelle. Non tutti, ma se ora notavo qualcosa, significa che tutte erano cresciute in modo incredibile. Come sarebbero diventate a fine mese? Ormai mancava una settimana e io ero curiosissimo. Il giorno dopo ebbi già un'anteprima. Ally venne infatti da me e mi chiese:
"Fratellone, ma a te non interessa come sta andando la sfida?"
"Beh, non mi sono mai immischiato nelle vostre competizioni."
"E dai, so che sei curioso. Dai, dammi un pugno."
"Che?"
"Un pugno. Un pugno allo stomaco, tanto non mi farai niente."
"Ma non posso."
"Allora prima toccalo."
Lo feci. Era di marmo, come avrei dovuto aspettarmi.
"B-beh. E' davvero duro."
"Vero? Dai, dammi un pugno."
Lo feci. Niente.
"Mettici più forza, Zack!"
Ci misi tutta la forza che avevo, ma lei non si mosse di un millimetro.
"Ah, ah! Ora sei il più debole della casa! Persino Elena è più forte di te."
"Beh... non mi importa."
"Davvero ti sta bene che le tue sorelle di 10, 11 e 12 anni siano molto, ma molto più forti di te?"
"S-si. Che c'è di male?"
"Contento tu."
Ally se ne andò, e la giornata trascorse tranquilla.
Il giorno dopo ebbi invece un'anteprima dell'altro gruppo. Laura venne da me per chiedermi se mi andava di giocare un po' ai videogiochi. Così, ci mettemmo a giocare un po', ma poi venne Olivia.
"Laura, basta pausa, dobbiamo allenarci."
"Eddai, sono stanca. Pensi davvero che possiamo perdere?"
"Si, se non ti alleni."
"Pensi che questi non siano muscoli allenati?"
Flesse un enorme bicipite che squadrai tutto!
"Se non fossi così pigra, sarebbero così."
Anche Olivia flesse, e non c'era storia. Quello di Olivia era più grosso. Laura si fece un po' rossa, e con aria stanca tornò ad allenarsi.
Infine, la quarta settimana passò. Mancavano 2 giorni alla fine dell'effetto e della scommessa.
Provai ancora a spiare le mie sorelle, ma le porte erano chiuse a chiave. Anche senza vedere però, sentivo che ci stavano andando giù pesante. La resa dei conti era ormai prossima.
Il cuore iniziò a battere forte l'ultimo giorno. La curiosità mi stava uccidendo. Mancavano pochi minuti alla fine della sfida. Erano le 10 in punto, e fortunatamente, quel giorno niente scuola. Le vidi scendere dalle scale, prima le più grandi, poi le più piccole. Tutte indossavano grossi accappatoi, colpa dei quali non si vedeva il briciolo di un muscolo.
"E alla fine il mese è passato."
"Già."
"Allora, Zack, ci farai da giudice imparziale?"
"Va bene."
"Chi comincia?"
"Voi più grandi."
"E perché?"
"E perché no?"
Intervenni io.
"Calma. Lanceremo una moneta. Testa prima le grandi. Croce prima le piccole."
"Per noi va bene."
Lanciai la moneta, che cadde al rallentatore. Testa.
"Va bene. Su ragazze, via gli accappatoi."
Tutte e tre si sfilarono l'accappatoio e lo buttarono per terra. Si misero in posa flettendo i bicipiti (e che bicipiti!) e indurendo quanto più possibile gli altri muscoli! Un vero spettacolo! Anche la loro altezza era cambiata, anche se davvero di poco.
Mentre flettevano a più non posso in pose sempre diverse, dissero una ad una le misure dei loro corpi, e ve li riporto:
Miley, 17 anni, alta 1,65 m, bicipite 30 cm, polpacci 28 cm, 4 pack di addominali.
Laura, 18 anni, alta 1,68 m, bicipite 32 cm, polpacci 31 cm, 4 pack di addominali.
Olivia, 19 anni, alta 1,67 m, bicipite 35 cm, polpacci 35 cm, 6 pack di addominali.
Finalmente Olivia si era presa la rivincita su Laura, essendosi avvicinata sia in altezza che nella misura del seno, e allo stesso tempo era più muscolosa di lei.
"Allora? Che ve ne pare, mocciose?" Fece Laura.
"Dai, Laura, sono le tue sorelle." Olivia sempre più buona della sorella.
"Uh... beh... siete proprio forti, ragazze. Forse... forse non possiamo battervi."
Serena dicendolo sembrava davvero depressa e abbattuta, ma un secondo dopo si riprese, sorrise e lei e le altre si levarono gli accappatoi. Uno spettacolo! Le tre ragazzine avevano muscoli più grossi solo a guardarle! Il seno di tutte e tre era più grande di quello di Laura! Anche l'altezza era poco cambiata. Come le più grandi, ora rimaste impietrite con facce sorprese e anche un po' impaurite, iniziarono a flettere tutti i muscoli, e sempre come loro, dichiararono le misure:
Serena, 11 anni, alta 1,55 m, bicipite 39 cm, polpacci 37 cm, 6 pack.
Ally, 12 anni, alta 1,57 m, bicipite 42 cm, polpacci 39 cm, 6 pack.
E infine la più sorprendente. Non si era arresa, e anzi ce l'aveva messa tutta. Era arrivata dove voleva, e io ero felice per lei.
Elena, 10 anni, alta 1,50 m, bicipite 46 cm, polpacci 42 cm, 8 pack.
"Guardate... i miei... muscoli! Oh, si!"
Elena era contentissima.
"Ah, ah, ah! Guardate le loro facce. Non ve l'aspettate, eh?"
Ally si avvicinò a Olivia e flesse il bicipite.
"Toccalo, senti com'è duro." Olivia lo toccò, ed era davvero di marmo. Poi le chiese di flettere il suo, e Olivia lo fece. Ally riuscì a premerlo, facendo un po' male a Olivia.
"Siamo noi le vincitrici, vero giudice?"
"Ehm... direi di si."
"Evviva! Siamo le migliori."
"Aspettate, non avete ancora visto niente." Elena sembrava sicura di se. "Sedetevi tutti sul divano."
Sul povero divano ci stavamo a malapena adesso.
"Che vuoi fare?" Chiese Miley.
"Questo." Elena si avvicinò, mise le mani sotto al divano, e lo sollevò, quasi come fosse una piuma!
"Cheee? Ma quanto sei forte?"
In effetti, la domanda di Laura era sensata. Era riuscita a sollevare il divano con sopra me e 5 ragazze muscolosissime, quasi come nulla fosse! Ci portò fin sopra la sua testa e poi fece qualche curl. Ci mise poi a posto, e ne approfittò per flettere di nuovo i suoi bicipiti. Che spettacolo. Glieli toccai subito.
"Sei fortissima, Elena! Complimenti!"
"Grazie. Ma non ti sembrano più grandi adesso?"
"Eh? Uh, forse."
Serena prese un metro e misurò il bicipite della sorella.
"48 cm! E' davvero più grosso!"
"Oh, non vedo l'ora di farli vedere a papà! E a tutte le mie amiche!"
Restammo un bel po' di tempo ad ammirare i muscoli di Elena, che sfidò tutte le sorelle a braccio di ferro, stracciandole tutte. Anche Ally volle sfidare tutte, e vinse senza troppi problemi, tranne che contro Serena, con cui faticò non poco. Poi si fece tardi, e dovemmo tornare a studiare. Ma non importava, tanto quei bei corpicini erano sempre lì, dove vuoi che se ne sarebbero andati?
Il giorno dopo, papà tornò, e restò sbalordito. Svenne per lo shock, e ripresosi fece alle sorelle una bella ramanzina, mettendole in punizione. Mise anche me in punizione, perché complice. Che vita ingiusta. Tornai in camera mia, e ci trovai Elena.
"Ciao, Elena. Che fai qui?"
"La tua sorpresa."
"Ah, giusto, dimenticavo. Allora? Che cos'é?"
"Questo."
Elena flesse tutti i muscoli a più non posso, strappando i vestiti (vestiti che tra l'altro avevano comprato pochi giorni fa, essendo diventate troppo grosse per quelli vecchi)! Fece  un altro sforzo con i pettorali strappando anche il reggiseno!
"Che ne pensi?"
"Ehm.. io... cosa?"
"Lo so che ti piacciono le ragazze muscolose, ti ho visto cercarle sul tuo PC, e visto che non ne hai mai viste dal vivo, volevo farti un favore. Quando vorrai, puoi chiedermi di mostrarti i muscoli, e io fletterò per te."
"D-davvero? Non ti da fastidio?"
"Ma no, anzi, a me piace essere adulata. E poi puoi anche toccare."
Non me lo feci ripetere e accarezzai i suoi addominali di diamante e lo stesso feci coi bicipiti.
"Ah, e poi, ho riservato questo per te."
Flesse i bicipiti ancora una volta, quasi diventando rossa per lo sforzo.
"Uff... prendi questo metro. Misurami il bicipite!
"Sono 51 cm! Elena, sei ancora più grande!"
"Certo, la sfida è finita, ma io continuo ad allenarmi."
"Uao, sei fantastica! Quanto hai intenzione di diventare grande?"
"Chissà, Zack, chissà. Vedremo."
E io ero pronto a vedere fin dove sarebbe arrivata.

10
Italiane / Oh, mamma! 3
« il: 08 Novembre 2015, 10:32:05 »
Salve a tutti. Forse vi ricorderete di me. Sono Lucio, 15 anni, figlio unico. Qualche tempo fa vi avevo parlato della mia mamma muscolosa. Come se non bastasse, ora uno dei miei migliori amici è un suo fan sfegatato! Da non credere! Ultimamente mia madre è diventata ancora più forte, e non posso fare altro che stare ai suoi ordini. Ma la cosa più incredibile è che da un po' di tempo ha aperto un canale di youtube nel quale mostra i suoi muscoli! Ad aiutarla è proprio Andrea, l'amico di cui vi parlavo. Secondo voi è normale che una madre si metta a flettere i muscoli e faccia vedere i suoi allenamenti come se nulla fosse? Ma a me non ci pensa? La cosa peggiore è che... vedo tutti i suoi video! Li guardo e basta, sia chiaro, ma non è così che dovrebbe andare, dovrebbe essere una madre normale, e invece!
In ogni video è più sexy e più muscolosa, e le prove di forza sono sempre più incredibili. Spesso sfida Andrea a braccio di ferro al tiro alla fune, ovviamente vincendo senza la minima fatica. Nell'ultimo video teneva la corda con il mignolo e basta! Talmente tanta forza che non le è nemmeno scivolata per sbaglio! E con uno strattone ha fatto volare Andrea dall'altra parte della stanza. Proprio l'altro giorno, in uno dei suoi ultimi video, ha dimostrato quante sbarre di ferro potesse piegare. Ed è arrivata a 38 (a titolo informativo, non so se sia tanto, ma immagino di si, dato che donne come Holland Canter o Wendy Lindquist arrivano a 30)! E queste dimostrazioni mi eccitano, ma non dovrebbero!
Come se non bastasse, gli 'eventi' migliori, mi capitano direttamente in casa. Qualche giorno fa infatti, mi chiama nella sua stanza, e la trovo con solo reggiseno e mutande addosso.
"Mamma, che fai?" Io faccio vedere che chiudo gli occhi, ma non posso non guardare quel fisico scolpito!
"Dai, smettila, mi hai vista un sacco di volte così. Ti ho chiamato perché mi serve un consiglio."
"Di che genere?"
"Mi serve un consiglio sull'abbigliamento per Halloween."
"E chi se ne intende di vestiti?"
"Sciocchino, mi serve per un nuovo video. Visto che tra pochi giorni è Halloween, avevo pensato di fare un video speciale in costume."
"Un'idea di Andrea? Non credi di usarlo un po' troppo?"
"No, l'idea è stata mia. E comunque io non lo uso. Lui è felice di aiutarmi."
"Certo che lo è, è pazzo del tuo corpo."
"A lui fa piacere aiutarmi, al contrario di te, che pensi solo a te stesso."
"Che dovrei fare, aiutare mia madre a mettere in mostra il suo fisico su youtube?"
"Ci sono un sacco di persone che lo fanno, senza bisogno di fare cose vietate. Quello che faccio è normale e sopratutto legale. Comunque, se non ti sta bene, non mi importa. Un giorno cambierai idea."
"Mah, lasciamo perdere."
"Ehi, dove vai. Dammi lo stesso una mano. Costume da Cat Woman? Super Girl? She Hulk?"
"Uff... vuoi sapere come stupire? Vestiti non da supereroe."
"E da cosa?"
"Che ne dici di Trilli?"
"La fatina?"
"Si. Pensa al suo vestito. Metteresti in mostra quadricipiti, polpacci, pettorali e bicipiti."
"Hai ragione! Grazie, Lucio!"
E quel video lo fece. Un lungo speciale in cui fece a braccio di ferro, sollevava pesi da 200 kg (!!!) e misurava il bicipite (54 cm!!!).
A scuola c'erano moltissimi suoi fan.
Alcuni miei compagni dicevano che ero fortunato ad avere una mamma così, ma poi gli dicevo:
"Pensa se tua mamma fosse così. Saresti contento?"
"Uhm... non lo so. Forse no."
Notai anche che Gloria aveva iniziato ad allenarsi per davvero.
"Ciao Lucio."
Mi salutò. Non era capitato molto spesso.
"Ciao."
"Hai visto? Ho seguito i consigli di tua madre. Guarda che muscoli."
Gloria aveva un bicipite niente male, a palla da tennis. Niente a che vedere con quello di mia madre, ma questo ero felice di vederlo.
"Niente male, Gloria. Stai andando in palestra?"
"Si, tua madre mi ha inviato un programma d'allenamento, ma preferisco essere seguita da un personal trainer."
Tutti parlavano di mia madre, anche Gloria, che le era molto riconoscente.
Non solo i compagni di classe. Non molto tempo fa il mio prof di ginnastica mi fa:
"Ehi, Lucio. Posso farti una domanda personale?"
"Quanto personale?"
"Riguarda tua madre. E' single?"
"Si... al momento si..."
A quelle parole il prof mi accarezzò la testa come fossi un cagnolino e se ne andò. Qualche giorno dopo, bussò alla nostra porta. Era sera, io stavo nella mia stanza, ma uscì per spiare.
"Salve, lei è...?"
"Sono Michele, il professore di ginnastica di suo figlio, Lucio."
"Oh, salve. Prego si accomodi. C'è un motivo particolare se è qui? Mio figlio ha combinato qualcosa?"
"Veramente no. Sono qui per lei."
"Per me?"
"Devo dire che in tanti anni di carriera non mi era mai capitato di incontrare una donna più muscolosa di me."
"Oh, che adulatore."
"Certo è che sei anche molto bella."
"La smetta. Mi fa arrossire."
"Ma lo penso sul serio. E scommetto che con quei muscoli è anche molto forte, dico bene?"
"E come potrebbe essere altrimenti?"
"Lo credo bene, lo credo bene. Ma di sicuro non è forte quanto me."
Il professore flesse il suo bicipite davanti alla mia confusa mamma. Guardava quel bicipite rendendosi conto di come fosse molto più piccolo del suo.
"Ehm... scusi, ma... crede davvero che sia più forte lei?"
Al che mia madre flesse entrambi i mastodontici bicipiti.
"Ah, ah. Non metto in dubbio che i suoi muscoli siano più grossi dei miei. Ma io sono un uomo e lei una donna."
"Ah, è così che la pensa? Allora non avrà paura a fare una sfida a braccio di ferro?"
"Certo che no. Ma l'avverto, se si farà male, non la scuserò."
"Oh, non ce ne sarà bisogno."
Si misero in posizione, e appena partiti, piano piano il prof spinse la mamma quasi al tavolo.
"Visto, ve l'avevo detto."
"Oh, forse ha ragione lei... sono solo una donna, dopotutto. Ah, no aspetti. Forse mi basta usare un po' più di forza."
Detto questo, la mamma tornò in posizione neutrale e piano piano vinse la sfida.
"Si, ho vinto! E pensa se avessi usato almeno metà della mia forza."
"S-si, come no. Solo chiacchiere."
"Però l'ho battuta."
"Braccio di ferro è anche tecnica, non solo forza."
"E allora come vuole misurare la forza, signor forzuto?"
"Ehm. Non mi viene in mente niente."
"Si dà il caso che io abbia una corda. Le va di fare un tiro alla fune?"
"Oh, si. Sarebbe perfetto."
La mamma prese la corda, e appena partiti, il prof ci mise tutta la forza che aveva. Chiuse gli occhi per lo sforzo, e tirava sempre più forte... non fosse che la mamma era ancora lì immobile, a tenere con un dito la corda! Insomma, capivo Andrea, ma il prof aveva almeno un po' di forza. Ma quanta ne aveva la mamma?
"Prof, che le succede? Sta diventando rosso per lo sforzo o per l'imbarazzo?"
"Cosa?"
Il prof aprì gli occhi e si rese conto della realtà. Sembrava alquanto impaurito.
"Forse dovrei usare una mano e tirare?"
La mamma tirò e il prof finì tra le sue braccia.
"Ehi, è debole e anche leggero."
Iniziò a usarlo come bilanciere e fece qualche ripetizione. Il prof era troppo shockato per parlare, ma alla fine ce la fece.
"Ehm... forse devo scusarmi. Forse lei è un po' più forte di me."
"Un po'?!" Lo buttò per terra.
"Mi segua."
La mamma uscì dalla stanza, io mi nascosi e poi continuai a seguirli fino nella sua stanza.
"Oh, allora le cose stanno andando bene."
"Piano, professoruccio dei miei stivali. L'ho portata qua per dimostrare la mia forza una volta per tutte."
La mamma si avvicinò a un grosso bilanciere e lo sollevò fin sopra la testa con molta fatica.
"Beh, congratulazioni, ma quanti chili sono?"
"Uff." Lo rimise giù. "Oh, sono solo 400 kg."
"Si, come no."
Il prof si avvicinò e lesse la cifra.
"Uhm... no, è solo uno scherzo, ora lo sollevo anch'io."
Il prof ci provò, ma ovviamente non ci riuscì. Anzi... la mamma sollevò il bilanciere con il prof appeso sopra!
"Allora, crede ancora che io sia debole?"
"Ehm... no, no. Beh... forse è meglio che vada."
Il prof se ne andò, e la mamma mentre andava gli disse:
"Veda di essere meno maschilista la prossima volta che incontra una donna. Io sono stata anche fin troppo gentile con lei."
In effetti il prof se l'era andata a cercare, e anche se non mi piace ammetterlo, mia madre aveva fatto bene. L'unico timore, è se il prof mi avrebbe abbassato i voti d'ora in poi!
Ovviamente se vi sto scrivendo non è solo per raccontarvi alcuni dei fatti avvenuti con mia madre, quanto uno in particolare: trattasi di Gloria, la ragazza di cui vi avevo parlato prima, quella che mi piace. Pochi giorni fa è venuta da me a scuola per invitarmi a un weekend con gli amici (4 maschi contando me, 5 femmine contando lei, ma alcuni erano fratelli e sorelle) al mare. Io ovviamente ho detto si! Vedere Gloria in bikini, con quel suo vociferato 6 pack di addominali! Fatto sta che però non avrebbero potuto accompagnarmi, e da solo non potevo andare, perciò... ho dovuto dirlo a mia madre! Lei ha acconsentito ad accompagnarmi, ma ad una condizione: che restasse anche lei.
"No, certo che no!"
"E perché no? Ho il weekend libero dal lavoro, mi va di passare una piccola vacanza al mare."
"E vai per conto tuo. Io voglio stare con i miei amici."
"Staremo nella stessa città, ma alloggerò da un'altra parte rispetto a te e i tuoi amici, andremo su spiagge diverse."
"Non mi pare abbastanza."
"Ti imbarazzo, forse? Anche la mamma di Gloria ci sarà."
"Lo so, ma lei come adulto supervisore basta e avanza."
"Mi dispiace ma ho già deciso, verrò anch'io. E ti accompagnerò solo. Ho conosciuto qualche tempo fa la mamma di Gloria, è una donna a posto, quindi si, basta lei come supervisore."
"Uffa. E va bene."
Inutile ovviamente discutere. Lei sarebbe venuta che io lo volessi o no. Arrivati fece come aveva detto, salutò Gloria dalla macchina e se ne andò. Gloria aveva le braccia scoperte, e si vedevano per bene le braccia muscolose. Non solo: i suoi addominali erano visibili attraverso la maglietta! Andammo in casa, dove c'erano gli altri.
"Dov'è tua madre?"
"A fare la spesa. A quanto pare abbiamo dimenticato un sacco di cose."
"Ah, non fa niente. Avremmo potuto aiutarla."
"Non ha voluto. Vuole tenersi in forma."
"In forma?"
"Si, vedi, da quando mi alleno, come tua madre ha ispirato me, io ho ispirato mia madre. Oh, eccola che torna."
Entrò dalla porta una giovane donna bionda, capelli lunghi, super sexy, con un seno ancora più grosso di quello di mia madre (non che i lo guardi), e sopratutto un sacco di muscoli! Non era certo ai livelli di mia madre (nemmeno lontanamente), ma se aveva iniziato ad allenarsi dopo Gloria con risultati migliori, c'era da rimanere lo stesso stupiti. Portava sulle spalle 4 casse d'acqua!
"Ciao, tu devi essere Lucio. Mia figlia mi ha parlato molto di te."
"D-davvero?"
Ero eccitato, vedendo quegli addominali scolpiti (come la figlia, anche i suoi attraverso la maglietta!), quelle grosse braccia e gambe... ero attratto da lei ancor più che da Gloria! Per un attimo capì il mio amico Andrea. Non passarono nemmeno 10 minuti, che ad un ragazzo venne l'idea di andare in spiaggia. Così ci andammo, ed io ero eccitato nel vedere sia Gloria che sua madre in bikini!
Appena arrivati io e altri due ragazzi andammo a comprare qualcosa da bere. Ci fermammo più a lungo per una partita a biliardino. Mentre tornavamo, le vidi in lontananza: Gloria e sua madre in tutto il loro splendore! Due schiene perfette, e che polpacci, i glutei... ero in paradiso! L'inferno, però, era vicino: alle due si avvicinò un'altra donna, molto più muscolosa... e chi poteva essere se non mia madre?
Il sorriso che avevo era sparito, e mentre mi avvicinavo, sentivo anche i commenti dei vacanzieri, di diverse età e sesso.
"Hai visto quelle due donne che fisico? Io sono un ex pugile, e non arrivo nemmeno ai livelli della più debole."
"Forse dovrei tornare in palestra. Che figura ci faccio a essere più debole di una donna? Anzi di due!"
"Anche la ragazzina è forzuta. Ehi, guarda! Flette il bicipite! Si vede una bella paletta anche da dietro!"
"Ehi, raga, io ci provo con la ragazza."
Quest'ultimo commento da un ragazzo che aveva più o meno la nostra età.
Fece davvero un errore. Appena arrivato, io stavo poco più lontano per sentire e guardare meglio la scena senza farmi vedere da mia madre.
"Ciao occhi belli, lo sia che hai degli addominali da paura?"
E aveva ragionissima.
"Ti ringrazio."
"E di noi non dici nulla?"
Interruppe la madre di Gloria.
"Come?"
"Ti piacciono i suoi muscoli, no? E che ne dici dei nostri?"
Mia madre e quella di Gloria iniziarono una pec dance ipnotizzante, per me e per il ragazzo (nonché tutti i presenti).
"Allora? Non ci fai i complimenti?"
"Ehm... ma si... complimenti."
"E se ti piacciono gli addominali di mia figlia... impazzirai per i miei."
Flesse gli addominali straordinari, e mia madre fece lo stesso subito dopo. Infine fecero un doppio flex entrambe. Da svenimento!
"Allora, ragazzo? Succede qualcosa nel costumino? O è la mia immaginazione?"
"Ehm... sapete cosa? Mi sono appena ricordato che... si insomma..."
Il ragazzo scappò col viso tutto rosso.
Alla fine mi avvicinai.
"Mamma, avevi detto che saresti andata da un'altra parte."
"E come potevo sapere che sareste venuti proprio qui?"
"Appena visti invece di venire a salutare te ne saresti potuta andare."
"Sarebbe stato da maleducati. E poi dovresti ringraziarmi, ho fatto scappare un tipo che ci stava provando con la ragazza che ti piace."
"Mamma!"
"Che c'é? Io so tutto. Ma non preoccuparti, ora me ne vado."
"Ma no, resta." Interruppe la madre di Gloria. "Ci sono solo ragazzini, ho bisogno di un adulta con cui parlare, ti prego."
"Va bene, posso restare un po'."
"Bene. A proposito, meglio mettere la protezione. Gloria, puoi mettermela tu?"
"Si mamma."
Vedere le mani di Gloria passare su quei muscoli granitici era davvero il paradiso.
"Lucio, perché non mi metti la protezione?"
"Puoi farlo da sola."
"Non fare il dispettoso, sei mio figlio, quindi aiuta tua madre. Tieni."
Costretto ancora una volta. Così iniziai a spalmare la protezione sulla schiena super muscolosa di mia madre. Quei muscoli erano così perfetti, grossi, definiti... adoravo quello che stavo facendo, ma allo stesso tempo lo odiavo!
E dopo la schiena passai al resto del corpo, passai sopra tutti i muscoli, e il misto di amore-odio cresceva. Pensavo che la giornata sarebbe stata un inferno. E invece... mia madre e quella di Gloria dopo un po' decisero di fare una passeggiata, tutti andarono a fare il bagno, ma a me non andava, e notai che anche Gloria era rimasta sotto l'ombrellone. Il tempo di pensare a cosa dirle, lei venne da me:
"Sai, ho visto quello che hai fatto. Fai sempre il dispettoso, ma in fondo so che vuoi bene a tua madre. E questo mi fa piacere."
"Davvero?"
"Certo. E' una delle qualità che mi piace in un ragazzo."
"Essere gentili con Volere bene la propria madre?"
"Eh, eh. Essere gentili. E tu lo sei, anche se non vuoi darlo a vedere."
Forse aveva ragione, lo ero, ma non me ne rendevo conto. Ma di certo, prima del cambiamento di mia madre, non lo ero affatto. Forse allora, è stata una cosa... positiva, dopotutto.
Il resto della vacanza scorse tranquilla, mia madre non si fece vedere fino alla fine. E ora siamo a casa. Continuo a non essere convinto del cambiamento di mia madre, se la cosa mi faccia o no piacere, insomma. Ma so che almeno questo mi aiutato ad avvicinarmi a Gloria, e ora sono pronto per chiederle di uscire con me. Quindi... non tutto il male viene per nuocere.

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Italiane / Oh, mamma! 2
« il: 02 Novembre 2015, 15:58:05 »
La mia vita è davvero meravigliosa da qualche tempo. Mi chiamo Andrea, ho 15 anni, figlio unico. Qualche settimana fa ho conosciuto la donna perfetta. Il problema è che questa donna è la madre di un mio amico. Ma a me sta bene così, mi basta poterla ammirare. Il giorno in cui la conobbi, andai a casa di questo mio amico, Lucio. Mi aveva chiesto di studiare con lui, perché era un po' indietro, dato che non si stava impegnando molto negli ultimi tempi. Ci sedemmo al tavolo della cucina, mi disse perché sua madre stava pulendo la sua stanza e ci avrebbe messo un po' di tempo nel farlo. Un'oretta dopo però, ecco che vedo arrivare una donna meravigliosa. Alta sì e no 1,65 m, capelli lunghi e spettinati rossi, ma sopratutto, un corpo da favola! Era una montagna di muscoli, braccia, gambe, tutto grande! Indossava solo un toppino e dei pantaloncini cortissimi, e potevo benissimo vedere i suoi incredibili quadricipiti e i suoi addominali: un 8 pack!
"Ehi, Lucio, non mi presenti la tua amica?"
"Ma quale amica?"
"Come quale, quella lì. Viene nella nostra scuola? Ha 18 anni?"
"Oh,
che caro che sei. Sembro così giovane?"
"Non mi dire che vai all'università? Beh, in effetti quei muscoli su una teenager sono davvero esagerati."
"Ma che dici Andrea? Questa è mia madre!"
Sua madre?! Avevo visto sua madre solo un paio di volte, e infatti facendoci caso, riconobbi il viso. Ma il suo corpo! Ricordavo solo avesse un seno abbondante, di certo non anche quei muscoli!
"Giusto, tu ieri non c'eri a scuola, quindi non l'hai vista?"
"E' venuta a scuola?"
"Si, ho accompagnato Lucio, così che tutti i suoi amici potessero vedermi. E lo accompagnerò tutti i giorni."
"Mamma, dai, non ce n'è bisogno. E poi stiamo studiando."
"Va bene, vi lascio in pace."
"Aspetti, signora."
"Ti prego, dammi del tu. Mi piace che mi trovi così giovane."
"Va bene. Puoi mostrarmi il bicipite?"
"Ma molto volentieri. Sei un così caro ragazzo. Dovresti prendere esempio, Lucio."
Poggiò il gomito sul tavolo e flesse il suo pallone davanti a me. Lo toccai con le dita. Mamma mia (anzi sua) quanto era duro! Lo presi con l'intera mano per stringerlo, ma non c'era verso di spremerlo nemmeno un po'. Era puro diamante.
"Complimenti, è durissimo!"
"Grazie caro."
"E scommetto che non sono solo per bellezza, vero?"
"Andrea, smettila di darle corda."
"Lucio smettila tu. Porta rispetto ai tuoi ospiti. Si, Andrea. Ho molta forza in queste braccia, sta a vedere."
Mise una mano sotto la sedia alla quale ero seduto e mi portò fin sopra la sua testa!
"Uao, ma è fortissima... cioè, sei fortissima!"
"Eh, eh, grazie. Se non ti dispiace, puoi dirmi quanto pesi?"
"Ma certo. Peso 70 kg."
"70 kg? Oh, è ben lontano da quanto posso sollevare."
"Beh, lo credo. Mi ha sollevato con estrema facilità e con una mano sola!"
"Eh, eh, grazie. E che ne pensi di questi addominali?"
Flesse i suoi incredibili 8 cubetti mentre ero ancora sulla sedia sulla sua mano.
"Incredibili, complimenti!"
"Grazie ancora. Ok, meglio che ti metta giù e che torniate a studiare, sono io che l'ho voluto. E per favore, Andrea, inculca in mio figlio un po' di intelligenza e di buone maniere, ok? Grazie."
"Lo farò. O almeno ci proverò."
E se ne andò dalla stanza, e io non distolsi mai lo sguardo dalla sua marmorea schiena.
Era strano. Ho 15 anni, e lei è una mamma, certo single e giovane, ma non c'era speranza tra di noi. Eppure ero... innamorato. Sapevo non poteva esserci futuro, ma mi bastava poter stare con lei. Da quel giorno feci di tutto per andare a casa di Lucio più spesso. Lucio mi disse di tornare a studiare e di non darle più corda. Io la difesi, ma lui era cocciuto, e forse un po' lo capivo. Fatto sta che quel giorno, mi meravigliai ancora una volta. Un paio d'ore dopo, terminato lo studio, dovevo andare in bagno. Me lo feci indicare da Lucio, ma sbagliai stanza. Entrato me ne resi conto subito, ma vidi la madre di Lucio mentre, vestita come prima, faceva pesi! Era splendente, le vene dei bicipiti erano ben visibili, i muscoli guizzavano, erano pompatissimi!
"Oh, Andrea, serve qualcosa?"
"Aaaaahhh... iiooooo... m-mi... cercavo... il b-b-bagno."
"Che c'è, ti senti poco bene?"
Mise i pesi per terra e mi venne vicino toccandomi la fronte. Mi feci tutto rosso.
"Sei rosso, ma non scotti."
"No, le assicuro che sto b-benone. L-lei piuttosto. Si stava allenando?"
"Oh, si. Avevo quasi finito."
"La prego. Anzi, scusa. Ti prego, continua pure."
"Va bene."
Gli occhi mi uscirono dalle orbite quando vidi che erano pesi da 120 kg! Per braccio!!!
"494...495...496..."
Era seria!? Poteva essere possibile? So solo che ero al massimo dell'eccitazione, e che il bagno mi serviva più che mai!
Arrivata a 500 si fermò.
"Uff. Ora si che sono pompata!"
Flesse entrambi i bicipiti proprio di fronte a me!
"Ehi, Andrea. Ti andrebbe di misurarmeli?"
"M-ma certo."
Mi diede un metro e lo avvolsi attorno al suo braccio. Poi flesse il bicipite!
"48 cm!"
"Mica male. Sto migliorando a vista d'occhio."
"E' davvero eccezionale."
"Eh?"
"Oh, scusa. Sei davvero eccezionale."
"Così va meglio. Il bagno comunque è di fronte."
"Oh, si, grazie."
Me ne andai in bagno, e uscito, me la ritrovai di fonte.
"Te ne stavi andando?"
"Ah, si."
"Ok, allora ci vediamo presto spero."
"Lo spero anch'io... cioè..."
"Ah, ah. Ciao, caro. E salutami tua madre."
"Lo farò."
Tornai a casa tutto contento, ripensando tutto il giorno a lei. Il giorno dopo mi gustai quello "spettacolo" di cui mi aveva parlato. Era lì, fuori dalla sua macchina con Lucio. Flesse i suoi muscoli a più non posso, e poi ci salutò. In classe chiesi a Lucio se aveva bisogno di altro aiuto per i compiti, e fortunatamente aveva detto si! Anche se aveva suggerito di studiare a casa mia, io gli dissi che era meglio a casa sua. Alla fine lo convinsi, così quel pomeriggio, tornai nella casa della dea.
"Oh, ciao Andrea. Di nuovo qui?"
"Già. Devo aiutare tuo figlio, è abbastanza indietro."
"Non esagerare. Sto risolvendo quest'equazione."
"Tu Andrea non hai nulla da fare?"
"Finché non finisce l'equazione no. Devo poi controllare se l'ha fatta bene. Io ho già finito i compiti."
"Oh, ma che bravo! Senti... mentre aspetti, che ne dici di sfidarmi a braccio di ferro?"
Cosa? Davvero? Perché me l'aveva chiesto? Ma dopotutto, che mi importava? Ovviamente accettai!
Ci mettemmo in posizione sul tavolo.
"Mamma, ti pare il caso?"
"Tu finisci i compiti. Io voglio testare la mia forza."
"Davvero? Non ti basta avermi sollevato ieri? A me pareva sufficiente!"
"Oh, Andrea, sei davvero dolce. Però volevo provare qualcosa di più classico. Tu vai in palestra?"
"Veramente no."
"Oh, non importa, sei un maschio, saprai intrattenermi."
"Non ci conterei troppo. Tu sei mastodontica... in senso buono... io sono un semplicissimo quindicenne."
"Beh, vediamo che succede."
Al via partì spingendo quanto potevo. Davvero non riuscivo a smuoverla di un millimetro! Lei restava ferma.
"P-perché... non fai nulla?"
"Oh, ti ho visto in difficoltà, volevo darti un vantaggio. Ma forse non basta, usa pure tutte e due le mani."
Lo feci: niente. Mi alzai in piedi e portai tutto il mio peso possibile ma nulla! Incredibile.
"Dai, Lucio, vieni a dare una mano a Andrea."
"Ma non dovevo studiare?"
"Che vuoi che sia, qualche secondo."
Andrea iniziò a spingere controvoglia, ma un'occhiataccia della madre gli fece cambiare atteggiamento. Spinse con entrambe le mani, poi con tutto il corpo come me, ma niente.
Alla dea sembrò superfluo continuare, e smise di spingere.
"Facciamo che è finita pari? Così almeno terrai la tua reputazione."
"Oh, non mi dispiace affatto essere battuto da te."
"Che caro. Ok, vi lascio agli studi adesso. Vado a fare qualche addominale."
Continuammo a studiare, ma i miei pensieri erano tutti a lei. Stava allenando quella tartaruga paurosa proprio mentre noi studiavamo, come potevo pensare alla matematica?
Ogni giorno assistevo ai suoi spettacoli fuori da scuola sperando non smettesse mai. Giusto qualche giorno fa vidi una dimostrazione di forza fantastica. Ero andato casa di Lucio per studiare, anche se non stavo più andandoci tutti i giorni. Appena arrivai trovai la porta aperta, quindi entrai. Chiamai Lucio, ma non mi rispose. Non vidi nessuno nel soggiorno nè in cucina, così lo cercai in camera sua. E lì lo vidi assieme alla madre.
Non mi feci vedere e assistetti alla scena che pareva essere appena iniziata.
"Ti ho chiesto perché hai preso di nuovo un voto basso? Sei migliorato solo in lettere e storia."
"Ci vuole tempo per le altre."
"Va bene, ma vorrei più impegno da parte tua. Studi pochissimo quando non c'è Andrea."
"Non è vero, studio. E poi basta con Andrea. Ti sei innamorato di lui?"
"Ma che dici. E' un caro ragazzo che ti aiuta a studiare. Ed è anche un mio fan, per questo gliene sono grato."
"Ma dai, me l'hai detto tu che hai fan anche al lavoro. Non ti bastano?"
"Ma quelli sono dei pervertiti. Andrea è dolcissimo, invece."
Ero felice di sentire quelle parole.
"Comunque, se ti da fastidio, smetterò di mostrargli i muscoli e cose così. Ma devi studiare, quindi chiamalo."
"Oggi l'ho già invitato."
"Oh, bene. Visto che stai migliorando?"
"Si, si."
La mamma fece per andarsene, ma anch'io sentì quello che disse Lucio, pensando di parlare sottovoce."
"Che rompi che è..."
Lei si girò.
"Sono rompi?"
"Cosa?"
"Tu mi hai dato della rompi."
"Ma io... quando? No, avrai sentito male. Io non ho parlato."
"Ci sento forte e chiaro, chiaro?"
Si avvicinò e lo sollevò per il colletto dalla sedia. In un nanosecondo lo aveva portato più in alto possibile.
"Scusa, non lo faccio più."
"Ammetti che l'hai detto?"
"Si, si, ma scusami."
"Quindi mi insulti, e poi mi menti, anche."
Lo fece volare dall'altro lato della (piccola) stanza, sul suo letto per sua fortuna. Poi iniziò a flettere così tanto i muscoli da strappare i suoi vestiti! Avevano retto solo il reggiseno e le mutandine.
"P-pietà!"
"No, non te la caverai tanto facilmente."
Si avvicinò a Lucio e fece un double flex da infarto! Poi, gli strappò i pantaloni da dosso, e notò un "piccolo particolare".
"Ma che...!?"
"Sapevo che ti "ecciti" quando mostro i muscoli. E' per questo che non vuoi che lo faccia, vero?"
Invece non si fermò, flesse i muscoli, prese la mano di Lucio e gli fece tastare i bicipiti, poi gli addominali, poi le cosce. Lucio stava per esplodere... e anch'io!
"Basta, pietà!"
"Cos'è? Non mi dirai che non ti piacciono questi miei muscoloni?"
"Ma che ho fatto di male?"
Lucio era sul punto di non potersi più trattenere, ma la madre lo lasciò.
"Vai in bagno, su. E non fare più niente del genere."
Io mi nascosi dietro la porta per non farmi vedere. Lucio era corso in bagno, e ci restò per un po'. Io sgattaiolai fuori di casa, decidendo di tornare solo più tardi.
Quando arrivai, Lucio stava già studiando, e la madre stava ancora indossando solo la biancheria intima. Mi accolse gioiosa dicendomi che si era "vestita" così per me, che ero il suo più grande fan. Ero eccitatissimo e impaurito allo stesso tempo. Ma non ero mai stato tanto felice di avere paura. Quest'ultimo episodio è successo ieri. Oggi pomeriggio invece, ero rimasto a casa, Lucio non mi aveva chiamato. I miei non c'erano. Qualcuno bussa alla porta: è lei! La dea dei miei sogni.
"Ciao, Andrea. Posso entrare?"
"Ma certo, accomodati."
"Ecco, sono venuta a chiederti un favore."
"Dimmi."
"Vedi, tu sei amico di mio figlio e anche un mio grande fan, perciò mi chiedevo se..."
"Se?"
"Se volessi aiutarmi ad aprire un canale video."
"Un canale video?"
"Si, vedi, all'inizio volevo fare da modella a uno di quei siti che ho da poco scoperto, che trattano di femmine muscolose. Immagino tu li conosca, visto che ti piace il genere." Mi fece l'occhiolino dicendolo.
"Però dalle nostre parti non ci sono queste... cosa sono, 'agenzie'? Comunque, non c'è la possibilità di farlo, perciò stavo pensando di fare da sola."
"Vuole farsi conoscere dal mondo?"
"Anche. Più divento muscolosa, e più ho voglia di far vedere i miei palloni a tutti."
Flesse entrambi i giganteschi bicipiti, che io osservai con lo sguardo di Willy il Coyote quando guarda Beep Beep. Non so se mi spiego.
"L'altro motivo, è che ho visto che molte guadagnano grazie al loro corpo. Intendo con filmati in bikini o in abiti sexy dove mostrano i muscoli, ovviamente."
Credo abbia fatto bene a specificare.
"Però... non sono molto pratica di queste cose, così mi chiedevo se volessi darmi una mano a creare il canale, a filmare e cose così."
"Per me sarà un piacere! Vuoi fare una specie di vlog? Cioè un blog a video praticamente."
"Si, ogni nuovo video mostrerò i progressi, magari faccio vedere qualche allenamento, e se ti va puoi farmi da sfidante a eventuali sfide di forza."
"Ma certo, ne sono felice!"
E lo ero davvero! Avrei filmato video sexy della donna che amo! Quanta fortuna nella mia vita! Creammo subito il canale, e girammo il primo video in cui semplicemente si presentava, fletteva il bicipite come 'anteprima' e invitava a seguire il canale per i prossimi aggiornamenti. Ora che vi scrivo, ho appena finito di mettere il video in rete. A quanto pare da oggi in avanti ne vedrò delle belle! Si, anche di più di quelle capitatemi in questi giorni! Spero che una situazione come questa possa durare il più a lungo possibile!

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Italiane / Oh, mamma!
« il: 28 Ottobre 2015, 20:54:31 »
La mia vita è davvero umiliante da qualche tempo. Mi chiamo Lucio, ho 15 anni, figlio unico. Non sono molto atletico, anche se un po' di sport lo faccio, ho i capelli neri, corti, e sono alto 1,70 m. Vivo da solo con mia madre, 33 anni, si porta giovane, con capelli spettinati rossi, che le arrivano alle spalle. E' meno magra di me, alta 1,65 m. Sono sempre andato d'accordo con mia madre, anche se in questo periodo comincia a rompere un po' troppo. Dice che è per la mia età che mi comporto da superiore, io vorrei solo che mi lasciasse in pace. Che mai ci sarà di male se voglio giocare ai videogiochi e uscire con gli amici? Forse studio meno, ma l'importante è non essere bocciato, giusto? Forse lei non la pensa così, e proprio non capisco perché. Sta di fatto, che un paio di mesi fa, viene nella mia stanza arrabbiata mentre giocavo ai videogiochi.
"Allora?"
"Allora cosa?"
"Allora questi. I tuoi voti."
"E allora?"
"Allora? Hai la sufficienza piena in tutte le materie, e un 5 in matematica!"
"E lo recupererò, non ti preoccupare."
"Non voglio che migliori solo in matematica, ma anche in tutte le materie, ci siamo chiariti?"
"Eddai, a che servirà mai? Tanto i voti importanti sono solo all'ultimo anno."
"Non funziona così, caro."
"E tu che ne sai, ai tuoi tempi era diverso."
"E tu che ne sai?"
"Beh, sei andata a scuola qualcosa come un secolo fa."
"Ma che dici? Se hai la mamma più giovane della scuola?"
"Giovane d'età, ma a quanto pare non di cervello."
Al ché arrabbiata, mi staccò la spina al videogioco e poi mi picchiò su una guancia."
"Non parlarmi mai più in quel modo!"
"Ma smettila, mi hai fatto perdere i progressi."
"Vuoi forse un altro schiaffo?"
"Capirai, non mi hai fatto nulla."
"Non è il dolore fisico che conta, ma quello emotivo!"
"A me non fa nulla. Non credere di farmi cambiare idea col tuo 'dolore emotivo' o cazzate simili."
La mamma furiosa se ne andò sbattendo la porta. Quello che successe da qui in avanti io non lo sapevo, ne venni a conoscenza solo successivamente.
"Vuoi il dolore fisico? E il dolore fisico avrai."
Mia madre andò su internet a cercare un programma d'allenamento. Il giorno dopo comprò dei pesi che nascose in camera sua. Quello stesso giorno... iniziò ad allenarsi.
"Uff... uff... è stancante. Ma non mollo. Lucio merita una bella lezione."
Iniziò i bicipiti con pesi da 3 kg, facendo dieci ripetizioni.
Solo un paio di giorni dopo passò a quelli di 4 kg, e il giorno successivo riusciva a fare 30 ripetizioni con quelli da 5. Ovviamente allenava anche gli altri muscoli, ma si doveva arrangiare. Non poteva andare in palestra, e si allenava solo quando io ero a scuola, o con gli amici. Non voleva rischiare che quando io giocavo ai videogiochi potessi sentirla.
"Però, ho un bicipite! Chi l'avrebbe mai detto!" Dopo qualche allenamento, iniziò a flettere i muscoli davanti lo specchio. Giorno dopo giorno diventavano più grossi e duri. Arrivò a sollevare 30 kg qualche tempo prima del giorno fatidico, che arrivò di lì a poco. Due settimane fa, mi chiama per la cena.
"Oggi esco con gli amici, ma."
"Sicuro, non vuoi fermarti per cena?"
Io ero preso dal telefono, e non alzai lo sguardo nemmeno per un secondo mentre prendevo il portafogli dal tavolo della cucina. Uscì di casa, ma rientrai un secondo dopo per dire a mia madre che non doveva aspettarmi. Lì, rimasi stupito. Me la ritrovai davanti, con indosso i vestiti più corti e attillati che non credevo nemmeno avesse. Mi si presentò con due braccia grosse il doppio di com'erano prima, ma ora senza un briciolo di grasso. Le si vedevano gli addominali (8 pack!) duri già allo sguardo. Cosce grosse, muscolose e dalla sensazione che potessero fermare un proiettile! Pettorali che mettevano in mostra anche il suo abbondante seno. Polpacci grossi come non ne avevo mai visti. Insomma, mi ritrovai davanti la mamma più muscolosa che ebbi mai visto.
"Mamma.... ma che ti è capitato?"
"Se avessi fatto meno il narcisista e ti fossi preoccupato un po' più della tua mamma, forse ti saresti accorto di qualcosa."
"Ma perché tutto questo? Un nuovo hobby?"
"Potremmo definirlo così si. Ti ricordi quella discussione di un mese e mezzo fa? Per non parlare di tutte quelle precedenti."
"Si... credevo che non avessimo più litigato perché avevi capito."
"Oh, no, tesoro. Sei TU quello che deve capire. Tu non puoi trattarmi come hai fatto quella volta. Quindi, scusa. Ma devo punirti. Credimi, farà più male a me che a te."
"Che cosa vuoi fare?"
Mi si avvicinò e mi tirò uno schiaffo sulla guancia da paura! Mi alzai da terra e volai qualche centimetro.
"Ahia! Mi hai fatto male!"
"Uuuh, vai così, sono più forte di quello che credevo."
Flesse il bicipit(on)e e se lo sfregò con l'altra mano.
"Allora, hai imparato la lezione?"
"M...ma si, studierò di più, promesso."
"Uhm... non mi sembri sincero."
Mi si avvicinò mentre ero ancora per terra, mi prese per il jeans e per la maglietta e mi sollevò fin sopra la testa!
Mi tenne sopra la sua schiena come se stessimo facendo wrestling e iniziò a tirare.
"Mi fai male!"
"Lo faccio per il tuo bene!"
"Non mi pare... possibile!"
Mi lasciò cadere per terra.
"Ora hai imparato?"
"Ma perché mi fai questo?"
"Vedi, se non capisci con le buone, capirai con le cattive."
Mi si avvicinò di nuovo, e questa volta mi sollevò con una sola mano (!!!) tramite il colletto della maglia. Salì su una sedia, per dimostrare di potermi sollevare il più in alto possibile.
"Studierai di più?"
"Si!"
"Avrai più rispetto per me?"
"S-si!"
"Allora mi fido."
Mi lasciò di nuovo cadere, e sparò un doppio flex allucinante! Bicipiti grossissimi come non ne avevo mai visti! Mi eccitai guardandoli. Per mia madre!? Ma siamo pazzi!?
Mi sedetti a mangiare, e quella sera restai in casa. Ma una situazione simile non poteva durare, dovevo fare qualcosa. Inizialmente pensai di andare in palestra anch'io, ma sarei riuscito a raggiungere il suo livello? In un mese e mezzo aveva avuto risultati pazzeschi, e di certo mentre mi fossi allenato io, lei non si sarebbe fermata. Non potevo rischiare. La prima cosa che mi venne in mente fu di nascondere i suoi pesi. Sfortunatamente al ritorno da scuola me la ritrovai di fronte.
"Ho trovato i miei pesi nella tua stanza. Che significa?"
"Ecco... niente, volevo solo allenarmi un po' anch'io."
"Faccio fatica a crederti, ma comunque, anche se fosse vero, avresti semplicemente potuto chiedermeli. Allora non hai imparato niente."
Mi prese per una gamba, e mi ritrovai sollevato a testa in giù!
"Per questa volta non ti farò del male, ma che non succeda più nulla di simile, ok?"
"O-ok."
Se ne andò sollevando pesi da 60 kg!
Mi venne poi in mente un nuovo piano. Nella mia scuola c'è un ragazzo di 20 anni (bocciato due volte) che mi deve un favore. Andai da lui raccontandogli una bugia: gli dissi che mia madre era partita per lavoro e che la badante che aveva assunto era prepotente e che mi estorceva denaro con la forza. Chiesi al bulletto di darle una lezione, senza fare il mio nome, però, perché se non fosse riuscito nel suo intento poi se la sarebbe presa con me.
"Hai paura che non possa farcela? Scherzi vero?"
In effetti, era un colosso. Era alto quasi 2 metri, e non era certo debole.
Gli dissi anche che la donna avrebbe cercato di convincerlo che era mia madre. Lui non sospettò nulla, dopotutto, quale figlio avrebbe mai voluto far picchiare sua madre? Eppure io avevo un buon motivo, giusto?
Il giorno dopo andò a casa mia mentre io ero ancora a scuola.
"Salve, lei è?"
"Sono Chuck, un amico di Lucio, il ragazzo di cui lei si prende cura."
"Di cui mi prendo cura? Madre è un termine desueto per voi giovani d'oggi?"
"Senta, io so tutto. Ora, perché non lascia in pace Lucio, così la risolviamo pacificamente?"
"Non so di cosa tua stia parlando. E' meglio che tu te ne vada, giovanotto.
"Forse questo la farà ragionare un pochino."
Diede un pugno a mia madre, che però riuscì a fermare con la mano. A quel punto, la mamma stritolò il pugno di Chuck, che fu costretto a inginocchiarsi.
"Uh. Allora è forte sul serio. Dovrò andarci giù pesante!"
Chuck iniziò a dare una serie di pugni che la mamma schivò senza problemi. L'ultimo pugno centrò in pieno il suo stomaco.
"M-ma... ma come?"
"Sorpreso che non mi sia fatta nulla?"
Si sfilò la maglietta restando solo con un reggiseno addosso. Il suo 8 pack fece rabbrividire il povero Chuck.
"Ora ti faccio vedere io come si tira un pugno."
Bastò un pugno all'addome per far piegare Chuck che venne sollevato fin sopra la testa da quello stesso pugno.
Tornai a casa poco dopo, ero felice al pensiero che Chuck avesse dato una lezione a mia madre. Avevo pronto un piano per cui Chuck se ne sarebbe dovuto andare prima del mio arrivo, o al massimo vedendomi arrivare, così avrei potuto dire a mia madre che è pericoloso essere una mamma forzuta, e che se fosse rimasta com'è sempre stata non avrebbe rischiato cose del genere. Ma con mio stupore, il sorriso si tramutò in un'espressione di paura e angoscia.
Ritrovai mia madre seduta su Chuck ancora dolorante. Appena mi vide mi raccontò la storia.
"Il poverino è caduto subito a terra. E ho scoperto che è il figlio di una mia vecchia amica. Poverina lei che deve avere a che fare con un figlio simile. Ho detto al povero Chuck di darsi da fare nello studio altrimenti avrei dato il mio programma di allenamento a sua madre."
"La prego, mi lasci andare."
"Ancora non ho sentito le tue scuse."
Dicendolo flesse tutto ciò che poteva. I suoi muscoli in questi giorni erano diventati ancora più grandi e definiti! Mi eccitai ancora una volta con tutto l'imbarazzo possibile!
Più tardi Chuck se ne andò dopo aver chiesto scusa, e io e mia madre rimanemmo soli.
"Sai cosa ho capito da questa situazione?"
"C-che cosa?"
"Ho capito che i tuoi amici non mi conoscono. Quel Chuck credeva fossi la tua badante o una cosa simile. Quindi sai che ho pensato?"
"C-cosa?"
"Uhm... no, sarà una sorpresa."
Ora che vi scrivo, quella sorpresa è successa questa mattina, e a sua detta sarebbe successa tutte le mattine da qui in avanti. Ogni giorno ormai da quando ho iniziato il liceo andavo a scuola con l'autobus o con gli amici. Oggi, però, mia madre mi ha accompagnato in macchina fin fuori il cancello dell'edificio scolastico. E' scesa insieme a me, e mi ha costretto a flettere i 'non esistenti' bicipiti che avevo. Lei, dal canto suo, fece la stessa cosa, come a fare un paragone. I suoi bicipiti erano delle vere e proprie montagne! Indossava anche pantaloncini corti e attillati per fare vedere bene polpacci e quadricipiti. Anche gli addominali si vedevano, tutti e 8 in bella mostra sotto all'attillata maglietta.
"Un attimo di attenzione." L'attenzione l'aveva già. Tutti la stavano osservando senza sbattere ciglio. "Sono Sasha, la madre di Lucio. Alcuni di voi so che lo conoscono, ma non conoscete me. Saremo qui tutti i giorni con questo nostro spettacolino. Se vi interessa segnatevi queste misure: 45-72-44. Non sono seno-vita-fianchi, ma bicipiti-quadricipiti-polpacci. Da oggi in poi vedrete i miei muscoli crescere sempre di più, ma non aspettatevi progressi tutti i giorni. Grazie."
Flesse i muscoli in tutti i modi possibili e aveva anche i tacchi alti per mettere in risalto i polpacci, e sempre più ragazzi e ragazze si avvicinavano per osservare. A un certo punto disse che potevano pure toccare, ma tutti erano titubanti, si fece avanti Gloria, la ragazza che mi piace della mia classe. La mamma flesse il bicipite, e lei lo carezzò.
"Ma è durissimo. Lucio, è questo il tipo di ragazza che ti piace? Dicono che un ragazzo si innamora facilmente di ragazze che ricordino la loro mamma."
Io ero arrossito, e cercai di non darlo a vedere, ma la mamma non aveva finito. Gloria era attaccata al suo bicipite, e a un certo punto tirò il braccio in alto sollevando Gloria da terra! La rimise giù e le disse:
"Pesi pochino, bella ragazzina. Ti consiglio di fare palestra, se vuoi ti posso dare qualche consiglio."
"Va bene. Sembra bello avere muscoli così." La cosa non riuscivo a capire se mi rendeva felice oppure no. Ero davvero confuso.
Visto l'entusiasmo di Gloria, molti altri ragazzi toccarono i muscoli della mamma. E io ero sempre più imbarazzato, me ne sono andato in classe prima degli altri, mentre la mamma mi salutava in lontananza. Insomma, la mia vita ora è un inferno. Ogni giorno da qui in avanti dovrò sorbirmi questo spettacolino, e io sarò lo zimbello della scuola. L'unica nota positiva potrebbe essere che Gloria ora mi noterà finalmente. Ma sono davvero sicuro di volere una ragazza coi muscoli grossi come quelli della mamma? Che mi eccitano per di più!
Sta di fatto, che sicuramente al mondo non esistono mamme come la mia! Per fortuna?

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Italiane / La mitica Gloria
« il: 22 Ottobre 2015, 21:18:13 »
Forse non crederete a questa storia, ma dopotutto ancora io oggi stento a crederci, eppure è andata proprio così. Mi chiamo Antonio, ho 19 anni e ho la passione segreta per le donne muscolose. La mia ragazza, Gloria, 18 anni, è più bassa di me di almeno 10 cm (lei è alta 1,64 m) ma è un vero schianto! Ha capelli lunghi, biondi e mossi, occhi verdi, e un fisico da paura. Ho detto che mi piacciono le donne muscolose, no? Lei di certo non era ai livelli di quelle che piacciono a me, eppure aveva un bel fisichetto. Una volta ci siamo sfidati a braccio di ferro e ho potuto vedere il suo bicipite raggiungere un'altezza notevole (e ovviamente mi ha battuto). Per non parlare delle muscolose cosce che si ritrova. Eppure non riesco a parlare con lei di questa mia passione. Se riuscissi a dirglielo, le suggerirei di aumentare la massa dei suoi muscoli, ma per ora mi accontento così. E poi, non capita tutti i giorni di fidanzarsi con una ragazza che ha 80 cm di seno!
Una sera, saremmo dovuti uscire insieme, ma quando Gloria arrivò a casa mia, iniziò a piovere forte. Così, decidemmo di passare la serata in casa, guardando un film. Gloria disse di volersi prima fare una doccia, e io non glielo impedì. Io nel frattempo, andai su internet a guardare un po' della 'mia passione'. Non sentì però Gloria chiudere l'acqua, e nemmeno entrare nella stanza!
"Che stai facendo?"
"Eh? Aaah! Niente! Io..."
Provai a chiudere la pagina, ma non ci fu verso. Ormai era tardi, e Gloria prese il controllo del mouse.
"Ti piacciono le donne coi muscoli?"
"Ma no... è... una pubblicità." Ma perché titubavo ancora? Perché non dirle tutto?
"Non è una pubblicità. Ti piacciono le ragazze muscolose e non me lo volevi dire. Ma perché? Tu hai una ragazza muscolosa."
"B-beh... si... ma... sai, a me piacciono..."
"Con muscoli così? Piccoli?"
"Beh, si, sai... eh? piccoli? I Loro?"
"Già. Sono piccoli. O meglio, non sono male per la loro età, ma io ce li ho più grossi."
"Ehm... ho visto i tuoi muscoli, e non mi sembrano più grossi di quelli."
"Non ti sembrano?"
Flesse entrambi i bicipiti di fronte a me, spontaneamente! Che spettacolo. Ma io ribadì:
"Uao, sono eccezionali. Ma comunque più piccoli di quelli."
"Hai un metro?"
"Si. Dovrei averne uno di là."
"Bene, vallo a prendere."
"Ok."
Corsi, e tornai alla svelta.
"Allora, misurami il bicipite."
"Certo."
Mi sembrava uno di quei momenti in cui accade tutto così in fretta! Per quanto fossi felice però, non capivo cosa aveva in mente.
"24 cm."
"E i suoi sono?"
"Di chi?"
"Della ragazza che stavi guardando prima, scemo."
"Oh, si. Vediaaamo... 25,5 cm. Quasi, Gloria. Gelosa?"
"Sono più gelosa (e arrabbiata) del fatto che stavi guardando lei quando sei fidanzato. Ma sorvolerò, per il momento."
Forse era più arrabbiata di quel che credevo, eppure al momento ero eccitato e confuso, e pareva che nemmeno lei volesse 'vendicarsi' o altro.
"Vieni qui. Misuramelo di nuovo."
"Perché?"
"Tu fallo e basta."
"Ok... 24 cm, come prima."
"Bene, fermo così."
Gloria tese il braccio, e poi lo portò di nuovo su, a quanto pare mettendoci più forza.
"M-ma... sono 26 cm! Come hai fatto?"
"Te l'avevo detto che i miei erano più grossi."
"Fantastico. Sei eccezionale."
Provai a baciarla, ma mi fermò.
"Aspetta, non ho finito."
"In che senso?"
"Perché non ne cerchi una con un bel paio di quadricipiti?"
Ero ancora confuso ma cercai. Trovai una donna con 60 cm di quadricipite. Più grande di lei di almeno 6 anni.
"Questa va bene?"
"Certo, ora misurami le gambe." Dicendolo, si tolse i pantaloni! Le sue gambe erano già più grosse di prima. Com'era possibile?
"57 cm."
"Fermo così. Come prima, tesoro, preparati."
Gloria si rilassò e poi tornò a flettere, diventando ancora più grossa!
"62 cm! Oh, mamma!"
"Mmmmh... oh, si. Ti piace?"
"Eccome!"
"Allora che ne dici di cercare qualcuna con un bel paio di polpacci?"
"Subitissimo!"
Mi fiondai al computer, trovando una ragazza dai muscoli incredibili. 42 cm di polpaccio. Avrebbe fatto lo stesso?
"40? Mmmh... non male."
"I tuoi sono... urca, già 40!"
Sicuramente aveva polpacci più grandi di come li ricordavo. Li aveva pompati assieme agli altri muscoli poco fa?
"Ricontrolla."
Come prima, smise di flettere per poi rifarlo con più forza.
"41!"
Si rilassò di nuovo e ripartì.
"42!"
"Ci siamo quasi!"
"44 cm!"
"Mmmhmmm. mi sento benissimo."
Vidi che tutti i muscoli le erano cresciuti nel frattempo, era diventata grossa come piace a me! Quindi ogni volta che si sforzava era tutto il corpo a crescere!
"Posso misurarti di nuovo il bicipite?"
"Perché no?"
Il bicipite era arrivato a 32 cm!
"Aspetta, amorino. Posso... fare... urgh... di più!!"
Sforzandosi ancora, il bicipite raggiunse le dimensioni di 36 cm!
"M-ma quanto puoi diventare grossa?"
"Se te lo dicessi, che gusto ci sarebbe? Non ti stai forse divertendo? Passiamo agli addominali?"
Cercai la donna con gli addominali più spettacolari che conoscessi. Trovai una con un 6pack a dir poco perfetto. A lei bastò rilassare la pancia e indurire i suoi cubetti per farli diventare più definiti (più duri? Questo non posso saperlo, ma scommetto proprio di si!)!
"Allora, che ne pensi dei miei muscoli? Ti interessano ancora quelle 'sedicenti' bodybuilder?"
"Ovvio che no! Tu sei perfetta!"
"Si, guarda che definizione i miei muscoli! I miei bicipiti sembrano due palloni!"
"Infatti, una palla da calcio è più piccola!"
"Lo dici con ironia, vero? Vediamo se riesco a farli diventare così grossi."
"Non puoi...!"
"Uuuaaargh!"
Ancora uno sforzo, stavolta sembrava ci stesse mettendo tutta la sua forza! Divenne ancora più grossa, e forse un paio di centimetri più alta!
"Ora si che i miei bicipiti sono due palloni da calcio!"
Li misurai ancora e con mia (ormai non più così tanta) sorpresa, raggiunsero la dimensione di 42 cm!
"Basta, facciamolo subito!"
"Ma non vuoi vedere fin dove posso arrivare prima?"
"No, aspetta, sei stata incredibile fin'ora, ma non posso credere che tu possa crescere ancora."
"Davvero? Credevo avessi più fiducia in me."
"Non è questo, è che... puoi davvero?"
"E altrimenti te lo dicevo? Dai, cerca qualcun'altra."
"E' che davvero, non so più chi cercare."
"E allora cerca un uomo."
"Ma che dici?"
"Beh, guardami. Non sono molto più grossa della maggior parte degli uomini del pianeta?"
"Certo, ma tu mi chiedi di cercarne di più grossi ancora."
"Infatti. Cerca direttamente Mr Olympia."
"Non credi di esagerare?"
"Uffa, allora prima 'cresco' un altro po'."
Gloria si rilassò e iniziò subito dopo a mettere tutta la forza che poteva in questo nuovo flex. Tutti i muscoli stavano crescendo ancora, e io rimasi sempre più allibito e eccitato!
"Forza, misurami un po'."
Arrivò a 48 cm di bicipite, 45,5 cm di polpacci e 78 cm di quadricipite, al quale mi attaccai baciandolo finché lei non mi ripeté di cercare Mr Olympia.
Lo cercai e stavolta credevo sul serio potesse batterlo!
"Eccolo qui, eh? Beh, non malaccio il tipo. Ma io sono migliore."
Mi misi di nuovo in posizione sul bicipitone con il metro. Ora era 48 cm. Doveva battere 56.
"Uuuurgh!"
"50! Forza amore, puoi farcela!"
"Uff... ovvio che ce la faccio! Aaargh!"
Flesse ancora... 53 cm! Poi ancora... 55!!! Guardai anche gli altri muscoli crescere a dismisura, anche il seno sembrava cresciuto, ma forse era solo per via dell'ingrandimento dei muscoli della schiena, delle spalle e dei dorsali. E sopratutto dei pettorali! Provai a stringere con una mano il suo seno, ma era davvero durissimo!
"Ehi, chi ti ha dato il permesso? Torna a misurarmi il bicipite!"
"Oh, si scusa!"
Sapevo che prima o poi sarei potuto tornare su quelle due bocce, ma per ora mi 'accontentavo' dei bicipiti!
"Uao, sei arrivata a 57 cm! Ce l'hai fatta!"
"Misurami i polpacci!"
"53 cm... fa vedere... si, l'hai battuto di 2 cm!"
"Non... ho... urgh... finito!"
"55 cm! Sei fenomenale!"
"Torna a vedere i 'palloni'!"
"Subito! ... 60 cm! Ti prego smettila, altrimenti sverrò!"
"Sverrai? C'è forse una esse di troppo?"
"No, credimi. Quello è già successo da un pezzo, più volte!"
"Comunque non preoccuparti. Uff... questo è il mio massimo... per ora, spero."
"Vuoi crescere ancora?"
"E' ovvio. Con muscoli come questi, posso sollevare pesi inimmaginabili. E quando hai una forza simile, non puoi che volerne ancora!"
Flesse tutti i suoi muscoli, alternando bicipiti, polpacci e quant'altro. Fece anche una super sexy pec dance, nella quale le sue tettone si muovevano come a dire 'toccaci e stringici, siamo qui'!
"Uao, Gloria. Così mi spaventi... ma mi ecciti ancora di più!"
Mi si avvicinò, e per testare la sua forza mi sollevò... con un dito! Mi teneva per il colletto della maglietta, e io lì impotente e con gli occhi quasi da maniaco a fissare il suo corpo meraviglioso! Per dimostrare ancora di più la sua super forza, mi posò sulla scrivania e la sollevò con me sopra (assieme al computer e tanti altri oggetti).
"Ti posso assicurare che posso sollevare ben di più."
"Non stento a crederlo!"
Ci baciammo, e per la prima volta, fu lei a smettere per prima, mentre io ancora inseguivo le sue labbra.
"Ecco... adesso possiamo farlo."
"Non sei arrabbiata con me?"
"Perché dovrei? Tanto so che non lo farai più, visto che hai me. Anche se questo doveva valere in ogni caso anche da prima."
"Hai ragione, scusa, mia dea."
"Dea? Mi piace come suona. Dai, andiamo. Ti farò toccare il cielo con un dito."
La serata si chiuse nel migliore dei modi. E da quel giorno, Gloria non si trattenne più al massimo come prima, ma ovviamente nemmeno lontanamente vicino alla sua vera forma, quella la riservava a me. Già, credo proprio di essere l'uomo più fortunato al mondo!

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Femuita Forum / Più alte o più basse?
« il: 30 Agosto 2015, 16:36:44 »
Ecco, per conoscere meglio i gusti degli utenti, ho aperto questo topic. Di una cosa in particolare sono curioso: voi preferite che una donna (si parla sempre delle muscolose, ovviamente) sia più alta o più bassa di voi? O magari alta uguale? Io sinceramente non saprei scegliere, perché quelle più alte le vedo come delle amazzoni (anche se io non sono poi così alto, eh), con corpi che sono già muscolosi, ma chissà quanto possono diventare ancora. Quelle basse invece penso come sia possibile in un corpo così minuto esserci tutti quei muscoli (le grossone grossone davvero le preferirei basse, ma in generale non saprei dire). E voi? Avete una preferenza?

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Italiane / Babysitter 3
« il: 13 Agosto 2015, 11:47:00 »
Iniziai il lunedì dopo, arrivai e trovai ad aprirmi la porta Alba. Che spettacolo! Indossava ancora un microbikini che la copriva a malapena, ed era già super pompata!
"Ciao, Nicola. Oggi è il tuo primo giorno. Volevo presentarmi nel migliore dei modi."
Mi prese la mano e mi portò lentamente sul divano. Si stese e mi fece stendere anche a me, poggiando la mia testa sul suo braccio.
"Guarda, è una cosa carina."
Il mio orecchio stava a contatto col bicipite che Alba flesse molto lentamente. La mia testa non smetteva più di alzarsi!
Andò avanti per qualche altro flex, per poi fermarsi. Andammo poi nella palestra, e ancora una volta mi fece sentire i suoi muscoli. Flex, allenamenti, adorazioni... l'estate andò avanti così per un po', finché non arrivarono le ferie di Emma a metà Luglio. Non andarono in vacanza, ma ovviamente io non "servivo", perciò non rividi Alba per una settimana.
Emma mi richiamò ovviamente alla fine delle vacanze, e quel giorno, rimasi stupito! Alba aprì ancora una volta la porta, sempre il più svestita possibile, ma stavolta, era cambiata! Era cresciuta, diventando più alta di me! Mentre stavamo insieme avevo notato fosse cresciuta di un paio di centimetri, ma ora aveva fatto il balzo, diventando 1,80 cm! Ma non crebbe solo in altezza. Notavo i suoi muscoli più grossi di sempre, e non dovetti aspettare molto finché:
"Vuoi misurarmi il bicipite? Sai, quando ci sei tu ci vado piano, ma quando sto da sola, allora ci vado giù pesante."
Iniziò subito sforzandosi parecchio, arrivando a 50 cm.
"Ovviamente hai capito che non è il massimo, vero?"
Le sorrisi, e lei riflesse, arrivando a 53 cm!
"Posso fare di più, tesorino."
Lo fece davvero! Si sforzò quasi sovrumanamente, fino ad arrivare a 55 cm di bicipite!
"Ommioddio, non sei una dea, di più!!!"
"Non... ho... finito..."
Ricominciò ancora il flex, stavolta con entrambe le braccia, anzi tutto il corpo. Come un mese prima, vedevo tutti i suoi muscoli crescere un pochino, talmente tanto da farla arrivare anche a 1,82 cm di altezza!
"60 cm!!!!!!!"
I bicipiti sorpassarono i suoi pugni, ma sembrava così normale, per niente innaturale, se non fosse che quella ragazzina aveva ancora 11 anni! Mi venne così in mente, che non sapevo ancora quando compiesse gli anni. Così, dopo essermi ripreso, e ci volle un po', glielo chiesi.
"Oh, li ho compiuti qualche giorno prima di conoscerti."
Questo significava che non era ancora vicina ai 12 anni come pensavo, il che rendeva la cosa ancora più incredibile!
"Comunque, hai visto che bicipiti? E poi i polpacci, che storia! I miei pettorali poi sono diventati enormi! E guarda quando fletto gli addominali!"
Uno spettacolo da paura, e io ero li a baciarglieli uno ad uno! Volevo che fosse mia, ma l'età era un problema troppo grosso. Che fare?
"Vieni di là voglio farti vedere una cosa."
Andammo nella sala pesi, e il bilanciere era pronto.
"S-stai scherzando vero?"
"Ovviamente no, sciocchino."
Allora si mise in posizione e sollevò... 3200 kg!!!!! Ancora una volta caddi a terra per l'emozione e l'eccitazione!
Riuscì a fare 20 ripetizioni di fila! Alla fine i suoi pompatissimi bicipiti raggiunsero la grandezza di 63 cm di puro diamante! Quel giorno fu una goduria oliarla tutta!!!!
Qualche tempo dopo aprì la porta (visto che la madre usciva sempre due tre minuti prima del mio arrivo, mi aveva lasciato un doppione delle chiavi... quanto si fidava di me) e ritrovai Alba stesa per terra a fare le mosse di una gattina bisognosa d'affetto. Le saltai addosso dall'eccitazione, e le gridai:
"TI AMO!!!!"
Subito dopo pensavo di essere morto, di essermi giocato l'occasione... non era il momento giusto! Eppure, nemmeno un secondo dopo, Alba mi rispose:
"Anch'io ti amo!" Stavamo per baciarci, ma mi fermai in tempo.
"Che c'è che non va?"
"Niente è che... è troppo presto."
"Ma mi piaci da quando ci siamo conosciuti. Sono mesi ormai."
"Intendo dire che... io ho 17 anni, tu ne hai solo 11. 6 anni soon tanti."
"No, non sono tanti."
"Si che lo sono."
"Quindi non vuoi stare con me?"
"Si che lo voglio. Però... preferirei aspettare. Quando tu avrai 18 anni, io ne avrò 24 e..."
"Ne avremo lo stesso 6 di differenza."
"Si, ma non sarà la stessa cosa. Sarà normale, a quel punto."
"E tu ce la faresti? Aspettare 7 anni, quando io sono qui. Tu lì, ci piacciamo entrambi."
"Cosa penserebbero gli altri? Tua madre?"
"Non c'è bisogno che lo sappia." Mi si avvicinò con passo sensuale, mi sollevò per il colletto con un dito fino alla sua altezza, e mi baciò con tutta la passione che poteva metterci. Alla fine del bacio, fui io a baciare lei.
"E' vero. Basta non dirlo a nessuno. Fammi vedere i muscoli."
Alba flesse i muscoli a più non posso, erano enormi, tutti miei! In quel momento, quello che non sapevo, è che la madre di Alba osservò tutta la scena. Rimase sulla soglia senza farsi vedere, ma non entrò perché si rese conto di non poter fare nulla. Si sentì un po' spaventata, visto quanto in realtà fosse forte la sua bambina, sapeva di essere più debole di lei, ma non certo così tanto. D'altra parte, vide che ci amavamo davvero, un amore di quelli che durano.
Ovviamente non andammo oltre i baci, niente di più spinto, anche se forse l'adorazione del suo corpo, era già qualcosa di più spinto. Dopo qualche mese, Emma decise di raccontare quello che aveva visto e quello che pensava alla figlia.
Successivamente Alba lo riferì a me. Le disse che era felice che stessimo insieme, perchè pur avendoci visto fare cose un po' particolari, ha notato in noi qualcosa di particolare. Eravamo fatti l'uno per l'altra, e anche lei l'aveva capito. Le disse poi di essere orgogliosa di avere una figlia così forte, chiedendole di mostrarle la sua vera forza. Alba mi ha detto che la mamma non smise di tremare per qualche minuto dopo averla vista sollevare 3 tonnellate. E la capisco bene. Insomma, le mie paure erano infondate. Credevo che una relazione come la nostra non sarebbe stata apprezzata, e invece si. Per un po' di tempo, ossia 5 anni, però ci vedemmo solo a casa sua. Continuava a non uscire spesso, quasi mai, ma io l'andavo a trovare sempre, anche quando non aveva più bisogno del babysitter, ovviamente (ma quando mai ne ha avuto bisogno?). A 22 anni io ero ancora 1,75 m, lei a 16 era diventata 1,91 m. Finalmente Alba poté uscire di casa. Divenne famosa nella cittadina in cui vivevamo, ma riuscimmo in qualche modo a tenere per noi la spaventosa forza di Alba. Qualche foto è circolata in internet, ma perlopiù credono si tratti di fotomontaggi o cose così.
Dopo qualche giorno in cui molti degli abitanti della città conobbero Alba, lei decise di andare a scuola. Entrammo nella palestra (col permesso dell'intimorito preside). Tutti i ragazzi e le ragazze (tra i 14 e i 18 anni) rimasero sorpresi di vedere una ragazza sedicenne così muscolosa e forzuta.
"Che ci facciamo qui, allora, Alba?"
"Volevo fare una prova di forza. Ehi, ragazzi. Avete una fune?"
I ragazzi trovarono una fune e la portarono ad Alba, approfittandone per vederla più da vicino.
"Allora. Vi va di fare un gioco? Farete tiro alla fune... tutti contro di me sola. Se vincerete, vi allenerò personalmente. Se perderete... ve lo dirò se perderete."
"No, aspetta, perché non puoi dircelo adesso?"
"Che ti frega? Sarà anche molto forte, ma noi siamo 70, siamo tre classi intere e almeno 40 di noi sono maschi."
Alba ridacchiò a quell'ultima affermazione.
Ci mettemmo in posizione (io ero a tirare con gli studenti), e al via tirammo con tutte le nostre forze... senza muoverci di un millimetro! Tirammo più forte, ma nulla. Solo dopo, alcuni di noi si rendettero conto che Alba stava tenendo la fune con una mano sola!
"Allora, rammolliti? Tirate o devo farlo io?"
Molti ragazzi erano diventati rossi, sia per l'imbarazzo, sia per lo sforzo eccessivo. A quel punto, Alba diede uno strattone, facendo volare tutti in avanti di qualche metro.
"Ah, ah ,ah! Sapevo di essere così forte. Allora, ragazze. Volete che vi alleni?"
"Cosa? Ma non dovevamo batterti?"
"Se mi aveste battuto avrei allenato tutti. Ma ho vinto io, quindi allenerò solo le femmine. Cominciate a tremare, maschietti." Ridacchiò, sparò un flex e poi diede indirizzo e appuntamento alle femmine, dicendo di far girare la voce a tutte le ragazze della scuola, anche delle medie e elementari. Aveva pronta una tabella di marcia diversa per ogni età. Per un po' quindi tenne queste lezioni, e tantissime ragazze divennero davvero forti, qualcosa come forti come Emma, qualcuna anche di più! Sorprendentemente le più forti avevano solo 11 o 12 anni e si divertivano a sollevare o a battere a prove di forza sia le ragazze più grandi che i maschi in generale. E provarono a battere Alba svariate volte, ma invano. Anche tutte insieme, in un nuovo tiro alla fune, con stessi ragazzi e ragazze della prima volta più tutte le ragazze che Alba aveva allenato, ma ancora una volta Alba era troppo forte.
La verità è che Alba è la ragazza più forte del mondo, e pur avendo deciso di ridurre un po' gli allenamenti, oggi, che ha 18 anni, è alta 1,93 m, i suoi bicipiti misurano 68 cm e riesce a sollevare 5 tonnellate di peso!
"Quanto misura, Nicola?"
"68 cm amore."
"Davvero? Impressionante. E quanto è duro?"
"Più del diamante, Alba."
"E quanto mi ami?"
"Più di quanto riesci a sollevare."
"E' tanto, lo sai vero?"
"So solo che senza te io non vivo."
"Come sei dolce. Sono felicissima di averti incontrato."
"Già, fare il babysitter è stata l'idea più intelligente che potessi avere."
"Dammi un bacio." ... "E ora basta con le smancerie, forza, andiamo in palestra."
"Oggi proverai ad aggiungere 50 kg alle 5 tonnellate?"
"Ma amore, allora non mi conosci affatto. Ne aggiungerò almeno 100. Anzi, visto che non ti fidi della mia forza direttamente 150."
"Ok, se ci riesci, ce ne andiamo a vivere insieme in quella casetta sul lago che ti avevo detto."
"Vivere... insieme?"
"Vuoi sposarmi?"
Alba mi rispose senza esitare. E io, dal canto mio, sono l'uomo più felice del mondo.

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