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Autore Topic: [IT / Vampire] Una lunga cena - (Sister power translation)  (Letto 2958 volte)

Offline Femuita

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[Traduzione italiana di "Sister Power" scritta da Vampire]

Maria era concentrata a guardare il televisore quando il suo fratello maggiore entrò nel soggiorno.

Christian, che era cinque anni più grande di lei, era solito stuzzicare e comandare la sorella con la forza quando erano più piccoli. Niente di drammatico, i soliti giochetti da bambini, ma Maria odiava quando il fratello le dava fastidio in questo modo. Sopratutto ora che era appena tornata dall'università, dove era stata per un anno intero.

"Dammi il telecomando" tuonò Christian

"No! Sto vedendo Strange Days. Perchè non te ne vai in camera tua a guardarti le tue schifezze di trasmissioni?" rispose senza scomporsi Maria.

"Dammelo, sbrigati" continuò Christian, e così facendo si avvicinò alla sorella, sfilandole prepotentemente il telecomando dalle mani.

"Nooooo... ridammelo subito. Altrimenti chiamo mamma."

"Spiacente piagnucolona, è andata a fare spesa" ribattè ridendo Christian.

Christian era il classico ragazzo diciannovenne. Alto circa 180 cm pesava 90 kg. Era un pò sovrappeso per la sua età, ma nonostante i kg di troppo faceva una bella impressione. Maria, al contrario, era magra, ma avendo cominciato a giocare a tennis, il suo corpo si era velocemente tonificato. Alta circa 162, pesava 60. Aveva un bel viso e tutte le curve al posto giusto.

Maria si alzò e guardo il fratello direttamente negli occhi.

"Ridammelo immediatamente" disse con strana calma.

"Altrimenti...?" rispose con aria il fratello.

Christian si stava solo divertendo a stuzzicarla, come molte altre volte in passato, ed entrambi erano consapevoli di questo. Stavolta però, Maria ne aveva abbastanza.

"Bene Christian, a questo punto penso che devo dimostrarti chi comanda qui dentro".

"Ahahah, bella battuta. Vediamo".

Velocemente, Maria afferrò i suoi polsi con una mano e recuperò il telecomando, tenendogli però bloccate le mani.

"Ok ok. Adesso però togli le tue mani prima che ti faccia del male" Christian rispose.

"Vediamo se ne sei all'altezza" disse lei sorridendo.

"Come vuoi, bimba"

Detto questo, Christian cominciò a fare forza sui polsi per liberarsi, ma con grande sorpresa vide che le sue mani non si muovevano di un centimetro.

"Hey, hai un ottima presa" commentò mentre cercava di fare del proprio meglio per liberarsi dalla sua stretta. Era sorpreso dalla forza con cui la sorella lo teneva bloccato. Alchè raddoppiò gli sforzi, ma senza successo.

Stufa dello spettacolo, Maria decise di lasciare la presa, non senza aver dato un ulteriore stretta ai polsi del fratello.

"Spero che hai imparato la lezione" rispose ridendo la sorella.

"Si" ribatte Christian, girandosi e dirigendosi verso la sua camera imbarazzato. Come era possibile che ciò fosse avvenuto? Lui era 5 anni più grande della sorella e aveva un notevole vantaggio sia di peso che di altezza. Nonostante tutto, la sorella era riuscito ad immobilizzarlo senza fatica.

Anche Maria nel frattempo stava pensando a quanto successo. Era sorpresa dal fatto che era riuscita ad immobilizzare cosi facilmente il fratello, e la cosa interessante, è che aveva provato gusto nel farlo.

Un paio d'ore più tardi, Maria entrò nella stanza di Christian. Il fratello era disteso sul letto intento nella lettura di un libro.

Appena la vide, Christian mise via il libro. Maria indossava un top rosa smanicato che lasciava scoperte le braccia. Christian fu intimorito dalla definizione dei suoi muscoli. Camminando verso il fratello, Maria alzo volutamente le braccia per spostare i suoi capelli dal viso e raccoglierli dietro legati a coda, facendo si che i suoi bicipiti si gonfiassero, tondi e duri come una roccia. Christian capì che lei stava cercando di intimorirlo, visto anche quello che era recentemente accaduto.

"Mamma ci sta chiamando per la cena, dobbiamo scendere"

"Ok, cinque minuti e scendo"

"Ho detto ora. Ti consiglio di non contraddirmi..." rispose Maria con un sorriso malizioso e curvando leggermente il braccio per gonfiare il bicipite.

Christian valutò che era meglio non contraddirla tirandosi su dal letto per recarsi nella sala da pranzo. Maria lo seguiva a breve distanza.
Arrivati quasi in prossimità della sala da pranzo, Christian sentì sollevarsi da terra. Stupefatto si girò per vedere la sorella che lo stava portando in braccio con notevole facilità.

"Perfavore, fermati. Mamma ci vedrà" disse Christian, "Mettimi giù"

"Perchè mamma non deve vederci?" replicò Maria, aggiungendo subito "Hey, sei veramente flaccido, ora capisco perchè ti vergogni così tanto".

Christian era troppo imbarazzato dalla scena per rendersi conto che la sorella aveva un corpo molto più tonico del suo.

"Perfavore, mettimi giù Maria" pregava ora che erano arrivati alle spalle della madre, seduta su una sedia in cucina.

"Guarda mamma, indovina chi è arrivato" urlò Maria.

Mentre la mamma si girava per vedere la scena, Christian sentì delle lacrime sgorgare dai suoi occhi. Non tanto per il dolore causato dalla stretta della sorella, quanto dalla vergogna provata per essere stato dominato così facilmente, soprattutto di fronte alla madre.

"Mettilo giù, Maria" ordino la mamma.

L'ordine fu subito eseguito, e Christian venne mollato al suolo. Dopodichè si avvicinò alla sua sedia a testa bassa. Sarebbe stata una lunga cena...


Evviva lo "slancio in quadrupedia"