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Autore Topic: La FENICE  (Letto 12395 volte)

Offline granarone

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La FENICE
« il: 20 Settembre 2014, 13:11:55 »
Georgetown, 23 settembre 2015 08:15 am
Il rettore Aidan Kaplan si sta gustando la sua tazza di caffè, una costosa miscela del Nicaragua, unico lusso che mette a conto nelle casse del suo ateneo, sono quattro anni che non riesce a farne a meno, arriva in ufficio dieci minuti prima per assaporare quel nettare, è così geloso del suo caffè che raramente lo offre agli ospiti, Magda la sua severa ma fidata segretaria lo sa benissimo, quando gli dice "per favore ci porti il caffè, mi raccomando quello buono", intende l'espresso normale, solo se dice "il mio caffè" sa che deve attingere dalla sua riserva e non saranno state neanche dieci volte in quattro anni che glielo ha sentito dire, ed in due casi si trattava del Presidente.
La porta del ufficio si apre al improvviso senza che la segretaria abbia annunciato alcuno, Kaplan scuote la sua testa perfettamente calva, aspettava questa scocciatura, ma sperava di doverla sopportare dopo aver finito la sua tazza di caffè, la poggia sul piattino posto sulla sua storica scrivania in palissandro, un mobile di rappresentanza con oltre due secoli ma alquanto scomoda per le attuali tecnologie, non guarda il suo visitatore continua a fissare i cerchi concentrici che si formano al interno della tazzina.
Dal altra parte del ingombrante scrivania un furioso ometto scalpita, si tratta del prof. Coldrige Mark III rettore della facoltà di storia, come al solito vestito a puntino ma con un completo che mostra l'uso continuo e prolungato, volto anonimo nonostante il pizzetto e gli occhialetti tondi, unica nota stonata, i capelli lunghi grigi tenuti legati con una coda, magro come un chiodo, dimostra di più dei suoi 55 anni ed anche più dei 64 anni portati benissimo dal atletico Kaplan, che lo sovrasta dal alto del suo metro e ottantacinque di più di 20 centimetri che diventano 15 grazie a delle solette particolari utilizzate da Coldrige.
"sei tu Mark, chi sa perché non mi sorprende vederti qui oggi, stai bene? Ti auguro una buona giornata", "si va bene, non ho bussato, ma non è il momento di fare i formali, quello che sta per accadere oggi può essere l'inizio della fine della nostra autonomia".
Kaplan strizza gli occhi e mostra una parvenza di sorpresa, "addirittura? Sicuro che non si tratti del inizio del armageddon?", Coldrige sbuffa con il naso così violentemente che quasi gli cascano gli occhiali, "non scherzare Aidan".
L'espressione di Coldrige fa per un attimo provare pietà al rettore,"dai siediti e parliamo, hai preso il caffè?", "non mi farebbe male un po' di caffeina di qualità adesso".
Finalmente si siede in una delle due comode poltrone per gli ospiti, il rettore al interfono chiama la segretaria, "Magda per favore può portare una tazza di caffè per il prof Coldrige, mi raccomando di quello buono", mentre lo dice strizza l'occhio al collega che sorride.
Il rettore si scusa con l'ospite ma termina il suo caffè prima di proseguire, "inutile farlo freddare sei d'accordo?", "ma certo, mi scuso ancora per come sono entrato nel tuo ufficio", "non ti preoccupare, sono gli oneri che comporta la carica, del resto da quanto ne so aspiri a subentrare alla fine del mio mandato".
Mark diventa leggermente rosso ma risponde a tono, "ma che dici, ancora c'è ne vuole prima che scada il tuo mandato, certo devo ammetterlo l'unico passo avanti significativo che può fare la mia carriera accademica è quella di sostituirti".
Kaplan sorride, almeno lo riconosce, ripone la tazzina finalmente vuota, rilascia un profondo sospiro di piacere, "non inizia la giornata se non ho finito il mio caffè, adesso parliamo del problema, lo sai che ho le mani legate non posso oppormi", Coldrige scuote la testa, "non sono d'accordo, opporti significa avere dei problemi ma ne va della nostra indipendenza", "dei problemi? Forse tu vivi in una bolla magnifica e non ti sei accorto della recessione economica che ha investito tutto il mondo, senza questi finanziamenti statali e delle agevolazioni fiscali derivanti dovrei ridurre le facoltà, le borse di studio e i capitali per la ricerca, rischieremmo di diventare un college di serie b, poi anche tu eri d'accordo quando abbiamo accettato la proposta del governo federale di agevolare il ritorno al occupazione dei nostri reduci".
Mark scuote vistosamente la mano, "ma noi tutti credevamo che si parlava di guardie giurate, operatori della mensa e impiegati negli uffici amministrativi della facoltà, ammettilo neanche tu credevi che ci avrebbero imposto dei professori?", "lo ammetto, non credevo avessero personale che potesse rispondere alle nostre selettive richieste, però ti ricordo che stiamo parlando di un unico professore, non utilizzare il plurale", "uno? Adesso sarà uno, chi ti dice che come si libera la prossima cattedra non t'impongano un altro candidato?".
Il rettore non risponde immediatamente si prende un secondo come per riflettere sulla domanda appena fatta per conferirgli il giusto peso.
"viviamo il presente ok? Adesso dobbiamo accettarne solo uno, deve essere pure in gamba, quando è partito per Annapolis gli mancava un anno per prendere il phd ed è riuscito a prenderlo mentre era al accademia dei marines, non per sottolineare ma lo ha fatto a Yale".
Il professor Coldrige si agita tra i braccioli, "ma dai, lo comprendi anche tu sarà sicuramente un fascista", "ma come fai a dirlo?", "so fare i miei ragionamenti, una persona che sta per prendere il phd a Yale parte volontario e per giunta nei marines, c'è la scritto con il sangue che è un fascista, che direzione darà ai nostri studenti? Gli imbriglierà il loro libero pensiero", "smettila con le tue esagerazioni, poi non ti preoccupare come ogni titolare di cattedra sarà sottoposto a verifiche temporali sul suo operato".
Soddisfatto in parte si rilassa Mark almeno leggermente per poi ripartire con le sue domande "lo hai conosciuto?", "lo sai anche tu è stata una cosa rapida, come il povero professore Gillian ha avuto l'ictus il giorno dopo ho ricevuto la notifica federale, per il momento ho solo i dati anagrafici".
Il rettore recupera un foglio dalla scrivania ed inforca le lenti che tiene legate con una catenella, inizia a leggere i dati sopra riportati: " Morgan P Russo, data di nascita febbraio 1978 a Santa Barbara (CA), laurea presso la UCLA, phd in storia ottenuto con il massimo dei voti a Yale nel 2003, capitano della riserva del corpo dei Marines".
Da quando aveva iniziato ad ascoltare il rettore Mark continuava a fare smorfie, "pure un Paisà".
Adirato il rettore sbatte le mani sui braccioli e scuote la testa, "che vuol dire Paisà?", Kaplan ha perso la calma "come mi parli di libero pensiero e poi dici pure un Paisà, spero che stai scherzando, non tollero questi atteggiamenti nella mia università, neanche da te amico".
A Mark non resta che alzare le mani, mostra i palmi scuotendoli, "mi è uscita male lo ammetto, ma ogni volta che mi succede qualcosa di negativo c'è sempre inerente l'Italia, lo sai quella puttana di mia moglie mi ha lasciato per il proprietario della concessionaria della Ferrari di Baltimora", "ma lui sbaglio non era afro americano?", "si, ma era un esempio, lo sai quello che voglio dire".
Questa volta è il turno di Kaplan di rimanere confuso, "lasciamo stare, parliamo onestamente, il vero problema tu avevi già pronto il candidato per questo posto, un tuo uomo ...", "che c'è di male? Mia la facoltà mia le scelte, non ci vedo proprio niente di male", "per favore non interrompermi più", l'espressione non è tenera e Mark chiede subito scusa, "allora come ti dicevo, ha tolto un posto ad un tuo uomo, ma ritieni che questo sconvolga gli equilibri di potere che ci sono? Devi stare tranquillo hai già i numeri sufficienti per ottenere il mio posto quando sarà, non ti serve questo, poi mi hai fatto ricordare una cosa ripristinerà anche un corso d'italiano, sono anni che abbiamo lasciato indietro questo corso".
L'espressione di Mark lascia trapelare quanto ritenga ininfluente questo particolare, "poco importante, lo sai era una moda degli anni 90, ormai tutti chiedono il cinese ed il russo", "sarà intanto abbiamo già avuto 45 adesioni per un corso di 60 annunciato da solo un giorno, ma non lo finisci il tuo caffè?".
"si si, adesso lo finisco", "quindi fammi il favore non ritorniamo sul argomento, le sue credenziali sono state pure verificate dai servizi segreti", un istante di dubbio poi comprende a cosa si riferisce ed annuisce, "ma promettimi che le revisioni periodiche saranno serie e se sarà il caso verrà rescisso il suo contratto", "se, bada dico se ci saranno motivi seri per farlo lo farò, ma non per farti un favore, adesso che fai tra poco dovrebbe presentarsi lo vuoi aspettare qui con me?", "va bene a che ora deve venire?", "alle nove, tra un minuto circa", "si adesso esiste un paisà puntuale ...", "smettila o mi farai alterare".
Sono trascorsi 40 secondi, in contemporanea al rintocco del orologio settecentesco squilla l'interfono, "rettore c'è qui il suo appuntamento delle nove", "lo faccia entrare per favore Magda".
Kaplan sta per dire a Coldrige, "vista la puntualità del paisà", ma rimane sbigottito con le parole che gli muoiono in gola, vista l'espressione del rettore anche l'altro professore si gira in direzione dello sguardo fisso del collega, la porta è aperta, sta entrando con agili falcate una donna di notevole bellezza, scarpe alte tacco 8 che risaltano le curve armoniose e sinuose delle gambe toniche da ballerina, gonna aderente di un azzurro navy lunga al punto di coprire il ginocchio, piccolo spacco laterale di una decina di centimetri, fianchi arrotondati da quella posizione non possono godere dello spettacolo dei glutei marmorei alti e sporgenti, busto coperto da una camicia abbondante color pesca chiaro e sopra un gilet molto corto dello stesso tessuto della gonna, il seno così rivestito si mostra a loro a tratti mentre si muove, due armoniose collinette molto sode, una terza abbondante sostenuta e tirata su dai pettorali essendo sprovvista di reggiseno, spalle larghe da nuotatrice, braccia completamente scoperte con una tonicità degna di un'atleta professionista, i suoi bicipiti in particolare il destro, dove sostiene una ventiquattrore di pelle, guizzano mostrandosi alternativamente, lasciando intravedere la sua preparazione fisica, il collo lungo che sostiene un volto che ricorda una giovane Michelle Pfeiffer dai capelli castano chiaro, solo con lo sguardo freddo quasi glaciale, che contrasta con il sorriso aperto delle labbra belle gonfie rosso ciliegio.
Lo stupore dei due è genuino ed anche naturale, non si aspettavano una fitness model alta un metro e settanta con delle misure naturali da capogiro, 87 54 82, si mangiano letteralmente con gli occhi ogni suo movimento, rivedono al rallentatore ogni contrazione di quei muscoli estremamente sensuali, non reagiscono tempestivamente alla presentazione della dea, la lasciano con la mano sospesa in aria rivolta verso Kaplan.
Il rettore deve scuotersi e solamente dopo aver fatto defluire un po' di sangue verso il cervello si alza e stringe la mano affusolata che si porge davanti a lui, sente una scossa mentre la sua mano callosa viene avvolta da quelle dita lunghe e calde, nonostante la sua età continuava ad allenare la presa della mano, teneva una coppia di gripper nel cassetto a destra, era stato un insegnamento del padre che non aveva mai dimenticato, "dalla stretta di mano di un uomo si capiscono molto cose".
Preso dai suoi pensieri senza rendersene conto stringe più del dovuto ma non percepisce cedimenti, la vede sorridere, contrito lascia la presa e dice, "scusi non ho capito bene?", il sorriso diviene ancora più smagliante, ma lo sguardo resta sempre un po' freddino, "salve sono Morgan Russo e lei deve essere il rettore Kaplan", "ma certo ben venuta le presento il professor Mark III Coldrige, rettore della facoltà di storia e quindi suo diretto superiore, dovrà fare capo a lui per ogni cosa".
La bella donna si gira verso Coldrige, "ma certo come ho fatto a non riconoscerla subito, ho letto alcuni dei suoi trattati, soprattutto la sua rivisitazione sul annessione della Lousiana mi ha colpito profondamente, è un grande onore lavorare con lei".
Quando stringe la mano di Mark Morgan ha una sgradita sorpresa, gli sembra di avere per le mani un umida medusa, l'uomo si è innervosito ed ha iniziato a sudare copiosamente, quando rilascia la mano deve impegnarsi per reprimere il desiderio di pulirla.
"scusi per la sorpresa, ma avevamo poche informazioni sul suo conto, ci aspettavamo il signor Morgan P Russo", "per favore mi chiami solo Morgan rettore Kaplan", "senz'altro, qui ho cercato di creare un ambiente informale, chiamami Aidan, lui è Mark", non la prese bene l'altro professore questa apertura al informalità con l'ultima arrivata, fu palese per Morgan che iniziò a guardarlo con diffidenza.
"mio padre che è nato negli Usa ma da genitori Italiani ne discuteva sempre con mia madre, del ambiguità di molti nomi anglosassoni", intervenne stizzito Mark, "poteva sceglierne uno inequivocabile se voleva, mi pare che qualcuno esista", certo nel tempo non migliorava la considerazione su Mark, "vede caro Mark mia madre, che era Australiana da parte dei bisnonni paterni ed era italiana per i nonni materni, diede quattro possibili scelte a mio padre Taylor, Robin, Sidney e naturalmente Morgan, come vede tutti nomi unisex, cosa che non sarebbe potuta accadere in Italia dove non esistono nomi ambivalenti per entrambi i sessi".
"non è vero, che mi dice di Andrea? Non è sia femminile che maschile", non era quello che diceva ma come lo diceva, lo aveva già catalogato rientrava nella categoria degli emeriti stronzi, su questo non c'era dubbio, sorrise pensando a due dei metodi che gli aveva insegnato il suo sergente maggiore per trattare quella categoria, ma era anche vero che erano nati per dei duri marines per un mollusco come lui erano esagerati. "mio caro collega mi permetta un appunto, Andrea in Italia è solo maschile, in questo non c'è ambiguità se c'è un Andrea italiano può star certo che sia maschio, per il resto del mondo non possiamo rispondere", "quindi lei si sente italiana e non americana?", adesso gli occhi di Morgan sono due fessure gelide, "penso che i dieci anni trascorsi nelle lande più desolate di questo mondo lasciando brandelli del mio corpo per difendere l'ideale americano rispondano alla sua domanda, per non parlare di mio padre che morì nel 1995 nel operazione per salvare Sarajevo, a casa ho una bandiera a stelle e strisce ben piegata che me lo ricorda, ma allo stesso tempo adoro le mie origini italiane, la sua tradizione e cultura impareggiabile, sono americana ma non mi vergogno di dire che per me il football è quello giocato da Messi e Del Piero, poi come diceva mio padre, per noi è football perché giochiamo la palla con i piedi per voi è football perché la palla è lunga un piede ed allora perché il tennis non lo chiamate twoinchandhalfball ?".
La sonora risata del rettore stempera leggermente l'ambiente, "twoinchandhalfball è la prima volta che lo sento, mi sarebbe piaciuto conoscerlo a tuo padre, ma non dilunghiamoci credo che di fuori ci sia il tuo assistente, uno dei migliori alunni di Mark, provalo poi vedremo se vorrai cambiarlo", "il signor Pullman, probabilmente è già qui, c'era un ragazzo silenzioso in sala d'attesa", questa volta c'è solo stupore nella voce di Mark, "lo conosce?", "mi sono collegata con il vostro sito ed ho visto che gli avevate affidato questo incarico e mi sono messa in contatto con lui via email, gli ho già spedito il piano di studi ed gli ho spiegato cosa mi serviva per i primi giorni, mi è sembrata un ottima scelta",con tono un po' tronfio, "certo è uno dei miei migliori studenti, ho cercato di renderle più agevole il suo primo incarico", "la ringrazio", rinfrancato dalla ritrovata serenità Aidan agisce sul interfono, "Magda, c'è il signor Pullman? ... va bene fallo entrare".
Dopo averlo presentato e concordato alcune cose Morgan lo manda in aula per le operazioni preliminari per la prima lezione che dovrà tenere tra meno di un'ora.
Ritornati soli, il rettore ha come un illuminazione, "mi scusi ma non gli ho offerto niente vuole un caffè?", "se non disturbo", "ma ci mancherebbe", sta per usare l'interfono ma ha un ripensamento, si alza e raggiunge la porta si sporge e visto con disagio e sorpresa da Magda gli dice, "per favore puoi fare un altro caffè" poi gli fa un occhiolino e si batte l'indice sul petto, Magda sorride e fa cenno di aver compreso.
"vedi Morgan poco prima che tu arrivavi parlavamo proprio di te, entrambi mostravamo le nostre perplessità, devo essere sincero non mi era mai capitato di assegnare una cattedra di ruolo sapendo cosi poco del docente",Mark ha un sospiro di sollievo come per dire allora non ero completamente matto, "mi scusi ma non ha ricevuto i miei dati dal governo?".
Kaplan prende il foglio che aveva letto prima e lo passa a Morgan, "se pensi che sia esaustivo?", Morgan lo legge con crescente angoscia, " non so che dire, adesso comprendo la diffidenza palese mostrata dal professor Coldrige, così vi sembrerò una raccomandata imposta senza alcuna esperienza", la sua disperazione è genuina, Mark fa per parlare e dire una cattiveria ma gli occhi del rettore lo fulminano, comprende che è meglio mettere in cascina il punto ottenuto e non forzare oltremodo la mano.
"sono desolata, non sono certamente una professoressa di notevole esperienza ma sicuramente valgo qualcosa di più di queste due righe striminzite, se non le dispiace le prendo il mio curriculum vitae e due lettere di raccomandazione indirizzate una lei ed una a Mark che credevo fossero già in vostro possesso.
Mark immediatamente storse la bocca vedendo che era ritornata al tu anche con lui.
"mi scusi ma ho tutto qui nella borsa", si alza lasciando la 24ore a terra, si piega per controllare il contenuto piegando il suo corpo statuario, involontariamente mette in bella mostra le sculture dei suoi granitici glutei che iniziarono a tendere il tessuto della gonna, i quattro occhi erano ammaliati fissavano l'incavo centrale, l'entrata di Magda con il caffè colse i due accademici impreparati, si girarono impacciati sottolineando il fatto di essere stati presi in castagna, come dimostrava il sorriso della segretaria che prese anche lei ad indugiare sulle splendide natiche.
"il caffè professoressa", Morgan si alzò di scatto sentendosi chiamare e quasi investiva l'austera segretaria, "oh grazie, mi scusi ma devo passare queste carte ai rettori", allunga il braccio per passare un plico a Kaplan ed una lettera sigillata a Coldrige, dopo aver ripetuto i ringraziamenti alla segretaria che usciva iniziò a gustarsi il caffè.
Il rettore quando vide la metamorfosi che si realizzava sul braccio rimase stupito, senza sforzarsi si era formato un bicipite lungo e striato di una dimensione che non avrebbe mai creduto di vedere su un accademico per giunta di sesso femminile, stranamente iniziò a sentire un movimento al altezza dei pantaloni, per distrarsi iniziò ad aprire il plico ed tirò fuori un curriculum vitae degno di nota.
"vediamo qui qualcosa finalmente c'è per conoscerla meglio", lo disse sorridendo, l'emozioni e gli stravolgimenti fisici che provava mirando quello spettacolo della natura lo rendevano gaio.
"Bachelor degree ottenuto con il massimo dei voti presso la ucla nel 1999 risultando la prima del suo corso, attività para scolastiche sostenute, capitano del team di Karate, redattore capo del giornale del college, primo violino del orchestra sinfonica, al esame per il qi ha raggiunto il ragguardevole punteggio di 157". Inclina la testa e fa una smorfia tutta a favore di Mark che si è sempre vantato del suo 151, "accettata per il master degree di storia ai corsi di Yale tenuti dal esimio professor Devlin, nel settembre 2001 dopo aver superato brillantemente il secondo anno del master si ritira e si iscrive alla scuola per ufficiali della marina di Annapolis dove si diploma come terza del suo corso nel giugno del 2005, contemporaneamente da esterna ottiene il phd master in storia del corso del professore Devlin con un risultato brillante ed inoltre viene menzionata come ricercatrice in tre opere dello stesso professor Devlin, come sottotenente dei marines viene .... ma cosa è questo?", stupito Kaplan mostra il resto dei fogli che non è altro che una continua serie di righe scritte e poi cancellate da una sovrapposta linea nera.
Morgan per scusarsi alza le braccia mettendole a squadro ed alza i palmi, così facendo i suoi bicipiti guizzano in fuori e questa volta appaiono anche delle vene che scorrono lungo il braccio.
"purtroppo ci sono delle parti della mia attività militare che è coperta da segreto", Kaplan pensa "si ma copri queste braccia se no mi viene un infarto" poi si dice a se stesso, "smettila di fare il bambino che sbava e poi per cosa? per dei muscoli", altro guizzo, "ma per la miseria che spettacolo meraviglioso ma che mi succede non mi sono mai sentito attratto dalle palestrate".
Riprende a leggere "ah allora si ritorna a leggere qualcosa alla fine, bene le raccomandazioni dei suoi ufficiali superiori che lodano la tua iniziativa efficienza e rispetto delle regole, bene ma questa parte per noi è poco significativa ...", "scusi se l'interrompo ma prosegue con quel altro foglio", "ah che sbadato, entra nella riserva attiva dei marines a gennaio 2014 con il grado di capitano, a marzo 2014 ottiene l'incarico di assistente del professore Devlin con svariate mansioni e lo mantiene fino a Settembre 2015, in allegato c'è la lettera di raccomandazioni di Devlin" l'apre e la legge a mente annuendo soddisfatto ogni tanto, "questa è la copia identica che ha mandato anche a te", entrambi si girano verso Mark che tiene malamente la sua ancora sigillata nella mano, è irrequieto come un bambino seduto sulla sedia del dentista, il volto mostra di non aver gradito le pur scarse credenziali accademiche di Morgan ma anche lui deve ammetterlo di primissimo livello, Devlin è uno dei due professori di storia in tutti gli states che lui riconosce superiore a se stesso.
"vedo che la vorrai leggere dopo con calma, ti anticipo che non ho mai visto un professore di quella rilevanza fare lodi ad un assistente, mia cara in conclusione devo ammetterlo ho in mente almeno dieci professori che meritano più di lei quel posto ma senza ombra di dubbio lei ha le qualità adatte per averlo e forse potrebbe dare un impostazione innovativa che altri non potrebbero, non mi guardare così tristemente il posto è tuo", "si ma prima di entusiasmarti troppo il normale contratto per una nuova professoressa prevede un periodo di prova di un anno, sarai monitorata e se non mostrerai di valere quello che dice il prof Devlin sarai allontanata".
Lo sentiva e lo fissava ma in quel momento vedeva solo una cosa, le sue narici, come sarebbe stato facile colpire dal basso verso l'alto con l'interno del palmo quel punto e rompergli l'osso spedendolo contro il cervello perforandolo, provocandogli così una morte istantanea, ed avrebbe utilizzato forse al massimo il 10 % della sua forza per delle ossa così fragili come quelle quel ometto odioso come pochi.
Questo era un sistema che adoperava per calmarsi, pensare che se avesse voluto chi gli dava fastidio sarebbe diventato con facilità cibo per vermi, grazie a questo strano metodo di training autogeno poté mostrare il suo sorriso ammaliante.
"va bene, quello che dice il professor Coldrige è vero ma alla fine sono io che decido, penso di farlo ancora equamente", non sfugge agli altri due il fatto che Kaplan abbia mostrato un allontanamento da Mark utilizzando il titolo accademico ed il cognome, si era schierato inequivocabilmente a fa vore della bella professoressa.
Morgan era soddisfatta ma la sua esperienza nel esercito gli diceva che si era importante avere amicizie nelle alte sfere ma chi contava maggiormente era il diretto superiore nella scala gerarchica, giustamente riteneva con le dovute proporzioni che anche nel mondo accademico valeva lo stesso principio, l'unica cosa che gli faceva pensare positivo e che per un omuncolo come quello poteva far risorgere dalla sua mente infiniti modi per sopprimerlo rendendo meno opprimente la sua presenza.
"posso dirle un ultima cosa Aidan? Il caffè era sublime neanche in Italia ho assaggiato uno così buono, c'è il forte rischio che mi troverà spesso qui nel suo ufficio", "ma cara la mia porta è sempre aperta per i miei collaboratori, spero solo che si ricordino di bussare prima, sa qualcuno lo dimentica ogni tanto", Mark sentendo la frecciatina aveva capito che il gioco era finito ormai ma si deliziava ricordando che Kaplan era il passato ed il presente ma lui era il futuro.
"posso andare adesso? i miei studenti mi attendono", "un ultima cosa, la sua classe ha una particolarità troverà al interno degli agenti dei servizi segreti, uno dei suoi alunni è il figlio del presidente", "oh cacchio", l'espressione istintiva che uscì dalle labbra di Morgan fece sorridere Kaplan mentre un ancora più irato Coldrige aggiungeva un punto nella lista dei motivi per cui doveva essere allontanata il prima possibile.   
La grande aula semi circolare era riempita per circa un terzo della capienza, compresi i due agenti dei servizi segreti c'erano 79 alunni dei cento iscritti, quindici studenti ancora indecisi o che stavano li per stare in compagnia di amici, più Pullman l'assistente di Morgan un bianco di venticinque anni fisico asciutto ma non sportivo, alto un metro e settantasette qualcuna lo trovava adorabile per i suoi modi gentili e garbati ma non era quello che si poteva definire uno sciupafemmina, sul piano accademico grande studioso e buon ricercatore, era inizialmente rimasto deluso di non assistere il professor Coldrige ed essere stato relegato a quella novizia, ma dopo averla vista non bramava altro che rivederla e collaborare con lei.
Un altro dei presenti era ansioso di vederla, Paul Willer, era il vicecomandante della scorta di Phill il figlio del presidente, non aveva quel incarico per motivi speciali, era semplicemente dei sette incaricati l'agente speciale con maggior anzianità dopo il comandante della scorta, si ritrovava bene con Harrison, il suo superiore non gradiva le lezioni e preferiva rimanere nel furgone di controllo, così lui a cui piaceva, per passare il tempo, seguirle accompagnava Phill al interno delle aule, con un altro agente a rotazione.
Oggi la sua ansia non derivava dal suo incarico oneroso e snervante ma dal fatto che non vedeva l'ora di conoscere dal vivo la professoressa Morgan P Russo, a causa del suo incarico aveva visionato molti documenti relativi a lei per poter concedere il nullaosta dei servizi.
« Ultima modifica: 16 Febbraio 2015, 08:24:05 da granarone »



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Re:La FENICE
« Risposta #1 il: 20 Settembre 2014, 15:07:14 »
spettacolare Morgan! aspetto con ansia le sue prodezze! :)

Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #2 il: 20 Settembre 2014, 15:10:43 »
Spero che mantenga le tue aspettative  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #3 il: 20 Settembre 2014, 15:18:03 »
ne sono certo! :)
tra un pò posto qualcosa anch'io :D

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Re:La FENICE
« Risposta #4 il: 20 Settembre 2014, 16:10:36 »
Sta piacendo anche a me.

 ;)
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Re:La FENICE
« Risposta #5 il: 20 Settembre 2014, 23:18:05 »
Sta piacendo anche a me.

 ;)
grazie amico  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #6 il: 20 Settembre 2014, 23:27:18 »
grazie amico  ;)

Grazie a te.

Confido nel seguito.

 ;)
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Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #7 il: 21 Settembre 2014, 11:55:25 »
Dire che Paul era rimasto colpito da quello che aveva letto era un eufemismo, le foto mostravano il suo notevole fascino e questo sarebbe già bastato per attirare la sua attenzione, ma poi c'era tutto quello di straordinario che aveva fatto nella sua vita, più leggeva di lei e più voleva sapere.
I suoi maggiori quesiti erano: cosa significava la P, perché quando si era iscritta ad Annapolis aveva rifiutato gli insistenti abboccamenti della CIA e del FBI, come aveva ottenuto tutte quelle  decorazioni  (5 purple heart, 2 bronze star, 1 silver star, 2 distinguished sevice medal, 1 Navy cross e 1 presidential citation), per alcune neanche il suo nullaosta era riuscito a fargli scoprire le motivazioni, veramente non aveva riferimenti per tutto quello che concerneva lo stato di servizio dal 2007 al congedo.
Due cose lo stavano facendo impazzire.
Il primo era il motivo che aveva spinto una geniale studiosa ad abbandonare la sua promettente carriera accademica per arruolarsi, lasciare le comode aule per andare a combattere nei posti più malfamati ed inospitali della terra, di conseguenza anche il perché adesso dopo circa dieci anni smette e ritorna alla sua vita precedente.
Il secondo motivo era quello che gli premeva di più, le sue tendenze sessuali per capire se aveva una chance, nei suoi rapporti non si menzionava alcun rapporto sentimentale.
Era stato strano per lui innamorarsi di un dossier, un bel ragazzo di 29 anni atletico di un metro e ottantacinque con lineamenti affascinanti ed una discreta cultura che non aveva mai avuto problemi a instaurare bei rapporti con l'altro sesso, ma questa era la realtà dei fatti.
Più cose scopriva e più l'affascinava, adesso la sua paura maggiore era che una tale attesa poteva rimanere delusa vedendola dal vivo.
Sfruttando il suo potere di persuasione su Phill era riuscito a convincerlo che sarebbe stato interessante seguire il corso di lingua italiana, il ragazzo gli piaceva, per essere il figlio del presidente era molto alla mano ma per i servizi era lo stesso un problema, a quella età ha bisogno di spazio ed in genere i posti dove andava sembravano fatti apposta per far venire il mal di testa ad un addetto alla sicurezza.
Quando Morgan giunse in aula Pullman aveva già terminato le operazioni preliminari da almeno dieci minuti, si sentiva un notevole brusio che cessò di colpo come il suo incedere elegante incantò la platea, tutti avevano occhi solo per le sue gambe toniche che si muovevano con la grazia di una modella.
Raggiunta la cattedra ripose la ventiquattrore sul ripiano, la sua azione di togliersi il gilet fu accompagnata da un boato malamente smorzato.
Le sue braccia scoperte quando si piegarono nel movimento misero in mostra due bei bicipiti gonfi come due pompelmi.
I presenti rimasero basiti vedendo la dimensione spropositata dei bicipiti, neanche l'aver visto in precedenza le sue braccia toniche scoperte li aveva preparati.
La contrazione esplosiva dei bicipiti era voluta, aveva voluto ottenere l'attenzione senza doverla chiedere.
Morgan assaporò soddisfatta la reazione al suo fisico allenato, non era particolarmente vanitosa ma vedere che tutte quelle persone stavano sbavando per lei o nel caso delle donne provando invidia la faceva star bene.
"Paul mi sa che ti devo ringraziare per il suggerimento di seguire anche il corso d'italiano", "contento di essere utile ma forse adesso è meglio stare zitti, non vorrai essere bacchettato da quelle braccine?", Phill sorrise alla risposta del agente.
Paul non voleva minimamente attirare l'attenzione per aspetti negativi.
"buongiorno a tutti, sono la professoressa Morgan Russo, sarò la vostra nuova docente di Storia moderna.
Questa è la mia prima esperienza come professoressa, spero che con il vostro aiuto si dimostri un esperienza positiva.
Voglio dirvi solo poche cose prima d'iniziare, mi piace pensare che questa sia una piccola democrazia dove tutti sono liberi di fare quello che vogliono ...", in molti sorridono, "... ma quando e come voglio io, vi darò serietà e professionalità ma le pretendo anche da voi.
Per superare il mio corso dovrete avere almeno il 90 per cento di frequenza delle lezioni e il 100% di test eseguiti".
Vede un braccio alzato, sposta lo sguardo verso Pullman che indica sul registro un nome.
"domandi pure signor Curtis", "ma se per il giorno del test qualcuno ha un reale ed improrogabile motivazione per assentarsi come si regola professoressa Russo?", "lo effettuerà il primo giorno possibile, rielaborato appositamente per lui, non pretendo miracoli signori, solo il giusto impegno, con me dimenticatevi i voti medi le sufficienze striminzite, chi s'impegna verrà premiato con giudizi elevati, invece chi è abituato a navigare nella mediocrità della sufficienza verrà bocciato".
Un leggero brusio seguito dalla solita voce, "questo non è giusto", "signor Curtis non è giusto che mentre lei parlava nel mondo sono morti almeno due bambini per fame, eviterei di parlare d'ingiustizia quando si vuole far impegnare dei ragazzi a studiare o farli allontanare se si dimostrano degli scioperati per permettere a chi ne ha davvero voglia di prendere il posto occupato abusivamente.
Forse non lo sapete ma questo è un corso con numero chiuso di partecipanti, perciò fate un favore a me ma soprattutto a voi stessi, non fateci perdere del tempo inutilmente, lasciate il mio corso e non ci saranno ripercussioni sulle vostre schede".
In seguito alla forte dichiarazione ci fu un attimo di silenzio e poi inizia la vera lezione.
"se guardate alla destra tra di voi ci sono due agenti dei servizi segreti, chi mi sa dire quando e perché proprio il dipartimento del tesoro venne incaricato di creare i servizi segreti e proteggere il presidente? ...".
Dopo due ore, che gli studenti nella maggior parte dei casi trovarono entusiasmanti, terminò la lezione, "scusami Phill ti lascio alle cure di Timothy ", "perché cosa devi fare Paul?", "devo informare la professoressa di alcune disposizioni comportamentali".
Il sorriso di Phill non gli diede fastidio, ma quelli dei suoi due colleghi e del gruppetto misto della comitiva del ragazzo si ed anche parecchio, cercando di ritrovare la calma iniziò a scendere le scale ai lati delle postazioni mentre sentiva Phill che gli augurava, "in bocca al lupo".
Attende con calma che si allontanino due studenti che stavano parlando con la Russo, quando finalmente fu il suo turno l'aula era ormai deserta, erano rimasti solo loro tre.
"mi scusi sono l'agente speciale Paul Willer, dovrei parlare con lei se può concedermi un paio di minuti del suo tempo", "necessita la presenza del mio assistente?", "no", "allora mi scusi ancora per un attimo, bene Kyle la prima giornata è andata bene, ci vediamo domani qui alle 9 e trenta aggiorna quei dati che ti ho richiesto", "lo farò non si preoccupi, a domani professoressa".
Pullman raccoglie i suoi oggetti e va via, fa un cenno con la testa al agente che risponde educatamente.
Paul si trova solo con Morgan, assapora il momento da tanto atteso.
La bella donna che lo sta letteralmente facendo impazzire da giorni è li a solo settanta centimetri da lui, riesce a vedere la levigatezza della pelle, il colore azzurro del iride, la sagoma dei capezzoli che premono contro il tessuto leggero della camicia, le narici sono piene del suo odore, un misto del suo afrore naturale e del profumo di mele verde dello shampoo.
Paul non parla, attende in silenzio di avere un cenno dalla professoressa, non gli dispiace attendere che lei finisca di riporre la sua roba nella valigetta.
Morgan terminato di riporre le sue cose nella valigetta indossa il gilet, squadra Paul e apre la sua carnosa bocca in un sorriso da spot per un dentifricio, con la mano sinistra ravviva la chioma agitando la mano per un paio di secondi, l'agente rimane perso a veder apparire inizialmente il bicipite gonfio e poi le vene che ad intermittenza solcavano il braccio.
Ormai per Morgan era istintivo utilizzare quello che aveva appreso nella sua vita militare, disorientare gli altri per avere un vantaggio, aveva subito compreso che l'uomo la desiderava ma adesso non aveva voglia di iniziare una storia poi con un agente dei servizi segreti, troppo complicato, ma allo stesso tempo voleva divertirsi e lasciarsi ogni porta aperta.
"allora agente speciale Paul Willer cosa mi doveva dire? mi vuole per caso invitare a cena?".
il disorientamento si ampliò nella mente del agente.
"cosa dice? Mi scusi ma io volevo solo informarla che la nostra presenza durante i suoi corsi è necessaria, ma cercheremo di non intralciarla e di essere il meno invadenti possibili, come credo abbiamo fatto anche oggi", "non si preoccupi comprendo e del resto non mi sembra un grande problema", "sono contenta di sentirla, volevo anche dirle che sono entrato a conoscenza del suo dossier personale per poterle rilasciare il nullaosta, ma le assicuro che nessuno oltre a me ne ha preso visione e senza motivazione nessuno può guardarlo", "allora mi devo sentire sicura perché solo lei ha fatto il guardone con il mio passato?", "no io volevo dire ...".
Gli fa scorrere lentamente l'indice sulla bocca, "stavo scherzando, la ringrazio per avermelo detto, un'ultima cosa ha gradito quello che c'era scritto?".
Recupera la valigetta e s'incammina, mentre vede il suo flessuoso andamento, con i glutei da infarto e i polpacci che si gonfiavano alternativamente disse con un fil di voce "certo che ho gradito", senza fermarsi gira leggermente il capo verso sinistra, "le assicuro che non c'è scritto tutto, peccato però non conosco nessuno in città ed un invito a cena non sarebbe stato negativo".
Inebetito la vede uscire e solo dopo elabora bene quello che ha sentito, l'unica cosa certa che ha compreso che è stato un giocattolo nelle sue mani senza riuscire a reagire, dovrà prepararsi meglio per la prossima volta e sa che ci sarà.
Sono trascorse tre settimane, nel ufficio del rettore Kaplan c'è una riunione cui partecipano Pullman e il professore Cooldrige, dopo aver sentito il parere di Pullman ed averlo tempestato di domande, soprattutto fatte da Mark, l'assistente di Morgan chiede la parola.
"sono costretto a chiedere una cosa, questa è l'ultima volta che partecipo a queste riunioni per riportare i comportamenti accademici della professoressa Russo, non mi sento in pace con me stesso, devo essere libero mentalmente per poter dare il mio apporto massimo alla professoressa e così non sono a mio agio, perciò anche se ne andrà a scapito la mia carriera devo rinunciare a tutto questo".
Un attimo di silenzio, Mark storce leggermente la bocca e pensa "povero piccolo la tua carriera è già svanita puff", ma sa che non gli conviene dirlo e la riprova sono le parole dette da Kaplan subito dopo.
"calma ragazzo non preoccuparti, non deve sembrarti strano quello che è stato fatto sin d'ora, è la normale procedura di revisione dello stato dei professori.
La tua opera non è più richiesta e la tua carriera non rischia niente come conseguenza a questo, vero professor Coldrige?", "ma certo, sei uno dei migliori elementi della mia facoltà altrimenti non ti avrei scelto per questo posto".
Evidentemente rinfrancato Pullman si rilassa, "adesso che è tutto chiaro puoi andare grazie di tutto".
Come rimangono soli, "Sono molto soddisfatto del operato della Russo, anche la sua idea di trasmettere via internet le lezioni è stato un grande successo", "dai adesso non esagerare non è il primo corso del nostro college trasmesso su internet, già ne erano attivi sette prima del suo", "pensi che non lo so? Ma negli altri casi si tratta di un espediente didattico che ha un costo, marginale ma sempre un costo, invece lei che ha insistito per riprese hd o come si chiama quella tecnologia che costa ben di più degli altri corsi, sta ricevendo un numero di contatti tali che grazie alle pubblicità mi hanno detto che se mantiene la proiezione potrebbe a fine corso coprire più del 80% del suo stipendio, comprendendo sia il corso di storia che d'italiano".
"ma che mi dici del alto numero di defezioni dal corso di storia? Non ti sembrano troppi 23 studenti che rinunciano al corso in soli venti giorni?", "scioperati figli di papà subito sostituiti dalla grande richiesta, ci sono ben 67 studenti in lista d'attesa per il corso di storia e per il corso d'italiano che dicevi che sarebbe stato un flop ha 110 studenti in lista d'attesa nonostante aveva già ampliato il numero a 120, può darti fastidio ma quello che tocca lo trasforma in oro, grazie a questi risultati ho dovuto aumentare il suo stipendio del 20% e riconoscergli alcuni benefit".
Mark non era sorpreso, sapeva già tutto per questo aveva deciso che la sua lotta doveva rimanere sommersa, i risultati della Russo erano eclatanti e la ponevano in una posizione inattaccabile, ma non per lui, sapeva che doveva attendere ma prima o poi l'avrebbe silurata.
Era pur vero che alla fin fine non era un reale problema per lui, era semplicemente infastidito da lei e la voleva cacciare, il semplice fatto che lei era li contro il suo volere lo mandava su tutte le furie.
"ti chiedo un'unica cosa di non limitarci ai suoi attuai buoni traguardi e mantenere il controllo sul suo operato".
Kaplan sorrideva, la Russo era la migliore cosa capitata al suo college negli ultimi due anni, quando parlava di costi aveva inserito anche la maggiore fornitura del suo caffè, Morgan era stata di parola quasi ogni giorno passava e gustava con lui il caffè in silenzio, se non passava gli mancava qualcosa ormai desiderava vedere quelle curve da capogiro e ascoltare quella mente brillante.
"ma certo lo sai che io faccio le cose come da regolamento, la sua supervisione terminerà alla fine del anno accademico non prima, ma grazie ad internet possiamo vedere liberamente tutto quello che fa per questo ho detto a quel povero ragazzo di smettere", "grazie volevo solo questo, per chiarezza devo dirtelo, mi piace mi ha fatto ricredere su di lei".
Kaplan lo guarda non lo dice ma è chiaro che ha capito che mente, "ma certo che lo so sono anni che ti conosco, adesso però sono impegnato con un altro appuntamento", "ma certo vado".
Mark mentre accende la sua jaguar vecchia di più di dieci anni pensa a lei.
"povero scemo non hai neanche capito del suo grande successo su internet".
Veramente non l'aveva capito neanche lui da solo, ma aveva incaricato dei bravi smanettoni che lo avevano reso edotto, ancora ricordava quello che era successo quattro giorni prima nel suo ufficio
------------ (ufficio di Coldrige quattro giorni prima presenti oltre a lui Bill e Jim suoi consulenti speciali per le attività informatiche), "allora mi volete dire perché una lezione di storia che dovrebbe avere un massimo di 300 contatti supera le 100000 visioni?", "per il passaparola, su internet può dare questi risultati strabilianti", "passaparola di che?", "guardi prof che è più facile se glielo mostriamo".
Bill si alza va dietro Coldrige e chiedendogli permesso richiama un file, sul monitor inizia ad apparire un tratto di una lezione di Morgan, la guarda per circa un minuto, poi con fare stizzito, "allora? Che c'è di speciale?", "attenda un attimo adesso la metto a tutto schermo, guardi la definizione delle immagini non si perde niente e poi la metto in modalità sequenza scatto, la prego punti la sua attenzione a questa parte dello schermo".
Mark sbuffa ma fa quello che gli ha detto, focalizza il braccio destro di Morgan, senza l'audio è anche più facile concentrarsi sulle immagini, gli vede flettere il braccio mostrando un bicipite notevole anche per un atleta.
Stizzito sta per parlare quando inizia a vedere che da sotto il bordo della manica corta inizia a colare una singola goccia di sudore, ammaliato vede fotogramma per fotogramma la goccia che scorre su quella pelle traslucida e che rallenta quando trova la gibbosità del bicipite, ma la sua corsa è solo rallentata fino a fermarsi quando incrocia il solco sporgente di una vena in prossimità del maestoso picco del muscolo, poi il braccio si piega in avanti  e la goccia scavalca la vena e prosegue scorrendo sul tonico avambraccio.
Adesso era la fronte di Mark ad essere imperlata di sudore, non riesce a parlare nelle sue parti intime è partita un erezione che non ricordava neanche di poter più avere.
Sono i due nerd del reparto informatica a prendere la parola, "adesso è chiaro, chi ha occhi per vedere riesce a tirar fuori dai tre a i cinque spezzoni simili in ogni lezione, esiste pure un sito dove si scommette sul effettiva dimensione dei suoi bicipiti, la misura più accreditata è 37 ma io credo almeno un paio di centimetri di più, poi ci sono le scene in cui cammina, una profusione di glutei e polpacci quadricipiti e tricipiti da infarto, ritengo ..." il compagno tossisce, "... riteniamo che dato che lei sia una professoressa e lo faccia senza impegnarsi ma in maniera naturale aumenti l'eccitazione degli osservatori", ... un silenzio stagnate, Mark ha solo in testa quel muscolo gonfio e sodo percorso da quella goccia, "ottimo lavori ragazzi, un'ultima cosa mi spieghi questa cosa del avanzamento per fotogramma".
Una volta capito aveva rivisto la scena decine di volte e si era scoperto a masturbarsi nel suo wc in ufficio, aveva poi provato il sito indicato dai due esperti dove erano riportati i momenti migliori delle lezioni, dove chiunque poteva far notare la propria scoperta, ormai era un fisso ed assiduo visitatore di quei siti.----------- si ritorna al presente.
Paul era in empasse, la sua passione non scemava, neanche la magra figura ottenuta solo tre giorni prima durante il suo secondo tentativo d'approccio diretto lo faceva desistere dalla sua attrazione per Morgan, ogni tanto pensava alla figuraccia fatta
------- (tre giorni prima al termine della lezione),  Paul attese che rimanesse sola e poi salì sul piccolo palco intorno alla cattedra, anche in quel momento rimase in silenzio, dopo qualche istante Morgan prese la parola, "salve agente speciale Paul deve dirmi qualcosa?", "buongiorno professoressa Russo, premetto che sono rimasto basito leggendo il suo curriculum nei marines, anzi possiamo dirlo dato che siamo da soli, nei Seal addirittura ha fatto parte del TEAM SIX", "la ringrazio ma non firmo autografi", il sorriso sincero e smagliante che mostrava non gli faceva capire se stava scherzando o se lo riteneva effettivamente uno stupido, non si fece distrarre più di tanto dalle proprie elucubrazioni, "mi dispiace infastidirla ma c'è una risposta nel suo questionario poco chiara", Morgan lo fissa e poi sorride di nuovo, "quale? non ho problemi ha correggere eventuali discrepanze", estrae un foglio piegato dal taschino lo dispiega, "vede qua, alla domanda rapporti sentimentali lei ha risposto: non rilevanti, forse non ha compreso bene la domanda ma si riferisce a tutto il suo arco di vita e non solo al presente", Morgan lo guarda come se stesse ammirando un esemplare raro, poi sospira e gli strappa delicatamente il foglio, "non l'avevo capito", scrive sul foglio e glielo consegna, "spero che adesso non ci siano ulteriori problemi", lo lascia un po' indispettita mentre si allontana "mi puoi togliere una curiosità? era un grosso problema per la  sicurezza del figlio del presidente o era una tua morbosa curiosità?", "solo una piccola discrepanza rilevata durante una revisione, mi scusi per il contrattempo a proposito per farmi perdonare gli interessa conoscere un buon ristorante nella zona?", "non si preoccupi ho trovato 4 take way di buon gusto, sono a posto per il mangiare", come un coglione la vede uscire dal aula, legge quello che ha scritto: Roger Mcknigt dal 1996 al 2001, sorrise perché almeno così sapeva che era  eterosessuale, preso come era non riuscì a collegare il fatto che il 2001 si ripeteva varie volte, a sua discolpa non aveva letto come era morta la madre di Morgan.--- si ritorna al presente.
Paul dopo due figuracce rifletteva se era corretto proseguire, l'attrazione era forte, l'aveva fatta anche seguire e conosceva cosa faceva durante il giorno nelle ore libere, i suoi dubbi si dissiparono durante la lezione di quel giorno, lezione che ottenne il record di visualizzazioni.
Tutti quanti rimasero basiti quando entrando in aula e videro uno strano tavolino alto con due perni e dei materassini, pochi lo riconobbero per quello che era, un tavolo per le competizioni di braccio di ferro.
"Oggi parleremo del alternarsi dei poteri geopolitici, per questo chiedo l'aiuto del vostro collega Peabody Tristan, signor Tristan per favore mi raggiunga qui al tavolino, ragazzi serve un incoraggiamento", tutti iniziarono ad incitare Tristan che paonazzo per la timidezza si alzò dopo un paio di secondi, scese le scale mostrando il suo enorme fisico, ex giocatore di football alto un metro e novanta si era ingrassato a dismisura quando un grave infortunio due anni prima gli aveva precluso il ritorno al attività agonistica, non aveva più definizione muscolare ma le braccia grosse come prosciutti celavano ancora una grande potenza, Morgan lo aveva scelto dopo attenta analisi, aveva azzardato un po' scegliendolo sperava di averci visto bene.
"grazie Tristan, sei destro o mancino?", "destro".
Lo accompagnò dal lato del tavolino in maniera che il suo destro fosse verso la parete rivestita di lavagne, al contrario il destro di Morgan sarebbe stato dal lato della platea ed a favore di telecamera.
Iniziò a parlare piano con Tristan, "sai cos'è?", "mi sembra che serva per fare a braccio di ferro in maniera professionale", "esatto lo hai mai usato?", "no, non ho mai fatto a braccio di ferro", la risposta fece sorridere Morgan, "bene allora devi fare così, con la sinistra stringi li e poggi il gomito destro sul materassino, stringi la mano avversaria e provi con tutta la forza a buttarla giù", "ma chi sarà il mio avversario?", "io chi altro?". Mentre lo diceva accostava il suo avambraccio a quello di Tristan, verificato che c'era una differenza di quindici centimetri di lunghezza recuperò tre cuscinetti semirigidi e li posizionò sulla sua postazione, nel frattempo si era formato un brusio in crescendo, mano a mano, che chi aveva sentito la novità aveva riferito a quelli fuori portata di orecchio, i moti di stupori erano aumentati esponenzialmente.
Paul malediceva la sua posizione, erano spostati verso sinistra mentre il tavolino era alla destra della cattedra verso la parete vetrata, d'istinto gli venne da spostarsi come più di qualcuno aveva già fatto ma non mosse neanche un muscolo, non poteva.
Mentalmente Paul iniziò a ringraziare l'esistenza del sito per rivedere la lezione, il serio assistente stava posizionando la telecamera per riprendere bene quella parte di lezione.
Pullman fece le veci di arbitro e diede il via, Tristan iniziò a spingere con forza ma senza impegnarsi al massimo, subito il braccio della professoressa iniziò a cedere ma allo stesso tempo il bicipite si gonfiò per lo sforzo profuso, a questo punto Morgan iniziò a parlare, il suo tono era il solito melodioso come se non stesse facendo alcuno sforzo.
"ciclicamente le grandi potenze raggiungono il culmine per poi essere sostituite da nuove, questo perché? Inizialmente s'impegnano per raggiungere il massimo della potenza, raggiunta questa dominano gli altri con facilità, si ritrovano senza rivali adeguati alla loro potenza, qualcuno prova a saggiarne le reali capacità ma la differenza è eccessiva".
Il suo braccio cede ancora un po', la piega è leggermente superiore ai 45°.
Morgan non si preoccupa come si aspettava Tristan vedendola cedere smorza leggermente la sua spinta non vuole fargli male, ma allo stesso tempo si sta stancando e lei continua a torcere il polso per rendergli più difficile l'avanzata.
Gli studenti sono tutti a fissare quel muscolo che pompa per contrastare quella massa enorme.
"si continua con il processo di sviluppo ma si perde la determinazione di un tempo, perché sanno di essere superiori".
La professoressa sorride a Tristan che ricambia con un largo sorriso rivolto al pubblico, spinge ancora ma lo fa utilizzando solo parzialmente la sua forza, inizia a provare disturbi al polso continuamente sollecitato da Morgan, il suo impegno limitato è dovuto principalmente al fatto che da quando ha stretto la mano di Morgan desidera che la cosa duri il più possibile, prova un inebriante sensazione a trattenere quelle dita affusolate, calde e forti, inoltre la visione del picco del bicipite sotto sforzo dalla bellissima donna proprio sotto i suoi occhi è accattivante a livelli assurdi.
" a questo punto piccole entità iniziano con determinazione ed impegno superiore a prepararsi per affrontare il gigante, iniziano a saggiarne l'effettiva resistenza, se la potenza non è più quella di un tempo ma è solo la parvenza di allora s'iniziano a vedere i primi cedimenti".
Gira lo sguardo verso la platea, li vede tutti impegnati a fissare lo spettacolo, inizia a spingere seriamente, i suoi muscoli si gonfiano e si cospargono di vene, le spalle tendono il tessuto della camicia, il bicipite aumenta di un 30% di volume, stringe il polso e lo storce con veemenza, Tristan si fa prendere in contropiede e velocemente la spinta della professoressa annulla il vantaggio del ragazzo riportando le braccia alla posizione di partenza.
Tristan che inizia ad avere problemi di fiato cerca di mettere in campo le forze residue e blocca l'avanzata e inizia un tira e molla dalla posizione di partenza ad una di suo leggero vantaggio.
Lo stupore si fa massimo vedendo la potenza espressa da quel braccio, alcuni si toccano per allentare la tensione sessuale provocata, molti che avevano invidiato Tristan si ricredono pensando che al suo posto a quest'ora avevano perso di brutto e con una donna affascinante.
Paul nonostante ha capito i trucchetti usati dalla Russo ne è ammirato sta seguendo con attenzione il minimo cambiamento su quel ammasso fantastico di muscoli, è dispiaciuto solo di non vedere le spalle nude in tensione.
"certo la preparazione avuta in precedenza ti viene in soccorso e si riesce a reagire alle prime avvisaglie, ma ormai è chiaro che non c'è più la differenza di un tempo, come conseguenza l'impegno degli altri aumenta e prima o poi uno di questi emergenti più determinato degli altri si è dimostra in grado di ribaltare le posizioni di potere".
questa volta Morgan spinge e seriamente, Tristan di contro può solo opporsi con la massa e la forza della disperazione, non ha più fiato si è fatto portare troppo a lungo a mantenere lo sforzo e adesso è spompato al contrario della Russo che è fresca e rilassata.
Si sente un soffocato ma prolungato oooh mentre il braccio di Morgan spinge senza trovare una decente opposizione e quel braccio enorme si piega fino a quasi toccare il bordo del tavolino, il braccio nerboruto di Morgan sembra entrare al interno del enorme ma rivestito di grasso del bestione.
Tristan cerca inutilmente di fare qualcosa, ormai non può nulla e sta per accettare la sconfitta, la professoressa si gira leggermente con il volto per non farsi vedere da nessuno e neanche dalla telecamera per fargli un occhiolino, Tristan al improvviso non sente più la spinta opprimente di prima, poco alla volta riesce a tornare alla posizione di partenza.
"ma non è detto che la storia si debba ripetere anche questa volta, dipenderà da noi come finirà il confronto e se confronto ci deve essere, la soluzione sembrerebbe semplice basterebbe mantenere lo stesso spirito e impegno iniziale o ci sono altre cose da fare?
Adesso proseguiamo la lezione con un dibattito, ma prima ringraziamo il vostro compagno Tristan che ha recitato bene la sua parte".
Tristan ritorna al suo posto mentre tutti lo applaudono, con sforzo evita di massaggiarsi il bicipite per non mostrare che lui aveva dato il massimo altro che finzione.
Quando vede che tutti gli altri stanno prestando attenzione al braccio destro della Morgan, che mostra ancora i muscoli gonfi ed evidenziati, si sofferma a visionare le tracce lasciate sul suo braccio dal contatto con i muscoli di Morgan, vede le strette strisce rosse delle sue dita sul dorso della sua mano, il livido sul avambraccio sospira e scuote la testa ricorderà in eterno questo giorno.
Gli unici che sapevano la verità erano Morgan e Paul, se Tristan avesse subito spinto al massimo avrebbe vinto ma si era lasciato portare in una gara prolungata e la sua maggiore potenza aveva perso contro la maggiore tecnica e preparazione di Russo, Paul si tocca il braccio quanto vorrebbe sfidarla, non ha la potenza di Tristan ma sicuramente è più preparato e tecnico, con lui vincerebbe effettivamente il più forte, quanto desidera sapere chi lo è tra loro due.
« Ultima modifica: 28 Settembre 2014, 16:38:20 da granarone »

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Re:La FENICE
« Risposta #8 il: 21 Settembre 2014, 14:59:21 »
stupendo! sembrava di vederne il film! (ma se li mandiamo ad hollywood che ce li producano?! :D - magari... ! :)

Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #9 il: 21 Settembre 2014, 15:17:04 »
Grazie a te.

Confido nel seguito.

 ;)
postato spero ti piaccia  ;)

Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #10 il: 21 Settembre 2014, 15:17:46 »
stupendo! sembrava di vederne il film! (ma se li mandiamo ad hollywood che ce li producano?! :D - magari... ! :)
magari  ;)
grazie  ;D

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Re:La FENICE
« Risposta #11 il: 21 Settembre 2014, 17:01:46 »
postato spero ti piaccia  ;)

Appena riesco lo leggo.

;)
MI PIACCIONO BELLE GONFIE

Offline disiomatteo

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Re:La FENICE
« Risposta #12 il: 22 Settembre 2014, 12:24:51 »
Interessante, voglio vedere che direzione prende la cosa.

Posso dire una cosa?
L'osservazione può essere valida anche per altre storie che ho letto.
Ragazzi, non sono certo uno scrittore professionista, anzi...solo una cosa chiedo a chi scrive i racconti: usate i punti; andate a capo, finite le frasi.
Leggere così è pesante proprio fisicamente.
Tutto qui, non mi interessa il livello di espressione o eventuali errori (li fanno tutti, nella scrittura capita).
Spero non sia visto come un intervento presuntuoso, è semplicemente una richiesta generica.

Grazie

Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #13 il: 22 Settembre 2014, 16:26:27 »
per quanto mi riguarda hai ragione, mi rendo conto che spesso uso periodi troppo lunghi ed articolati che dovrebbero essere suddivisi, spero di migliorare e rendere più scorrevoli i miei testi  :-[

Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #14 il: 22 Settembre 2014, 23:10:17 »
Appena riesco lo leggo.

;)
se attendi un altro po' rischi che io posto prima il terzo  :P