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Autore Topic: La FENICE  (Letto 11161 volte)

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Re:La FENICE
« Risposta #15 il: 22 Settembre 2014, 23:25:43 »
se attendi un altro po' rischi che io posto prima il terzo  :P

Scusami tanto amico!

Il concorso di ask mi porta via tanto tempo.

Tutto per poi sentirmi sempre rispondere di no.

 :'(
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Re:La FENICE
« Risposta #16 il: 22 Settembre 2014, 23:44:29 »
Scusami tanto amico!

Il concorso di ask mi porta via tanto tempo.

Tutto per poi sentirmi sempre rispondere di no.

 :'(
tieni duro, se insisti e persisti raggiungi e conquisti  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #17 il: 22 Settembre 2014, 23:50:31 »
tieni duro, se insisti e persisti raggiungi e conquisti  ;)

E' il motto di una delle ragazze contattate.

Tanto anche lei ha risposto di no.

 ;D
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Re:La FENICE
« Risposta #18 il: 24 Settembre 2014, 16:11:09 »
Bella in crescendo di emozioni  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #19 il: 26 Settembre 2014, 00:00:17 »
Bella in crescendo di emozioni  ;)
grazie  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #20 il: 26 Settembre 2014, 17:20:23 »
E' il motto di una delle ragazze contattate.

Tanto anche lei ha risposto di no.

 ;D
si vede che era più dura di te  ;D

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Re:La FENICE
« Risposta #21 il: 26 Settembre 2014, 17:22:33 »
si vede che era più dura di te  ;D

Di me può anche darsi, ma del mio amichetto non credo.

 ;D
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Re:La FENICE
« Risposta #22 il: 26 Settembre 2014, 17:24:33 »
Di me può anche darsi, ma del mio amichetto non credo.

 ;D
questo aspetto non era stato preso nemmeno in considerazione, ritenendo inutile sottolineare l'ovvio  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #23 il: 26 Settembre 2014, 17:49:47 »
questo aspetto non era stato preso nemmeno in considerazione, ritenendo inutile sottolineare l'ovvio  ;)

 ;D ;D ;D
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Re:La FENICE
« Risposta #24 il: 27 Settembre 2014, 16:11:51 »
Paul decide di cambiare tattica, nel aula è troppo complicato e poi lei ha facile gioco nel metterlo in imbarazzo, punta ad incontrarla in un campo neutro, sa che ogni giorno fa jogging alle cinque del mattino nel National Mall e conosce anche dove parcheggia, non l'ha mai vista ma ha mandato una squadra a seguirla.
Ritiene di essere in forma, spavaldo e sicuro di se l'attende al parcheggio, nel attesa pensa a come non gli ha mai visto le spalle e gli addominali scoperti, spera che nella sua tenuta da jogging si mostri di più che in aula.
Controlla l'orologio mancano un paio di minuti alle cinque, esce dalla sua camaro da un occhiata al proprio abbigliamento da jogging, scarpe runner professional della asics nero e silver, pantaloncini rossi old style sopra a dei pantaloni di tuta di cotone tagliati ad altezza ginocchio per coprirsi dalla temperatura rigida, maglia in tessuto termico traspirante a maniche lunghe colore nero con due bande arancioni fosforescenti alta visibilità.
Inizia a fare riscaldamento quando arriva la giulietta rossa di Morgan, come previsto parcheggia accanto a lui proprio sotto il lampione, lei è in piena luce quando esce dalla fiammante vettura, cala la cerniera di un giubbino e se lo toglie, rimanendo così con la tenuta da jogging.
Paul non è rimasto deluso da quello che vede, anche se addominali e spalle sono coperti, ma lo sono da una tuta monopezzo elasticizzata color nero con delle saette di un giallo ad alta visibilità, copre da dieci centimetri sopra il ginocchio fino a chiudersi con un cappuccio sulla testa, le maniche sono appena accennate, ma il tessuto tecnico e così elastico che aderisce come una seconda pelle.
Rimane incredulo mentre la vede stirarsi le braccia verso l'alto,  è come vederla nuda, vede l'incresparsi dei pacchetti addominali  massicci e sporgenti, il tessuto s'insinua nelle pieghe, le sode cupole si stagliano inconfondibilmente verso l'alto mostrando il marcato incavo del decolté.
Morgan si afferra alternativamente le caviglie sollevate dietro le cosce, i muscoli delle gambe modellano curve da capogiro, comprende finalmente che anche in campo neutro lei partirà sempre avvantaggiata, a mente serena deve ammetterlo, lui la desidera lei no, perciò il rapporto è sempre a suo sfavore.
Mentre ragiona su questo la vede che inizia l'ultima fase del riscaldamento, appoggia le mani sul tettuccio della propria macchina si distende in posizione inclinata e poi inizia a spingere, la vede di profilo con quel fisico cesellato che spinge e spinge, nonostante  non superi i 60 kili ed i suoi muscoli non sono così grandi vedere quel corpo aumentare di volume quando spinge gli da la sensazione, errata e priva di reale fondamenta ma gradevole per il suo piacere, che se lo volesse ribalterebbe la macchina con facilità.
Terminato il riscaldamento Morgan è pronta a correre, ha osservato per tutto il tempo senza farsi vedere il tipo che si sta riscaldando accanto a lei, non lo riconosce perché è al buio, rimane sorpresa quando entrambi si posizionano sotto il cono di luce al centro della carreggiata, ma rimane fredda, neanche lei sa se è più arrabbiata o felice per questa mancanza di privacy, "l'agente speciale Paul Willer, che sorpresa anche lei patito del jogging?", "salve professoressa Russo, quando posso mi faccio una corsetta", "che fortuita coincidenza ha potuto farlo adesso e proprio qui, il mondo è proprio piccolo",  "il mondo non saprei ma sicuramente questo è il parco più pittoresco e grande nelle vicinanze sia della Georgtown che della casa bianca, un ottima scelta quasi obbligata per entrambi direi", "se lo dice lei, da quanto fa jogging?", "sono anni ma purtroppo non assiduamente come vorrei", "ma allora come mai la sua tenuta è completamente nuova, poteva togliere il cartellino dalla manica", con espressione stupita segue la direzione del indice steso di Morgan per capire che anche questa volta è stato preso in giro, la risata argentina di Morgan non gli da fastidio sente che sta ridendo con lui e non di lui, "certamente un esperto come lei sa che non conviene fare jogging con scarpe mai usate prima, ma adesso basta chiacchierare, io vado se vuoi puoi venire con me ma vengo a quest'ora per la quiete ed il silenzio, perciò le chiedo di non rovinare l'atmosfera", iniziano la corsa affiancati, Morgan gradualmente intensifica la velocità da corsetta a training professionale, Paul è ben preparato e sopporta l'incremento di velocità, ma durante uno strappetto perde un passo e si trova a seguirla,si deve sforzare per recuperarla, anzi sarebbe meglio deve sforzarsi di volerla recuperare, la vista dei glutei e di tutte le fasce muscolari della schiena è uno spettacolo infartuante sottolineato dalle saette fluorescenti che sembrano indicare le maestose chiappe al buio, quando raggiungono la piscina del riflesso con le luci artificiali che illuminano il monumento dedicato a Lincoln Paul si sente inspirato, "un'atmosfera veramente speciale aleggia in questo luogo", Morgan gira la testa e gli sorride, "ciao", questa volta da un'accelerazione repentina, nulla può fare per rimanergli dietro, la vede allontanarsi e diventare sempre più piccola, dopo trenta metri si ferma e poggia le mani sulle ginocchia, soffia come un mantice, "ma cazzo due sole parole in trenta minuti", scuote la testa e poi riprende la corsa ad un ritmo molto più blando.
Paul demoralizzato raggiunge dopo un'altra mezz'ora la sua macchina ma li ha una sorpresa che pensa sia positiva, Morgan si trova seduta al interno della propria macchina, sembra attenderlo, quando gli sguardi s'incrociano lei sorride, "ci vediamo la prossima volta", mette in moto e si allontana.
Il giorno dopo Paul era di nuovo li, aveva dovuto ricorrere al aiuto di un podologo le scarpe nuove erano state deleterie, si erano formate vistose vesciche, era giunto con venti minuti d'anticipo, si stava riscaldando quando giunse puntualissima a bordo della sua alfa romeo, parcheggiò al solito posto, stavolta Paul per ammirarla meglio aveva parcheggiato di fronte e non a lato come la mattina prima.
Nonostante indossasse lo stesso tipo indumento era ancora più conturbante, era nero con grossi inserti color carne molto strategici, in quei punti sembrava nuda con quella scarsa illuminazione l'effetto si accentuava, mettevano in risalto l'area degli addominali,  le cosce e i deltoidi.
Così vestita il suo allenamento sembrò per Paul un intrigante spettacolo sexy, il veder contrarre e flettere quei muscoli così ben definiti e sinuosi era eccitante come nessuno spettacolo che avesse visto prima di allora.
Come termina il riscaldamento si ritrovano al centro della carreggiata, per Paul risulta normale sorridere spinto dal allegria che stranamente trasmette in quel momento Morgan, "pronto per un'altra corsetta?", "ma certo", indica i suoi piedi, "problemi con le scarpette agente speciale?", "niente di grave una piccola vescica", "allora iniziamo più adagio", parte con un passo modesto, Paul è sorridente sente che sta facendo breccia.
Anche questa volta ad intervalli regolari incrementa il ritmo, dopo mezz'ora le vesciche  iniziano a farsi sentire ma lui stringe i denti, improvvisamente Morgan gli parla rompendo il silenzio, "come ti senti agente speciale?", "abbastanza bene, almeno credo non preoc ..." incredulo la vede di nuovo ri accelerare in maniera irresistibile per lui, ci prova a stargli dietro con il risultato che dopo dieci minuti deve fermarsi esausto e dolorante, prosegue camminando dopo quasi un'ora giunge alla macchina, tutto il tempo trascorso ha rimuginato su quello che è successo, non capiva se la reazione spropositata era dovuta al fatto che aveva detto una bugia o per il fatto che era cascato in un suo inganno ed aveva parlato.
Questa volta Morgan non c'era, ci aveva messo troppo tempo, triste e sconsolato apre lo sportello ma gli occhi cascano sul tergicristallo anteriore, c'è un foglietto, ha delle palpitazioni è sicuramente un suo messaggio, lo apre e legge lo striminzito messaggio, poche parole che lo fanno agitare ancora di più, "non hai ancora imparato che il silenzio è d'oro mio pinocchietto, alla prossima agente speciale" firmata con una grande m e lo stampo delle carnose e vermiglie labbra.
Paul è così sconvolto da lei, dai suoi enigmi e dal suo fascino, che fa qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare, si prende un giorno libero, come tutti i suoi colleghi sa che non potrà mai stare vicino al suo protetto 24 ore su 24 per 365 giorni al anno ma mai e poi mai sposterebbe un turno, il rischio che proprio in quel intervallo di tempo  succeda qualcosa e loro si sono allontanati li fa star male, ma deve curare i piedi e lasciarli a riposo, non può mancare al appuntamento se poi di un appuntamento si tratta.
Passa la giornata a curarsi e ad approfondire le sue conoscenze su Morgan, rivede il capitolo della famiglia e finalmente nota un particolare fondamentale per comprenderla, la data di morte della madre, 11 settembre 2001, fa un una piccola indagine ed effettivamente come pensava la madre di Morgan era una dirigente di una società con sede al 93° piano della torre nord delle torri gemelle di new york e perì nel attentato terroristico.
Finalmente aveva una chiave di lettura sulle scelte di Morgan, quel fatto doloroso l'aveva convinta a cambiare vita forse per cercare vendetta, non conosceva i dettagli ma adesso erano plausibili le sue scelte.
Vide che erano vivi solo i nonni paterni che si erano trasferiti in Italia sei anni prima, mentre della famiglia della madre l'unico sopravissuto era il fratello maggiore sposato e con due figli più giovani di Morgan di più di dieci anni, lo zio direttore di banca in un paesino del Oregon, scartabellando tra le licenze godute negli anni risultava molto legata ai nonni, almeno una volta l'anno si recava da loro ma più spesso erano due le volte, per il resto ad eccezione di un paio di vacanze in Oregon la sua meta esclusiva era New York.
Spulciò bene ma non trovò un altro legame oltre la morte della madre tra Morgan e New York, non c'era niente che riconduceva a lei, non sapeva che in quei casi divedeva il suo tempo tra le visite a ground zero e la sua permanenza a New Heaven presso la sede della Yale university, Morgan negli anni mantenne i contatti con il suo professore e mentore e proseguì con la sua preparazione accademica.
Rivide anche il suo ruollino presso l'accademia di Annapolis, lo colpì le sue partecipazioni al torneo di boxe dei cadetti, primo anno battuta al primo turno della categoria fino a 57 kg, secondo anno vittoria della categoria fino a 57 kg, terzo anno vittoria della categoria fino a 57 kg e assegnazione del golden glove per essere stata eletta miglior pugile pound for pound del intero torneo, quarto ed ultimo anno vittoria nella categoria fino a 63 kg e nuovamente golden glove, da questo lui leggeva che era una che s'impegnava e non smetteva fino al raggiungimento del obbiettivo prefissato.
Per rilassarsi accese il computer e richiamò il sito con le immagini selezionate delle lezioni, vedere quei muscoli così attrattivi e sapere che erano semplici contrazioni rubate durante un naturale movimento lo eccitavano maggiormente perché immaginava  cosa potesse fare se si impegnava in reali prove di forza, l'unica da lui vista era stato il braccio di ferro con Tristan ma quello lo teneva per momenti particolari, era più adatto per finire la serata.
Rivedendo tante di quelle scene in successione gli ritornò in mente che mai aveva mostrato scoperte spalle, decolté ed addominali, per questi ultimi poteva comprenderlo, in fin dei conti era una professoressa nella sua aula ma il fatto che portava sempre camicie abbottonate o maglie accollate questo era più strano, un altro dilemma che avrebbe voluto scoprire.
Nel pomeriggio si recò nella loro palestra e si applicò ad un duro allenamento concentrandosi sulle braccia e sugli addominali, terminato si guardò nudo allo specchio, era soddisfatto il suo fisico era ben costruito, tonico e massiccio, si toccò il suo notevole six pack mentre indugiava rivedeva in testa gli addominali di Morgan rivestiti da quel sottile strato di tessuto elasticizzato, erano sicuramente più sporgenti e definiti dei suoi e lui era stato una buona ora ha spingere come un ossesso, in quel momento avrebbe voluto indugiare su quei solchi profondi come canyon in formazione.
Per la terza mattinata consecutiva Paul arrivò al parcheggio prima di lei, Morgan splendida come al solito giunse puntuale alle 5: 00, indossava un altra tuta integrale come gli altri ma questo era blu navy con una banda verticale bianca catarifrangente che terminava con le punte di una freccia, in alto davanti in basso nel retro, l'ammirava nel suo solito riscaldamento e rifletteva su quanti di quei body era in possesso.
"io vado tu sei pronto?", "certo", il ritmo imposto è blando, ma incrementa ogni cinque minuti, dopo un po' gli rivolge la parola, "hai ancora problemi con i piedi?", Paul memore del giorno prima non risponde e prosegue in silenzio, "uh uh uh, guarda agente speciale ieri non mi hai infastidito perché hai risposto, ma perché dove bastava un si o un no stavi per proporre una filippica inutile", vuole credergli, "non risento di problemi", "bene allora mettiamo alla prova le tue gambe", accelera in maniera traumatizzante per le gambe non così allenate di Paul, gli vede allargare il compasso delle sue lunghe leve e allontanarsi inesorabilmente, prende subito una decisione nessuna rincorsa folle prosegue con il suo passo spera che il distacco non sia cosi elevato alla fine e possa rivederla al parcheggio.
Mentre riparte la vede stagliarsi contro la luce di un lampione mentre al culmine di una rampa svolta a destra, la sua figura muscolosa sembra nata apposta per correre, tutti i muscoli allungati ed in tensione la fanno somigliare ad un agile gazzella, quasi inciampa per mirarla.
Sette minuti di corsa solitaria quando raggiunge l'angolo della piscina riflettente, nota subito qualcosa di strano a circa trenta metri da lui a metà del lato lungo sembra ci sia un po' di agitazione, c'è un gruppetto che discute, nota subito la presenza fisica e statuaria di Morgan, la sua silhouette è inconfondibile, con le armoniose gambe le natiche sollevate e giustamente sporgenti, fianchi stretti, seno alto e tondo, spalle larghe e testa avvolta dal cappuccio, intorno a lei ci sono quattro uomini che parlano a voce alta, sono tutti più alti almeno di dieci centimetri di lei, resosi conto che non è stata avvertita la sua presenza si sposta dietro la vegetazione e si avvicina senza essere visto.
Nella sua manovra d'avvicinamento, resa complicata dal essere in penombra nella vegetazione, non perde di vista il gruppetto, ormai è a neanche dieci metri da loro in linea d'aria, distingue i volti grintosi dei quattro uomini, poco più di ragazzi ma veramente massicci e minacciosi, portano i colori di una nuova banda più della periferia est della capitale,  sono quattro afroamericani malvestiti alla moda dei ghetti jeans rovinati ed abbassati per far vedere la marca del intimo, canottiere bianche che lasciano vedere le braccia enormi e i tatuaggi elaborati ma di scarso pregio, segno che sono stati fatti in carcere, distingue bene quello che dicono.
"allora gallinella quando arriva il tuo fidanzato?", la vede voltarsi e guardare ansiosa dietro di lei, poi ritorna a rivolgersi a quello che sembra il capo dei quattro, "doveva essere già qui, forse gli è successo qualcosa, è meglio che torno indietro a vedere" fa per girarsi ma una grossa mano callosa la trattiene per la spalla destra, con gesto infastidito la scaccia con un buffetto e si gira verso la teppaglia.
"calma bambolina, qui si rischia di fare cattivi incontri, è molto meglio che rimani con noi, ti proteggiamo altro che il tuo fidanzato fantasma, in cambio ci farai solo dei regalini, che dite negri non vi sembra giusto? (spiegazione per i sensibili al argomento, il termine negro è quello consueto in uso tra le gang composte da afroamericani e per questo viene riportato nei loro dialoghi, ndr)", "Marcus dici solo grandi verità", "puro vangelo le tue parole negro", "visto anche loro sono d'accordo, oggi avrai l'onore di farti quattro bei negroni, vedrai non ritornerai più indietro, quando si assaggia il cioccolato fondente non si ritorna dalla molliccia panna", mentre lo dice allunga la mano per stringere una delle appetitose tette di Morgan.
Paul ha avuto un momento di ripensamento quando ha visto il volto speranzoso di Morgan cercarlo seguito da un attimo di smarrimento non vedendolo giungere, si sforza per non correre in suo aiuto, si limita ad avvicinarsi il più possibile rimanendo ben coperto.
Paul valuta con occhio clinico il quartetto, sono sicuramente avversari pericolosi, da solo ritiene che non riuscirebbe a sopraffarli, probabilmente c'è ne è almeno uno di troppo, ma anche contro solo tre di loro sarebbe una lotta complicata e dal risultato altalenante con probabilità da parte di entrambe le parti di vincere, non vorrebbe lasciarla li da sola a vedersela con quei quattro, ma il desiderio di vederla in azione senza remore è così tangibile da sembrare fisico, si appresta a godersi lo spettacolo sperando nella ciliegina finale, il suo intervento che la salverà dagli ultimi aggressori rimasti in piedi.
Vedendo quella mano avvicinarsi al suo corpo rende Morgan furiosa e gli fa allo stesso comprendere che non può più indugiare, la vacua speranza di cavarsela senza uno scontro fisico è definitivamente svanita.
Agisce e schiaffeggia violentemente il dorso della mano protesa, come una molla questa torna indietro contro il corpo del bestione, il suo sorriso si trasforma in un ghigno rabbioso, "puttana che credi di fare? più ci fai arrabbiare e maggiore sarà il dolore che proverai, dai negri ammorbiditela un po'", i tre si lanciano con ferale aggressività contro l'avvenente donna, il primo scopre che quella davanti a loro non è un agnellino sacrificale, ma assomiglia di più ad una tigre.
Morgan con estrema facilità entra nella sua guardia e con un gancio allo stomaco ed un montante al volto lo mette a terra, il secondo teppista carica con un largo montante senza riuscire a colpirla ma la fa indietreggiare, il terzo subentra e con violenza la colpisce con un calcio a giro sullo stomaco, presa in contropiede sente il colpo e viene sospinta al indietro sbattendo contro un albero, si tocca la nuca indolenzita ma non perde d'occhio gli avversari, quello che l'aveva colpita si lancia in salto contro di lei per colpirla con un pugno in faccia.
Fredda attende l'ultimo istante per spostarsi di quel tanto per evitare la mano che s'infrange letteralmente contro il duro arbusto, senza pietà per le urla strazianti afferra con entrambe le mani l'uomo e lo scaraventa contro l'albero, un impatto frontale devastante ricade al indietro svenuto, colti di sorpresa i tre perdono un istante e lei lo usa per non lasciarsi indietro dei pericoli, colpisce con un calcio dato lateralmente il naso del uomo già svenuto, per dei giorni non potrà dare fastidio a nessuno.
Il Boss urla "puttana cosa hai fatto a George, non te la caverai sei morta, tu non lo sai ancora ma sei morta puttana", l'afroamericano che inizialmente aveva subito i due pesanti pugni estrae un coltello a scatto, sorridenti ma prudenti e circospetti i tre avanzano in semicerchio.
Morgan ha occhi solo per quella lama d'acciaio, in cuor suo attende ancora l'arrivo del agente speciale, ma sa che deve reagire e fare affidamento alla sua preparazione, non può dargli altri vantaggi, si deve impegnare al massimo per sperare di sopravvivere.
Lo scontro non parte bene per lei, subisce un paio di pugni al costato quando si scopre per evitare gli affondi del coltello, comprende che deve cambiare tattica, stava puntando a disarmarlo ma così non andava si scopriva troppo e se non era per i suoi addominali granitici sarebbe già stata soprafatta.
Parte in attacco fintando un calcio contro il polso armato, vedendo allontanata temporaneamente la minaccia ruota e facendo perno con il destro colpisce in faccia il boss mandandolo contro l'altro teppista, con rapidità avanza contro quello armato deve approfittare del momento di libertà che si è creata per affrontarlo uno contro uno.
Morgan avendolo isolato riesce con facilità ad evitare l'affondo ed afferrare il polso, la sua presa è ferrea e non sente del pugno che con l'altra mano gli rifila sul avambraccio, puntella i piedi e lo tira allontanandolo alla sua destra, con il ginocchio destro lo colpisce d'incontro allo stomaco e contemporaneamente gli torce il polso che fa un rumore sinistro, questi urla e lascia cadere il coltello, quando lascia il polso fratturato ed ormai innocuo scatta ed avanza il braccio piegandolo, il suo avambraccio destro impatta ad alta velocità contro la bocca del teppista che crolla svenuto con la bocca devastata.
Con l'avversario ormai fuori gioco presta attenzione al arma, riesce con un calcio ad allontanare il coltello gettandolo nella vegetazione, non lo sa ma ha sfiorato Paul.
Morgan nulla può contro l'attacco combinato del boss e del ultimo teppista, deve subirlo, la prendono in contropiede mentre lei è impegnata ad allontanare l'arma, subisce in serie due pugni al corpo ed un calcio sotto il ginocchio, riesce a divincolarsi tuffandosi in avanti ed effettuando una capriola, così si avvicina al bordo del enorme piscina.
Ritrova subito la posizione verticale e si mette in guardia, analizza la situazione, non è ancora salva ma adesso è fiduciosa, due dei suoi avversari sono a terra e non si alzeranno più, per oggi almeno, fisicamente sente dolore in vari punti del corpo ma non ha niente di rotto, può benissimo sopportare il dolore in varie occasioni ha dovuto sopportare ben peggio, i due ancora in piedi se non tirano fuori delle armi sono largamente alla sua portata.
Ha deciso, lascia a loro la prima mossa, li attende muovendosi felina effettuando dei kata, nel farlo il suo corpo mostra come i suoi muscoli sembrano formati solo per quello scopo, i bicipiti si contraggono mostrando al culmine dello sforzo il loro volume massimo, le gambe sembrano fatte di marmo, ma pur mettendo sotto sforzo la muscolatura i movimenti sono fluidi.
I due teppisti pur furiosi e decisi a vendicarsi hanno un attimo di ripensamento, vedendola così marziale la temono, quel fisico muscoloso e sinuoso che li aveva attratti sessualmente adesso li spaventava, i suoi muscoli gonfi sembravano degli artigli minacciosi pronti a ghermirli, ma durò poco la loro predisposizione alla violenza ebbe la meglio e al unisono scattarono contro di lei.
Morgan diede una dimostrazione di autocontrollo e potenza, parava e bloccava ogni loro attacco e continuava a muoversi infiltrandosi tra di loro e aggirandoli, questo li spiazzava e li rendeva goffi.
Paul che in vari momenti aveva sentito il desiderio di intervenire adesso era rilassato e si stava godendo l'estrema abilità di Morgan, era stupito dalla sua freddezza e dalla sua tecnica, ma quello che lo stava eccitando era come i muscoli si modellavano accompagnando i movimenti fluidi della donna, in alcuni casi subiva anche dei colpi ma non cedeva, ribatteva colpo su colpo e adesso era li splendida che stava sopraffacendo forze preponderanti, una sexy Davide stava rompendo il culo a quattro bestiali Golia, questo andava al di là dei suoi sogni.
Erano trascorsi tre minuti da quando Morgan stava duellando con i due aggressori sopravvissuti, la sua freschezza atletica stava facendo la differenza, i due erano in un bagno di sudore e i movimenti si erano fatti più lenti, il boss cercò di portare un diretto destro, lei rimase in equilibrio sul piede sinistro spostò il busto alla sua sinistra e con la mano destra gli bloccò il polso in movimento, poi il piede destro saettò compiendo un arco e il collo del piede colpì il volto del boss, come un sacco vuoto crollo a terra.
L'altro teppista con un gancio colpì in pieno lo stomaco di Morgan che si piegò leggermente in avanti svuotò velocemente l'aria dai polmoni e poi inspirò con il naso e parò il secondo pugno diretto al suo volto, ne parò un altro e quando ormai aveva assorbito i postumi del colpo subito passò ad attaccare, la sua perizia tecnica che gli aveva fatto vincere due golden gloves ad Annapolis gli rese facile tempestarlo di colpi, non li affondò fino al decimo e decisivo, un uppurcut sul mento che lo fece volare al indietro, in aria il corpo inarcò la schiena e poi s'inabissò nella acqua poco profonda della piscina.
Il contatto con l'acqua fredda fece riprendere il teppista, agitandosi e sputando l'acqua bevuta raggiunge il bordo di pietra e ci si adagia sopra tenendo il busto fuori, come svuotato d'energia si accascia lentamente e sviene.
Morgan che aveva fatto un paio di passi indietro per evitare gli schizzi, rivolse l'attenzione al boss, si stava riprendendo, il colpo precedente molto spettacolare non era definitivo, soprattutto contro un uomo robusto e pratico di scontri, goffamente si stava rialzando, glielo lasciò fare, per sua sfortuna mentre attendeva di vederlo in piedi notò uno strappo ad elle sul ventre della sua amata tuta, il tessuto ricadeva su se stesso formando un triangolo isoscele di circa otto centimetri di lato scoprendo parte del pacchetto addominale della professoressa, questo particolare la mandò su tutte le furie, "stronzo (detto in italiano ndr )".
Una tempesta di colpi travolse il teppista che iniziò a difendersi piegandosi con il busto in avanti e mettendo le braccia a coprire la testa a mo di tartaruga, Morgan scaricò contro di lui un calcio rotante che lo colpì sulle costole, il suo corpo scattò di lato, la corsa terminò prima perché due mani saldamente l'afferrarono e lo raddrizzano, il boss guarda il volto di Paul, "e tu chi cazzo sei?", l'agente speciale sorride sentendolo biascicare, ritrae indietro il destro e lo stende con un diretto al mento.
Morgan sorpresa vede Willer spedire nel mondo dei sogni l'ultimo teppista, finalmente si può rilassare, il corpo non smette di trasmettergli segnali di dolore, si piega in avanti e mette le mani sulle ginocchia, inspira con il naso e ed espira con la bocca regolarmente e rumorosamente, Paul da un occhiata in giro i quattro non possono muoversi al momento e non sono pericolosi.
Rimanendo a circa cinque metri da Morgan Paul inizia a parlare, "va tutto bene?", lei rimane piegata ma alza la testa per guardarlo, "sinceramente stavo meglio prima, ma per le dieci sarò pronta per la lezione, come mai ci hai messo così tanto ad arrivare, non credevo di essere andata così veloce?", come ha parlato riabbassa la testa.
Paul si agita un po' non aveva pensato che glielo avrebbe chiesto, veramente non aveva pensato a quasi niente, negli ultimi minuti era stato preda dei suoi istinti e desideri, ogni sua azione aveva poco a che vedere con la riflessione, ed ancora il sangue deve essere maggiormente concentrato in altre parti del suo corpo e non sta ossigenando il cervello, l'unica cosa che riesce a dire è la verità.
"veramente sono arrivato prima che iniziasse l'aggressione", vede il ritmato sussultare del corpo dovuto alla respirazione forzata bloccarsi repentinamente, per alcuni secondi Morgan rimane immobile supina poi alza il busto e si mette le mani sui fianchi con le gambe leggermente divaricate.
Paul si sente trafiggere da quello sguardo glaciale, i due occhi della Russo sono due fessure e lo fissano, una vena sulla fronte del ex seal pulsa freneticamente, finalmente rompe il silenzio, "sei rimasto a guardare che mi aggredivano?", "si potrebbe anche dire cosi", "come si potrebbe dire cosi? Spiegati come potrebbe anche dirsi?", "che io da acuto osservatore particolarmente attento anche ai pur minimi dettagli ho voluto sfruttare l'imprevista occasione per verificare che il dossier su di te era corretto, sai in caso di un attentato è utile sapere che nelle vicinanze c'è qualcuno che può assisterti", "per verificare un dossier hai lasciato che quattro energumeni mi attaccassero, mi colpissero ripetutamente, ti rendi conto che erano anche armati?", vorrebbe rispondere ma la vede che inizia a muoversi, con piccoli passi si avvicina a lui.
In questo momento non vede la bella donna che anela ma una feroce belva pronta a colpirlo, comprende cosa hanno provato i due teppisti quando la vedevano realizzare i kata, non sa cosa fare, gli piacerebbe sostenere dei match con lei ma in palestra come allenamento, certo anche un po' più pesante del solito per verificare chi è più abile e potente, certamente non vuole picchiarsi in mezzo alla strada mentre una dei due è inferocita ed alterata, una cosa è certo se l'aggredisce per prima lui si difenderà ma per il momento non si posiziona in guardia non vuole dargli la sensazione che cerchi lo scontro.
Pur nella tensione immensa che lo pervade nota che il body di Morgan è completamente impregnato dal sudore, gli fissa per un istante i capezzoli si riconoscono anche le aureole, ma è solo per un istante, Morgan ormai è a neanche un metro da lui.
Avanza a testa bassa sta stringendo così intensamente i pugni che i tendini degli avambracci e i bicipiti vibrano per la tensione ...
« Ultima modifica: 18 Aprile 2016, 21:41:58 da granarone »

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Re:La FENICE
« Risposta #25 il: 28 Settembre 2014, 16:38:48 »
Corretta la punteggiatura  :-[

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Re:La FENICE
« Risposta #26 il: 30 Settembre 2014, 16:48:03 »
Corretta la punteggiatura  :-[
più scorrevole nella lettura, ma anche prima si faceva leggere  ;)

Offline femabsaresexy

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Re:La FENICE
« Risposta #27 il: 30 Settembre 2014, 16:49:22 »
Sempre più affascinante, scalpito per sapere come finisce la loro storia  ;)

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Re:La FENICE
« Risposta #28 il: 30 Settembre 2014, 23:37:00 »
attendo con ansia il sexy selvaggio pestaggio... o cos'altro?! :))

Offline granarone

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Re:La FENICE
« Risposta #29 il: 02 Ottobre 2014, 07:29:17 »
Sempre più affascinante, scalpito per sapere come finisce la loro storia  ;)


attendo con ansia il sexy selvaggio pestaggio... o cos'altro?! :))

grazie ma ci vorrà del tempo   ;)