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Autore Topic: Questa è l'ultima volta  (Letto 12977 volte)

Offline granarone

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Questa è l'ultima volta
« il: 11 Maggio 2015, 00:49:08 »
Sono due settimane che mangio con gli occhi una ragazza sul autobus, con mia gradita sorpresa dopo la sua prima eterea apparizione è diventata un ospite fisso del 710 delle 17 e un quarto.
Godo della sua visione per circa venti minuti cinque giorni la settimana, io salgo a via Matricardi dopo aver finito di lavorare lei è già sopra l'autobus, scende una fermata prima di me, entrambi scendiamo su via Doria Pamphili lei al altezza di Santa Sofia io a San Pancrazio, sessanta metri a piedi e sono a casa e mentre mi faccio la doccia ripenso a lei ogni volta, mi ha preso completamente.
Deve lavorare in una palestra, lo deduco dal suo abbigliamento, dalla borsa a tracolla con il logo di una palestra del quartiere e dalla sua splendida forma fisica.
La vedo sempre in piedi, le braccia da concorso sono sempre in bella vista con bicipiti e tricipiti gonfi mentre si tiene alle sbarre di sostegno, sogno che realizzi un pull up, mostra le ampie spalle parzialmente coperte dalla fluente chioma castano chiaro, le gambe muscolose da ballerina e i glutei alti e sporgenti da brasiliana, il tessuto elastico veste come una seconda pelle il six pack ultradefinito e i suoi body sono sempre scollati mostrando il suo petto rigoglioso,


tutti i presenti la fissano come faccio io, purtroppo non tutti sono di ammirazione qualcuno si mostra schifato per tutta quella massa muscolare così ben distribuita su di un fisico da top model,
li odio quei deficienti, sarò prevenuto ma io sono da sempre affascinato dalle fitness model anche di quelle leggermente più grosse ma che mantengono una notevole femminilità senza segni di steroidi, come lo è lei del resto, mi ricorda molto una delle mie preferite Pauline Nordin, sia nel fisico imponente che nel volto affascinante, sicuramente è più alta della rinomata campionessa, è alta poco meno del mio metro e settantotto,non vorrei dire eresia ma mi sembra addirittura più bella della Nordin.
nessuno sembra avere il coraggio di avvicinarsi a lei, gli rimane sempre un area intorno libera che mi permette di ammirarla meglio, non mi sono mai trovato così vicino ad una ragazza che rispecchia alla perfezione il mio ideale estetico.
Oggi ho preso la decisione proverò ad abbordarla, lo faccio perché sono euforico ho ricevuto l'agognata promozione a direttore della agenzia dove lavoro da otto anni, domani è il mio 30 compleanno, se il detto è giusto non c'è due senza tre, mi auguro che posso festeggiare anche l'inizio di una nuova meravigliosa storia.
Entro nel autobus e la noto subito, così splendida e isolata, vedere la perfezione del suo corpo mi manda un po' in bambola, rimango dieci minuti a guardarla avvicinandomi un metro a fermata, sento le mani umide di sudore, cerco di specchiarmi sulla lamiera zincata laterale del obliteratrice mi sporgo verso lo specchio che usa l'autista per guardare la porta di discesa ma non riesco a verificare se sono in ordine, guardo fuori dal finestrino e faccio mente locale, cazzo mancano due fermate alla sua, devo muovermi.
Mi avvicino a lei, quando si gira per osservarmi prendo coraggio e ... cazzo mi dimentico cosa volevo dirgli, mi esce, "ciao, stai andando in palestra? sono un paio di settimane che ti ho notato qui sul autobus", lei mi squadra e mi parla con un dolce accento piemontese, "io invece non mi ricordo di averti mai visto, scusa questa è la mia fermata", si muove e per raggiungere in fretta la porta mi sposta con una spallata, posso verificare la durezza del suo corpo mentre scappa via dalla mia goffaggine scendendo una fermata prima della sua, cazzo ma che coglione sono.
La serata la trascorro nel mio appartamento non come me lo ero immaginato, per oggi niente donne e champagne mi devo accontentare di pip.e e gassosa.
Ormai ci ho messo una pietra sopra, spero solo che almeno potrò godere ancora della sua visione celestiale.
Salgo sul autobus, noto subito una differenza rispetto agli altri giorni ogni tanto si volta e si guarda intorno, m'immagino che mi sta cercando e sorrido a questo pensiero, i suoi occhi si fermano su di me si gira e mi indica, cazzo, stava cercando veramente me,
Subito nella mia mente si sovrappongono varie motivazioni nel suo ricercarmi, ma nessuna è positiva, che si sia incazzata perché infastidendola l' ho fatta scendere alla fermata sbagliata?
più si avvicina e più mi soffermo sulle sue braccia, per fare un suo bicipite devo usare tutti i miei, ed intendo compresi quelli femorali, per fortuna siamo in un luogo pubblico circondati dalla gente, questo mi permette di mantenere un certo contegno.
L'ansia non mi aveva permesso di notare che sta sorridendo, come al solito si forma un area di vuoto intorno a lei, ed io ne rimango risucchiato al centro, "devi scusarmi per ieri ero incavolata per una lite stupida che avevo avuto in precedenza e me la sono presa con te in maniera esagerata",
La divina ragazza si stava scusando con me, uaho che regalo di compleanno, "non era necessario che ti scusavi", "lo so ma mi andava", ritiene di aver concluso e ritorna alla sua solita postazione, sono interdetto rimango li a rimuginare per troppo tempo e la vedo scendere alla sua fermata senza aver detto o fatto niente.
Stasera neanche gassosa non me la merito solo pip...
Mi sveglio tutto eccitato nel mio letto matrimoniale, mio padre sette anni fa quando fu il momento di comprare una casa a mio fratello maggiore che si sposava per evitare favoritismi e dato che in quel momento poteva permetterselo acquistò due appartamenti arredati identici nel suo stesso palazzo lasciandoci solo un piccolo mutuo da pagare, minore del affitto che pagavo a suo tempo per un buco squallido ai confini del mondo, lo fece per avere gli eventuali nipoti vicini, solo che mio fratello due anni fa con la sua famiglia si è trasferita in una villetta a Trigoria, dato che io non davo speranze dal punto di incremento demografico i miei l'anno dopo seguirono a trigoria Marco e i loro tre nipotini vendendo il loro appartamento lasciandomi unico rappresentante della famiglia, il mio appartamento è troppo grande per me ma ormai ci sto bene e con un solo mezzo pubblico in venti venticinque minuti raggiungo il lavoro, per Roma è quasi un miracolo.
Tutto il giorno a lavoro penso come comportarmi con lei, mi ha lasciato lo spazio per un secondo tentativo e lo farò oggi, certo che non possa essere peggio della prima volta.
Mi avvicino subito a lei, mi guarda incuriosita, bene almeno non sembra infastidita, "ciao, ieri sono stato sciocco non mi sono scusato per averti infastidito il giorno prima con il mio approccio inappropriato , ti vorrei offrire da bere per scusarmi", mi guarda e poi si allarga un sorriso smagliante sul suo viso affascinante, "scusa fammi capire bene, ti vuoi scusare per aver tentato un approccio maldestro riprovandoci?",
cazzo non ci avevo pensato, ma che serie di figure di merda sto facendo, lei continua a sorridere e poi mi dice,
"lo sai che sei proprio un bel tipo", mi spiazza la sua risata argentina, poco prima di arrivare alla sua fermata si accosta a me, sono costretto a girarmi verso di lei, ci fronteggiamo, "per essere chiari ...", mi mette la mano destra sul petto e la ruota stropicciandomi i vestiti, " qui ti manca qualcosa ...", con la sinistra mi afferra i genitali e storce la bocca e mi fa l'occhiolino, "e qui hai qualcosa di troppo, ciao alla prossima",
Mi lascia basito ed eccitato, il mio pene non si rende conto che la mano che lo ha stretto apparteneva ad una lesbica, certo che brutti scherzi fa il destino mi fa incontrare la donna che desidero da una vita e poi mi fa scoprire che è omosessuale.
Da quel giorno passiamo il tempo a chiacchierare amabilmente, non sono più teso vista la mancanza di tensione sessuale, ma gli stimoli rimanevano almeno per quanto mi riguarda, poteva dire quello che voleva la mia speranza era quella di farla ricredere.
"lo sai che ancora non ci siamo presentati, io sono Paolo", "io sono Alessia", "il tuo accento è piemontese?", "si vengo da Verbania", "sul lago maggiore?", "si", "da quanto ti trovi a Roma?", "da quando mi hai visto la prima volta, un'amica mi ha trovato lavoro qui e mi ospita", "lavori in palestra?" annuisce, "cosa insegni?", "faccio il personal trainer e insegno boxe preagonista e Krav maga", "cra.. cosa?", lei sorride e con l'indice scorre sulla scritta che fa bella mostra sulla tshirt proprio sotto la profonda scollatura -beware krav maga instructor- leggo ma mi perdo nella visione di quel seno da infarto,
"scusa cos'è il krav maga?", "è una tecnica di autodifesa, sai noi ragazze debolucce dobbiamo imparare qualcosa per difenderci da voi maschioni arrapati".
dopo dieci giorni dal nostro primo colloquio Alessia mi spiazza, "abiti da solo?", "si il mio appartamento si trova qui vicino la fermata dopo la tua", chissà dove vuole arrivare,
"è spaziosa o è un monolocale?", "non mi lamento, posso anche ospitare delle persone nella seconda camera da letto", sembra che gli ho detto che gli regalerò un milione di euro per quanto è felice,
"notizia eccezionale, ti voglio fare una proposta che non puoi rifiutare, ho rimorchiato una biondina da paura in palestra ma lei sta in vacanza a Roma con la sorella gemella, mi serve un etero che mi faccia da spalla, ti assicuro sono gemelle omozigote svedesi entrambi bellissime, ma una è etero ed una omosex, che dici ti va di fare doppia coppia con me? non saprei a chi altro chiederlo".
Come ben capite ci ho riflettuto qualcosa come dieci undici millionesimi di decimo di secondo prima di dare il mio assenso.
Rimanemmo d'accordo che lei sarebbe arrivata prima nel pomeriggio di sabato per aiutarmi a cucinare e per conoscere bene la tana come diceva lei, giocavamo in casa e voleva tutti i vantaggi del caso.
Quando la vedo sulla soglia della mia porta quasi stramazzo a terra, stivali neri al ginocchio con tacchi altissimi, mi devo piegare verso l'alto per guardagli gli occhi, il basso ventre è inguainato in un micro pantaloncino elasticizzato, non porta intimo, come può notare chiunque metta l'occhio sulla sua marcata impronta del cammello, l'addome è scoperto e il six pack è messo in bella mostra, il top che indossa e una canotta tagliata che cala dal petto con la sola funzione di coprirlo senza sostenerlo con la scritta born for the sex, al braccio porta un casco integrale nero,
"sei venuta in moto?", "no lo porto nel caso mancava una pentola o per utilizzarlo come insalatiera", poi mi da una pacca sulla spalla e ride, "te lo chiedevo perché se vuoi nel mio box uno scooter c'entra",
mi accarezza il mento, "ma quanto sei dolce, si meglio se mettiamo il mio scooter nel tuo box", abito al quarto piano, faccio per chiamare l'ascensore, "dai Paolo un po' di moto non ti fa male", inizia a scendere le scale io la seguo perché la visione del suo corpo seminudo in movimento mi eccita, solo adesso posso leggere la scritta sul retro del top - attention deadly sex-.
Alla faccia dello scooter, una ducati monster s1200 rossa fiammante, "ti piace il mio gioiellino? un giorno ti porto a fare un giro fuori città sempre se non hai paura della velocità".
Posato lo scooter ritorniamo di sopra io rimango in silenzio rimugino sulle braccia spaventose che aveva mentre spingeva a folle la moto, non so dire chi meritava di più l'appellativo di monster se la ducati o le braccia divine di Alessia,
 mi chiede di fare un giro del appartamento, alla fine è soddisfatta mi ha tartassato di domande sembrava un agente immobiliare che studia una casa da vendere,
"non è troppo grande per starci da solo?", "ormai mi sono abituato".
Vista l'ora ci mettiamo a cucinare, devo dire che quando vuole è molto simpatica, le due ore a preparare sono un susseguirsi di risate e momenti gioiosi sembra che abbiamo una complicità provata negli anni.
Non rimango deluso dalle gemelle svedesi, sono veramente belle Inga e Mallory, Mallory è la mia.
Mallory è certamente la ragazza più bella che ho mai avuto, non parliamo poi in confronto di quella stracciamaroni di Gioia che per dare retta a mia madre stavo quasi per sposare due anni fa, ma nonostante questo i miei occhi erano solo per la voluttuosa e sexy Alessia, che dire il suo fisico statuario era accompagnato da una naturale movenza sexy e arrapante, ogni suo movimento mi mandava messaggi alle terminazioni nervose.
La cena è discreta, niente di eccezionale certo sempre meglio delle polpette del ikea, quindi per le gemelle equivale ad un pasto da gourmet, mi alzo, "volete il caffè?", mentre lo dico prendo la caffettiera e poi cerco il barattolo del caffè,
"io ne faccio a meno" dice Alessia, anche le gemelle dicono che non lo vogliono allora riparla Alessia,
"Paolo io vado in camera con Inga" si alza e mette il braccio da competizione sulla spalla della modella scandinava, Mallory si alza e mi viene incontro, bene è l'ora di dare inizio alle danze, mi bacia sulla guancia,
"scusa Paul ma vorrei andare con mia sorella e Alessia, non ti dispiace vero?", mi crolla il mondo addosso
"no, fai quello che desideri", "grazie", la vedo trotterellare verso Alessia che alza l'altro braccio e lei s'insinua sotto, vedo sparire le tre bellezze dalla sala pranzo con annesso angolo cottura ed io rimango a giocare con il barattolo del caffé, sento Alessia dal corridoio che mi grida, "scusa Paolo uso la tua camera nel mio letto non c'entriamo in tre".
Mi metto nel mio studio a vedere un po' di tv, non comprendo neanche se è un telefilm o una televendita percepisco solo le grida di piacere delle due gemelle, dopo tre ore vado a letto nella camera degli ospiti e con grossi problemi a causa dei rumori di quelle tre prendo sonno, dopo aver ripetuto per decine di volte
"questa è l'ultima volta che mi lascio fregare da lei".
« Ultima modifica: 02 Giugno 2015, 18:51:00 da granarone »



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Questa è l'ultima volta 2°
« Risposta #1 il: 18 Maggio 2015, 23:49:12 »
Alle otto sono sveglio mi metto un paio di pantaloni della tuta ed una tshirt, non sento niente vedo che non ci sono i giubbini delle due gemelle sul uomo morto nel ingresso ed è anche sparito il casco di Alessia, quindi sono solo vado a prepararmi del caffè e latte, apparecchio per la colazione, sento il campanello della porta, ci manca che la stronza sia tornata.
Ho la lieta sorpresa di vedere Antonella, abita al piano di sotto, ha divorziato da sette mesi, lei è l'ex marito sono miei amici, per questo sto aspettando prima di fare la mia mossa, lei è molto carina e socievole, quello stronzo la tradiva a ripetizione.
Mi scanso e la faccio entrare nel ingresso, ha in mano una zuccheriera vuota, "ciao scusa se disturbo a quest'ora ...",
"scusa chi ha suonato?", ci giriamo entrambi e vediamo uscire dalla mia stanza Alessia completamente Nuda che si sta massaggiando gli occhi e sbadiglia, cammina decisa verso di noi che la fissiamo in silenzio, per la miseria è perfetta, una perfetta stronza, Antonella sa che quella è la porta della mia camera, anche la mia amica non distoglie lo sguardo dal corpo ignudo di  Alessia fino a quando la divina creatura non si ferma appoggiandosi dietro la mia spalla destra,
"allora Paolo non ci presenti?",
la ucciderei con le mie mani dopo quello che ha fatto ieri sera, ma la civiltà mi impone di presentarle, lo faccio mentre sono in erezione sentendo il marmoreo seno di Alessia che mi preme sulla spalla, "Antonella, lei è Alessia",
un imbarazzata Antonella, "scusate vado via non volevo disturbare",
Alessia lascia le mie spalle e afferra la mano con la zuccheriera,
"ma dai stai scherzando, quale disturbo, ti serve dello zucchero per la colazione?",
"veramente si",
"ti attende qualcuno  a casa?",
la prende di sorpresa con questa domanda diretta ed inaspettata"no vivo da sola",
"ma dai", gli afferra le spalle, "allora mangia con noi, non è più bello stare in compagnia? purtroppo conosco poche persone qui a Roma perché mi sono trasferita da poco",
"non vorrei disturbare",  le proteste sono poco convinte mentre si lascia trascinare,
"Paolo non senti un odore strano?", devo correre a spegnere il fuoco mentre il latte sta bollendo, mi giro e le vedo che parlottano e ridono sedute a tavola, prendo dalla credenza una confezione di fiesta c'è ne sono dentro quattro, la poggio al centro del tavolo, poi ritorno al lavello pulisco due tazze metto su un vassoio la caffettiera lo zucchero il latte caldo e le tazze, come un cameriere provetto le servo, mi metto a sedere faccio per allungare la mano sulla scatola delle fieste ma lo trovo vuoto, vedo tre involucri vuoti al bordo della tazza di Alessia, mentre uno solo vicino a quella di Antonella.
Alessia vede la scena, "erano gli ultimi? o Antonella abbiamo lasciato olmo Paolo che disdetta", Antonella mi chiede per giunta scusa,
"controlla meglio sei sicuro che è tutto finito?",
"non ti preoccupare Alessia non è importante",
"dai ho una grande idea ci sono due uova perché non fai una frittata",
"non ti preoccupare non fa niente",
"va bene la faccio io allora non posso vederti così Ci sentiamo in colpa", si alza mostra la sua statuaria bellezza, mi alzo anche io, "ci penso io voi state comode",
mi armo del necessario e preparo la frittata, ho quasi finito quando sento Alessia, "Paolo scusaci intanto noi abbiamo già finito faccio vedere ad Antonella alcuni esercizi da fare la mattina appena svegli, andiamo un attimo in camera tua",
mi giro e vedo le due incamminarsi verso la mia camera da letto con Alessia che sta flettendo il suo bicipite destro e Antonella che lo palpa con lussuria, sono cosi stronzo che penso quanto vorrei essere al posto di Antonella, dirò di più invece di stare a mangiare frittata bevendo caffélatte freddo gradirei anche essere al posto di Alessia, invece sono qui a masticare amaro e mi ripeto, questa è l'ultima volta che mi lascio prendere in giro da quella stronza.
« Ultima modifica: 24 Maggio 2015, 11:45:31 da granarone »

Offline femabsaresexy

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #2 il: 19 Maggio 2015, 11:40:30 »
hai creato una altra bella storia  ;)

Offline granarone

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #3 il: 20 Maggio 2015, 19:45:06 »
grazie  ;)

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Questa è l'ultima volta 3°
« Risposta #4 il: 25 Maggio 2015, 15:29:26 »
Mentre lavo le stoviglie sento la porta della mia camera aprirsi, da qualche minuto le urla di goduria di Antonella sono cessate, mi affaccio in corridoio, c'è Antonella che si sta sistemando alla bene meglio la camicia nella gonna, mi vede diventa tutta rossa,
"grazie di tutto Paolo, devo scappare", apre la porta e fugge, io ritorno alle mie faccende attendo che esca la stronza, come ho finito dato che ancora lei non è uscita vado nella mia camera, vorrei spalancare la porta, ma mi ritornano in mente quei muscoli celestiali ma anche letali, sforzandomi busso delicatamente,
"che succede? posso riposare un po'? stanotte non ho dormito quasi per niente",
adesso è troppo mo mi sente, "va bene fai con comodo io vado a farmi una doccia", non riesco a credere a quello che sta uscendo dalla mia bocca, me ne vado con la coda nelle gambe.
Disperato mi ritrovo a masturbarmi nella doccia, ho appena iniziato quando sento la porta del bagno che si apre, abituato a stare da solo non chiudo mai a chiave,
"chi è?", lo domando ma non ci sono dubbi che è lei, manca che si mette a fare i bisogni mentre io mi sto masturbando pensando alla sua magnificenza,
"se lo hai dimenticato c'è un altro bagno", gli ricordo del bagno di servizio, mentre lo dico lascio la presa dal mio pene, per fortuna lo faccio perché lei spalanca la porta del box,
"si lo so c'è un altro bagno ma non c'è un altro amico e poi prima mi hai letteralmente invitato a venire qui da te"
Invito? ho detto che andavo a farmi la doccia, questa non è normale poi continua a Parlare di amici ma che cazzo dice sta stronza? mi ritiro spalle alle maioliche quando lei entra nel vano doccia, schiaccia il suo corpo contro il mio, lo spazio non è così angusto da doverlo fare, è un piatto doccia 80x100, sento le sue masse muscolari che premono e fremono, il mio pene riprende vigore e lei lo afferra nelle sue mani forti, riprende l'opera che avevo iniziato in precedenza, mi mordicchia l'orecchio,
"è stata la notte più bella della mia vita, sei il compagno di rimorchio migliore che esista, insieme facciamo una coppia perfetta, ma stanotte per te doveva essere più gratificante, se non era per colpa di quelle due stronze",
devo ammetterlo sto capendo si e no la metà di quello che dice, ma mi ha colpito il due stronze, "di chi parli?",
continua a masturbarmi, "come di chi? non fare l'ingenuo che casca dalle nuvole, parlo in primis di Mallory, doveva lei venire con te ma al ultimo ha cambiato idea, mi ha preso in contropiede quando ha chiesto di venire con me e la sorella, un comportamento da vera stronza, non doveva assolutamente farlo",
"potevi dire di no?",
"ma sei matto quando mi ricapita un lavoretto a tre con due gemelle così belle, ho deciso d'istinto e mi sono ripromessa che ci avrei pensato io a te, nel nostro rapporto d'amicizia sei tu quello che ci guadagna, se a te va a buca ci sono io per risollevarti la giornata ma se va storta a me? mi tocca vedere la tv fino a notte"
Quindi deduco che la seconda stronza non è lei, "chi è la seconda stronza?",
"come se non lo sai, quella infoiata della tua amica Antonella, la stavo lavorando per te, ho visto come la guardavi ma lei come siamo entrati nella tua stanza mi ha assalito, io volevo solo invogliarla ad iscriversi in palestra mostrandogli alcuni facili esercizi, sai prendo la percentuale, invece lei voleva fare solo del sesso, ma da quanto tempo non lo faceva? sembrava una piovra una vera assatanata ed io ne ho conosciute",
Vorrei credergli, ha una faccia di bronzo, ma anche una mano vellutata ed una bocca divina oltre al corpo fantasmagorico, inizia a scivolare piano piano baciandomi il petto, mordicchiandomi i capezzoli, poi allontana la mano e completa il lavoro con la  bocca,
si si si SI SI ci credo quelle due sono delle emerite stronze sono delle emerite stronze, stavolta sono io a gemere di piacere nelle sue mani anzi tra le sue labbra.
Mentre sono in preda al estasi penso che una lesbica sa fare un sesso orale divino, mi fa venire in breve tempo, mentre sono preda di alcuni tremori lei si rialza e ponendo la bocca in alto la riempie con l'acqua della doccia fa dei gargarismi e poi la sputa, il suo corpo preme contro il mio, sento la sua forza, le sue masse muscolari il suo seno pungente,
chiude l'acqua usciamo dal box e prende degli asciugamani, mi friziona tutto il corpo per asciugarmi, non riesco a descrivere la sensazione che provo sentendo le sue dita che mi accarezzano e mi comprimono da per tutto, ha delle mani veramente forti, poi è il mio turno di asciugarla, le mie mani scivolano su un corpo maestoso e duro come il marmo,
in breve sono di nuovo in tiro, quando se ne accorge mi sorride mi prende la mano e mi trascina nella sua stanza, che cazzo dico, nella mia, come entro mi prende sotto le ascelle e ruotando mi lancia sul letto, il mio corpo vola senza peso, poi mi salta sopra e si appresta a farmi uno sfrenato smorza candele mentre lei sale e scende ritmata io con le mani cerco di mappare tutti i suoi muscoli adamantini.
Quando vengo lei si accascia su di me, io respiro affannosamente e lei con le dita gioca con i peli del mio petto vicino a dove ha appoggiato il mento, con la mano schiacciata dal suo corpo gli gratto il massiccio six pack, non mi stancherei mai di farlo.
Inizia a parlare, "allora dimmi non siamo stati bene insieme? che ti dicevo siamo proprio una bella coppia, sai quante ragazze in palestra ti posso far conoscere? tante e se non va ti puoi rifare con il premio di consolazione, spero che lo hai gradito", annuisco soddisfatto,
"vedo che anche tu nei sei cosciente, è un peccato dividerci, stavo pensando che io ho dei problemi dove abito mentre tu vivi in solitudine in questa casa enorme, che ne dici se mi trasferisco qui da te? certo pagherò la mia parte e ti darò anche un affitto",
cosa vuole fare? ma è scema un pompino ed una scopata e la faccio entrare in casa mia, se lo sogna questa sciroccata
"se ti va stasera dopo che andiamo a prendere la mia robba ti mostro tutto il mio repertorio di quando ero etero".
Due ore dopo mi ritrovo ad aiutarla a caricare la mia macchina delle sue valigie.
Durante il ritorno non smette di parlare, "non ti preoccupare sono una coinquilina ideale, neanche ti accorgerai della mia presenza e non nasceranno mai discussioni, sono nata per convivere cordialmente con il prossimo, non credo esista persona più accomodante ed altruista di me",
belle parole ma suonano male dette da una ragazza che solo una decina di minuti fa ha avuto una discussione isterica con la precedente coinquilina che gli ha gettato i vestiti dalla finestra mentre lei gli sfasciava un vetro della macchina con un pugno e ammaccato le portiere con dei calci ed è dovuta fuggire con il nuovo coinquilino, cioè quel imbecille che sono io, prima del arrivo della polizia.
"ti pagherò una somma equa, che dici trecento, anzi no quattrocento euro al mese, più la metà di tutte le spese, con il fatto che non devo più fare due ore e mezzo di viaggio al andata e due ore e mezza al ritorno avrò così tanto tempo libero che farò io la spesa, le lavatrici e cucinerò, sarò la tua odalisca la tua geisha", ci stavo ripensando e dirgli che non me la sentivo ma la sua chiacchiera mi convinse perché non fare la prova che male poteva esserci.
è trascorsa la prima settimana di convivenza, è inutile dirlo, mi ha preso in giro,
colpa degli orari dei nostri lavori non ci vediamo mai in casa, lei attacca quando io stacco, ritorna a notte inoltrata quando io dormo, per il resto non è mai entrata in un negozio, trovo sempre il frigo vuoto e devo riuscire per fare la spesa ogni sera, non mi lascia mai un euro per gli acquisti, lascia i panni sporchi in bagno e credo che stia ancora cercando la mia lavasciuga che probabilmente si nasconde in qualche remoto pertugio quando lei è in casa per mostrarsi solo al mio arrivo, la mia rubrica attende con ansia il primo numero di una sua allieva.
Sono deciso domani che è sabato finalmente ci vediamo e la caccio se non mantiene quello che ha detto, questa è l'ultima volta che mi prende in giro.

Offline granarone

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giorno sette di convivenza
Mi sveglio mi faccio la doccia, attendo invano il suo destare, come sono pronto preparo la colazione, sarà l'odore del caffè ma come lo verso nella mia tazza esce dalla sua camera, mi schiarisco la gola mentre l'attendo, sto per iniziare il mio rimbrotto quando la vedo entrare nella sala da pranzo come natura e decenni di esercizi l'hanno fatta, la memoria a volte è bastarda, è più bella di quanto ricordi, il suo sorriso è contagioso,
"ma Paolo possibile che viviamo insieme e non riusciamo ad incontrarci mai, dobbiamo fare qualcosa al riguardo, non posso stare senza il mio caro amico per tutto questo tempo, vado in astinenza",
mi abbraccia sento i suoi bicipiti possenti, il suo seno che preme contro di me e riesco a dire, "come lo preferisci il caffé?",
"ma come sei freddo con me oggi, lo so ti avevo promesso che ti avrei migliorato la vita e in una settimana non è successo niente, vedrai come sarà scoppiettante il week end, iniziamo subito con questo Sabato che dedicheremo solo a noi due, o hai altri programmi?",
faccio di no con la testa, mi lascia e si mette a sedere e inizia a mangiare, non serve ricordare che ogni cosa l'ho pagata io,
la butto li. "qualche ragazza in palestra ti sembra disponibile per me?",
"starai scherzando c'è ne sono almeno dieci pronte a conoscerti, veramente di decenti che mi sento di consigliarti sono quattro, come t'iscrivi te le presento", vede la mia smorfia, "scusa Paolo ma credevi che le colpivo con una clava e le portavo nella nostra tana? se non vieni in palestra come te le presento? già ti sto facendo pubblicità, tutti conoscono il mio coinquilino agente di borsa cosi carino e simpatico", "veramente sono direttore di banca", "ed io che ho detto? carino e simpatico, allora quando t'iscrivi in palestra?",
guarda che stronza non solo non mi paga mi sta abbindolando per prendere la percentuale sulle iscrizioni, scuoto la testa,
"la palestra non fa per me, preferisco lo jogging per mantenermi in forma, non mi piacciono quei posti colmi di competitività e sudore", se è alterata perché ho bistratto il suo mondo non lo da a vedere e a me non importa.
"bello fai jogging, allora che ne dici se come finiamo andiamo a fare un giro in villa?", "certo per me va bene, però prima vorrei parlare del tuo aiuto economico ...", "hai ragione sono imperdonabile, ma sai l'altro giorno è venuta in palestra Federica ...", "chi è Federica?", "la conosci quella invasata della mia ex amica ed ex coinquilina è venuta con un conto del carrozziere lungo un metro, ha preteso i soldi subito o chiamava la polizia, aveva un filmato di me che scivolavo e gli facevo accidentalmente quei danni",
scivolata? come scivolava Bruce Lee al massimo della forma e della tecnica,
"per questo sarò al verde fino al prossimo stipendio, ti dispiace se i primi due mesi te li do insieme come prendo la paga?",
"veramente ci sono anche la spesa, la colf ...", "hai ragione a proposito, Laura mi ha chiesto un aumento da dieci a dodici Euro l'ora e abbiamo anche stabilito che dato che ci sono io deve venire due ore di più a settimana otto ore invece che sei, il costo è aumentato ma dato che adesso a pagare siamo in due per te c'è un risparmio, dato che la vedo quando viene gli pago questa settimana e la prossima, in totale 192,00 €, nel frattempo tu spendi la stessa cifra nella spesa, siamo d'accordo?"
annuisco e lei prosegue, "ho visto le bollette arrivate sono tutte del periodo precedente al mio arrivo, quindi sono a tuo carico dalle prossime facciamo a mezzi", annuisco di nuovo,
Inizio a credere che forse stavo esagerando, lei è la buona tra noi due, il fatto che il sangue a causa della sua nudità e maggiormente concentrato nel mio basso ventre invece che nel cervello ha la sua buona responsabilità su questo pensiero malsano.
Finita la colazione lei corre in camera per prepararsi per lo jogging, casualmente rimangono a me le stoviglie da pulire.
Io sono pronto e l'attendo nella mia ordinaria tenuta per correre, pantaloncini ampi old style bianchi, canotta traspirante rossa e scarpe running di marca color verde marcio, dopo dieci minuti esce, mi lascia senza fiato, ai piedi indossa delle scarpe ultima generazione gialle e nere, in tinta con tutto il resto del abbigliamento, se taglio a metà la mia canotta mi rimane sempre più tessuto di quello  che ricopre le sue sinuose curve, un top minimale sportivo giallo con bordi neri, sembra di una taglia minore per quanto la strizza, i pantaloncini neri attillati coprono i suoi glutei da infarto e poco più, mi domando come faccio a correre accanto a lei senza saltargli addosso, poi vedo le braccia monster e comprendo bene come faccio, tengo alla mia incolumità fisica,
"Dai andiamo" mi sollecita tutta sorridente, come al solito scendiamo le scale a piedi, mi domando perché pago la mia quota sul ascensore, analizzo accuratamente il movimento dei suoi glutei, cosa che non gli dovrebbe far piacere, lo deduco dalla scritta sui pantaloncini, sulla chiappa sinistra -Azzo-  sulla destra   -Guardi?-,

 
Mi accodo a lei, inizia con un andamento leggero, dopo dieci minuti rilassanti, "adesso vediamo qual è la tua condizione reale", accelera, io la seguo, s'infila in sentieri poco battuti, salta tronchi distesi, alterna il ritmo in maniera scostante una serie di frenate ed accelerate, riesco a mantenere il suo ritmo per un altra mezz'ora, al improvviso mi sento tirare tutto il retro della gamba destra, crollo a terra con la gamba che mi fa male, lei si gira e mi accorre subito, controlla il polpaccio che rimane contratto, "per fortuna che eri in forma, è una piccola contrattura dobbiamo andare subito a casa", mi aiuta ad alzarmi, mi mette un braccio sotto l'ascella sinistra e afferra il polso sinistro con la mano sinistra e con l'altra mi stringe il fianco, ritorniamo a casa con lei che funge da stampella parlante, non smette di sottolineare gli aspetti positivi della preparazione fisica.
Sembrava l'inizio di un sabato di merda ma come dice la nota legge, se una cosa può andare peggio ci andrà.
Raggiunto il palazzo scopriamo che l'ascensore è guasto, al interno della cabina c'è chiusa Antonella, l'assistenza dovrebbe arrivare entro un ora, mi viene spontaneo dire "ma non possiamo stare qui ad aspettare tutto questo tempo",
"perché dobbiamo farlo? sali fino al secondo gradino", con difficoltà lo faccio lei si gira e mi da le spalle, si piega in avanti, non riesco a crederci mi vuole portare su a cavacecio,
"ma sei matta sono quattro piani", "non ti preoccupare quando non c'è la faccio mi fermo",
mi giro e vedo che siamo soli, sono curioso di vedere cosa è in grado di fare, metto le mani sulle sue spalle poi una gamba alla volta salgo sulla sua schiena poco sopra i glutei, lei mette le braccia intorno alle mie cosce si assesta un attimo, "dai andiamo", fa la prima rampa con una certa facilità poi  si ferma per una decina di secondi nel pianerottolo, "è meglio che scendo", dico ma lei riprende a salire, fa quattro gradini lentamente, ansima pesantemente, "dai è meglio che scendo", cambia il ritmo, sale i gradini come se io non gravassi sulla sua schiena, fa due rampe senza fermarsi,
"mi stavi prendendo in giro?", "si, mostravi cosi poca fiducia in me",
sono eccitato da questa prova di forza, inizio a colpirla sulla natica con la mano aperta, "corri cavallino, corri cav...."
sul pianerottolo che si sta riprendendo c'è l'anziana vedova De Curtis che abita al sesto piano, mi conosce da quando ero un pischello, mi sta guardando con un espressione di rimprovero, per fortuna Alessia nota le borse della spesa ai piedi del anziana, "signora possiamo portare noi le borse?" lei risponde annuendo con la testa, Alessia piega le ginocchia in modo che io possa afferrare le borse, salutiamo e riprende la salita, in breve senza alcuna sosta raggiungiamo il nostro quarto piano, la vedo che prosegue la salita, "guarda che siamo arrivati", "ti dimentichi le borse della signora del sesto piano", "ma non serve che ti sforzi puoi salire da sola", "sforzarmi, sei spiritoso, ho detto che questo sabato lo trascorrevo con te e così sarà"
mi porta fino al sesto e poi ridiscende, io non mi lamento mi porta così fino alla poltrona del mio studio, "adesso ti riposi mentre mi faccio la doccia", "veramente la devo fare anche io", zoppicando raggiungo il bagno principale mi metto sotto la doccia e aspetto, aspetto, aspetto, dopo dieci minuti comprendo che la sta facendo nel altro bagno deluso mi lavo e poi esco dal bagno mi metto una tuta ed una maglietta e mi sdraio sul letto, mi addormento sognando il suo corpo che mi trasporta e sale i gradini, ma non siamo nel mio palazzo, stiamo partecipando alla gara della salita delle scale del empire state building ed uno dopo l'altro superiamo gli altri partecipanti sprovvisti di zavorre umane e vinciamo per distacco di una ventina di rampe.
Mi sveglio e mi sento intorpidito, ho un peso sul petto, è il braccio di Alessia, sta dormendo accanto a me, si desta come mi muovo, la vedo nuovamente completamente ignuda, il mio pene esulta e si prepara, sono certo vorrà farsi perdonare, come chiede scusa lei non lo fa nessuno.
Si siede a cavalcioni sul mio stomaco, sento l'umido della sua vagina,
"Devo ammetterlo sei un disastro fisicamente", mi pizzica l'addome e tra le sue dita rimane un po' di grasso, niente di che penso, "guarda come sei ridotto, dobbiamo fare qualcosa prima che diventi un ciccione, sei sulla buona strada dato che accetti la tua situazione", la mia situazione? ma che dice sono in perfetta tabella peso forma per la mia altezza avrò si e no il 13% di grasso corporeo.
"sei bello, sai fare l'amore alla grande ...", si abbassa e mi bacia il collo e mi fa l'occhiolino, "... se ritrovi la forma altro che quattro ragazze ti riempio casa peggio di un harem delle mille e una notte",
"ma non sto così messo male", dico io,
"scusa ma devi lasciare parlare me, chi è l'esperta di fitness?, dici che stai messo bene perché non hai i giusti termini di paragone, ti confronti con i tuoi coetanei sedentari padri di famiglia, adesso ti faccio vedere io cosa vuol dire essere in forma",
mi prende il polso destro e mi porta la mano sul mio addome, "pizzica la carne", lo faccio e sento un certo spessore di pelle e carne,
Mi lascia la mano stende la schiena al indietro,si sposta la chioma con un braccio e poi contrae i suoi addominali e mi dice "adesso prova con me", pollice e indice scivolano sulla compatta pelle che riveste il lingotto di muscoli, non riesco ad afferrare niente, "ti sembra uguale? passiamo ad altro",

Mi prende i polsi mi fa strofinare le mani sul mio petto, "senti che è molliccio, adesso prova questo" mi porta le mani al suo di petto, "non essere timido strizza comprimi guarda se c'è qualcosa di molle", mi lascia i polsi non c'è bisogno di costringermi per farmi fare quello che desidero, ho difficoltà a contenere una sua tetta con una mia mano, sono durissime, così lo è anche il mio pene, anche Alessia se ne accorge inizia a massaggiarlo portando la mano dietro la schiena, poi repentinamente si porta al indietro e mette i suoi desiderabili glutei sulle mie ginocchia, mi stringe le mani e mi tira su, adesso siamo seduti uno di fronte al altra, "senti il mio bicipite" mi spara un flex con il destro, afferro questa immensa palletta con entrambe le mani la palpo senza ritegno, "vuoi mostrarmi per caso il tuo?", mi dice scherzando ed io faccio di no con la testa, "non ti devi vergognare ma se farai quello che ti dico potrai diventare come me", vorrei chiedergli se intende Stronzo da primato ma mi trattengo sono troppo preso a palpare questo bicipite da infarto, tra di noi fa bella vista il mio pene,

 "se non faccio qualcosa questo diavoletto non si calma vero?", mi chiede sorridendo, io annuisco, mi spinge facendomi sdraiare e mi cavalca impetuosamente.
Quando termina, "adesso parliamo seriamente, ti voglio dare una mano, ti serve la mia assistenza per allenarti ma comprendo la tua diffidenza sul mondo delle palestre, quindi poco fa ho trovato la soluzione adatta a noi, qui c'è tanto spazio compriamo alcune attrezzature professionali e ti realizzo una mini palestra su misura per te, non serve che mi ringrazi, penso a tutto io, dato che da quando lavoro come istruttore in palestra ho perso un po' di tono, perché non mi alleno più in maniera soddisfacente, faremo a mezzi per la spesa visto che li userò anche io, in un anno ti trasformo in un dio, sia chiaro niente aiutini chimici io li odio" inizia a baciarmi e massaggiarmi il basso ventre, "allora che ne dici? non puoi capire come è appagante fare sesso con l'istruttrice di fitness dopo essersi allenati e a volte anche durante", con ritrosia dico di si che va bene, "grande ho qui un preventivo di spesa sono 6000 euro ma grazie al mio lavoro abbiamo ottenuto uno sconto di 1000 euro, con soli 2500 euro a testa io ritornerò in formissima come lo ero a Verbania e tu sarai perfetto", sto per mostrare i miei dubbi sulla cifra ma lei scivola dal letto mostrandomi la perfezione del suo corpo, quando mi riprendo è già sparita dalla stanza.

 La rivedo Domenica sera che porta un pollo arrosto e delle patate al forno della rosticceria, questa e la sua idea di cenetta casareccia, finita la cena mi saluta e chissà quando la rivedrò, prima però si è fatta dare un assegno di 2500 euro e mi ha assicurato che non stravolgerà più di tanto la mia casa.

12° giorno di convivenza
Giovedì rientro a casa apro la porta e questa sbatte, non si apre completamente, guardo cosa la blocca, una lunga rastrelliera è stata montata sulla parete dietro la porta al posto del uomo morto, è stracolma di coppie di bilancieri, da due minuscoli da 500 gr ad una coppia da 40 kili, cerco l'uomo morto e non lo trovo, lungo le pareti del corridoio sono state fissate una coppia di sbarre per i pull up, scuoto la testa, entro nella camera da pranzo, il tavolo è attaccato contro la mezza parete del angolo cottura, dei sei posti sono disponibili solo tre, la prima parte della camera è occupata da una macchina multifunzione e da una panca regolabile con porta bilanciere, va bene ha esagerato ma me lo dovevo aspettare, mi prendo un bicchiere d'acqua e poi vado nella mia camera,
Come entro nella mia camera mi scappa un "che stronza", non ci sono attrezzi ma il mio letto è accostato al muro non solo in testata ma anche da un lato, lo ha fatto per inserire la mia scrivania, scrivania che fino a ieri si trovava nel mio studiolo, sembra un percorso di guerra, gli spazi tra i mobili sono minimi, devo ammetterlo ha una grande fantasia la stronza mi ha pure fissato alla parete il maxischermo che avevo nello studiolo, chissà quanto tempo ci ha messo per portare l'antenna in camera, lo scopro come accendo il televisore, zero secondi, non c'è l'antenna, un maxischermo 3d, un dvdrecorder con hd, decoder satellitare e terrestre ma nessuna antenna .
Velocemente mi reco in quello che era il mio studiolo, ci ha installato un sacco da pugile, una macchina che non riconosco, uno scaffale con decine di guanti, corde e altre minuterie, in un angolo c'è il mio uomo morto, la rabbia monta in me.
Decido di completare il tour di quella che era la mia spaziosa casa, il bagno padronale non ha subito la cura Alessia, almeno questo, il bagno di servizio è stato riempito di mensole con decine di asciugamani e prodotti vari, non ne comprendo il motivo, quando apro il ripostiglio vari oggetti rotolano fuori, ecco dove erano finite le mie cose, sono costretto a spingere la porta per chiudere, se mi serve l'avvitatore faccio prima ad ordinarlo in Bulgaria e attendere che arrivi con la posta ordinaria.
Apro la porta della camera di Alessia, è sparito il letto a castello e c'è un ampio letto matrimoniale stracolmo di cuscini, sembra uscita da una rivista di arredamento per amanti del rosa, del raso e del vintage, questo non mi disturba, in effetti mi paga un affitto e se vuole sentire la camera più sua lo comprendo, certo fino ad oggi non ho mai visto un soldo d'affitto e anche io credo di aver diritto di sentire la casa un po' mia.
Sono deciso questa è l'ultima volta che mi frega, l'aspetterò sveglio e gli imporrò di rimettere tutto a posto o se ne dovrà andare via, o forse meglio, entrambe le cose, esco per fare la spesa, la casa è colma ma il frigo è vuoto.
Dopo aver cenato vado a letto e metto la sveglia al una e mezza di notte.

Offline Shepard

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #6 il: 03 Giugno 2015, 12:30:56 »
Questa Alessia è veramente il Masterchef delle stronze! :D
Mi piace la storia...grande!

Offline addominali

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #7 il: 03 Giugno 2015, 16:47:55 »
poi come è finita??????? :P

Offline granarone

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #8 il: 04 Giugno 2015, 18:38:48 »
Questa Alessia è veramente il Masterchef delle stronze! :D
Mi piace la storia...grande!

direi che lo sia un po' sopra la media  ;D
grazie

poi come è finita??????? :P

ancora non lo so  ;)

Offline granarone

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Questa è l'ultima volta 5°
« Risposta #9 il: 12 Giugno 2015, 01:11:37 »
13° giorno di convivenza
Quando mi sveglio Non è ancora tornata allora mi metto a sedere a tavola e l'attendo, mi assopisco aspettando invano mi ricordo di aver visto l'orologio che faceva le tre e dieci di notte ma dopo non ricordo nulla, mi risveglio al suono della sveglia delle sette e trenta del mattino, sono nel mio letto, per la miseria dovrò rinviare a stanotte il mio discorsetto con lei o al limite la vado a trovare in palestra in serata.
Mi preparo e vado in sala da pranzo per fare colazione, quando entro mi blocco c'è lei statuaria immensa che sta cucinando, mi da le spalle, indossa solo un grembiule da cucina, la mitica parannanza delle nostre madri ma su di lei l'effetto è ben diverso di quello su una casalinga appesantita, mi perdo a fissare il suo culetto alto a mandolino, le fossette alla base della schiena, il dorso muscoloso a V, le spalle massicce,
Lei percepisce la mia presenza si gira mi sorride e mi viene incontro, mi abbraccia, "che caro ieri notte mi hai aspettato per festeggiare l'arrivo degli attrezzi, vedrai che ci divertiremo insieme, amerai usarli con me", mi prende la mano e mi accompagna a tavola, "siediti che ti ho preparato una colazione energetica", per un attimo posso guardare la parannanza, è bianca con una scritta nera, sul petto, Kiss the Cook, poco sotto ,and,  e sul addome, The Cook broken your arms,


ritorna ad armeggiare nel angolo cottura, distolgo lo sguardo dal suo corpo e guardo la parete di fronte a me, "dobbiamo parlare Alessia, ci sono delle cose che non mi stanno bene", finalmente riesco ad esprimere quello che penso realmente
"che vuoi dire, non sei contento delle soluzioni che ho trovato? ieri mi sono impegnata cosi tanto per te, ho disposto al meglio le cose, almeno lo credevo, mi rendo conto che mi sono fatta prendere la mano, ma per te solo il meglio del mercato",
"si sei stata carina con le tue premure, ma hai stravolto casa mia",
"dimmi che cosa ti da fastidio e lo sistemo, questi attrezzi sono qui solo per te, se non li vuoi possiamo pure restituirli, certo perdiamo l'iva, la riprenderanno come merce usata e ci daranno solo il 50 per cento del loro valore imponibile, ma l'importante e che tu rimanga soddisfatto, non m'interessa dei soldi", tira su con il naso è realmente contrita, si gira e mi porta un vassoio con una caraffa piena di una sostanza giallastra e un involucro di pastarelle,
"aspetta Alessia non essere così drastica, sono contento di quello che hai fatto per me, ma mi serve sistemare alcune cose, non riconosco più casa mia bisogna trovare i giusti compromessi",
si allarga un sorriso mentre posa il vassoio sul tavolo, probabilmente non lo fa apposta ma si strofina con il seno sulla mia spalla, ogni sua traccia di tristezza è sparita è ritornata euforica,
"prendi questo zabajone, l'ho preparato io, non ti preoccupare è una mia ricetta, non c'è ne marsala o vin santo, ne puoi bere quanto ne vuoi, pensavo che stamane ti serviva una scarica extra di energia perché volevo inaugurare con te gli attrezzi",
dopo averlo riempito dalla caraffa mi passa un calice da birra da 0,4 pieno del suo zabajone, lo poggia davanti a me e mi bacia sulla guancia,
"dimmi cosa devo sistemare e quando ritorni stasera troverai tutto come desideri",
si mette a scartare il pacchetto delle pastarelle, io bevo un sorso di zabajone, va giù che un amore, ha un retrogusto particolare mi ricorda qualcosa ma al momento non mi sovviene, la mia mente è impegnata ad ordinare le cose che deve sistemare, non voglio tralasciare niente
"allora Alessia, per prima cosa l'uomo morto deve ritornare al suo posto e la porta d'ingresso si deve aprire bene", lei prende un cannolo dal vassoio si avvicina a me mi scansa e si mette seduta sulle mie ginocchia, "assaggia questo cannolo l'ho preso nella tua pasticceria preferita",
spinge la punta delicatamente in bocca, mi viene naturale morderlo, un po' di ricotta mi cola sul mento, lei la raccoglie con l'indice e poi anche quello me lo inserisce in bocca ed io aspiro la sostanza dolce stringendo le labbra e ritirando indietro la testa,
"che altro devo sistemare?", mi chiede mentre porta il boccale alla mia bocca, mando giù un bel sorso di zabajone e mentre lei riempie di nuovo il boccale faccio mente locale e riprendo il mio elenco,
"la mia camera deve essere liberata da qualche mobile, può andar bene la sistemazione che hai trovato per il secondo televisore ma servono le antenne",  mi avvicina alla bocca di nuovo il boccale e io mando giù un altra sorsata,
"ieri non avevo fatto in tempo ma ho già preso l'appuntamento con l'antennista viene oggi alle due", la vedo prendere quello che rimane del cannolo lo morde e con l'altra estremità che sporge dalle sue labbra carnose piega la testa e m'invita a morderlo,  addento il cannolo e in breve le nostre lingue entrano in contatto, quando si stacca da me provo un senso di dispiacere, lei si scioglie il laccio della parannanza che ha dietro il collo e lascia cadere la pettorina mostrandomi il seno che in alcuni punti è sporco della crema del cannolo, "non ti va di pulirmi?", mentre lo dice tiene l'indice appoggiato sul bordo interno delle labbra, non deve ripetersi, affondo il mio volto nella sua scollatura vertiginosa, con le mani afferro lateralmente i due seni da primato per conformazione e consistenza, ne ho visti di più grandi, la sua sarà una terza coppa d forse e, ma mai così sodi e alti, inizio con la lingua ad asportare la crema da quello spettacolo della natura,
"devo fare qualcosa d'altro Paolo?", sono impegnato non comprendo cosa mi dice, allora lei mi stacca delicatamente dal mio lavoro ingrato, mi tiene la testa tra le mani e me la fa piegare verso il suo volto angelico, "ti ho detto se devo fare qualcosa d'altro", con notevole sforzo indico le due macchine alle sue spalle,
"mi dispiace Alessia ma una delle due deve sparire, voglio che si possa girare intorno al tavolo con tutti i posti sempre disponibili", lei si gira per guardare dove sto indicando, poi  mi lascia andare la testa ed io raddrizzo la schiena, mi spara uno dei suoi sorrisi da competizione incrocia le braccia sul petto e piega la testa in avanti, "sarà fatto come desideri padrone" poi ride ed io con lei, almeno lo faccio fino a quando non mi fa bere un altro sorso di zabajone, ho quasi terminato la brocca e lei non ha bevuto niente, mi sento un po' confuso, lei si alza mi passa un altra pastarella ma questa volta me la mette nella mia mano ed io automaticamente la mangio questa volta anche lei ne mangia una e assaggia lo zabajone che si era messa nel suo calice,
si alza e ripone tutto nel vassoio, "ti è piaciuta la colazione? ti senti pieno d'energie?", "si tutto molto buono, sono carico anche se un po' come dire stralunato, probabilmente ho dormito male e poco", "non sarei una buona personal trainer se ti lasciassi andare senza aver consumato le calorie in eccesso, ed oggi ne hai assunte parecchie", porta via il vassoio ed io non mi perdo un attimo del suo incedere sexy e sfrontato, non capisco dove vuole arrivare ma io devo scappare altrimenti faccio tardi.
"puoi prenderti un permesso di un ora Paolo", "oggi ho un appuntamento con un cliente importante", lei posa il vassoio sul ripiano e s'incammina verso gli attrezzi da palestra, "peccato dato che dobbiamo rendere la panca come se fosse usata la voleva utilizzare almeno una volta con te", sono eccitato a guardare il suo corpo armonioso coperto sola nelle parti basse anteriori dalla parannanza, raggiunge la panca divarica le gambe e si piega in avanti poggiando gli avambracci sulla seduta, il corpo piegato a 90° gradi e mi mostra il suo culetto invitante, "sicuro di non avere tempo per un po' di esercizio? ti volevo far vedere come intendevo utilizzare la panca oggi", "cosa hai in mente?"
lei gira la testa di quel tanto che possa guardagli una parte del volto, sorride, "per davvero serve che te lo spieghi?" dimena i glutei ad arte,
come un razzo prendo il mio smartphone e invio un sms al mio vicedirettore, "causa impegni improvvisi arriverò con un ora di ritardo", mi fiondo su di lei, mi slaccio i pantaloni, il mio pene è pronto da diversi minuti, la penetro da dietro, lei si oppone parzialmente ai miei colpi di reni, la tengo per i fianchi e insisto e insisto e insisto.
dopo un po' in preda al estasi inizio a straparlare "SI, SI, SI, La ... Pan ... ca... .... Può...Re.....st ... aaaare", alla fine sono stremato, faccio una doccia al volo, per fortuna anche lei la fa, ma nel altro bagno altrimenti addio cliente importante, come sono pronto esco dalla camera e trovo lei vestita come quando abbiamo fatto jogging, cioè mezza nuda con tutti i suoi muscoli sfavillanti in bella mostra, in mano tiene due caschi, "devi uscire?" gli chiedo, "che stupidone ti accompagno con la moto così recuperi un po' di tempo, io ci penso a te", la seguo, proviamo anche questa,
Non ritiene che i limiti di velocità siano anche per lei, mi aggrappo al suo corpo come un koala alla madre, la stringo in vita, ho una strizza, non credevo che moto del genere potessero piegarsi così tanto in curva, quando siamo fermi ad un semaforo mi prende le mani e facilmente scioglie la mia presa, "Paolo così si tengono le femminucce, aggrappati qui è più consono per uno come te", porta le mie mani sulle coppe magistrali del suo seno, stringo le masse marmoree, sono due appigli stabili e resistenti, adesso mi sento sicuro e non penso più alle statistiche sugli incidenti stradali, sto proprio bene, non mi accorgo quando si ferma davanti alla mia banca fino a quando lei non mi dice, "Paolo mi sa che siamo arrivati", scendo a malincuore e quasi travolgo il cliente che era giunto in contemporanea a noi, anche lui non mi aveva visto impegnato come era a fissare il fisico statuario di Alessia.
Finito con il cliente mi chiudo in ufficio, non riesco a fare niente, mi gira leggermente la testa, stupisco i miei colleghi nella giornata prendo ben quattro caffè contro l'unico che prendo di solito, mi faccio dare anche un moment, mi sento come dopo una sbronza non vedo l'ora di tornare a casa.
Al mio rientro mi accorgo subito che almeno questa volta è stata di parola, la porta si apre bene e l'uomo morto ha fatto il suo ritorno, accanto c'è una delle due librerie che aveva spostato dallo studiolo nella mia camera, comprendo come ha fatto, la rastrelliera dei bilancieri era composta di tre pezzi componibili, ha messo quello con i pesi più leggeri sopra quella degli intermedi, è sparita quella con i pesi maggiori, adesso il più pesante è di 20 kili, probabilmente ha fatto un reso parziale, entro in camera mia, è sempre incasinata ma almeno adesso ci si può muovere e il letto non è più contro la parete ha fatto sparire anche la seconda libreria, provo il televisore, funziona tutto.
Trovo la seconda libreria nel mio ex studiolo al posto del uomo morto, mi reco in sala pranzo e noto che è tutto come lo avevo lasciato stamane accarezzo la seduta della panca ed ho un brivido ricordando i glutei di Alessia, come desidero riprovare questa panca, vado nel angolo cottura e vedo che è tutto come l'avevo lasciato, c'è da lavare le stoviglie della colazione, va be si è data da fare per sistemare casa pulisco io, ma prima controllo il frigo, non vorrei andare a fare la spesa, mi sorprende, se pur limitata ha fatto la spesa almeno non devo uscire, afferro una pastarella avanzata dalla colazione e la mangio con gusto.
Lavo le stoviglie, butto gli avanzi nella pattumiera, quando schiaccio il pedale e si alza il coperchio vedo qualcosa che mi fa star male, la bottiglia vuota della mia berta tre soli tre, "ma sta stronza, ha fatto lo zabajone con la mia grappa da 70 euro la bottiglia", mi metto le mani tra i capelli, ecco il motivo del mio stato fisico, c'era quasi mezzo litro di grappa, sconsolato apro la dispensa e vedo al posto della mia defunta berta una bottiglia di grappa Frattina, apprezzo il pensiero  mi rendo conto che probabilmente questa volta non l'ha fatto apposta, ma allo stesso tempo ho una voglia di spaccargliela in testa.
Durante la cena penso a cosa potrà mai fare domani, sono eccitato e pronto, ma purtroppo squilla il telefono, è mia madre, per evitare che me la ritrovi a casa accetto di andare domani a pranzo da loro, ma so già che poi mio fratello mi ricorderà che passo poco tempo con i miei nipoti e riuscirò a liberarmi solo dopo cena, ma non posso rifiutare altrimenti mia madre per caso mi porterà una teglia di lasagne e chi gli spiega che ho trasformato casa in una palestra e convivo con una lesbica, già vedo lei che piange e si dispera perché non gli darò mai dei nipoti come quel santo di Marco.
Purtroppo non riesco a vedere Alessia neanche Domenica, credo che ci sia rimasta male che sono andato dai miei e non l'ho portata con me.
20° giorno di convivenza
Non vedo Alessia da una settimana, sto entrando nel portone di casa è venerdì, spero tanto che domani inizierà con le sue lezioni,
sono preso a fantasticare che non mi accorgo del energumeno che mi si affianca sul portone,
"scussi lei signor Paolo del quarto piano?", guardo in faccia questo straniero e non lo riconosco, "si sono Paolo", sbam mi coglie di sorpresa con un pugno sul occhio, sbatto contro il portone aperto e scivolo a terra, sbam, un calcio nello stomaco, minchia quanto fa male, ma chi cazzo è sto stronzo, lo scopro presto, si inginocchia e avvicina la sua faccia alla mia, sento il suo alito alcolico misto tabacco e carie,
"se ti trovvo viciaino a mi muoglie ti accido porco", "chi è tua moglie?", temo che sia il marito di Alessia, da oltre un mese non vado con nessun altra, non sapevo che ne aveva uno ma con lei tutto è possibile, a ben pensarci non so quasi niente della sua vita,
Lo straniero mezzo ubriaco mi da uno schiaffo, "porco lo sai, è Laura", "Laura la mia colf?", "si lei, pensavi che non mi accorgevo della vostra storia, lei sempre qui per delle ore e non portare soldi a casa, lo fatta parlare, mi detto che lei lavorare ma no soldi perché fa sesso in casa tua, porco", si alza mi guarda e decide che non ha finito mi da un calcio in testa, per fortuna riesco a schivarlo e mi prende di striscio, mi apre una ferita in fronte, "mi moglie non la devvi più vedere o io torno e tu mori", non riesco a rispondere lo vedo allontanarsi con difficoltà mi alzo, mi chiedo perché Laura si è inventata questa storia, mentre sono in bagno che mi lavo le ferite e le medico mi viene l'illuminazione e grido "STRONZAAAA"
No questa volta è finita, nessuna moina la salverà la caccio via, mi ha fatto picchiare dal marito di una sua amante, la mia colf, scambia il suo lavoro con il sesso e a me fa pagare la metà, questa è l'ultima volta che mi prende in giro.
Sono deciso l'attendo sveglio, ogni tanto vado in bagno e mi guardo allo specchio, l'occhio nero è un buon incentivo per fomentare la mia rabbia.
« Ultima modifica: 12 Giugno 2015, 01:16:08 da granarone »

Offline granarone

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Questa è l'ultima volta 6°
« Risposta #10 il: 23 Giugno 2015, 21:17:01 »
Giorno 21° di convivenza
alle tre di notte sento il portoncino aprirsi, l'attendo seduto in sala pranzo, lei vede la luce accesa e viene subito da me,
Entra nella sua tenuta da palestra, praticamente il tessuto che la copre è cosi aderente che può essere scambiato per un tatuaggio monocromatico nero, mi tocco l'occhio per non dimenticare,
"ciao Paolo ... " il suo sorriso scompare quando nota il mio occhio, si affretta e in un lampo me la trovo subito accanto con la mano che perlustra il bordo del mio occhio nero, "cosa è successo?", sembra realmente preoccupata la stronza,
"veramente questo me lo devi dire tu?", sono astioso non lo nascondo e lei lo percepisce al istante si stacca da me e mi guarda perplessa, "che intendi dire? è colpa mia?",
"Certo che è colpa tua di chi altro se no",
"ma sei matto? io non ti ho mai colpito, non lo farei mai e poi mai",
"fisicamente non sei stata tu ma la responsabilità è la tua",
mi prende le mani  e le stringe nelle sue, "per favore Paolo è tardi sono stanca e non riesco a capire cosa ti è successo puoi spiegarmelo per favore?"
gli occhioni da cerbiatto mi fanno calmare, sbuffo e poi parlo,
"il marito di Laura stasera mi ha colto di sorpresa sul portone del palazzo, mi ha picchiato perché la moglie non portava i soldi di tutte le ore che lavora da noi, ha scoperto che non prende soldi perché li scambia con del sesso, dimmi dato che io neanche la vedo chi sarà a fare sesso a pagamento con lei?",
Inizia a camminare in tondo si gratta la testa è alterata, "ma che pezzo di merda",
mi alzo, "lo chiami pezzo di merda? diamo i giusti appellativi chiamalo povero cornuto, invece come chiamiamo chi scambia del sesso in cambio di soldi o prestazioni  una pu...",
scatta come una belva mi mette l'indice sulla bocca, il corpo maestoso è tutto un fremito gli occhi sono incandescenti, una vena gli pulsa in fronte, sta respirando affannosamente, il braccio gli trema sta stringendo le nocche e anche se tiene il braccio disteso il bicipite è in bella vista così voluminoso che il mio si nasconde per l'invidia,
"zzz, non dire quella parola, Paolo ti prego non lo dire, o ti farò provare il vero significato della parola sofferenza", nei suoi occhi vedo una furia che sta controllando con difficoltà, la guardo, sto provando una paura indescrivibile, temo per la mia incolumità, rimango in silenzio.
Abbassa la mano, "Laura ha visto tutti questi attrezzi e mi ha fatto delle domande, quando ha scoperto che sono una personal trainer mi ha chiesto quanto mi facevo pagare e quanto tempo ci voleva per perdere gli otto kili che aveva preso in gravidanza e che non era riuscita a togliersi in due anni, in genere io prendo 30 euro l'ora ma a lei ne ho chiesti 24, cosi quando veniva per due ore lavorava e per un ora si allenava sotto il mio controllo, è stato solo uno scambio di prestazioni",
non dovrei ma le parole mi escono dalla bocca senza che riesca a bloccarmi, "quindi non c'è stato sesso tra di voi?",
mi fissa ha ancora quello sguardo omicida, "si abbiamo fatto sesso, più volte, Laura è una bella donna solo insicura a causa del marito violento e stronzo, ma l'abbiamo fatto solo perché ci siamo sentite attratte l'una dal altra non certo per soldi", si avvicina lentamente verso di me, io rimango pietrificato, "vuoi dire che sono stronza? l'accetto, che sono una rovina famiglie? in questo caso l'accetto, ma non puoi dirmi che sono una put..., " non termina la parola, "non faccio sesso per soldi, poi per quanto? 24 euro? non sono a conoscenza dei listini in corso ma non credo che ti toccano neanche la cerniera per quelle cifre", abbassa lo sguardo, "buonanotte, mi dispiace Paolo se ti hanno picchiato non so esprimere come mi sento male per questo, ma non preoccuparti domani vado via così non dovrai più subire niente per causa mia e potrai tornare alla tua vita perfetta", si gira ed esce dalla stanza.
crollo sulla sedia, adesso posso smettere di far finta di avere autocontrollo, non ho mai provato così tanta paura come in questa situazione, cerco di ragionare a mente fresca, mi sembra che quello che ha detto sia ragionevole, non posso incolparla perché quello stronzo ha sbagliato il bersaglio, non mi ha neanche fregato i soldi, Laura il lavoro di pulizia lo faceva che poi restituiva i soldi ad Alessia perché gli faceva da personal trainer non sono affari miei, non posso negare che anche io in un paio di casi non mi sono tirato indietro davanti a delle fedi.
Ho perso il controllo della mia casa, ho paura della mia coinquilina dovrei essere contento che se ne vada via spontaneamente, me ne ha combinata tante in 20 giorni, la mia vita sarebbe più semplice senza di lei intorno, ma mi dispiace che in questo caso sono io in torto, in effetti gli ho dato della puttana solo perché ero arrabbiato con quello stronzo che mi aveva picchiato, non voglio che pensi male di me ma comprendo che starò meglio senza di lei.
Ho deciso quello che devo fare, merita che mi scusi con lei, giunto alla sua porta busso.
"Paolo è meglio che andiamo a dormire in questo momento potrei fare qualcosa di cui mi pentirei per il resto della vita", si sente che è ancora adirata, non trovo in me il coraggio di aprire la porta, con la mano immobile sulla maniglia gli dico, "buonanotte Alessia, se ci riesci perdonami per quello che ti ho detto", me ne vado nella mia camera, mi sdraio sulle coperte, non so cosa aspettarmi, non so cosa mi piacerebbe accadesse sto solo li fermo a fissare nel buio il soffitto.
non so da quanto tempo Mi sono assopito quando vengo destato da dei forti rumori, guardo il quadrante della sveglia e vedo che sono le 4 e mezza, mi siedo sul bordo del letto e aspetto, non passano più di due secondi che risento il tonfo che mi aveva svegliato, questi si ripete quasi in maniera ciclica ogni due secondi, mi alzo, esco in corridoio e il rumore si fa più forte, mi dirigo verso quello che era lo studiolo, la porta e semi aperta e i rumori provengono da li, ma dal vano porta non filtra la luce artificiale, solo una pallida luce lunare che filtra dalla ampia vetrata, spalanco la porta e rimango immobile a osservare uno spettacolo che mi lascia senza fiato.
Vedo la silhouette del corpo maestoso di Alessia che investe con tremende bordate il sacco da boxe, come il suo pugno impatta con il tessuto del sacco questo salta di lato formando un angolo di circa 30° rispetto la posizione di partenza e poi ondeggia, lei ballando sulle punte attende che si rifermi prima di colpire con l'altra mano, la fioca luce pallida della luna mette in risalto tutte le curve e le gibbosità dei muscoli del suo corpo in movimento, sta colpendo il sacco con dei pugni che mi renderebbero storpio per il resto della vita ma stranamente non ho paura sono estasiato dalla visione del suo corpo.
Da vicino i tonfi sono molto più forti, la vedo che sta per colpire di nuovo e mi scappa, "spero proprio che non t'immagini che ci sia io al posto del sacco", non posso vedere la sua espressione data la scarsa luce e il fatto che mi sta dando le spalle, ma la sorprendo, il suo corpo ha un sussulto, il braccio proteso devia la traiettoria sfiorando il sacco, il mancato impatto la fa sbilanciare in avanti e fa un passo in avanti per stabilizzarsi sbattendo con la spalla contro il sacco.
Che ho combinato, cerco di mostrarmi calmo ma non credo che sto facendo un ottimo lavoro, lei si gira, io non posso vedere il suo volto la fioca luce è alle sue spalle, lei invece può vedermi, cammina verso di me con le braccia distese sui fianchi, non so cosa accadrà, vedo solo un ombra che si avvicina, vorrei accendere la luce ma i muscoli si rifiutano di obbedirmi.
Trattengo il fiato, lei non si ferma ormai mi è quasi addosso, si lascia andare contro il mio corpo, piega la testa leggermente a sinistra e l'appoggia sulla mia spalla destra, il suo corpo si adagia contro il mio, lei è nuda e sta sudando copiosamente, sta tremando mantiene le braccia distese in basso, il suo petto preme contro il mio, sta piangendo, alzo le braccia e la stringo a me.
"Paolo non capisco cosa mi succede, io sono intenzionata a comportarmi bene, voglio che tu sei contento di me perché ti voglio bene, mi hai accolto a casa tua, ma ogni cosa che faccio non riesce come volevo, cerco di fare del bene, aiuto Laura e che succede il marito ti picchia, e se non bastasse questo mi arrabbio con te e rischio di farti molto male, ho avuto paura prima per i danni fisici che ti potevo fare, potevo picchiare il mio amico, pensavo di averti mostrato quanto tengo a te, invece vedo che tu hai paura di me, ti ho visto adesso come mi guardavi",
cavolo mi trovo a consolare una ragazza che si dispera perché quasi mi mandava in ospedale, non sto bene devo farmi vedere da qualcuno perché sto provando dispiacere per lei,
"il mio comportamento ti ha portato a pensare che sono una puttana, credi che sono venuta con te per farmi ospitare a casa tua e ottenere quello che volevo, ma ti giuro io non sono fatta così, ho fatto sesso con te solo perché è il mio modo di mostrare quello che provo, lo faccio per ringraziarti dei tuoi modi, della tua gentilezza e disponibilità, lo so non è quello che si aspetta da una amica ma io sono fatta così e speravo che almeno tu mi capivi, invece mi hai visto come una ragazza che usa il suo corpo per ottenere quello che vuole",
a questo punto se fossi onesto dovrei dirgli che in effetti è precisamente quello che penso, ma vorrei tanto credere nella favola della amica che dispensa sesso per gratitudine, ritengo opportuno proseguire nel mio silenzio e continuo ad accarezzargli la schiena mi sembra di grattare una statua di marmo lucido,
"è meglio che me ne vada adesso che ancora non è successo niente di grave, mi potrai mai perdonare?".
mi sposto leggermente per poterla prendere in braccio, gli metto il braccio dietro le ginocchia e l'altro dietro la schiena mi piego leggermente in avanti, lei comprende le mie intenzioni e mi stringe le braccia intorno al collo, io mi raddrizzo e la tengo finalmente tra le mie braccia, cavolo è vero i muscoli pesano di più del grasso, la porto in camera sua e intanto le parlo,
"Alessia, stanotte ho esagerato, ero arrabbiato e ferito, mi sono scappate parole che non dovevo dire e che non penso e per questo mi scuso, la nostra convivenza vive di alti e bassi, abbiamo avuto i nostri problemi le colpe sono di entrambi, io lo ammetto non sono abituato a vivere con un altra persona, devo superare alcune remore mentali, ma anche tu non sei la partner ideale, però hai una grande passione e per questo mi piaci, non voglio costringere nessuno, se ritieni che non puoi perdonarmi vattene e dimenticami, altrimenti sarò contento se resti", ma per la miseria, potevo fermarmi alle scuse, se ne andava via portandosi dietro tutti i problemi che mi crea, certo si portava via anche il fisico che sogno da anni e che nel ultimo mese invece ho posseduto e non solo in sogno.
Sono riuscito a portarla fino alla sua camera, la adagio sul letto, "dormici su, domani a mente calma prendi la decisione che vuoi spero che resterai ma non farti scrupolo delle mie volontà fai quello che preferisci", la lascio li ed esco, ma che stronzo proprio ora mi viene l'istinto di fare il cavaliere, è così indifesa e sconvolta che se solo lo volessi farebbe l'amore con me per tutto il giorno ed io non mi sento di approfittarne maledetta morale che esce fuori nei momenti meno opportuni, mi butto sul letto e mi addormento subito.
Mi sveglio alle dieci, dopo aver fatto la doccia giro per casa, Alessia non c'è, entro nello studiolo, mi metto davanti al sacco mi guardo intorno e poi parto con un pugno, il sacco rimane immobile sembra che mi stia prendendo in giro, m'impegno di più, sempre immobile, mi scateno, sei pugni in rapida successione, risultato dolore alle mani e il sacco che ondeggia impercettibilmente, forse ha ragione Alessia è il momento che mi alleni, ma adesso che lo voglio probabilmente è tardi.
Vado a trovare i miei amici, devo ammetterlo, da quando sono rimasto l'unico scapolo abbiamo problemi a vederci, sembra che il mio essere celibe sia contagioso, o almeno è quello che credono le mogli dei miei amici, m'invitano solo se hanno qualcuna da presentarmi, di questo non mi lamento, grazie a loro mi sono divertito spesso,
Riesco ad organizzare un aperitivo con Claudio, Marcello e Alex, come gli dico della novità di Alessia mi tempestano di domande, alla fine il solo Alex mi dice che sono scemo a spingerla ad andare via se è vero che quello che ho fatto con lei è stato il più bel sesso della mia vita, ma lui è sempre stato il matto del gruppo, mi fido di più del parere di Claudio e Marcello, entrambi mi dicono che è meglio troncare prima che sia troppo tardi dato che non ho futuro con lei è rischio di entrare in un vicolo cieco, mi augurano di non trovarla quando ritorno, ci salutiamo con io che prometto di tenerli informati.
Non la trovo quando entro, busso alla sua porta non sento niente allora entro, non c'è ma la sua robba è ancora tutta al suo posto, anzi noto che fine aveva fatto la terza rastrelliera dei manubri, quella fino a 40 kili, si trova in un angolo della sua camera altro che reso.
Non ho fame vado a farmi una corsetta dentro la villa, spero d'incontrare una ragazza che mi faccia dimenticare Alessia, non sarebbe la prima volta, sto fuori due ore, non vedo nessuno, ma più che altro non m'impegno penso solo a correre mi disinteresso delle altre persone presenti, sto rimuginando, non ho ancora compreso se preferirei ritrovarla a casa o no, solo una parte di me che si trova al centro è certa di quello che vuole.
Mi faccio la doccia e poi mi sdraio un po' sul letto, mi addormento sereno.
Quando mi sveglio sento un peso che mi opprime il petto, allungo la mano per capire cos'è, mi desto è il suo braccio, è distesa affianco a me e sta dormendo, ha indosso una camicetta bianca, una minigonna plissettata con una fantasia scozzese sul rosso e blu e dei calzini bianchi arrotolati alla caviglia, sembra che mi sono svegliato al interno del sogno di un adolescente giapponese
cerco di sfilarmi da sotto per alzarmi senza svegliarla, ma al mio movimento lei si desta subito,
"ciao Paolo scusa se mi sono intrufolata in camera tua ma ti volevo parlare",
"dai allora parla",
"sei ancora della idea di proseguire con la nostra convivenza?"
"non ho cambiato idea", mi abbraccia,
"ci ho pensato, voglio rimanere qui con te, ricominciamo, per festeggiare vieni con me a ballare?",
"va bene hai già in mente qualcosa?", "si mi hanno invitata ad una festa trendy in una villa sul appia antica",
"come dobbiamo vestirci?",
"casual, io vengo così", si alza si sbottona la camicia completamente, sotto non ha niente, lega i due lembi e fa un nodo trasformandola in un top che avvolge e copre il seno, il fiocco del nodo sfiora gli addominali ormai scoperti, allarga le braccia e inizia a girare su se stessa, abbastanza veloce da far alzare la gonna ma lenta a sufficienza da lasciar vedere che sotto non indossa intimo, si arresta mentre io sono seduto come un indiano sul letto, "che dici posso andare cosi?",
"sei un po' castigata ma dovresti andare bene", mi sorride e fa per andare via, "Alessia, dobbiamo cercare la nuova colf tu conosci qualcuno in palestra?", lei si gira e salta sul letto a quattro zampe, mi viene incontro, "non ti preoccupare ci ho già pensato io, ritorna Laura", scatto come un forsennato "ma sei matta, come la mettiamo con il marito?",
"ho detto che ci ho pensato io, abbiamo sostenuto prima una discussione dai toni un po' accesi ma dopo ha compreso di aver esagerato ad averti picchiato e ad aver picchiato anche Laura, voleva venire a farti le sue scuse ma per un mese o due sarà impossibilitato", "Alessia voglio fidarmi di te, sei sicura che è la soluzione migliore?", "si sono sicura, la povera Laura ha bisogno dei soldi del lavoro adesso che il marito non potrà lavorare in cantiere per qualche mese", mi sta spaventando, "perché cosa è successo a suo marito dopo che ha discusso con te?",
mi guarda ponendosi di tre quarti, "sarebbe più giusto dire cosa gli è successo durante la nostra discussione, ma me lo chiede il mio amichetto o un possibile testimone del assicurazione?"
"assicurazione?",
"vedi abbiamo dovuto inventarci qualcosa al pronto soccorso del cto per giustificare le sue fratture e i suoi lividi, risulta che ho preso una sbandata e lo ho travolto in derapata mentre era sul marciapiede ed è volato contro un muro" ,
la blocco mettendogli le mani sulle spalle, "aspetta un attimo, lasciami capire, lo hai picchiato e poi avete fatto credere che lo hai investito con la moto?", "si può anche dire cosi","al ospedale ci hanno creduto?", "al inizio pensavano fosse stato un camion ma poi si sono ricreduti", "un camion? ma cosa gli hai fatto?", "potrei aver esagerato un zinzinello ma lui ti aveva picchiato, ci aveva portato a litigare, poi aveva picchiato anche Laura ed in maniera più tosta di quello che aveva fatto con te, non era neanche la prima volta",  "diciamo che se l'è meritata ma sei sicura che non ti denuncia?", il suo sorriso mi inquieta un po', "diciamo che sono convinta che non gradirebbe discutere nuovamente con me ed inoltre ormai c'è stata la richiesta al assicurazione con la sua firma sulla richiesta di risarcimento si auto accuserebbe di truffa assicurativa e perderebbe il risarcimento", la bacio in fronte e mi alzo, "dai ti offro la cena", "dove mi porti di bello Paolo?", "ti meriti il meglio, da mcdonald oltre il menù puoi prendere anche il gelato", mi fa dei versi alquanto infantili che accompagnati con la sua tenuta da sexy studentessa mi eccitano.
Come ho tempo invio tre sms a miei amici per informarli che Alessia non è andata via, non mi dilungo a spiegare.
Mentre mangio un ......burger e lei un insalata greca mi arrivano tre sms in risposta, quei bastardi si erano già organizzati, c'invitano ad un pranzo alla villa al mare a Cerenova di Claudio, ci saranno tutte e tre le famiglie, secondo loro dovrei dire a quella scatenata di Alessia di trascorrere il pomeriggio in compagnia di tre comari pettegole per non parlare poi delle mogli dei miei amici.
"chi ti manda gli sms Paolo?", "sono i miei amici, c'invitano a pranzo a Cerenova domenica, ma non ti preoccupare se non ti va gli dico che abbiamo da fare",
"amici? allora c'è ne hai qualcuno, in venti giorni non ti ho mai sentito parlare di loro, Cerenova dove si trova?", "sulla Roma Civitavecchia è la parte di Cerveteri che da sul mare, la casa di Claudio è sulla spiaggia"
" allora perché no, vorrei tanto prendere il primo sole della stagione, per me va bene sempre se non ti secca farti vedere con me, a proposito per loro chi sono la tua fidanzata o gli hai detto la verità che sono la tua amica lesbica?",
"gli ho detto la verità, che sei la pazza che occupa abusivamente casa mia", mi tira una rotella di cetriolo che mi prende in mezzo alla fronte.
Andiamo alla festa e ritorniamo in quattro alle tre di notte, per la prima volta usiamo l'ascensore da quando vive da me, solo perché sfrutta anche quei secondi per palpare le due hostess mozzafiato che aveva rimorchiato questa benemerita stronza, aveva dimenticato di dirmi un piccolo particolare del tutto insignificante, si trattava di una festa gay, per delle ore ho dovuto rifiutare decine di approcci indesiderati mentre lei era intenta a limonare con decine di ragazze da concorso ed anche diverse bruttarelle mostrandosi in questo democratica, al ritorno ho dovuto fare da autista con loro tre nel sedile posteriore a pomiciare, questa è l'ultima volta che mi faccio ingannare come un pirla e gli faccio da autista astemio.

Offline granarone

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« Risposta #11 il: 19 Luglio 2015, 17:11:30 »
22° giorno di convivenza
mi sveglio alle dieci e dopo una doccia veloce vado a preparare la colazione, mentre sono preso a fare il caffè sento la sua porta che si apre e inizio a distinguere delle risatine odiose, in breve la vedo entrare nella sala pranzo, tiene le braccia sulle spalle delle due hostess che tengono le teste appoggiate sui suoi ricolmi seni, loro due sono vestite lei è completamente nuda se si accentua una ventosa con pendente di stoffa attaccata al capezzolo destro, mi soffermo a vedere il suo addome cesellato e il basso ventre ben rasato, non è truccata ma il suo volto è radioso, le pur belle hostess spariscono al suo confronto
"paolo puoi fare il caffè per le nostre amiche cosi vanno via", le due mostrano di non gradire la frase ma lo fanno in maniera blanda, mi sbrigo a servirle, come finiscono il caffè Alessia gli dice ciao e le accompagna spingendole alla porta, poi ritorna a sedersi a tavola,
"mamma mia certe ragazze sono proprio difficili da cacciare da casa", " a chi lo dici", ricevo una girella in faccia, "stronzo, vuoi sempre scherzare, parliamo seriamente adesso, pensi che ci faremo il bagno? mi devo portare il costume?", "è fine Aprile, ancora l'acqua sarà freddina ma qualcuno lo fa, sicuramente prenderemo un po' di sole, io me lo porto".
Alle undici e trenta sono pronto e l'attendo mentre gioco con le chiavi della mia macchina, si apre la porta della sua camera, mi sfugge la presa, la chiave casca a terra, "ti piace il mio completino?", allarga le braccia e si mostra a me nella sua magnificenza, indossa un giubbino corto di pelle nera, poco più di un top, gli addominali sono adorabili, sei lingottini leggermente asimmetrici, ha un paio di micropants elasticizzati rosso fuoco, stivali neri al ginocchio che esaltano le sue gambe muscolose da ballerina, è sexy da paura, faccio per prendere le chiavi ma lei mi anticipa, "queste non servono, andiamo in moto", l'eccitazione svanisce al istante, mi alzo e la guardo negli occhi, "no e poi no tu sei una folle su quella belva", "dai voglio provare i nuovi caschi con l'interfono, li ho comprati proprio per noi due", "soldi buttati, io non ci salgo più su quella cosa",
"lo so che scherzi, siamo uno a uno però, decidiamo a braccio di ferro?", guardo un attimo i bicipiti che premono contro la pelle del giubbino e scuoto la testa,
"mi sembra più equo che facciamo a chi è più alto senza tacchi", mi fa la linguaccia e dice "paro e dispari?", cedo e acconsento, per fortuna vinco io, ma non so per quale regola assurda sembra che si debba fare al meglio dei tre, non basta che faccio il 2 a 1, mi spiega che bisogna vincere con due punti di scarto, perdo sul 9 a 8 per lei per un'altra regola piemontese che dopo sedici tentativi basta vincere di uno solo punto di scarto, me lo dice solo dopo che fa il nove riteneva inutile informarmi di questo sul 8 a 8.
Unica cosa positiva e che sto tutto il tempo aggrappato alle sue magnifiche bocce, per fortuna mi viene l'idea di dirgli che non possiamo arrivare a mani vuote, ci fermiamo alla cantina Cento corvi acquisto tre bottiglie di Giacchè rosso, pago io, lei ha messo la benzina, niente autostrada ha voluto fare l'Aurelia, almeno l'ultimo tratto lo deve fare a velocità relativamente moderata se non vuole farmi rompere le bottiglie.
Imbocchiamo il viale che porta al mare, mi fa andare il cuore in gola quando passiamo il cavalcaferrovia, le due ruote si staccano dal asfalto ed io mi sollevo dal sellino, non so come ma ritrova il controllo, la sento ridere dal interfono, io non ho fiato altrimenti sentirebbe elencare tutti i santi giorno per giorno a partire dal 1 gennaio e credo che non mi fermerei prima di Santo Stefano,
gira nel lungomare, "è la terza casa quella color giallo,  ... hai sentito è quella gialla ... la stai superan .... per la miseeeria",
inchioda sollevando la ruota posteriore che ricade pesantemente sul asfalto poi lentamente sterza e parcheggia sul marciapiede di fronte la casa di Claudio.
Vorrei dirgliene quattro ma il suo arrivo non è passato inosservato, dal ampia terrazza i miei amici ci stanno guardando e con loro le mogli, si sbracciano per salutarmi, la bella giornata li ha portati ad indossare i costumi, tre boxer da mare simili al mio per i miei amici, due mogli indossano i bikini e Maria indossa un costume intero probabilmente deve coprire qualche inestetismo visto che ha partorito da tre mesi.
Rispondo al saluto ma poi vedo che abbassano le mani e ci guardano in maniera stupita, mi giro e vedo che Alessia si è tolto il giubbino rimanendo in topless, mostra i suoi magnifici seni enormi che svettano fendendo l'aria reagendo contro la forza di gravità, anche io che sono abituata a vederla così rimango un attimo basito ad ammirare il suo corpo perfetto, mi riprendo quando lei dopo averlo recuperato dal sellino della moto si mette il pezzo di sopra del bikini e mi chiede di allacciarlo dietro la sua schiena, mentre lo faccio lei saluta i miei amici che rispondono in maniera automatica, poi si toglie i pantaloncini, per un attimo temo di vederla con la vagina esposta, ma ha già indosso il pezzo di sotto del bikini verde e nero, si mette di tre quarti e mi mostra la perfezione delle sue curve.

 
Mentre entriamo nel giardino "mi ripeti i loro nomi",
"allora Claudio è il più alto ed è il padrone di casa ed è sposato con Lucia la bionda, Marcello è il pelato è sposato con Azzurra quella più bassina infine c'è Alex il più basso di noi che è sposato con Maria la brunetta più alta delle due", si batte le dita contro la fronte "memorizzato ..." il suo sguardo si sofferma su un sacco da boxe appeso al soffitto della terrazza che fa bella mostra nel cortile e lo indica, "ah quello, Claudio è un ex pugile ha partecipato due volte ai campionati nazionali dilettanti piazzandosi una volta terzo ed una quinto nei medio massimi"
Saliamo le scale interne Claudio ci accoglie alla porta e ci fa da anfitrione dentro casa, indossa solo i boxer da mare, usciamo dal ampia vetrata nella grande terrazza e mi stupisco, Alex e Marcello indossano delle tshirt, le loro mogli indossano tutte e tre dei prendisole che coprono i loro fisici, si sono coperti dove aver visto la perfezione del corpo di Alessia, sorrido io non mi faccio questi problemi ma sono contento vuol dire che apprezzano i suoi muscoli sexy,
faccio le presentazioni, Alessia si mostra cordiale come sa fare lei, poco dopo la lascio alle tre mammine che la portano nel angolo della terrazza dove i quattro bambini piccoli stanno giocando, veramente giocano in tre, il quarto ha solo tre mesi e dorme nella culla al ombra, noi quattro ci dedichiamo alla griglia iniziamo a mettere sul fuoco la carne,
"prima mi sa che conviene aprire il vino che hai portato", seguiamo Claudio, sono confuso, in quattro per aprire tre bottiglie, entriamo in cucina "dove è il cavatappi?", chiedo ma vedo che tre coppie di occhi mi fissano, "che c'è ragazzi?",
risponde Alex, "la devi lasciare ed anche presto", mi stupisco era l'unico che diceva che dovevo insistere con lei, "cosa ti ha fatto cambiare idea? l'hai vista solo alcuni secondi", "mi è bastato, lasciala, cosi ci provo subito io", sorride come un matto, vorrei parlare ma ricevo un pizzone sul colletto, "ahi, ma che ho fatto adesso?",
"stronzo ci avevi detto che era carina no che era una dea, ti stavi commiserando perché ti occupa casa e quando fa una cazzata si scusa facendo del sesso da favola con te? ma vai a quel paese, se te la lasci scappare sei un pirla", Claudio esprime il suo parere dopo che Marcello mi aveva colpito e annuiva mentre parlava l'amico,
"ma come! mi avevate detto che era una lesbica e non avevo futuro con lei, che se portavo avanti questa storia non avrei messo mai su famiglia", un altro pizzone sul collo questa volta è stato Claudio, ho sentito la differenza,
"stai scherzando, hai una dea in casa tua e ti preoccupi di questo? quando avrai settanta anni se vorrai potrai fare un figlio con la badante rumena adesso goditela fortunello che sei", inutile discutere sono abbagliati dalla bellezza di Alessia.
Il pranzo è piacevole, ci divertiamo, alle tre Claudio ha una pessima idea, "allora andiamo a fare una partita di beach volley?", Alessia, "ma si femminucce contro maschietti chi perde lava i piatti", accettiamo,
Maria deve rimanere con i bambini troppo piccoli per lasciarli senza controllo, decidiamo di giocare tre contro tre con noi che ci alterniamo con uno fuori,
Si vede subito che c'è una grossa disparità nelle squadre, Lucia aveva giocato come palleggiatrice in serie A2, Azzurra faceva presenza battendo debolmente ma sempre dentro il nostro campo, Alessia saltava da una parte al altra, copriva da sola ben più di metà campo, ci murava con irrisoria facilità o riceveva e passava a Lucia che gli alzava per delle schiacciate di inaudita potenza sul 10 a zero iniziamo a giocare in quattro, riusciamo così a contrastarle più efficacemente, non riuscivamo a superare la difesa di Alessia ma soltanto a ribattere alcuni suoi attacchi, si arriva al 20 a zero match point, Alessia riceve la nostra schiacciata su risposta della battuta di Azzurra, la palla arriva a Lucia che con perfetto timing alza, Alessia aveva perso un attimo di tempo per rialzarsi, accelera per ritornare in posizione, salta e allunga il braccio, colpisce la palla altissima e schiaccia,
la vedo con i capelli che si allargano come la criniera di un leone, arretro mettendo le braccia in posizione di baker la palla mi colpisce sui polsi e rimbalza con violenza colpendomi in faccia casco al indietro e vedo tutto nero, sento Alessia che grida, "no che ho fatto, Paolo stai bene?", è la prima a soccorrermi, infila le sue poderose gambe piegate sotto il mio busto e sostiene la mia testa, Claudio puoi prendere del ghiaccio", mi riportano di peso in casa mi metto sdraiato con il ghiaccio sullo zigomo mentre i mie amici lavano i piatti e le donne chiacchierano in terrazza gustandosi un limoncello.


Quando mi riprendo esco e le donne quando mi vedono ridono, mi specchio, ancora non era svanito completamente l'alone nero intorno l'occhio destro colpito dal marito di Laura che adesso il sinistro era completamente tumefatto, Alessia mi viene incontro e mi stringe alle spalle, sento il suo seno che preme, "scusa non l'ho fatto apposta",
non fa mai niente apposta, a quanto dice lei, ma io sto sempre incasinato, poi si gira verso le donne, "adesso che è sveglio noi dobbiamo andare via purtroppo avevo un impegno per stasera, tu ritorni con me Paolo o rimani e vieni con Marcello?", ci penso un attimo ma non vedo l'ora di tornare a casa e prendermi un goccio della mia grappa e distendermi sul letto.
Il viaggio di ritorno è più lento forse si sente in colpa per la schiacciata da ko, la velocità è quasi umana, poco sopra i limiti, certo, a cinque kilometri da casa ci fermiamo dal benzinaio fa il pieno ma si è scordata la carta di credito a casa, pago con il sorriso sulle labbra pensando a quei tre che lascerebbero le loro famiglie per prendere il mio posto.
Saliamo le scale e incrociamo Antonella, anche lei segue il consiglio di Alessia niente ascensore, in particolar modo dopo che c'è rimasta chiusa per quasi tre ore, Alessia si è tolta il giubbino e indossa il sopra del bikini i micro pants e gli stivali, tiene dietro la spalla il giubbino,
Antonella mi chiede cosa mi sono fatto all'occhio, sembra sinceramente dispiaciuta ma mangia con gli occhi il bicipite flesso di Alessia, come gli dico che è stato solo un incidente mentre giocavamo si dimentica della mia presenza, "Alessia che fai stasera ti va di venire a cena da me?", Alessia gli bacia la guancia, "mi dispiace cara sarà per un altro giorno stasera ho un impegno che non posso rinviare", la delusione di Antonella è palese, neanche la saluto mentre riprendiamo a salire e lei immobile guarda i glutei di Alessia.
La saluto svogliatamente e mi rinchiudo in camera mi appoggio un attimo sul letto tenendo i piedi per terra, non potevo rimanere con i miei amici da solo, mi avrebbero messo in mezzo, sei bocche da fuoco impegnate ad interrogarmi. sono conciato peggio di Rocky dopo il primo incontro con Apollo e per questo non mi va di uscire, mi vedrò la partita.
Sono ancora così abulico mezz'ora dopo quando bussa Alessia, non attende il mio permesso ed entra, dovrei essere arrabbiato con lei per la sua mancanza di tatto ma non riesco a parlare, si è vestita come direbbe il mio amico Alex da gran gnocca e quando una gran gnocca si veste da gran gnocca le parole sono superflue, puoi rimanere solo a guardare con la bava alla bocca e augurarti che lo spettacolo sia solo il prologo o altrimenti il tuo polso rischia la slogatura come penso sarà il mio caso, mi stupisco come si sia preparata in così poco tempo, quando ha impegni con me mi fa aspettare un ora solo per scegliere le scarpe
Non parla e mi fissa con fare inquisitorio,  sembra che mi sono dimenticato qualcosa non mi viene in mente niente, certo il mio cervello al momento ha problemi ad elaborare il più elementare pensiero,
è troppo bella, ha raccolto la chioma in una coda tirando indietro i capelli esaltando il suo volto da star, si è truccata un filo in più del solito pur rimanendo molto sobria, rossetto rosa pallido un filo di rimmel, la scelta del vestito è di quella da grande diva sul red carpet, la perfetta scelta per evidenziare il suo fisico sexy e muscolare, un abitino nero trasparente mono spalla con degli inserti opachi a nascondere il seno e il basso ventre, le braccia monster sono scoperte come le spalle e le gambe, l'incubo di uno stupratore, troppo bella per resistere alla tentazione di non aggredirla, troppo forte per evitare una visita al centro traumatologico più vicino.
 
"preferisci una pizza o cuciniamo?", non mi aspettavo questa domanda, "non ho tanta fame e non ho voglia di cucinare, meglio la pizza, quindi esci dopo cena o attendi qualcuna?", mi guarda perplessa, "io non esco stasera e non arriva nessuna", "come? hai detto a tutti che avevi un impegno inderogabile", "possibile che ricordi di me solo le cose negative?, ti ho sempre detto che quando noi usciamo dobbiamo divertirci entrambi altrimenti io mi sacrifico e mi presto a risollevarti l'umore, ieri sei stato splendido nonostante la brutta serata per te, a mia discolpa credevo che c'era qualche etero, errore mio, devo ringraziarti in qualche modo e risollevarti la serata, vado ad ordinare la pizza meglio se ne prendo quattro, tra tre ore avrai molta fame parola mia, una quattro formaggi ed una margherita per te?", "si va bene", esce e io mi metto seduto sul bordo, mi sento strano sono confuso, Alessia vuole rifare l'amore con me, il mio corpo lo desidera ma io non sono contento.
Rimango seduto sul bordo del letto pensieroso, così mi ritrova lei, entra senza bussare, aveva lasciato la porta aperta.
"Abbiamo circa tre ore, iniziamo da qui?", le sue movenze rilasciano naturalmente una forte carica di erotismo, non si può rimanere indifferenti a questo spettacolo, per dei secondi la osservo con bramosia ma poi inizio a parlare, la voce mi esce con fatica, cerco di distogliere lo sguardo ma non posso non fissarla,
"oggi non mi va grazie", la prendo in contropiede non si aspettava una risposta del genere, è solo un attimo, "va bene, che fai scendi giù con me da Antonella a mangiarti la pizza o la faccio mandare su la tua?",
"la mangio qui grazie", la vedo uscire, il didietro non è meno spettacolare della visione frontale, come chiude la porta mi lascio andare al indietro chiudo gli occhi e mi mando a fanculo, non so che mi è passato per la testa, sopporto gli aspetti negativi della sua convivenza e mi rifiuto coscientemente di godere del unico aspetto positivo, a cosa miro?
non mi comprendo neanche da solo, la mia mente è un sovrapporsi del immagine statuaria e inarrivabile di Alessia, e la visione della famiglia di Claudio che sembra uscita da uno spot del mulino bianco, posso negarmi a priori la possibilità un giorno di averne anche io una per soddisfare la mia libido con la donna che fisicamente va al di la di ogni mia più rosea aspettativa ma che fa l'amore con me solo per convenienza e pietà?
Dieci minuti dopo sono ancora imbambolato sdraiato sul letto ma con i piedi a terra che la porta si spalanca e lei entra come una furia, fa prima lei ad arrivare contro le mie gambe che io a raddrizzare la schiena, è tutta un fremito non parla, comprendo che è meglio alzarmi, non posso stare tutto il tempo con il collo storto per guardarla dal alto al basso, lei si sposta di quel minimo per permettermi di mettermi in piedi, ci guardiamo per alcuni secondi senza parlare poi è lei ad iniziare,
"Paolo questa volta mi devi spiegare che cosa è successo, non capisco cosa mai ti ho fatto oggi, non posso credere che sei arrabbiato con me per la pallonata, è stata un incidente, lo ammetto sono un agonista e non mi sono resa conto della potenza che ho espresso in quel colpo, ma la palla è rimbalzata non ho certo mirato a farti male, non posso crederci che pensi che l'abbia fatto apposta",
"Alessia non sono un bambino, sono cose che capitano, ma la situazione che si sta creando per me è insostenibile, non nego che fare sesso con te sia meraviglioso, ma che tu lo fai per ringraziarmi e ti sacrifichi nel farlo, questo non lo posso più accettare, va bene che è solo sesso e non c'è niente di sentimentale ma così è troppo non posso avere un rapporto con te e nello stesso tempo immaginarmi che in quel momento tu preferisti stare in qualsiasi altra parte del mondo a fare un cruciverba  ma rimani solo perché ti senti obbligata"
ho detto quello che volevo dire, attendo la sua risposta che non arriva, mi fissa in silenzio sto per riprendere la parola , Smack, le sue labbra si stampano sulle mie, sento la punta della sua lingua che si insinua tra le mie labbra, non credo che abbia capito quello che ho detto ma al momento rispondo calorosamente,
Alla stessa velocità con cui si è avventata contro la mia bocca si allontana da essa, "hai ragione, devi scusarmi, ho usato ed abusato delle parole sacrificio e consolazione, non lo penso veramente, che ti devo dire io sono un appassionata delle belle patatine, le mangerei in tutti i modi e in quantità industriali ma ogni tanto per variare mi piace gustarmi una ricca insalata verde con pomodori, uova, scaglie di parmigiano e cipollotti con del aceto balsamico, per poi ritornare alle mie dolci patatine.
Il mio unico intento era quello di non creare in te falsi speranze, io sono omosessuale e lo rimarrò per tutta la vita, ma mi piace ogni tanto variare, e tu sei il partner ideale, vigoroso, premuroso e dolce, per me non è un sacrificio il tempo che trascorro con te lo trovo gratificante e penso che lo avrai capito anche tu, quando faccio una cosa è perché la voglio fare o non te ne eri accorto?",
"quindi mi stai dicendo che mi hai tirato la palla addosso volutamente?",
la sua espressione cambia mi fissa incredula, non attendo che scopra che stavo scherzando mi metto a ridere, lei allora mi spinge e ritorno con le spalle sul letto,
"ma che stronzo, ci avevo creduto, adesso che ci siamo compresi che fai scendi anche tu con me da Antonella", le risate mi muoiono in gola la guardo con l'aria di un cane bastonato, lei alza le mani e tira fuori i pollici in alto, "uno a uno", mi fa anche la linguaccia, scatto e l'afferro sotto i glutei sporgenti e duri come rocce gemelle, la sollevo e ruoto di 180°, la getto con veemenza sul mio letto, alza la gamba e con il piedino inizia ad accarezzarmi la patta, mi svesto alla rapidità della luce,


Come sono nudo salgo sul letto e la trovo inginocchiata, abbasso la lampo dietro la sua schiena e poi con le mani inizio a sfilargli l'abito, lo faccio lentamente, le mie dite scorrono su i suoi fianchi seguendo le armoniosi curve, come si scopre il pancino inizio a baciarla sugli addominali, la bocca segue il vestito che sto sfilando lentamente, lei rimane pressoché immobile, dei minimi movimenti per facilitarmi nel azione di rimozione del vestito, movimenti che pur minimi provocano delle contrazioni ai suoi muscoli addominali facendo increspare i suoi deliziosi pacchetti, come è nuda la bacio, mi impegno con i preliminari più del solito, voglio che sia una esperienza appagante anche per lei.
Terminato il primo rapporto lei mi accompagna in sala pranzo si stende completamente nuda sulla panca a schiena sotto e inizia a sollevare il bilanciere posto sugli appoggi, i suoi muscoli al lavoro sono uno spettacolo che mi eccita da paura, solleva 80 kili con la stessa facilità con cui io sollevo una caraffa d'acqua, il suo corpo sembra nato per fare questo, credo che abbia fatto venti ripetizioni ma sinceramente ho perso il conto, quando smette e si alza dopo aver riposto il bilanciere sui suoi appoggi, "sdraiati al mio posto", eseguo il suo ordine, la vedo lavorare sul bilanciere, toglie un peso da 20 kili da ogni lato, ne rimangono solo 40 kili, mi dispiace che crede che sono cosi debole, ma come inizio a fare l'esercizio la ringrazio mentalmente, sono quasi al mio limite, lei si siede sopra di me e si piega leggermente in avanti mette una mano al centro del bilanciere senza mettere alcuna forza, penso che lo faccia per sicurezza, con l'altra inizia a stuzzicarmi il pene, già la visione del suo seno sodo e proteso verso di me e il contatto tra il mio stomaco e il suo basso ventre mi avevano portato in uno stato d'eccitazione celestiale mancava il suo energico armeggiare,
continuo a sollevare il bilanciere, non mi fermo attendo che me lo dica lei, alla 50° ripetizione con le spalle e le braccia che mi dolgono lei decide che è ora di smettere, "fermati e lascia la presa ", lo faccio immediatamente e noto con sollievo che il bilanciere rimane sospeso, lo sta trattenendo con la sola mano destra, lentamente lo solleva piegando al indietro l'avambraccio mantenendo il polso in basso, il suo bicipite si gonfia in maniera spropositata, raggiunge una forma ed una consistenza che non gli avevo mai visto, non mi trattengo lo afferro con entrambe le mani e provo a comprimerlo ma come lei prosegue a piegare l'avambraccio il muscolo si gonfia ulteriormente allargandomi le dita che non possono fare niente contro quella potenza, lei mi sorride e con uno scatto in avanti posa il bilanciere sugli appoggi, le mie mani rimangono avvinghiate al suo braccio, e in tutto questo tempo la sua mano sinistra non si è mai fermata.
Si alza e mi porge le sue mani, le afferro e lei mi tira mettendomi in piedi, come la panca è libera si mette lei sopra, ma questa volta a pancia sotto, non devo chiedere, inizio a possederla da dietro, inizia a gemere mentre i miei reni si impegnano allo spasimo, quando ho finito sono in estasi.
Mentre sono seduto a riprendermi la vedo che esce dalla sala pranzo, ritorna poco dopo, indossa un gi di judo, almeno la parte superiore, le gambe da ballerina sono scoperte, alla vita annodata una cintura nera, anche così mi eccita, ma quando noto che in mano tiene un altro gi ed una cintura bianca temo in cuor mio che voglia proseguire con lezioni di judo o di qualche altra arte marziale, non sono proprio in grado, "tieni questo è per te", me lo lancia, io mi alzo e lo indosso, poi lei viene e mi lega la cintura, il mio è un po' corto, il mio pene ,a riposo dopo tanto tempo, si vede, mentre quello di Alessia quando lei è ferma copre le sue parti intime,
"scusa Alessia che cosa vuoi fare?", "mangiare, tra poco arriva il fattorino delle pizze, che vuoi che lo accolga nuda per evitare di dargli la mancia?", scuoto la testa ma sono soddisfatto, pericolo scampato, "a proposito mi sono accorta di non avere contanti, hai per caso i soldi per la pizza in casa?", chissà perché non sono stupito della sua domanda,
Faccio in tempo a prendere 50 euro che il fattorino suona, Alessia me li sfila dalla mano, ci pensa lei a pagare e ritirare le pizze, io con gli ammennicoli di fuori non avrei fatto una bella figura, come entra in sala da pranzo mi avvicino a lei per farmi dare il resto, almeno quello, ma lei euforica inizia a parlare, "ci andiamo a vedere la partita in camera tua?", mi sorprende questa sua idea, la gradisco molto ma so che lei non ama il calcio, "come mai vuoi vedere la finale di Coppa Italia tra Lazio e Juventus? mi hai detto che non segui il calcio", "a te piace lo so aquilotto, poi così hai tutto il tempo per riprenderti e dopo ci pensiamo noi a fare i supplementari", non serve che mi convinca, ci mettiamo seduti nel mio letto a mangiare, cosa che non mi fa impazzire ma l'atmosfera è elettrizzante. lei si toglie anche il gi per non macchiarlo e rimane con un top nero,
La partita inizia e la Lazio passa subito in vantaggio, esulto con in mano un triangolo di pizza, lei mi sorride, passano circa sette minuti e la juve pareggia, Alessia sposta i cartoni e si adagia contro il mio corpo, l'abbraccio e proseguiamo a vedere la partita, durante l'intervallo sistemiamo e ci laviamo i denti, ci rimettiamo a letto a guardare la partita con lei che si appoggia contro il mio petto, sembriamo una coppia di lunga data,
Si va ai supplementari, mi muore un grido in gola quando prendiamo un doppio palo clamoroso, lei mi accarezza delicatamente la coscia, sul finire del primo tempo supplementare segna la Juventus, non ho il tempo per esprimere la mia delusione, Alessia inizia a saltare sul letto inneggiando alla juve, si gira verso di me sorride sguaitamente piega l'avambraccio destro mettendolo orizzontale stringe il pugno e tira al indietro il gomito, grida"evvai!!! sono dieci, sono dieci" , sta stronza di gobba altro che disinteressata al calcio, vorrei dirgliene quattro, ma il suo movimento a contratto il suo bicipite, fisso quel braccio divino, non m'interessa la partita voglio accarezzare quel picco maestoso,
poi come niente fosse si rimette seduta appoggiandosi al mio petto, "non ti avevo detto che tifo per la juve?", "no credo proprio di no brutta gobba", si gira e si struscia contro di me, sento le sue tette che mi massaggiano energicamente, "brutta?", "ve be solo gobba, il mio pene è pronto lei se ne accorge, mi tira indietro facendomi scivolare disteso e inizia a cavalcarmi, non mi dispero certamente che per questo mi perdo la visione del finale della partita.
 
Siamo distesi sul letto abbiamo da poco terminato l'amplesso, quando lei mi chiede di seguirla, temo quello che vuole fare perché ha rimesso la giacca del gi,
mi conduce in sala da pranzo, la vedo srotolare un tappetino di gomma nello spazio lasciato libero dagli attrezzi, un quadrato di tre metri, la guardo incuriosito si mette al centro di un bordo e mi fa segno di mettersi fronte a lei, guardo il suo gi ed il mio, noo, noo, mica sono scemo, niente arti marziali, faccio di no con la testa,
"su mica ti mangio, sarò molto delicata", mi lascio convincere, mi metto nella sua stessa posizione, come sono pronto fa un passo in avanti ed io con lei, "afferrami come faccio io con te", mi stringe i lembi del gi, anche io lo faccio e gli tocco le granitiche cupole, penso subito che vorrei fare ben altro al momento, inizia a darmi dei calcetti ai polpacci mentre saltellando ruota, sono costretto a seguirla nella rotazione, sembra uno strano balletto, "a che serve?", come faccio la domanda lei gira su se stessa accostandosi con la schiena al mio petto senza lasciare la presa, si piega in avanti e mi proietta a terra, non so come ci riesca ma il mio corpo vola in maniera controllata, sbatto a terra ma non ne risento, almeno non nella maniera che credevo,
Alessia non ha ancora finito mentre sono a terra inizia a praticarmi delle prese, mi stringe con le braccia e le gambe, come effettua una presa l'allenta immediatamente e scivola sul mio corpo in un altra posizione, sento il suo corpo muscoloso che si strofina sul mio, sono nelle sue mani non riesco a fare niente ma gradisco la cosa, quando sono nel pieno del eccitazione smette con queste tecniche e inizia a fare l'amore per l'ultima volta, almeno per questa notte.
I giorni successivi ci vedono entrare in una strana routine, dal Lunedì al Venerdì non ci vediamo mai, il sabato facciamo jogging la mattina e un po'di allenamento fino a pranzo, poi la rivedo la Domenica mattina quando brucia l'asfalto che ci divide con Cerenova, è una tappa obbligatoria, con il bel tempo passiamo la giornata al mare da Claudio insieme a tutti gli altri, ormai Alessia è entrata in sintonia con le mogli dei miei amici sembra che siano loro le amiche di vecchia data e noi coniugi aggregati, odio i momenti del pranzo, è una continua narrazione dei miei vecchi rapporti con donne presentatemi da quelle tre, sottolineano tutte le cretinate fatte e gli eventi imbarazzanti accaduti, qualcuno me ne ero dimenticato, invece adoro quando corriamo sulla spiaggia o giochiamo a racchettoni, sono l'uomo più invidiato del mondo, il corpo flessuoso in movimento di Alessia è uno spettacolo inimmaginabile
« Ultima modifica: 27 Luglio 2015, 19:59:31 da granarone »

Offline granarone

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Questa è l'ultima volta 8°
« Risposta #12 il: 27 Luglio 2015, 22:45:46 »
49° giorno di convivenza Sabato mattina
Siamo già rientrati dallo jogging quando sento bussare alla porta, Alessia si sta facendo la doccia, oggi niente allenamento in casa ha un impegno per questo sto facendo un po' di sollevamenti alla panca, poso il bilanciere con i 50 kili e vado ad aprire.
Alla porta vedo un agitato Claudio, "ciao come mai qui?", "posso entrare?", mi sposto e gli faccio cenno di entrare, strano comportamento non è da lui, rimaniamo in silenzio fino alla sala pranzo,
Ci stiamo fronteggiando lui è ancora più agitato di prima,
"Paolo devi essere sincero perché mia moglie ogni mattina viene qui a casa tua?",  lo guardo come farei con un unicorno rosso con i pallini  azzurri, "dove va tua moglie?", "non fare lo scemo, Lucia ogni mattina parte da Cerenova e vieni qui con i nostri figli e ci rimane delle ore", "sei sicuro?", "certo che lo sono, da un po' si comporta in modo strano l'ho fatta seguire da un detective privato e mi ha riportato che dal Lunedì al venerdì dalle dieci alle tredici e oltre viene in questo palazzo, nel tuo appartamento, te lo chiedo per l'ultima volta che fai con mia moglie?", è infuriato si trattiene penso perché gli sembra strano che proprio io possa tradirlo,
"Claudio non so niente di questa storia, rifletti bene io la mattina lavoro ...", cambia espressione come se solo adesso ci avesse riflettuto, ma è così evidente, "... sei proprio sicuro che venga in questo appartamento?", scuote la testa desolato, "si una volta l'ha seguita al interno e l'ha vista bussare alla tua porta", si mette seduto con la testa tra le mani, sto per parlare ma in quel momento entra Alessia, indossa un completo intimo rosa con lacci di raso, è già truccata, una sola parola per descriverla, stupenda, non capisco come mai quando deve uscire con me ci mette tutto quel tempo a prepararsi, si siede sulla panca
"ciao Claudio, scusate ho sentito in parte quello che dicevate, Lucia viene qui da due settimane, la sto mettendo sotto di brutto, gli sto facendo fare delle cose che nessuno gli ha mai fatto fare, devi vedere come è soddisfatta quando finisco di strapazzarla", sorride contenta di quello che dice,
Claudio la guarda esterrefatto ma dura un istante, ritorna furioso, questa volta non riesce a controllarsi, scatta come un toro contro Alessia, "troia ti uccido", la prende in contropiede, parte con una serie di pugni, Alessia per evitare l'assalto casca al indietro, Claudio incurante che lei sia a terra sta per colpire senza che possa difendersi,
non credo in quello che sto facendo, mi getto contro Claudio e lo sposto di peso, ma lui si gira e mi spinge con le due mani, vado a finire contro il tavolo e casco malamente, Claudio mi guarda e mostra dispiacere per quello che mi ha fatto, vorrebbe forse dire qualcosa ma non può.
 
Alessia si è messa in piedi e si avvicina di corsa a Claudio, "ma che fai sei matto?", si fronteggiano, entrambi tengono la guardia destra,
"ti uccido rovina famiglie", Claudio è di nuovo vittima della sua furia, riparte con una serie di pugni, ma questa volta Alessia è pronta, para con disinvoltura e poi parte con un gancio, vedo lo stomaco muscoloso di Claudio rientrare al interno sotto la pressione del pugno di Alessia,
Claudio cade in ginocchio privo di fiato, non l'ho mai visto subire così in tutti i tornei che ha partecipato, Alessia carica il destro al indietro e sta per colpirlo al volto, questa volta lui è inerme ma io non posso intervenire,
vedo i muscoli di Alessia gonfiarsi, ho un groppo in gola temo per il mio amico, ma al ultimo momento Alessia si ferma e guarda tristemente Claudio,
"ma che cazzo hai nella testa perché ti sei arrabbiato?", "me lo domandi? ti porti a letto mia moglie", sciaff, Alessia lo schiaffeggia, vedo l'impronta del palmo della sua mano sulla guancia di Claudio,
"ti devi far curare, tua moglie si allena qui, viene con Azzurra e Maria, è partito tutto da Maria che mi aveva chiesto se potevo seguirla come personal trainer ma non voleva andare in palestra, gli è piaciuto così tanto il tempo che passa qui che ha convinto le altre ad accompagnarla, vengono con i vostri figli perché si possono allenare tranquille senza problemi di asili e lontani da sguardi indiscreti",
Alessia freme adesso quella furiosa è lei, Claudio ha lo sguardo di un cane bastonato, ha compreso di averla fatta veramente grossa, si rialza, "scusami", Alessia non risponde lo fissa con astio, "ma come ti è venuto in mente che potevo farvi questo? siete nostri amici, mi avete ospitato in casa vostra, pensi davvero che possa essere cosi meschina?", "non ragionavo freddamente e poi mi avevano detto che non ti facevi scrupolo a portarti a letto donne sposate", è sempre furiosa ma adesso si mostra anche curiosa, "chi ti ha detto questo?", Claudio non parla ma inizia a fissarmi, adesso la rabbia di Alessia è incanalata su di me, si volta e fa un passo nella mia direzione, io rimango immobile, sono ancora in ginocchio, mi urla, "sei uno stronzo" e poi corre via.
Claudio si avvicina e mi porge la mano, l'afferro e mi aiuta ad alzare, "scusami anche tu, ti ho messo nei guai?", "ma che cazzo dici? tu non stai bene, certo che mi hai messo nei guai, ma dimmi perché hai messo un detective dietro Lucia?",
si vede che si vergogna, deve aver compreso che ha fatto una gran cazzata e ancora per lui non è finita, quando Lucia verrà a conoscenza di tutto questo gliela farà pagare,
"da un po' Lucia si comporta in maniera strana, è più euforica, si propone con notevole assiduità a fare sesso, ho visto dei prelievi fissi ogni settimana senza giustificazioni, inoltre la piccola Micol quando gli chiedo cosa ha fatto durante il giorno mi dice che non può parlare perché è un segreto che ha con la mamma", "non potevi chiedergli cosa faceva?", "l'ho fatto", vedo che non vuole proseguire allora lo incito, "quindi lei cosa ti ha detto?", "... che si andava ad allenare, ma poi ho ricevuto un sms della sua palestra che proponeva uno sconto se ritornava a iscriversi",
stavolta ad essere furioso sono io, gli punto l'indice sul petto, "in poche parole, hai fatto seguire tua moglie perché ultimamente è più  contenta del solito e vuole fare l'amore con te? ti devi far curare e da qualcuno molto bravo, guarda fammi il favore adesso vattene via", "non vuoi che ti do una mano con Alessia?", "lascia perdere, meglio che pensi a cosa dire a Lucia",
lo vedo rabbuiarsi  se non avesse fatto lo stronzo mi dispiacerebbe per lui, ci sarà tempo per perdonarlo, lo accompagno alla porta ha perso tutta la sua baldanza non che io stia meglio, quel deficiente mi ha messo proprio nei guai con Alessia.
Vorrei riflettere bene su cosa dirgli ma non posso attendere altro, busso alla porta della sua stanza, nessuna risposta ripeto i colpi, ancora silenzio, mi decido apro la porta, vedo la scena che negli ultimi due mesi o alternativamente desiderato e temuto, Alessia sta facendo la valigia, faccio per avvicinarmi che lei si gira verso di me, ha gli occhi rossi ma mi guarda lo stesso con rabbia, mi blocco perché smette di fare quello che faceva e mi viene incontro, ha i muscoli in tensione, posso solo immaginare cosa possa farmi un suo pugno, è una scena già vissuta, ma questa volta non credo di avere colpe e neanche lei del resto alla fine veniamo travolti da situazioni esterne, spero che mi dia la possibilità di spiegarmi.
"perché sei entrato? non ho diritto alla privacy? certo che no, sono solo una rovina famiglie", ormai mi è proprio addosso, sento il suo profumo, la fisso negli occhi, cerco di distogliere lo sguardo dal suo fisico così affascinante ma allo stesso tempo minaccioso, "posso parlare?", "già hai parlato con Claudio e quegli altri stronzi dei tuoi amici, io che credevo che mi avevano accettato, volevo solo fare un piacere alle tue amiche, certo non lo nego ci ho guadagnato, ma a loro tre ho fatto pagare sempre una sola ora a testa invece delle tre che fanno ogni giorno, senza parlare del pranzo che consumiamo qui, mi diverto con loro e mai, dico mai, mi è passata per la mente di provarci con una di loro e tu lo sai che sono il mio tipo soprattutto Lucia", penso che in effetti respirano perciò entrano nel suo target, mi trattengo di esporre il mio pensiero,
inspira dal naso mi sbagliavo non è solo arrabbiata e anche sconvolta, sta per riprendere a parlare gli metto l'indice sulla bocca, non sembra prenderlo bene ma voglio correre il rischio,
"Claudio è stato un emerito stronzo, posso comprendere in parte che se Lucia per qualche suo motivo gli ha nascosto cosa faceva di mattina potesse andare in paranoia, ma non giustifico in alcun modo i suoi modi e quello che ti ha detto e fatto ... ahi", mi ha morso il dito,
"io non c'è l'ho con lui, è stato solo stupido ed avventato, chi mi ha fatto realmente arrabbiare sei tu, mi hai catalogata senza conoscermi realmente e ti permetti pure di riportare le tue conclusioni agli altri creandomi una nomea che non merito, stai minando tutto il lavoro che ho fatto negli anni per il controllo della rabbia",
deglutisco, ma mi faccio forza, "dimmi una cosa, tu pensi che io sono andato dai miei amici dicendo mi sono messo in casa una rovina famiglie, o che quando hanno visto il mio occhio nero mi hanno chiesto spiegazioni ed io ho dovuto dire quello che era successo con Laura ed il marito? io non traggo conclusioni affrettate e non riporto pettegolezzi da bar, ma rimane la realtà dei fatti che in quel caso non ti eri fermata davanti al loro rapporto coniugale, ma un caso non è sufficiente per descriverti in quella maniera ed io non ne conosco altri.
Quello che so con certezza e che per difenderti da un mio caro amico ho rimediato una botta alla schiena e il tuo immeritato odio ..." "zzz" stavolta è lei a zittirmi mettendomi l'indice sulla bocca, "odio, è una parola forte, al massimo ho provato un lieve accenno d'ira nei tuoi confronti, mi sentivo ingiustamente criticata da persone che rispetto e considero amici",
"dato che ci siamo finalmente compresi possiamo andare avanti", "è quello che più desidero", la scosto delicatamente e raggiungo il suo comò ed inizio a mettere i suoi vestiti nella valigia,
"che stai facendo?", "ti voglio dare una mano, hai un'altra valigia? altrimenti ti posso prestare una delle mie", sento i suoi seni granitici che premono contro il mio braccio e la sua lingua che inizia a scorrere lentamente nel mio orecchio, "sei uno stronzo", mi lascia e si tuffa sul suo letto sprofonda sulla miriade di cuscini inutili, inizia a lanciarli contro la mia schiena, mi giro e ne prendo uno e mi lancio su di lei, il suo corpo nudo mi accoglie e iniziamo a lottare scherzosamente, mi ribalta e si siede sopra di me, mi spoglia con violenza e iniziamo fare sesso, passiamo così tutto il pomeriggio,
In un momento di tranquillità mi faccio coraggio e gli chiedo una cosa che in precedenza mi aveva colpito, "cosa intendevi prima con gli sforzi fatti negli anni per controllare la rabbia?", mi fissa mentre mi accarezza il basso ventre,
"il tribunale anni fa mi costrinse a seguire una terapia di controllo della rabbia, ma lo fece proditoriamente non ero stata accusata da nessuno", la fisso e mi mostro perplesso, "mi vuoi dire che un giudice un mattino si è svegliato e senza alcun motivo ti ha condannata? ahi", la stronza mi pizzica il pene,
"non è andata proprio così, tu semplifichi troppo signor inquisitore, un domenica a Bergamo ho avuta una pacata discussione con due capi tifosi dell'Atalanta che non apprezzavano la mia maglia di Del Piero, ti premetto che sono rimasta calma fino a quando non hanno esagerato allora ho chiarito le mie idee e i loro amici li hanno accompagnati al ospedale più vicino, la scena è stata ripresa da una telecamera, e nonostante quei due violenti capi tifosi si sono bene guardati di denunciarmi il tribunale anche perché sono istruttrice di difesa personale mi ha costretto ad andare da un terapeuta", "ti avevano colpita?", scuote la testa, "lanciato oggetti?",  "peggio avevano detto che indossavo la maglia di una checca, ti rendi conto dire questo del capitano? non ci ho visto più, ma poi dopo la prima seduta con il terapeuta sono andata a chiedergli scusa e gli ho firmato tutti e sei i gessi, tre a testa, sono partita da Verbania per farlo", "sei stata fin troppo accomodante con quei due", "hai visto e quello che dicevo anche io e la mia terapeuta non mi voleva dare ragione", "quanto è durata la terapia?", "sette mesi, ma continuo a seguire i suoi consigli, non sono più andata allo stadio, mi tengo il più possibile lontana dalle cose che mi irritano, per questo sono portata a scappare da qui quando rimaniamo coinvolti nostro malgrado in queste situazioni odiose", mi bacia lungo il corpo e inizia a masturbarmi probabilmente lo fa per sviarmi da quello che sta per dire,
"vedi Paolo con quei tifosi con il marito di Laura ho esagerato ma di loro non m'interessava niente, quindi non mi potavano ferire, mentre con te è diverso, io ti voglio bene ed un offesa tua mi farebbe molto male e potrei non controllarmi nella reazione, ma questo non succederà mai vero?", sono in stato d'eccitazione ma non posso fare a meno di sentire le sue parole, una ragazza dalla forza mostruosa e dal carattere instabile mi ha appena detto che se la offendo non sa bene cosa riuscirebbe a farmi, dovrei preoccuparmi ma al momento non sto usando il cervello, la parte del mio corpo ragionante è stretto nella morsa della mano di Alessia,
Alle 18 e trenta dopo aver telefonato per sapere che eravamo in casa arrivano Claudio e Lucia, il mio amico mi fa pena, ormai mi sono dimenticato del suo atteggiamento e mi dispiace per lui, ma non per questo non rido quando si toglie gli occhiali da sole e mostra un bel occhio nero, il polso fasciato di Lucia fa ben comprendere chi è stata a farglielo,
Claudio si prodiga in scuse e quando anche Alessia le accetta ci offrono la cena in un bel ristorante, il giorno dopo lo trascorriamo a casa loro, è inutile dirlo che con Alex e Marcello lo prendiamo in giro per tutto il giorno, per una volta non sono io al centro della conversazione.
92° giorno di convivenza
Questa domenica di metà Luglio è molto importante per me, da un paio di settimane ho iniziato una storia con una nuova cliente della banca, Camilla, una attraente parrucchiera, oggi la presento ai miei amici a casa di Claudio al mare,
Da quando ho iniziato la mia storia con Camilla ho visto Alessia solo un paio di sabati mattina, se gli è interessato qualcosa che ho intrapreso una nuova storia non lo ha dato a vedere, io continuo ad allenarmi sporadicamente con gli attrezzi ma in genere lo faccio da solo, mi sento bene fisicamente, almeno questo aspetto da quando convivo con lei è nettamente migliorato, sono più asciutto e definito, sicuramente non mi assumerebbero come testimonial di una palestra e non mi posso neanche paragonare all'assoluta perfezione di Alessia, ma non mi lamento.
Camilla mi passa a prendere con la sua macchina, posso capire che si senta un po' nervosa a conoscere i miei amici e si sentirà più tranquilla se viene con la sua vettura, così avrà la sua carta uscita gratis di prigione in qualsiasi momento
La presento ai miei amici, non è accolta con un grande entusiasmo, sembra non legare con le altre donne, infatti me la trovo sempre addosso, non mi dispiace questo ma avrei preferito che interagisse meglio con Lucia Azzurra e Maria, ci vorrà più tempo del previsto ma prima o poi troveranno lo stesso feeling che hanno raggiunto con Alessia.
Mi desto dai miei pensieri quando la sento che dice, "come mai nove coperti? manca qualcuno?", non me ne ero accorto, Lucia gli risponde, "la solita Alessia arriva sempre in ritardo", "chi è Alessia?", Lucia la guarda sorpresa, "come chi é? è la coinquilina di Paolo", mi sa che avevo omesso un particolare o due a Camilla, lei si gira alterata verso di me, "come coinquilina? tu abiti con una donna?", vorrei rispondere ma Maria nota la fiammeggiante ducati di Alessia che percorre l'ultimo rettilineo, "eccola", le tre amiche corrono al parapetto e la salutano, Alessia in risposta impenna sula ruota anteriore, non riesce a passare inosservata, Camilla le ha seguite e non perde un istante del evoluzione di Alessia, la vede mettere la moto sul cavalletto, scendere e spogliarsi rimanendo in bikini,
Non mi sfugge l'occhiata che Camilla si da al suo fisico, il confronto è insostenibile, non che Camilla sia brutta, è più che carina, ma Alessia non è paragonabile a nessun essere vivente se non solo a poche fitness model, come termina l'angosciante confronto mi viene subito incontro, "perché non mi hai detto che vivi con quella amazzone?", "perché non c'è niente da dire, è solo la mia coinquilina, poi se non ti basta devi sapere che lei è omosessuale", si guarda in torno, "vuoi dire che è una lesbica?", "si", "scusami allora ma quando l'ho vista mi sono fatta dei pensieri strani".
Per fortuna il discorso termina li, Alessia entra come un fulmine, subito si fanno tutte intorno a lei, come risponde ai saluti si fionda da noi, "ciao tu devi essere Camilla, io sono Alessia", "ciao", "dai vieni con noi lascia gli uomini alla loro brace, si sentono così virili quando armeggiano con la carbonella", la trascina via e la conduce al tavolo dove le attendono le tre amiche.
Finalmente mi posso rilassare, inizio a scherzare con i miei amici e gustarmi un bel calice di Bacca Rossa alla giusta temperatura, anzi un paio di gradi più fresco, ma la pace non dura molto, sento un trambusto alle mie spalle, vedo che i miei amici stanno fissando un punto dietro di me, mi giro incuriosito, Camilla ha fatto cadere la sedia per alzarsi veloce, sta camminando rapidamente verso di me, le quattro amiche la stanno fissando incuriosite, io non so cosa pensare, ma non devo attendere tanto per capire cosa vuole fare, mi urla in faccia, "sei uno stronzo", e accompagna la frase con una sberla da primato, mi fa girare la faccia, come lo fa corre via, vedo Alessia che si alza furiosa, Lucia e Azzurra la tengono per i polsi ma continua ad avanzare trascinandole, Maria con il pupo in braccio le si mette avanti e solo in quel momento si quieta,
Quando si sente la macchina di Camilla che parte la lasciano libera, corre da me, mi accarezza la guancia, "che stronza, quella la, ma dove l'hai trovata? non ti merita proprio", la guardo e mi viene spontaneo chiedere "tu non sai niente? non gli hai detto niente?", "io, ma perché pensi che ci sia sempre io dietro a quello che ti succede?", vorrei rispondergli che è perché è quello che realmente accade, ma mi limito a dirgli, "forse non ti sei resa conto e puoi avergli detto qualcosa che la possa aver infastidita", "dipende" lo sguardo di innocenza e ingenuità che fa è così forzato che mostra che lei sa bene di essere colpevole,
"da cosa dipende?", "da cosa gli avevi detto di noi, lei ha un certo punto mi ha detto che dovevo stare tranquilla che tu gli avevi detto tutto su di noi, così io mi sono rilassata e gli ho fatto i miei complimenti perché tu sei veramente speciale, un brav'uomo che è anche un dio a letto, a questo punto lei mi ha chiesto perché siete stati a letto insieme?, ho capito che avevo frainteso quando aveva detto che gli avevi riferito tutto di noi e ho cercato di metterci una pezza, gli ho detto che avevamo fatto solo del sesso, sfrenato e duraturo ma non c'era niente di romantico nei nostri rapporti a letto, poi si è alzata e sai quello che è successo dopo, la avrei smontata pezzo per pezzo se non mi fermavano, sei arrabbiato con me?",
avrei voluto riversare completamente la responsabilità del accaduto su di lei ma non era giusto, la colpa era mia e della situazione in se stessa, lei come al solito ci aveva messo la ciliegina sopra per far precipitare gli eventi, dovevo seguire i primi consigli dei miei amici, ormai era evidente mi sono impelagato in una situazione senza sbocchi.
Dovrei impuntarmi e cessare subito questa situazione ma non ci riesco mi guarda con il suo fare civettuolo e si stringe al mio braccio, mi accompagna a tavola, coma al solito rimando tutto.
"non ti sei perso niente, quella Camilla non era granché, quando hai lasciato andare Nicol avevi fatto una vera sciocchezza ma adesso è stato meglio così", "anche Valeria era molto meglio di questa qui", Lucia e Azzurra iniziano a rinvangare le mie ex, cavolo quanto vorrei trovarmi da un'altra parte e quegli stronzi dei miei amici mi fissano con i loro sorrisi stampati in volto, "chi è Valeria? questa non la conosco", fa Alessia, vedo la cupidigia negli occhi di Azzurra che si appresta a decantare le notevoli virtù della sua amica e le sconsiderate azioni compiute da me che l'hanno fatta scappare via, è passato più di un anno ma ancora me lo rinfaccia, secondo lei era la mia fidanzata ideale, bella e simpatica ma non sa che a letto era un blocco di marmo flaccido.
Non sono in vena di essere messo in mezzo, "avevo già comprato i biglietti per una crociera ai fiordi norvegesi, adesso dovrò restituirli", Alessia si trasforma il suo volto diventa radioso, si alza e mi scosta si mette seduta sulle mie gambe accavallando le sue e ponendosi fronte a me, schiaccia i suoi seni prorompenti contro il mio petto mi mordicchia il lobo destro, "perché restituirli, io ho sempre desiderato vedere i fiordi, perché non ci porti me, sai come sono lunghe le notti in Norvegia m'inventerò tante cose nuove da fare per passare le ore in cabina", passa al altro lobo, sono l'unico che ancora crede che posso dirle di no, purtroppo hanno ragione loro, almeno questa notte mi ringrazierà come solo lei sa fare.
Quando arriviamo a casa noto che avevo lasciato i biglietti della crociera in bella vista in camera da pranzo, la guardo un attimo e mi sorge il dubbio che abbia architettato tutto per sostituire Camilla nella crociera, questo pensiero si dilegua quando Alessia inizia a rimuovere lentamente il suo minimale abitino, ad ogni millimetro che scopre del suo corpo rivestito da sensuali muscoli adamantini il pensiero viene sostituito dal mio desiderio di possederla, ma ci scommetterei il mio pene che non sbaglio.

Offline granarone

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #13 il: 06 Agosto 2015, 23:24:50 »
127° giorno di convivenza
Siamo rientrati dalla crociera e immediatamente siamo partiti insieme per la Puglia per trascorrere l'ultima settimana d'Agosto a casa di Marcello, ci attendono tutti e sei, come arriviamo sono posto ad un fuoco di fila di domande, volete sapere il perché?, mi chiedono come mai ho un occhio nero, ormai dovrebbero esserci abituati  ma non è così non vedono l'ora di conoscere l'evento per potermi prendere in giro.
Gli racconto brevemente i nove giorni di crociera, Alessia durante le escursioni mi accompagnava tenendomi stretto, durante la navigazione rimorchiava splendide ragazze e le portava nella nostra camera, io ero costretto a sorbirmi l'animazione della crociera con nessuna che accettava le mie avances perché mi avevano visto a braccetto con la splendida ragazza durante il giorno, alla fine il penultimo giorno avevo rimorchiato Angelika una tedesca ufficiale di bordo, una bella donna di quarant'anni ma messa molto bene fisicamente, l'avevo vista in palestra e ci avevo parlato mentre mi aiutava a fare degli esercizi, così ero riuscito a dirgli che Alessia era una lesbica e non c'era una storia tra di noi, incuriosita e affascinata dai miei modi aveva accettato di venire in cabina da me, mentre ci baciavamo apro la porta della cabina,
"dai Paolo iniziamo a fare sesso, rendiamo indimenticabile quest'ultima notte di crociera", entriamo e vediamo Alessia che completamente nuda m'invita a fare sesso, Angelika mi grida delle parole in tedesco e poi mi colpisce al volto, sbatto contro la porta della cabina e vedo nero, mi risveglio a letto con una borsa del ghiaccio sopra l'occhio tumefatto e Alessia che mi fa da crocerossina.
"poi avete fatto sesso?", la domanda poteva venire solo da Alex, "con chi?", "ma con Alessia", lo mando a fanculo mentalmente, "si lo abbiamo fatto per tutta la notte", "bene allora non sei stato steso da una femminuccia per niente" come mi aspettavo iniziano a prendermi per culo.
Forse per rispetto che eravamo ospiti o perché era complicato rimorchiare nelle spiaggette isolate del Salento o perché si sentiva ancora in colpa, Alessia per tutti i nove giorni di soggiorno mi tempestò di attenzioni e si concede a ripetizione come era possibile.
Ritornati a Roma riprendiamo la nostra routine, più passa il tempo è più s'incrementa la mia intenzione di smettere con lei ma ogni volta si ripresenta a me con il suo fisico mozzafiato e la sua voglia di sesso sfrenata e posticipo , ormai è una situazione ciclica inizio il martedì a pensare a come diventerebbe più tranquilla la mia vita senza di lei e le mie più rosee prospettive future, il venerdì sera sono quasi convinto che deve andare via, poi il Sabato mattina si presenta con le sue mise audaci e mi imbambola con il suo fare amichevole e provocante, per poi portarmi più volte a letto nel weekend, non fa mai passare più di due settimane senza sesso, maggiore è la distanza temporale tra una seduta di sesso con la successiva, maggiore è la fantasia e l'audacia che ci mette.
155° giorno di convivenza
Questa mattina di Sabato Alessia mi ha letteralmente stroncato, alle dodici mi da il benestare per fare la doccia, un allenamento intenso, il mio fisico sta reagendo bene ai suoi allenamenti, riesce a tirar fuori da me il massimo, sicuramente è importante il fatto che ad incitarmi c'è lei con il suo fisico mostruoso e i suoi modi di fare, alterna la durezza di un sergente dei marines con la dolcezza di una geisha.
Mentre faccio la doccia temo e desidero che possa entrare anche lei, ho lasciato la porta aperta, non so se il mio fisico stremato possa riuscire a soddisfarla in questo momento, alla fine è meglio che non sia venuta, sono così provato che sono stato sotto l'acqua per quasi venti minuti, sarà per stasera almeno lo spero.
Come mi sono vestito vado in sala da pranzo,  sento che sta parlando a bassa voce, la trovo al telefono per un istante mi perdo ad osservarla, deve essere stata più veloce di me sotto la doccia, indossa un intrigante completino rosa con pizzo nero, anche l'azione più sciocca fatta da lei risulta follemente sexy, tiene la cornetta con una mano e con l'altra si tocca il labbro, ci metto un attimo a comprendere che è un evidente segno di nervosismo, solo allora mi soffermo a sentire che dice, purtroppo sento solo i saluti, lei che dice, "va bene ci vediamo domani a pranzo non mancheremo"
"chi era Alessia?", gira lo sguardo e mi vede con i suoi occhioni, traspare una certezza tristezza, mi sta facendo preoccupare, si alza e mi viene incontro, "Paolo mi sa che ho fatto una cazzata e ti ho messo nei guai",
 
Dire che sono preoccupato è minimizzare, mi ha creato così tanti problemi in così poco tempo ma non ha mai avuto la sfrontatezza di ammetterlo, deve aver combinato qualcosa di terrificante, non riesco ad immaginare niente che possa essere così catastrofico,
« Ultima modifica: 09 Agosto 2015, 22:57:41 da granarone »

Offline GiRo71

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Re:Questa è l'ultima volta
« Risposta #14 il: 10 Agosto 2015, 13:41:00 »
Storia veramente bella, speriamo duri parecchio