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Autore Topic: Un ragazzo sfortunato  (Letto 10365 volte)

Online granarone

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Un ragazzo sfortunato
« il: 03 Aprile 2016, 23:46:32 »
Ciao, Sono Paolo ho 20 anni, sono nato a Roma e dal età di 16 anni vivo poco fuori Merano, a Lagundo per la precisione.
La mia famiglia si è dovuta  trasferire a causa della promozione a capitano di mio padre e al conseguente suo nuovo incarico di comandante del distaccamento delle gdf di Merano.
Voglio raccontarvi la storia di un ragazzo veramente sfortunato, non mi riferisco a me, certo quando ho saputo che dovevo trasferirmi tra i crucchi non ho fatto i salti di gioia, sento ancora la nostalgia della mia Roma ed i primi tempi sono stati problematici, ancora oggi provo una forte nostalgia per la mia Roma ma alla fine qui ho trovato qualcosa che la mitiga pienamente.
Il vero protagonista della mia storia è Rudolph detto Rudy, lui è il mio migliore amico nonostante sia un crucco dalla testa ai piedi, almeno come carattere e atteggiamenti, non ha preso niente dalla famiglia della madre, una venezuelana che da giovane era una vera bellezza ed ancora oggi si fa ammirare dal altro sesso, mi dispiace dirlo perché è sua madre ma è una gran bella milf.
Da quando lo conosco considero Rudy il ragazzo più sfortunato della terra, lo so anche io che sto esagerando, la mia è un iperbole pura e semplice, Rudy non ha problemi ne di salute ne di sostentamento, che sono sicuramente cose ben più serie del suo problema, ma vi posso giurare che non vorrei essere al suo posto per nessun motivo al mondo.
Il suo stato d'animo non può essere sereno neanche in questa assolata giornata estiva mentre è circondato dai suoi amici, sarebbe meglio dire dai suoi compagni di comitiva, tra loro sono l'unico che gli è amico veramente.
Lo conosco troppo bene ormai sta dissimulando il suo nervosismo continuando a parlare ininterrottamente, come noi altri sta prendendo il sole ma lui è l'unico sdraiato sullo stomaco, io e gli altri cinque siamo seduti con gli schienali ben dritti, neanche il suo parlottare ci distrae dalla nostra occupazione principale, in silenzio siamo impegnati ad ammirare la causa dei problemi di Rudy.
Poco distante da noi proprio a bordo piscina, distesa su un telo mare, c'è Astrid Marisol sua sorella minore che prende il sole, i raggi sembrano giocare sulle curve del suo fisico sodo e sinuoso risaltando ogni suo muscolo forgiato nei suoi sedici anni di vita dedicata allo sport.
Come di consueto siamo impegnati a sbavare dietro la divina Astrid.
Rudy sa benissimo che gli altri gli sono amici perché solamente così possono stare vicino a sua sorella, è paradossale che qualcuno affermi che si deve sentire fortunato per avere per sorella una dea.
Per quanto mi sforzi non riesco a concepire cosa ci sia di bello in questo, si alza al mattino ed una delle prime immagini che gli si mostrano è il fisico statuario mezzo nudo della più bella ragazza in circolazione e lui neanche può fantasticarci sopra perché è la sua sorellina,sa di essere intelligente ma chi lo avvicina non lo fa per conoscerlo ma per usarlo come mezzo per avvicinarsi alla dea altrimenti irraggiungibile, sa che negli ultimi anni i bulli, che lo avevano assillato nei suoi primi diciassette anni di vita, non gli danno più fastidio perché temono a ragione le rappresaglie di lei la sua piccola sorellina,
Crescendo ha scoperto di avere problemi anche a portare in famiglia una fidanzata,tutte le ragazze carine che ha frequentato dopo aver conosciuto Astrid hanno avuto problemi di autostima e adducendo scuse puerili lo hanno mollato per non doversi confrontare quotidianamente con la perfezione assoluta, poveraccio ha anche provato a rimorchiare delle ragazze bruttine ma abituato alla visione di Astrid non riusciva proprio ad accontentarsi, come dargli torto del resto con una madre ed una sorella così i suoi modelli di riferimento del estetica femminile sono veramente elevati.
Certo il suo problema non è la madre per quanto sia una bella signora ma è soltanto lei Sol come la chiamo io, stranamente tutti gli altri preferiscono chiamarla Astrid, non dico che non gli si addica come nome, se non erro può significare amata dagli dei o forza divina in entrambe le accezioni le calza a pennello ma lei è così solare e latina che per me le dona di più Marisol o come abbrevio io Sol.
Forse è meglio che faccio outing subito intanto durante la narrazione sarò costretto a dirlo, devo ammetterlo anche io sono diventato amico di Rudy per stare vicino a Sol.
Devo fare un passo indietro e spiegare come è successo.
Come vi ho già detto a sedici anni mi sono trasferito a Merano, ci trasferimmo in Luglio, ben presto mia madre e sua madre fecero amicizia, mia madre aveva trovato posto come ragioniera nel grande magazzino dove la madre di Rudy era da anni la responsabile del reparto acquisti, quando scoprirono che avevano entrambi un figlio che doveva frequentare  il terzo anno del liceo scientifico organizzarono subito una bella riunione per farci conoscere.
Mi ricordo benissimo la prima volta che ho conosciuto Rudy, era un sabato pomeriggio mia madre mi accompagnò a casa loro, giungemmo in anticipo, Rudy doveva ancora rientrare, così attesi il suo ritorno seduto sul divano del soggiorno mentre le nostre madri parlavano di vari progetti, un'ora veramente allucinante.
Non si migliorò la situazione neanche con l'arrivo di Rudy e Sol, inizialmente Rudy neanche si accorse di me, fu la madre ad indicarmi, ci presentò e lui si sedette sulla poltrona di fronte a me, non ricordo come e quando apparve Sol ma ad un certo punto era li e dopo avermi salutato si posizionò sullo stesso divano dove ero seduto io ma all estremità opposta.
Vi posso descrivere nei minimi particolari l'abbigliamento di Rudy ma anche sforzandomi non mi ricordo niente di Sol, solo che rimase quasi tutto il tempo a fissarmi, io non credo di averci buttato più di un occhio dalla sua parte in fondo era una semplice bambina.
Le nostre madri poco dopo ci lasciarono soli, tentarono di convincere Sol a seguirle dicendogli che andavano a provare dei cosmetici ma lei rimase seduta alla mia destra.
Rudy parlò delle due uniche cose che al momento gli interessavano, la scuola e i risultati sportivi della sorella, cosa alquanto strana dato che lui non amava e non ama tuttora l'attività fisica, con un unica piccola eccezione,  ma ritiene che i risultati della sorella, in alcuni casi veramente eccezionali, sono parzialmente merito suo.
Parlò per più di un ora saltando da un discorso al altro senza mai chiedermi mai qualcosa di me come se non gli interessasse quello che pensavo o che tipo fossi, devo ammetterlo dopo 30 minuti del suo soliloquio già lo avevo etichettato come un ragazzo da evitare, non sbagliavo ritenendolo un emarginato dal gruppo sociale della scuola, fu facile comprendere che socializzare con lui avrebbe causato più svantaggi che vantaggi nel mio inserimento nella nuova scuola.
Ricordo ben poco di quello che disse tranne la parte conclusiva, iniziò a parlare dei risultati ottenuti da Sol la settimana prima ai regionali giovanili di atletica leggera:
"la mia sorellina è stata fenomenale, ha vinto tutte e cinque le gare che ha partecipato, avrebbe realizzato nove record nazionali se potevano essere registrati"
"scusa come può aver fatto nove record con cinque gare?" sentita la mia domanda mi guardò come se fossi un povero idiota e con fare accondiscendente mi disse,
"ovvio, data l'età i suoi in teoria sarebbero stati cinque primati allievi e quattro di questi anche under 20" allargò le braccia per sottolineare la banalità della cosa, forse Sol in quel momento comprese che ero in imbarazzo e prese lei la parola:
"fratellone a proposito il mister Patrick dice che dati i risultati dovrei provare a fare l'eptathlon"
lo vidi infervorarsi, "quel Patrick non capisce niente, Astrid quante gare hai fatto ai regionali?"
"... cinque"
"bene, quante medaglie d'oro hai vinto?"
"... cinque"
"quindi perché dovresti impegnarti in una specialità che ti fa fare sette gare ma ti fa vincere soltanto una medaglia d'oro? l'eptathlon è per chi è discreto un po' in tutto e forse bravo in una specialità non per chi come te è una campionessa in tutto quello che fa", Sol scattò dal suo posto e corse ad abbracciare il fratello,
"hai ragione come sempre fratellone", adesso potevo decidere di stare zitto ma volevo recuperare qualche punto e far vedere che conoscevo l'argomento.
"dai retta a tuo fratello, nel eptathlon c'è anche il lancio del peso, facendolo potresti diventare come le campionesse di quella specialità che hanno dei fisici bruttissimi, sembrano uomini con il reggiseno e uomini grassi addirittura",
Sol lasciò di scatto il fratello si mise in piedi e mi fissò poi con gli occhi lucidi corse via ansimando, provai ad alzarmi e corrergli dietro ma Rudy distese il braccio e facendo un cenno con la testa mi disse:
"fermo, non ti preoccupare tra poco gli passa",
"ma che ho detto di male?"
"il lancio del peso è una delle cinque gare che ha vinto, con una misura bestiale del resto, 19 metri in Italia è la terza prestazione assoluta di tutti i tempi, lei a tutti gli effetti è una di quelle atlete che sembrano degli uomini grassi come dici tu", per la prima volta lo vidi sorridere.
Scivolai di nuovo a sedere, non so se ero più sconvolto per la gaffe o per aver scoperto che quello scricciolo di dodici anni alto circa un metro e 40 per 40 kili poteva gareggiare con le campionesse italiane.
"come posso scusarmi?",
"lascia perdere, tra poco se lo scorderà, come del resto farà con l'atletica leggera, penso che a settembre inizierà a praticare un altro sport"
"come una campionessa come lei decide di abbandonare per una mia battuta?"
"starai scherzando vero? sai che gli interessa del tuo parere, lei è fatta così non riesce a praticare uno sport per più di un anno, deve sempre cambiare"
"perché lo fa?",
si piega verso di me come per rivelarmi un segreto che non deve essere colto da orecchie indiscrete, lo assecondo e lo imito.
"è una femmina, alla fine non sa cosa vuol dire impegnarsi, cosa significa la parola costanza, lo sai come sono fatte hanno le loro fisse, seguono le mode e poi tocca a noi risolvere i problemi.
Da quando aveva cinque anni che pratica sport, ha iniziato con me con il tennis quando io avevo già frequentato per due anni, l'anno dopo mi convinse a lasciare il tennis e a fare nuoto, l'assecondai e ci iscrivemmo entrambi a nuoto, io smisi subito sai era così monotono non come il tennis, l'anno dopo fece ginnastica artistica, ad otto anni judo, a nove pallavolo, a dieci karate, ad undici l'atletica leggera vediamo adesso che vorrà fare che ha compiuto i 12 anni"
"tu oltre al tennis che hai praticato?"
"niente non mi piace lo sport".
Fui costretto da mia madre a frequentarlo fino al inizio della scuola, riuscirono a metterci nella stessa classe. come iniziò la scuola ottenni le conferme di quello che avevo intuito di lui, era isolato completamente dal gruppo e seguirlo mi avrebbe solo danneggiato,presi la decisione mi sarei allontanato da lui ma la prof ci fece fare un compito a casa ed ero in ritardo con la preparazione a causa del livello superiore del liceo di Merano con il mio vecchio di Roma ero molto indietro con il programma, non avevo scelta dovevo lavorare un ultima volta con Rudy, certo lui non lo sapeva che era l'ultima volta.
Mi trovavo in camera sua a studiare quando mi disse,
"vado di sotto a prendere qualcosa di rinfrescante, ti va bene la coca cola?",
"va benissimo, intanto se non ti dispiace devo andare al bagno ",
"fai pure usa il mio", indica una porta sulla parete laterale mentre lui esce verso il corridoio.
Faccio il mio bisogno e sto per lavarmi le mani quando si apre una seconda porta, scoprii così che aveva il bagno in comune con la sorella, cosa ovvia vista la quantità di flaconi di vario genere che affollavano le mensole.
Mi giro verso il rumore della porta che si apre e la vedo, si può dire che quella è stata la prima volta che l'ho vista davvero.
Sol era davanti a me impietrita immobile,
"cavolo ma è occupato", quando si è bloccata si stava togliendo la maglietta, probabilmente doveva farsi la doccia, stringe le braccia a coprire i due piccoli ma perfetti seni, in basso è coperta solo da un piccolo slip giallo, so che dovrei distogliere lo sguardo, ma rimango abbagliato dal suo addome, ha gli addominali lievemente segnati, io adoro le ragazze toniche e non avevo mai visto prima di quella volta un six pack femminile così da vicino.
é l'istinto a muovere il mio braccio, distendo la mano e allungo l'indice e con la punta tocco una delle linee di demarcazione dei pacchetti ed esclamo,"ma cosa?",
forse a causa del tocco lei si irrigidisce e scopro che inizialmente era rilassata, il suo ventre ha una contrazione e i pacchetti sporgono in maniera più evidente qualche piccola vene fa capolino sulla sua pelle abbronzata,
"sono addominali , non li hai mai visti prima?" mi dice sorridendo, ha ormai ripreso il controllo di se stessa, continua a coprirsi il seno ma mi guarda di tre quarti sorridendo, "forse è meglio che ti lascio solo così finisci quello che stavi facendo", 
Si gira nascondendo la visione celestiale dei suoi addominali, chiude la porte, io con uno scatto la chiudo a chiave, tra a me e me penso, "che lineamenti delicati che fisico, questa tra qualche anno farà impazzire i ragazzi", il mio pene non è d'accordo sulla tempistica, lui è già eccitato preme con violenza contro la patta.
Devo ammetterlo quella è stata la mia prima volta, la prima volta che mi sono masturbato a casa di estranei, non fu semplice, mentre ero impegnato avevo da una parte Rudy che mi ripeteva da dietro la porta se avevo problemi e da dietro l'altra porta Sol che mi chiedeva se avevo finito, cavolo ogni volta che lo diceva mi sembrava di ricominciare, sentivo ancora sulla punta del mio dito il contrarsi dei suoi addominali.
 
Non potevo fare a meno di rivederla, per questo motivo ho iniziato la mia amicizia con Rudy.
la motivazione non mi fa certo onore ma a mia discolpa con il tempo lui è diventato il mio migliore amico soprattutto perché io mi sono impegnato, diciamo che studiandolo l'ho meglio compreso e l'ho aiutato a smussare i sui aspetti negativi rendendolo meno introverso,
Rudy aveva grossi problemi ad interagire con il prossimo, questo a causa dei suoi genitori e della sua rigidità, prendeva le cose troppo seriamente, quando a l'età di nove anni gli dissero che doveva prendersi cura della sorella lui l'ha preso troppo alla lettera e i genitori contenti di avere più tempo per loro non si sono accorti dei problemi che gli procuravano.
Letteralmente ha trascorso l'infanzia a fare da chioccia alla sorellina e a studiare,
questa era la sua giornata tipo, sveglia, colazione, scuola, pranzo, accompagnare Sol alle sue attività sportive, attenderla e mentre lo fa studia, accompagnarla a casa, aiutarla nei compiti e finire i propri, cena e letto, poco spazio per imparare ad interagire con i propri coetanei, problema ampliato dal fatto che risultando sempre il primo della classe i compagni richiedono il suo aiuto che lui d'altronde elargisce con gioia ma nel farlo si mostra al quanto superbo risultando inevitabilmente antipatico e inoltre non si piega quando i bulli non vogliono semplicemente il suo aiuto ma che gli faccia effettivamente i loro compiti, subisce negli anni molte prepotenze, piccole cose, ma che per un bambino sono montagne invalicabili, non dice mai niente in famiglia perché il padre ripete sempre che i problemi vanno risolti da soli.
La nostra amicizia ha fatto bene a tutti e due, lui è più espansivo ed empatico ed io vado meglio a scuola.
Anche se dovevo fare il riservato nascondendo il mio grande interesse per Sol non avevo problemi a venire a conoscenza di tutto quello che faceva.
Come ho già detto era il suo principale argomento di conversazione, bastava lasciarlo parlare e inevitabilmente  finiva per parlare di lei, questo almeno nei primi due anni della nostra amicizia poi ha ampliato gli interessi.
Un suo discorso tipico dei primi tempi
"Domani abbiamo il compito di matematica ed io ho la testa presa da quella scema, mi ascolta sempre ma stavolta ha fatto tutto di testa sua"
"che ha combinato questa volta tua sorella?" la mia domando la buttavo li come se non m'interessasse ma pendevo dalle sue labbra.
"come avevo previsto ha lasciato l'atletica leggera ...",
"peccato pessima idea"
"fammi parlare Paolo, non è questa la pessima idea, ormai della sua instabilità mi sono fatta una ragione, il problema è lo sport che vuole praticare ...", ha tutta la mia attenzione adesso,
"quale sport?",
"se mi lasci parlare ci arrivo, non ha voluto sentir ragioni si è impuntata testarda come è, vuole fare boxe preagonistica",
"preagonistica? che vuol dire?",
"fai tutta la preparazione del pugile ma non fai gli incontri e lavori anche con i pesi", questo era un altra sua peculiarità, ogni volta che la sorella sceglieva uno sport lui studiava i migliori manuali  e diventava un grande tecnico a livello teorico.
"è un male questo?"
"scherzi? come preparazione è ottimale ma lei dopo il nuoto ha già le spalle larghe per la sua corporatura, dopo la ginnastica ha delle braccia molto forti per una ragazza, e poi l'addome è già ben definito, ma ci pensi come può diventare mia sorella con le spalle più  larghe e nerborute, le braccia con due bicipiti gonfi come un pompelmo e con degli addominali granitici e sporgenti? mi stai a sentire ci pensi a come può diventare Astrid?",
(cazzo si che ci penso, i miei desideri più reconditi che si realizzano), "scusami ma devo andare in bagno di corsa"
"Paolo devi farti vedere vai troppe volte al bagno, vado di sotto a prendere qualcosa da bere in tanto credo che ne avrai per un po'"
"si si , fai con calma che la cosa è molto lunga".
« Ultima modifica: 05 Aprile 2016, 21:50:00 da granarone »



Offline marcoscafu

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #1 il: 04 Aprile 2016, 13:21:30 »
san google traduttore insomma ;)
bella storia, dove l'hai scovata? spero non si fermi qui!!!

Online granarone

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #2 il: 04 Aprile 2016, 14:05:48 »
san google traduttore insomma ;)
bella storia, dove l'hai scovata? spero non si fermi qui!!!
Ammazza scrivo cosi male in italiano che serve il traduttore?

la sto scrivendo adesso dopo che non scrivevo più da oltre un anno, la storia continua ma dovrebbe essere molto breve , per i miei standard.
Per dire tutta la verità mi sono ispirato liberamente ad un racconto letto anni fa su valkirie scritto da un autore che inizia per mar e finisce per fu, mi è piaciuta l'idea di base ma l'ho rivisitata a mio modo.

Offline marcoscafu

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #3 il: 04 Aprile 2016, 14:27:53 »
cioè che figura di merda ho fatto??? no scusa ma ti leggo di solito, qui c'erano talmente tanti errori che mi sono detto: ha usato il traduttore da qualche storia tedesca... ok perdonami, come non detto, tanto la storia è fica e quello conta. ma davvero ti sei ispirato a quel pirla che inizia con mar e finisce con fu? quale delle sue cagate ti ha ispirato?

Online granarone

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #4 il: 05 Aprile 2016, 21:59:33 »
cioè che figura di merda ho fatto??? no scusa ma ti leggo di solito, qui c'erano talmente tanti errori che mi sono detto: ha usato il traduttore da qualche storia tedesca... ok perdonami, come non detto, tanto la storia è fica e quello conta. ma davvero ti sei ispirato a quel pirla che inizia con mar e finisce con fu? quale delle sue cagate ti ha ispirato?
Non ti preoccupare è colpa mia che non ho perso troppo tempo nella revisione,
Adesso gli ho dato una sistemata ed ho aggiunto una immagine, spero sia più leggibile,
è vero mi ha colpito un idea di una sua storia che ho letto anni fa, la parte finale si basa su quel idea, se non ti dispiace vorrei dirtelo dopo qual è la storia in questione per non anticipare come si evolve questa.
Posso anticiparti che il noto autore la definì a quel tempo una delle sue storie più riuscite

Offline marcoscafu

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #5 il: 05 Aprile 2016, 22:49:42 »
Non ti preoccupare è colpa mia che non ho perso troppo tempo nella revisione,
Adesso gli ho dato una sistemata ed ho aggiunto una immagine, spero sia più leggibile,
è vero mi ha colpito un idea di una sua storia che ho letto anni fa, la parte finale si basa su quel idea, se non ti dispiace vorrei dirtelo dopo qual è la storia in questione per non anticipare come si evolve questa.
Posso anticiparti che il noto autore la definì a quel tempo una delle sue storie più riuscite

dopo me la rileggo, nel frattempo mi sollazzo con la foto che hai messo!!!
ora sono veramente curioso di sapere quale delle sue cagate ti ha ispirato, ma attenderò il tempo dovuto. comunque ti suggerisco di non dare molto peso a quello che dice riguardo le sue storie, perchè a quanto lo conosco, quel tipo, ne dice di stronzate...

Offline Michael

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #6 il: 09 Aprile 2016, 21:44:22 »
si è a conoscenza del nome della ragazza nella foto ::)

Online granarone

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #7 il: 10 Aprile 2016, 12:20:30 »
si è a conoscenza del nome della ragazza nella foto ::)
mi dispiace io non lo conosco

Online granarone

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Un ragazzo sfortunato 2° parte
« Risposta #8 il: 11 Aprile 2016, 07:52:20 »
In poco tempo, certamente in meno di quello che pensavo mi sono affezionato a Rudy, abbiamo trovato anche un hobby comune il tennis, come lui del resto avevo frequentato per un paio d'anni dei corsi.
Giocavamo quasi ogni giorno, in un mesetto avevamo ripreso la mano di un tempo, quando ci sfidavamo in singolo ci equivalevamo, io più atletico e resistente, lui più tecnico e dotato di maggiore allungo, Rudy è leggermente più alto di me, io raggiungo il metro e 73 lui sfiora il metro e 80, generalmente io peso cinque kili di più, quasi tutti in muscoli.
Il circolo dove giocavamo è il migliore di Merano, non l'abbiamo scelto è semplicemente attiguo alla palestra dove  lasciavamo Sol ad allenarsi, si anche io ero diventato un cavalier servente della damigella,ma da quando lo accompagnavo almeno Rudy non trascorreva tutto il tempo d'attesa da solo a studiare.
Mi ricordo che erano trascorsi due mesi da quando giocavamo a tennis, eravamo diventati il miglior doppio del circolo, quando si concluse il nostro momento di gloria, è meglio che vi racconto cosa accadde quasi quattro anni fa in presa diretta.
Eravamo presi a fare riscaldamento da qualche minuto quando ci raggiunse una trafelata Sol, "ciao ragazzi",
"che succede Astrid ti abbiamo lasciato nemmeno cinque minuti fa in palestra?",
"niente di preoccupante fratellone, devono fare una disinfestazione nel palazzo e quindi il maestro a preferito rinviare la lezione",
"va bene allora mettiti seduta li sulla panchina che noi tra poco iniziamo a giocare",
Sorrido cerco di non darlo a notare ma la seguo con lo sguardo, ormai mi eccita in qualsiasi modo si vesta perché so che li sotto nascosto al mio sguardo c'è un addome cesellato in via di evoluzione, la vedo sedersi e iniziare a dondolare con le gambe incrociate al altezza delle caviglie, non sa proprio stare ferma, infatti la sua posizione dura forse meno di dieci secondi, si alza e quasi urla, "ho un idea perché non giochiamo insieme a tennis?"
Rudy si gira verso di me e mi fissa con gli occhi imploranti, scuote la testa è visibilmente disturbato dalla richiesta, ma io scrollo le spalle e dico "perché no", lei inizia a saltare di gioia.
riprendo la parola, "facciamo così un set uno contro uno, chi vince gioca con chi era fermo",
storce la sua boccuccia "si è bello così ma uno di noi a turno starà seduto a girarsi i pollici,che dici se giochiamo in doppio?",
"si il doppio va bene ....", non mi sente finire la frase mi parla sopra, "ok finite il riscaldamento io vado a prepararmi, torno subito", mentre la vedo correre via concludo  inascoltato "... ma siamo solo in tre",
mi giro verso Rudy, "cosa ha in mente tua sorella?"
"prima hai fatto finta di non sentirmi, adesso non mi sentirai realmente", si allontana ed inizia a fare una corsetta lasciandomi solo a pensare perché a volte lo trovo simpatico ed interessante, lo raggiungo e proseguo a correre con lui in attesa del ritorno di Sol, rimane nel suo cocciuto mutismo, soltanto quando sentiamo alle nostre spalle il ritmico rimbombo dei passi di corsa di Sol apre la bocca e parla,
"cazzo Paolo non sai cosa hai combinato",
Non faccio in tempo a pensare a cosa ha detto che girandomi il mio sguardo e la mia mente si riempiono della sua apparizione.
Il suo metro e quarantacinque è ricoperto soltanto da un paio di pantaloncini larghi da boxe, di color bianco con una larga banda diagonale fucsia, e da una fascia elastica fucsia che gli copre il petto, i mesi trascorsi dal ultima volta che l'avevo vista seminuda li ha trascorsi ottenendo ottimi risultati, le preoccupazioni del fratello e le mie speranze si stanno realizzando, il suo addome e ben più marcato le spalle sono ancor più ampie e muscolose, sta realizzando il percorso per diventare una dea a grandi passi, mi convinco di più del mio piano, stargli vicino farla crescere e poi tra un paio di anni fare il mio passo.
Stordito dalla sua presenza fisica ci metto qualche secondo a vedere che è tornata sola,
"Sol come facciamo il doppio adesso? siamo solo in tre",
sorride affascinandomi ancora di più, "conta bene siamo in quattro, Paolo con Rudy contro ..." flette il bacio sinistro mostrandomi una spaventosa palletta di bicipite, si bacia il bicipite "Astrid e ...", flette il destro con lo stesso risultato , se lo bacia e poi conclude, " ... Marisol".fisso gli stampi vermigli delle sue labbra che formano dei sensuali tatuaggi sui suoi grandiosi bicipiti
Mi sforzo a non toccarmi ma lei non fa niente per aiutarmi rimane immobile con la sua posa da bodybuilder, devo parlare per distrarmi o inizierò a toccarmi davanti a loro "che vuoi dire? vuoi sfidare noi due giocando  da sola?", scuote la testa e finalmente distende le braccia lungo il corpo così posso ragionare meglio, "ma dai Sol non è sportivo ....",
"dai PAolo peeer favore"
"va bene" non esiste mezzo inventato dal uomo per cronometrare la frazione di secondo che ci metto a capitolare.
Ci posizioniamo nei nostri campi, prende lei la parola "questo è un doppio quindi il campo di gioco è quello esteso del doppio con i corridoi laterali",
non mi sta bene, "no Sol tu giochi da sola tu devi difendere quello del singolo",
"no questo è un doppio e non voglio agevolazioni",
questa ragazzina mi fa venire il mal di testa, mi volto verso Rudy che allarga le spalle, di nuovo sento la sua voce "l'unico vantaggio che mi concedete ed io accetto e che mi fate iniziare a battere", come direbbero i miei vecchi amici, se la sona e se la canta da sola.
Su questo siamo d'accordo, ci mettiamo in posizione, lei sta sulla mia diagonale quindi sarò io il primo a rispondere, non riesco a crederci batte da sotto, quando la lenta palla mi si fa vicino l'afferro facilmente con la mano, "ma inizi a battere o dobbiamo palleggiare per scegliere chi batte, non ho capito?" pensavo realmente di aver capito male
"ho battuto, 15 zero per chi batte",
che stronzetta si è presa il punto non volevo ma mi divertirò con lei, cercherò di palleggiare il più possibile per farla correre in tutte le direzioni, la farò uscire dal campo con la lingua a penzoloni come i cani.
Batte nuovamente da sotto contro il lato difeso da Rudy, il fratello colpisce la palla lenta con un potente lungo linea di diritto, la pallina sarebbe out in un singolo ma buona di poco per un doppio perciò irraggiungibile, un ottimo colpo ma esagerato per uno scambio amichevole con una bambina,
Mi avvicino per dare il cinque a Rudy quando vedo qualcosa d'incredibile, in scivolata di rovescio ,dopo aver fatto tutto il campo in diagonale, Sol riesce a colpire la palla e a mandarla con potenza e precisione sul lungo linea dietro la mia destra, pur partendo in ritardo per la sorpresa riesco a rispondere e rimando la palla con un diretto ad incrocio spedendo la pallina nel angolo opposto di dove si trovava Sol, preso dalla foga ho reagito come se fosse una partita di torneo.
Di nuovo mi trovo che sto per esultare garbatamente quando Sol con una velocità inaudita arriva dietro la palla e con un terrificante rovescio a due mani spedisce la pallina nel nostro campo in diagonale, la pallina passa tra noi due che inutilmente proviamo a colpirla tanta è la velocità impressa dal colpo, alla fine è Sol ad esultare e non così garbatamente come avrei fatto io.
"30 a 0", urla con la sua voce melodiosa
Batte nuovamente contro di me, stavolta non ho remore, colpisco d'incontro potente e preciso, miro l'incrocio alla destra di Sol, quello esterno del campo da doppio, ormai non mi stupisce vedere la rapidità dei suoi movimenti, raggiunge la palla e colpisce con un diretto d'alleggerimento, io sono pronto mi avvento su quella palla lenta e alta, salto e realizzo una schiacciata sotto rete, la palla schizza veloce in alto verso sinistra,
la guardo sorridendo, Sol non si da per vinta, non può essere vero alla fine di uno sprint velocissimo con un salto di circa cinque metri in lungo ed ottanta centimetri in altezza raggiunge la palla e allungando il braccio la colpisce al indietro rispedendola nel nostro campo,
il suo è un lungo pallonetto che si sta dirigendo verso la linea di fondo, corriamo entrambi quasi c'infastidiamo ma poi ritroviamo la giusta armonia e Rudy mi lascia lo spazio per colpire, ma quello che posso fare è solo un lob di alleggerimento, Sol di corsa si avventa sottorete saltando ed effettua lei stessa una schiacciata, ma lei colpisce centrale e la palla dopo aver impattato brutalmente al incrocio delle linee fa un rimbalzo che vola direttamente al di la della recinzione che delimita il campo,
"40 a zero", dice il punteggio e fa per girarsi e tornare a battere quando si rigira, "Paolo se schiacciavi dritto centrale la palla usciva come la mia adesso e facevi punto, hai voluto strafare schiacciando in diagonale così hai sbagliato, è vero che hai allontanato la palla da me ma gli hai dato una traiettoria più lunga e per questo raggiungibile", finalmente decide di tornare a battere, mi da pure consigli la bambina, sono nervoso e si vede Rudy mi stringe il polso, "stai calmo e gioca come sai giocare che lei è un osso duro, perché credi che ho smesso di giocare a Tennis? ero stufo di farmi battere dalla mia sorellina che era quasi più bassa della racchetta che utilizzava".
Il primo set finisce 6 a 2 per Sol, quando inizia il secondo set la battuta è di nuovo nelle mani di Marisol, "siete pronti, cercate d'impegnarvi un po' di più", i suoi modi mi danno proprio fastidio, non basta che stiamo perdendo contro una bambina giocando in due contro una ma devo pure sentire i suoi sberleffi, "noi ci impegniamo ma tu cerca d'imparare a battere"
Mi risponde sorridendo, è questa sarà l'unica risposta che si vedrà durante questo game, Sol batte quattro volte consecutivamente in salto, 4 aces di una potenza assurda, quando ricade dai salti effettuati e dentro il campo di 4 metri sembra she hulk in miniatura e rosa ambrato per quanto è definita.
"gioco, uno a zero battuta a voi",
Rudy mi si avvicina e mi afferra una spalla, "come te lo devo dire smetti d'irritarla o ti piace essere umiliato?", non credo a quel che sento, parla come se per lui non fosse umiliante che stiamo perdendo con una bimba, che gioca da sola, ci da tutte le palle dubbie a favore, che volontariamente batte sotto mano per non fare aces ad ogni colpo, e che colpisce la palla con la sua reale forza solo quando il punto è già vinto perché si è liberata il campo spiazzandoci e non farebbe differenza la potenza utilizzata nel colpo finale, inoltre, ma di questo al momento non posso esserne sicuro, credo fortemente che ci ha lasciato vincere i due games.
L'unica cosa positiva della partita e che posso vedere il suo corpo sotto sforzo da vicino, i suoi muscoli che vibrano m'inebriano, tra la stanchezza e la mia fantasia che corre mi sembra che il suo corpo lieviti di massa ad ogni game.
Dopo poco più di un ora finisce la partita, triplo 6 a 2 per lei, dopo quel game dei quattro aces non ha più battuto in salto.
Crolliamo sulla panchina io e Rudy, non ho mai faticato così tanto, sono un bagno di sudore lui del resto sta molto peggio di me, almeno anche Sol mostra dei lievi segni di essersi impegnata, il suo corpo è bagnato ma non solo di sudore anche dell'acqua che si è versata addosso dalle bottigliette, è uno spettacolo che da solo vale l'umiliazione ricevuta, anche il reggiseno è umido e si notano i due piccoli capezzoli spuntare e il tessuto elastico è ancora più aderente al suo personale, due piccole semisfere che aspirano a crescere, spero abbia preso dalla madre, (la signora ha due bocce da paura, ndr).
Dopo aver raccolto tutte le palline sparse per il campo ci raggiunge, adesso mi sente è stata troppo irrispettosa mentre giocavamo, non gliela faccio passare liscia, ma mi prende in contropiede, si siede sulle mie ginocchia di traverso ed appoggia la guancia sinistra sul mio petto, "PAolo spero che non sei arrabbiato con me, so di aver fatto un po' l'antipatica ma cercavo solo di tirar fuori il meglio da tutti noi, io mi sono divertita perché ho dato il massimo, non mi allenavo così intensamente da una vita e perché l'ho fatto in vostra compagnia, spero che vi siete divertiti anche voi, so già che voi siete così intelligenti che mettete in secondo piano il risultato rispetto al impegno espresso",
Riesco solo a pensare al suo corpo che si sta strofinando sul mio, è levigata e dura come il marmo ma tiepida e umida, vorrei scorrere con le mani tutti i solchi del suo addome, strappargli a morsi quella fascia elastica che copre ormai inutilmente il suo piccolo seno, ma l'unica cosa che posso fare e dirgli,
"mi sono divertito anche io, un allenamento molto proficuo",Rudy riesce solo ad ansimare poveraccio è quasi in coma,
"che bello allora possiamo ripeterlo, che dite facciamo Domenica mattina?"
"per me va bene" dissi io, Rudy annuisce non molto convinto ma forse è solo un sensazione falsata dalla sua stanchezza,
Corse via a fare la doccia gridando che bello che bello, io con sforzo la seguii un paio di minuti dopo, per mia fortuna Rudy trovò le forze per venire a farsi la doccia solo una decina di minuti dopo, così io non ho avuto problemi a scaricarmi prima del suo arrivo.
Da quella Domenica giochiamo la nostra partita settimanale, la saltiamo raramente, per neve, vacanze estive o altri appuntamenti inderogabili, ho calcolato che in media abbiamo giocato in questi ultimi quattro anni 3 volte al mese, circa centocinquanta partite, la nostra prossima vittoria sarà ... la prima, ancora non siamo riusciti a vincere un maledetto set, anche se Rudy non lo ammette neanche sotto tortura sua sorella ci lascia volutamente vincere dei games altrimenti credo che sarebbero stati tutti dei cappotti assoluti, questo non l'ho capito da come gioca, non lo fa vedere apertamente ma secondo voi è possibile che abbiamo perso tutti gli incontri per 6 2 6 2 6 2, mai una volta un risultato diverso quando l'ho fatto presente a Rudy mi ha detto che è un risultato come un altro, certe volte mi sembra uno struzzo che nasconde la testa dentro la sabbia, ma d'altronde questo non interessa neanche a me, non cancellerei le nostre partite neanche per tutto l'oro del mondo, soprattutto quelle degli ultimi due anni, ma è meglio che vi spiego dopo il perché.
Durante i mesi successivi ponemmo le basi che rese la nostra amicizia duratura, io e Rudy diventammo inseparabili a scuola e fuori, come bonus ottenni che il tempo in compagnia di Sol si moltiplicava ogni mese che passava, non ricordo quante scuse inventai per non studiare a casa mia fino a quando non me lo chiese più, eravamo fissi da lui, del resto era più facile così accompagnare Sol ai suoi corsi, si anche io li accompagnavo e non solo quando giocavo a tennis con Rudy.
Sol con il passare del tempo trovava sempre più naturale la mia presenza, Rudy era il suo alter ego per le cose serie, scuola, attività sportive e programmazione del futuro, io ero l'esperto di vita mondana,
Sol è sempre stata più matura dei suoi compagni di scuola, li trattava il minimo indispensabile fuori l'orario di scuola, da anni era abituata a interagire con i più grandi, ad ogni corso sportivo che frequentava in breve tempo era promossa ai corsi avanzati risultando sempre la più piccola tra i partecipanti e di diversi anni anche, nel dopo scuola se non praticava uno sport era con noi due, anche quando studiavamo lei era sempre li a disturbarci.
Per due anni il mio più grande sforzo è stato interpretare la parte di quello che mal sopporta i suoi interventi mentre in cuor mio li auspicavo, non è stato semplice come potreste pensare, era sempre un gioco che correva sul filo del rasoio, se mostravo troppo fastidio c'era il rischio che l'avrei allontanata , se mi mostravo troppo entusiasta rischiavo di far comprendere i miei reali sentimenti e soprattutto dovevo controbilanciare gli atteggiamenti di Rudy che variavano secondo i compiti e gli impegni che avevamo.
Sol aveva preso l'abitudine di mostrarci tutti i suoi acquisti in fatto di abbigliamento, cosa del resto inutile dato che escluso rari casi li aveva comprati al centro commerciale con noi o ci mostrava i vecchi per essere consigliata se ancora potevano andar bene , non vedevo l'ora mentre ero chino sui libri preso a studiare di sentire la sua mano battermi sulla spalle per farmi girare, ogni volta uno sforzo per non mostrare i miei reali sentimenti nel vederla piegata verso di me e poi rialzarsi mettersi in posa e chiederci se ci piace il suo nuovo vestito attillato o il succinto costume da bagno, non comprendo cosa ci fa con tutti quei costumi da bagno che ha acquistato, io ne ho due e mi bastano, ma sono contento che ne compri così tanti.
Mi ricordo con gioia una volta che ci chiese se il vestito nero che stava provando era troppo stretto, gli dissi al volo per scherzare che non era il vestito ad essere stretto ma che era lei ad essere grassa, per tutta risposta flesse il bicipite maestoso e dopo non contenta tirò su la parte bassa e mi mostrò i suoi addominali, da allora ogni volta esibisce i suoi muscoli per me, devo ammetterlo non si discute Rudy è un grande genio ma certe volte non capisce niente, non è riuscito a mettere in relazione le sfilate di sua sorella con le mie repentine corse al bagno poco dopo la loro conclusione, a sua discolpa credo che lui la vede giustamente come la piccola ragazzina che è.   
 
« Ultima modifica: 11 Aprile 2016, 20:14:23 da granarone »

Offline marcoscafu

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #9 il: 11 Aprile 2016, 12:14:56 »
bravo grana, soprattutto l'ultima parte mi è piaciuta parecchio!!!
ovviamente ancora non vedo la relazione con nessuna delle storie del fesso, ma meglio così, perchè quelle non sono un granchè ;)

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #10 il: 11 Aprile 2016, 20:17:51 »
bravo grana, soprattutto l'ultima parte mi è piaciuta parecchio!!!
ovviamente ancora non vedo la relazione con nessuna delle storie del fesso, ma meglio così, perchè quelle non sono un granchè ;)
Troppo buono, non commento i tuoi giudizi sul collega, probabilmente lo conosci meglio di me,
nel attesa della terza parte ho integrato con qualche immagine

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Un ragazzo sfortunato 3° parte
« Risposta #11 il: 17 Aprile 2016, 20:33:28 »
Mi ritengo fortunato perché ho assistito al suo sviluppo in prima persona, in quattro anni è passata da un altezza di 1 un metro e quaranta al suo attuale e credo definitivo metro e 67, dal peso di 39 kili agli attuali 59, dalle sue misure adolescenziali, 72  50 77 alle attuali 89 59 87 che possono ancora lievitare, le circonferenze dei bicipiti sotto sforzo da 26 centimetri ai 37 del sinistro e i 38 del destro, in questo caso secondo me ha raggiunto la perfezione proseguire con l'aumento di massa sarebbe deleterio per la sua femminilità, le cifre non bastano da sole per descrivere l'enorme cambiamento subito in quattro anni, in fondo da bambina è diventa una splendida ragazza da concorso di bellezza, da due anni è la ragazza più ammirata della zona anche per il suo modo di vestire e per il suo atteggiamento liberale se vogliamo dire così.
Ma prima di andare troppo avanti devo raccontare cosa è successo a settembre del secondo anno della mia permanenza a Merano, io e Rudy avevamo iniziato da dieci giorni il quarto e penultimo anno dello scientifico, Sol la terza media e questo anno era passata ai corsi di kick boxing e muai thai, indifferente alle proteste di Rudy,
Senza alcun preavviso, dato che ormai era integrato con i compagni, Rudy fu vittima del suo primo vero pestaggio da parte di bulli, occhio nero, molteplici contusioni, reperto di due settimane di riposo.
il mio amico ai genitori dichiarò di essere di aver istigato lui l'altro e che si era in fondo meritato il pestaggio, i genitori accettarono le sue parole e lasciarono cadere la cosa, ma la storia non era conclusa, almeno non per tutti.
La mattina dopo il pestaggio quando uscii fuori dal portone di casa trovai ad aspettarmi Sol, non potei neanche gioire della sua visione perché lei mi venne subito contro e si mise a guardarmi torvo dal basso in alto, non capivo perché era alterata con me, il giorno prima per evitare problemi ulteriori dopo quello che era successo nel cortile della scuola non avevo contattato Rudy e perciò non sapevo cosa era successo a casa sua,"ciao Sol",
"lasciamo stare i saluti, Paolo dimmi una cosa c'eri quando hanno picchiato Rudy?", tentenno un po', non ero abituato a sentirla così aggressiva, poi ammetto che ero presente, lei con disprezzo scuote la testa, "sii sincero, è stata colpa sua?",
"colpa sua? ma stai scherzando lui non ha fatto niente per meritare quello che gli hanno fatto",
"lo immaginavo che mentiva, adesso tu mi accompagni alla vostra scuola e mi indichi chi è stato"
"sei matta, non lo farò m....", la sua mano destra saetta e mi afferra il collo, ritrae il braccio e mi fa piegare fino a quando i nostri due volti sono alla stessa altezza, con le mie mani arpiono il suo polso ma non riesco a fargli cedere la presa senza fargli male perciò desisto,
"Paolo hai due opzioni, mi accompagni amichevolmente e rimarrai integro o ti farò soffrire così tanto che non riuscirai a sopportare il dolore che ti provocherò, ti giuro che oggi mi faresti contenta se scegli la seconda opzione",
i due smeraldi mi trafiggono gelidi, non c'è alcuna possibilità che stia scherzando, se voleva spaventarmi ha sicuramente iniziato bene.
"farò quello che dici, ma adesso lasciami", le sue dita lasciano la presa ed io mi raddrizzo e riprendo fiato, cedo perché non ho alcuna intenzione di picchiarla, già non lo farei mai ed in particolar modo oggi dopo quello che è successo al fratello ieri, la scuso solo per la situazione difficile che sta vivendo,
"dai andiamo che ho fretta", accompagna la frase battendo lievemente indice e medio sul lato sinistro del mio petto, mi sfugge un lamento e mi piego portandomi la mano dove mi ha toccato,
"non fare lo stronzo ti ho solo sfiorato", per me è strano sentirla parlare in maniera così acida, non riconosco in lei la mia solare e gaia Sol.
"si si non mi hai fatto niente", mentre lo dico però continuo ad avere smorfie di dolore, capisce che non sto simulando,
"ma che hai fatto alla spalla?",
"niente niente adesso passa", cerco di allontanarmi da lei ma ho le spalle al muro gli viene facile afferrare i lembi della mia camicia, con veemenza mi fa saltare tutti bottoni strappandomela mettendomi a nudo il torace, come vede il livido che ricopre gran parte del lato sinistro del mio petto si ritrae e con voce sommessa più dolce quasi preoccupata mi chiede, "cosa hai fatto li? chi ti ha dato un calcio".
Questa ragazzina non finisce mai di stupirmi, come ha riconosciuto che è stato un calcio, mah,
"ieri quando quei due hanno aggredito tuo fratello sono intervenuto ma altri due bulli mi hanno bloccato trattenendomi per le spalle, divincolandomi li ho trascinati a terra con me, mi ero quasi liberato, almeno da uno di loro, quando è sopraggiunto un quinto che mi ha colpito con un calcio mentre ero a terra, a causa del dolore poi è stato facile per loro trattenermi a terra", già mentre spiegavo cos'era successo lei aveva iniziato a scorrere con i polpastrelli il livido, questa volta era così leggiadra che quasi non la percepivo,
"per fortuna non hai niente di rotto, è solo una forte contusione ma quello stronzo ti poteva rompere una costola o se ti colpiva leggermente più a destra fermarti il cuore, devi indicarmi anche lui è tutti quelli che hanno agito contro di voi",
"ma che vuoi fare Sol ieri erano in cinque ma girano anche in otto a volte quei bulletti da strapazzo, neanche da sano sono riuscito a fermarli come pretendi che ti possa proteggere in questo stato? se ti aspetti aiuto da gli altri studenti stai fresca",
"non ti devi preoccupare non devi far niente solo dirmi chi sono, voglio guardarli semplicemente in faccia, abbiamo perso fin troppo tempo è meglio che ti vai a cambiare la camicia altrimenti si fa tardi",
"si forse è meglio, lascio qui lo zaino per fare prima",
"ti serve una mano per infilarla" mi chiede gentilmente ma faccio di no con la testa,nella mia stanza la mattina sembra che è passato un uragano.
Quando ho finito ed esco dal portone la trovo con il mio zaino in spalla, mi porge la mano io gliela stringo ed inizia a camminare quasi trainandomi, devo allungare i primi passi per sincronizzarmi con lei, di punto in bianco mi chiede
"mi puoi spiegare perché vi hanno picchiato?",
"Guarda Sol è stato tutto così surreale che trovo inspiegabile l'accaduto.
Meglio se ti dico come sono andati i fatti puri e semplici e trai tu le tue conclusioni, ieri un gruppetto del ultimo anno della sezione B ha iniziato a dire che non dovevamo entrare a scuola perché i riscaldamenti non erano stati accesi, che non potevano trattarci da barboni e stronzate del genere",
"con la minima che è superiore a sedici gradi vogliono i riscaldamenti accesi?",
"immagina che mentre fomentava la folla il bullo alfa era vestito in maglietta a maniche corte mostrando delle braccia muscolose da far paura, era evidente che fosse una puerile scusa per evitare un compito in classe, sai se fanno sega solo loro ...",
"fanno cosa loro?",
"scusa mi scordo sempre che non conosci la lingua dei saggi, a Roma quando si salta la scuola senza permesso si dice fare sega",
"Du bist ein Idiot", risponde in tedesco, ne lei ne Rudy davanti a me lo usano perché sanno che non lo conosco quasi per niente, ma l'ultima parola è alquanto facile da tradurre, ma faccio finta di non aver capito,
"scusa che hai detto?",
"niente ho usato il crucco per chiederti di continuare a spiegarmi cosa è successo a mio fratello e soprattutto il perché " è ritornata subito seria ma almeno è evidente che non c'è l'ha più con me, ha ragione Rudy è difficile capire le femmine sono proprio diverse da noi, picchiano il fratello ed era arrabbiata con il suo miglior amico.
"come ti dicevo cercavano di fomentare l'intero corpo studentesco per sviare i sospetti della loro assenza, per loro non serviva che l'adesione fosse al 100 per cento gli bastava convincerne circa la metà, infatti un piccolo numero di studenti stava già entrando senza che succedeva niente, Rudy mi guarda e ci capiamo al volo entriamo insieme, non eravamo i primi e non saremmo stati gli ultimi ma il bullo alfa come vede tuo fratello lo chiama per cognome ""Erlacher perché entri?"", ci ha stupito che lo aveva riconosciuto e Rudy pur sorpreso gli ha risposto al istante, ""perché non la trovo una ragione sufficientemente corretta"", una risposta cordiale secondo me, non avrei saputo dire di meglio, ma non è stata così per il bullo alfa ..."
"perché continui a chiamarlo bullo alfa? qual è il suo vero nome?ti scordi che intanto me lo dovrai indicare giunti al vostro liceo",
Cerco di sorridere, ma camminare mi sta provocando delle fitte al petto, la mia espressione si avvicina più ad una smorfia, "ad indicartelo non ho problemi ma scusami non ricordo proprio il suo nome è un insieme di acca kappa consonanti varie messe alla rinfusa",
"cioè è un nome come dici tu da crucco?",
"diciamo di si",
"Du bist ein großer Idiot", è tornata ad usare il tedesco
"ho capito, vuoi che riprendo a spiegare i fatti",
"vedo che stai imparando un po' di crucco",
"allora il bullo alfa ci raggiunge, è una vera montagna di muscoli, sarà alto almeno un metro e ottantacinque per 90 kili e non ha un filo di grasso, i suoi compari lo hanno seguito, inizia a sbraitare,""quindi per il signor Erlacher non siamo tipi corretti, vuoi spiegarci tu come ci si comporta in maniera corretta?"", Rudy è rimasto impassibile e ha cercato di calmarlo, ""forse mi sono espresso male non volevo dire questo ..."" sciaff senza preavviso il bestione ha schiaffeggiato Rudy spostandolo di un metro a sinistra, io mi sono lanciato contro di lui ma con le mani aperte mi ha spinto indietro gettandomi tra i suoi amici che mi hanno bloccato alle spalle, poi ha ripreso a parlare ""quindi anche dei cretini siamo per il signor Erlacher"", fa un cenno ad un suo amico che blocca le braccia di Rudy così che alfa colpisce senza che Rudy possa proteggersi in alcun modo.
quasi tutti i presenti vanno via, comprendo che non ci sarà aiuto cercò di divincolarmi come ti ho spiegato prima, finisco a terra e subisco il calcio in petto, uno di loro si mette seduto sulle mie spalle trattenendomi a terra, ogni volta che provo a disarcionarlo lui salta violentemente sulla mia schiena facendomi sbattere il petto a terra provocandomi fitte atroci ma non riesco a rimanere fermo mentre quel bestione continua a colpire Rudy.
credo che ho iniziato a gridare di farla finita, ero disperato vedevo quel bestione colpire Rudy e non potevo fare niente se non subire altri violenti colpi,
l'altro bullo lascia finalmente andare  tuo fratello in maniera che potesse scivolare a terra, avevano concluso, ma tuo fratello dopo essere caduto si rialza, il bestione lo colpisce e Rudy crolla nuovamente a terra, ci mette qualche secondo in più di prima ma si rialza, il bestione si infuria e lo colpisce ancora più forte allo stomaco, tuo fratello cade ma non demorde si rialza, barcolla ma rimane in piedi, lo colpisce al volto un altro ko e il bestione gli urla qualcosa in tedesco che non capisco bene ma ritengo che voleva dirgli di rimanere a terra, ma tuo fratello fa per rialzarsi sta puntando i palmi a terra ed ha già un gomito ed una spalla distaccate dal terreno quando il bestione alfa s'inginocchia e gli sussurra qualcosa al orecchio, lo fa cosi piano che nessuno oltre tuo fratello può averlo sentito, quello che non era riuscito a fare con la forza bruta il bestione c'è riuscito con le parole, tuo fratello si lascia andare e rimane disteso a terra.
Sono contento che sia finita per Rudy e aspetto che il bestione venga a darmi la mia parte ma se ne vanno lasciandoci distesi a terra senza toccarmi ulteriormente, mi rialzo con difficoltà per fortuna qualche nostro compagno esce dal ingresso della scuola per aiutarci, rimettono in sesto anche tuo fratello che però e molto più malridotto di me ed ha difficoltà a camminare, Rudy riesce a dirmi solo che non vuole che si apra una pratica a scuola del aggressione e mi chiede di aiutarlo a tornare a casa, da solo non ci riesco ma due compagni si mostrano solidali,  pentiti di averci lasciati al nostro destino ci aiutano ad allontanarci saltando anche loro la lezione.
abbiamo passato tutta la mattinata distesi su un prato prima di rientrare a casa, ho rispettato le richieste di tuo fratello non ho detto niente ai miei ed ho tenuto nascosto il livido ma tuo fratello non poteva nascondere quello che aveva subito, da quello che hai detto prima desumo che si è preso la colpa della rissa, del resto mi aveva detto che pensava di fare così"
" si ha fatto così come hai detto... ", si blocca inizia a singhiozzare, la supero e vedo che ha gli occhioni lucidi di lacrime, la tranquillizzo, "dai sciocchina non è successo niente di grave, siamo rimasti un po' malconci ma con pochi giorni di riposo torneremo freschi come prima così potrai darci un'altra lezione a tennis",
scuote la testa per riprendersi e poi ricomincia a tirarmi per il braccio, ha ripreso a camminare spedita, ma questa volta rimane in silenzio, io non so cosa aggiungere e questo mi da tempo di pensare a mente lucida, dopo qualche minuto mi do del coglione per non esserci arrivato prima, finalmente ho capito cosa è successo, mi blocco e la costringo a girarsi.
"che fai ? siamo in ritardo se entrano a scuola non puoi più indicarmeli",
"no adesso mi devi dire una cosa, prima eri infuriata con me e saresti stata contenta se ti davo una scusa per picchiarmi"... la vedo distogliere lo sguardo, fissa il mio stomaco, con l'indice piegato ad uncino gli tiro delicatamente su il mento,
"no mi devi guardare negli occhi adesso, dimmi la verità pensavi che ero rimasto con le mani in mano a guardare mentre picchiavano Rudy?" sento che tenta di piegare nuovamente il collo per distogliere lo sguardo ma non glielo permetto,
"non serve che parli te lo si legge in faccia, io me ne torno a casa", la lascio e mi giro ed inizio ad incamminarmi , faccio tre passi e la sento che corre dietro di me, mi sento afferrare alla vita, non c'è forza nel gesto, le braccia sono solo appoggiate intorno al mio bacino, si accascia sulla mia schiena,
"non ero in me quando sono arrivata a casa tua, non ho creduto un attimo che Rudy fosse colpevole di aver istigato una rissa e sono venuta da te perché tu dovevi sapere cosa era successo e avresti condiviso la verità.
Ero certa che tu avevi combattuto al fianco di Rudy e mi aspettavo di trovarti almeno malconcio, ma ti trovo senza un graffio che stai andando a scuola normalmente, come se non ti fosse successo niente e ieri per te era stata una giornata come le altre, proprio perché ritenevo impossibile che tu potevi aver fatto una cosa del genere che ero furiosa, ero arrabbiata più con me perché avevo riposto troppa fiducia nei tuoi riguardi, mi sentivo tradita da una persona che considero alla strenua di un fratello, il mio primo istinto è stato quello di saltarti addosso stamane ma qualcosa mi ha trattenuta dal farlo, perché in cuor mio credevo ancora che non era possibile che ti eri comportato così, poi quando hai descritto cosa era successo mi sono odiata per aver pensato male di te .
Non mi sono comportata per niente bene nei tuoi confronti, ma non so proprio cosa avrei dovuto fare",
"darmi la possibilità di spiegarmi prima di condannarmi, credo di meritarlo almeno questo", non risponde piange, e ripete tra i singulti "perdonami", non riesco proprio a resistere, la conforto e la perdono, come si rasserena
"dai adesso dobbiamo proprio sbrigarci o facciamo tardi", la seguo anche se il dolore non mi lascia mai.
Dopo un po' gli chiedo "ma mi spieghi cosa vuoi fare oggi dopo che te li ho indicati?"
"te l'ho già detto voglio solo guardare in faccia chi ha fatto questo",
Sarà ma a me non la conta giusta, se li aggredisce verbalmente questa volta non me la caverò così a buon mercato, dovrei fermarla ma come faccio? per fermarla la dovrei come minimo stendere, nient'altro la fermerebbe, lasciamo perdere il fatto che non colpirei mai una ragazzina, ma non sono del tutto certo che ci riuscirei con lei anche se volessi, non devo dimenticare che i suoi splendidi muscoli non sono solo degli ornamenti da ammirare mi ha dimostrato più volte di saperli usare, non ci avevo pensato mai prima di questo momento ma se lei è brava nelle varie arti marziali che ha praticato come lo è nel tennis potrebbe fare di me quello che vuole e con una mano legata dietro la schiena.
Neanche mi rendo conto che siamo giunti in prossimità del cancello della mia scuola, venti metri ed entriamo nel vastissimo cortile anteriore, di nuovo ho un lampo nella mia mente, non so il perché ma espongo ad alta voce le mie conclusioni,
"è strano perché sembra mancare l'elemento fondamentale, ma ritengo che nel aggressione ci sia qualcosa di personale, la discussione non c'entrava niente, io non c'entravo, era lui il bersaglio, ma credo solo del bestione alfa non del gruppo intero, gli altri hanno solo seguito il capobranco che ha visto la scusa buona per far pagare a tuo fratello qualcosa che covava da tempo",
"fammi capire Paolo perché dici che manca un elemento fondamentale?"
"Sol per esserci un motivo personale Rudy dovrebbe conoscere il suo persecutore, sembrerebbe che le loro vite non si sono mai intrecciate, non lo conosce  se non di vista, ha due anni in più ma è stato bocciato una volta quindi non è mai stato in classe con tuo fratello, Rudy non ha mai partecipato ad attività extra scolastiche, il bullo è figlio unico quindi nessun torto famigliare, sta nel altra sezione non hanno neanche i professori in comune, non hanno mai discusso o parlato tra di loro, ma tra tutti quelli che stavano entrando lo chiama per cognome e lo gonfia come una zampogna con estrema cattiveria mentre io che provo a reagire bene o male sono trattato meglio, mi impartiscono il minimo che serve per fermarmi, che non è poco ma niente in confronto al trattamento che usa su Rudy",
La vedo che cerca di immagazzinare quello che gli ho appena detto, annuisce, "si in effetti è strano forse lo scopriremo adesso il perché",
Entriamo nel cortile, ancora tutti gli studenti circa 200 sono al esterno manca poco più di un quarto d'ora al suono della campanella, non c'è rischio di incontrare i professori, hanno una loro entrata posteriore dove parcheggiano le macchine ed anche le bici.
Sto pensando a come fare per essere il più discreto possibile, poi mi soffermo a guardare Sol, indossa un giubbino corto di jeans scolorito color ruggine che gli lascia scoperto parte del addome, una minigonna drappeggiante con disegno scozzese in tinta con il giubbino e ai piedi degli anfibi neri, mi sento di avere un bersaglio disegnato sulla schiena.
"allora li vedi?", me lo dice proprio mente ho scorto il gruppetto di bulli, come al solito è isolato dagli altri e per questo facilmente riconoscibile, alfa con le sue dimensioni spicca tra di loro,
sto pensando a come indicarli in maniera discreta, veramente sto pensando se dirgli che non li vedo affatto che è probabile che non sono venuti per attendere che si raffreddi la situazione, potrebbe essere credibile, ma succede l'imprevisto è Alfa che mi vede e mi indica da lontano, dice qualcosa ai suoi e poi in gruppo si dirigono verso me.
"Sol vai via adesso senza discutere che devo parlare con degli amici",
"ma sei scemo, li hai visti o no?", mi guarda segue la direzione del mio sguardo e finalmente nota gli otto ragazzi che stanno sopraggiungendo, "ah sono loro allora?",
"si Sol sono loro ma adesso vattene che sei ancora in tempo",
"dove vuoi che vada sono venuta per guardarli in faccia come ti ho detto pr ... ma lui ... ma lui è ..."
"lo conosci?",
"si si chiama Knut Scholkofter"
"si mi sembra proprio che il nome di alfa suona come il rutto che hai fatto adesso, come mai lo conosci?",
"è un campione della mia ex palestra di pugilato",
"hai combattuto contro  quel coso li?"
"non ho mai fatto un incontro neanche da sparring, ho fatto solo preagonistica"
"allora non ti riconoscerà nemmeno, puoi andare via sei ancora in tempo è me che vogliono",
"ma guarda la signorina Erlacher la cocca dei maestri ci è venuta a farci visita, lo sapevo che se giocavo un po' con quel rammollito di tuo fratello saresti venuta a fare la spia  a scuola, è proprio uno smidollato manda una femminuccia perché non ha il coraggio di farlo lui", il coro di risate è automatico, alfa fa la battuta i coglioni ridono al volo.
Cavolo prima stava indicando lei e non me, non mi sta cagando di striscio
"ha picchiato Rudy per colpa mia, perché? non ho mai fatto niente a lui, si e no ci avrò scambiato i saluti di rito", si chiede sconvolta Sol
Dentro di me pensavo che Sol certe volte non si rende conto di quanto risulti irritante ma lo tengo per me, non mi sembra il momento di discutere di queste cose, e poi anche averlo irritato non lo giustificherebbe per quello che ha fatto a noi due
"Paolo chi ti ha colpito in petto?",
"quello alla destra con la maglietta nera con scritto 88 sulle maniche",
"chi teneva Rudy da dietro?",
"mi sembra quello con la felpa grigia senza maniche",
"ti sembra o è lui",
"si è lui"
"i due che ti hanno bloccato?"
"il pelato e quello con la polo blu",
"gli altri tre c'erano?",
"forse si ma non hanno partecipato attivamente",
"Paolo grazie di tutto puoi andare adesso",
Ma vive in una altra realtà non si è accorta che avanzando i suo sgherri ci hanno circondato realizzando un cerchio di circa cinque metri di diametro e noi siamo al centro, dove vuole che vada.
Posso soltanto sperare che qualunque sia stato il motivo della sua ira si senta soddisfatto dopo quello che ha fatto ieri e ci lasci andare via senza ulteriori danni.
"allora puttanella hai paura a dire che sei venuta a fare la spia al posto di tuo fratello?",
No non credo che sarà così semplice andarcene via, perché non gli ho detto che ero svenuto dal dolore e non li  potevo riconoscere, lo so io il perché, perché sono un coglione.
"scusa al momento mi sfugge il tuo nome come ti chiami?"
"fai pure finta di non riconoscermi, lo sai benissimo che sono Knut Scholkofter",
"ah ah, lo sai Paolo avevi proprio ragione prima, quando si dice il suo nome sembra proprio che stai facendo un rutto", la scema non si limita a dire questo ripete tre volte il suo nome mimando un conato di vomito,
Knut il mio caro amico Alfa non ha senso del umorismo è diventato paonazzo, sta stringendo i pugni così forte che le nocche si stanno sbiancando i bicipiti si sono gonfiati a dismisura , mi indica "tu sei un uomo morto",
Certe giornate iniziano male e finiscono peggio almeno l'ospedale è davanti alla caserma di mio padre non avrà problemi a farmi visita per i prossimi mesi,
cerco di calmarlo, "dai è solo una bambina stava scherzando, una battuta pessima direi, oltretutto non ha fatto ridere nessuno dei presenti",
forse lo vedo distendersi un pochino mi sembra che la vena sopra l'occhio destro non pulsi più,
"sono d'accordo una battuta veramente vomitevole ma volevo adeguarmi allo scarso livello intellettivo della platea",
Come posso solo lontanamente pensare che questo angioletto abbia mai potuto irritare Knut in qualche modo.
Oh cazzo adesso gli si è messa a pulsare anche una vena sopra l'altro occhio,
"puttanella sei venuta qui a prenderci in giro?",
"no, mi dispiace se hai avuto questa impressione non è assolutamente questo il mio intento, sono venuta qui da te perché so che ieri hai iniziato un discorso con mio fratello, purtroppo non so se ne sei venuto a conoscenza ma oggi lui è indisposto per questo vorrei sostituirlo e proseguire il discorso che avevi iniziato con lui,  mantenendo gli stessi modi pacati tenuti ieri, mio fratello non si sa esprimere come faccio io ha altre doti, ma in famiglia sono io la grande oratrice".
Knut corruccia la fronte non ha afferrato subito il discorso fatto da Sol, poi inizia a stamparsi una smorfia di piacere sul viso mentre comprende cosa voleva dire,
"se ho capito bene tu vuoi discutere con me come io ho discusso ieri con tuo fratello",
"si non credo sia così difficile capirlo anche per un cerebroleso come te", sta per saltargli addosso in un moto di rabbia ma si ferma quasi subito, "putt... va bene discutiamo, ma è meglio spostarsi li dove si può discutere senza essere disturbati",
Cazzo no, ha indicato il campo di basket che sta dietro la parete laterale della scuola, parete sprovvista di finestre, tra qualche minuto iniziano le lezioni e dalle finestre che danno sul cortile prima o poi qualche docente deve per forza vederci e salvarci, a quel punto saremo più o meno malconci ma vivi, se andiamo li possono farci quello che vogliono senza che ci siano testimoni, come ben sa Knut nel nostro istituto educazione fisica si pratica solo nelle ore successive alla ricreazione.
"ottima idea, è meglio discutere senza avere nessuno che ci disturbi, ti chiedo un favore possono partecipare anche loro quattro", indica il pelato, quello con felpa, quello con la polo blu e quello con la tshirt nera con il numero 88, "gli altri se vogliono possono fare da semplici spettatori al dibattito"
"certo puttanella ma anche lui deve partecipare alla discussione"
Maledizione mi ha indicato nuovamente, certo non speravo di cavarmela ma adesso è come se vedessi scrivere la bozza del mio annuncio mortuario.
"perché credi sia venuto Paolo, per rimanere in silenzio? anche lui ha molte cose da dirvi ..."
al momento vorrei solo dire, statti zitta Sol,
"... però lui è il mio asso nella manica inizierà a discutere quando io ho finito tutti gli argomenti"
"contenti voi io non ho problemi, come si dice si devono esaudire gli ultimi desideri dei condannati a morte", coro di risate a me sembra di sentire un branco di iene che si stanno avvicinando alla mia carcassa per contendersi i resti.
Bene devo pure stare fermo a guardare mentre la picchiano, come direbbe un nativo americano non  è proprio un bel giorno per morire.
nel campo di basket siamo solo noi nessuno ci ha seguito, nessuno importunerebbe mai il gruppetto di alfa nel mio istituto, Sol si avvicina ad una delle panchine ci posa sopra il mio zaino poi si gira verso di me,
"siediti per favore Paolo", lo faccio come un automa, inizia a sbottonarsi il giubbino  "faremo così, inizio io quando verrò atterrata tu entri e prendi il mio posto",
Che ha bevuto stamani Sol, è pazza sembra che per lei stiamo per giocare veramente a basket, manca solo che tiri fuori la lavagnetta e indichi gli schemi, non ho più le forze per parlare, ormai attendo l'inevitabile rassegnato cercando di mascherare il mio enorme nervosismo.
Non apprezzo come meriterebbe il fatto che rimuovendo il giubbino Sol sia rimasta con il torso coperto solo da uno sportbra viola chiaro  che gli strizza i suoi seni in via di sviluppo, mentre dagli otto partono dei cori eloquenti sul fatto che apprezzano molto quello che adesso vedono.
Non ha ancora finito, mette mano alla cerniera della minigonna, questo fa zittire gli otto che la fissano bramosi in attesa di vedere cosa altro la mia dea mostrerà, rimangono in parte delusi sotto indossa un paio di pantaloncini elastici neri con una fascia superiore in tinta con lo sport bra, è stupenda l'abbigliamento tipico che indossa quando gioca a tennis con me e il fratello.


Offline DavideSebastiani

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #12 il: 20 Aprile 2016, 18:09:43 »
Ti stimo molto come autore. Scrivi molto bene ed i tuoi racconti sono godibilissimi. Questo......... Al di là del mio gusto personale e del mio fastidio quando le protagonista sono delle ragazzine minorenni, mi sembra il remake di <Modern Family>. Almeno per adesso. Le differenze finora sono minime e probabilmente la lotta che verrà in seguito le ridurrà ulteriormente. Mi auguro di sbagliarmi o che il prosieguo virerà su un tema diverso

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #13 il: 22 Aprile 2016, 12:26:07 »
Ti stimo molto come autore. Scrivi molto bene ed i tuoi racconti sono godibilissimi. Questo......... Al di là del mio gusto personale e del mio fastidio quando le protagonista sono delle ragazzine minorenni, mi sembra il remake di <Modern Family>. Almeno per adesso. Le differenze finora sono minime e probabilmente la lotta che verrà in seguito le ridurrà ulteriormente. Mi auguro di sbagliarmi o che il prosieguo virerà su un tema diverso
ciao ben tornato tra noi, ho seguito su valkirie il tuo ultimo racconto, lo posterai anche qui da noi?
 premesso che tutte le mie storie trattano di una protagonista di rara bellezza (secondo i miei personali gusti estetici), forte e abile nella lotta e di un coprotagonista che intreccia una storia sentimentale con la protagonista, vorrei quindi chiederti in cosa trovi cosi simili questa storia con modern family?
Te lo chiedo perché onestamente non la vedo e vorrei capire cosa mi sfugge.
Per l'età dei protagonisti decido in base alla storia che scrivo, utilizzando quella che ritengo più idonea alla narrazione.
Grazie ancora per l'interesse mostrato per i mieiracconti

Offline marcoscafu

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Re:Un ragazzo sfortunato
« Risposta #14 il: 22 Aprile 2016, 15:48:28 »
mi erudite su quale è modern family?
io ancora sto a cercà di capire a quale mia storia ti sei ispirato grana ;)