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Autore Topic: Lei non era diversa dalle altre...  (Letto 2578 volte)

Offline JellyRoll

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Lei non era diversa dalle altre...
« il: 09 Maggio 2016, 00:48:20 »
Salve a tutti! Esco allo scoperto con una storia. Di fantasia, ma non troppo ;)
È solo la prima parte...se apprezzerete, sono pronto a pubblicare il resto
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Non era una ragazza tanto diversa dalle altre, la prima volta che la vidi.
Era solo un po' più bionda, un po' più formosa e un pochino più alta. Poco sotto i 170 cm...la più alta tra le ragazze della classe. Non era una gran bellezza, acerba e poco curata, tuttavia aveva un sorriso dolce e modi gentili. Ovviamente era più alta di me...ma all'epoca non di molto. Forse 5 o 6 cm, non di più.

Mi piaceva guardarla perché vicino alle altre ragazze aveva qualcosa in più, evidentemente. La sua altezza, la faceva svettare sopra le altre, soprattutto sulla sua migliore amica, una piccolina di 150 cm che la guardava dal basso verso l'alto, come si guarda un idolo. Era facile capire perché. Una era piccola, magrolina  e senza curve, l'altra, pur non avendo ancora raggiunto lo sviluppo, prometteva già curve abbondanti e muscoli da diva del fitness. Chiamiamo Anna la piccoletta, e Licia la più alta.
Erano sempre insieme, e io mi divertivo a notare come le gambe di Licia fossero talmente più lunghe e definite di quelle di Anna, sembravano due specie differenti di donna. Le guardavo spesso da dietro, guardavo i loro sederi, non potevo fare a meno di notare come quello di Licia fosse più alto, più tonico...rigonfiava leggermente i suoi jeans ma senza malizia...era ancora una ragazzina e le curve vere erano di la da venire, tuttavia rispetto al sedere piatto di Anna, circa 30 cm. più in basso, era davvero ben fatto. La differenza di centimetri e di stazza tra le due ragazze mi eccitava molto, ma non mi avvicinavo spesso a loro, non ancora.
Solo alla fine della scuola entrammo più in confidenza, e già Licia aveva guadagnato       qualche centimetro di altezza; ancora non arrivava ai 170 cm, eppure la differenza tra me e lei era già eccitante. I miei occhi non arrivavano ai suoi , ma arrivavano al suo naso. Era solo un assaggio di quello che sarebbe successo poi.

Dopo l'estate, al rientro a scuola, ci rivedemmo. Erano passati 3 mesi da quando avevo visto Licia l'ultima volta eppure il cambiamento del suo corpo si faceva già notare, e lei ne era consapevole.
Quella sera lei indossava dei tacchi, non molto alti, ma che le permettevano di svettare sopra le teste di tutti di almeno 10 cm. Non so se fosse l'effetto di quei tacchi, ma tutto il suo corpo sembrava diverso, chiuso in vestiti che improvvisamente sembravano un po' stretti per lei.
Lei rideva e scherzava con tutti, Anna la guardava sempre con ammirazione e quella sera lei sembrava scomparire davanti alla bellezza e all'altezza di Licia. Una portava già sul suo corpo i segni della sua futura prestanza fisica, dei seni alti e poderosi, delle cosce scolpite. L'altra era destinata a restare piccola e senza curve.
Io e Licia iniziammo a parlare, fu lei ad iniziare il discorso che mi turbò.
-Non sei cambiato per niente! Sei sempre uguale- disse sorridendo.
-Tu invece sei cambiata molto- risposi io, squadrandola dalla testa ai piedi, soffermandomi sulla lunghezza delle sue gambe, ben foderate nei jeans.
-Sembri più...-
Non volevo dire "bella". Non volevo darle soddisfazione perché sapevo che era lì che lei voleva arrivare...eppure guardando le sue braccia scoperte notavo con interesse quanto fossero diventate lunghe...e forti . Erano toniche, non quelle braccia pelle e ossa delle altre sue coetanee. Mi chiesi se erano sempre state così o se anche i suoi muscoli fossero cresciuti con il resto del suo corpo.
-Sono più alta, non trovi?- e per sottolineare l'affermazione guardò in basso verso le sue gambe, ridendo leggermente.
-Direi di si...sembri cresciuta-
A quelle parole fece un paio di saltelli di felicità, continuando a sorridere, e mise le sue mani sulle mie spalle
-Dici che crescerò ancora? Già i jeans iniziano ad andarmi corti...guarda!-
Indicò in basso, verso i suoi piedi ed in effetti era evidente che i pantaloni fossero nettamente corti per lei. Le sue caviglie spuntavano leggermente e i polpacci sembravano troppo grandi.
Iniziammo a camminare insieme, lei accanto a me chiacchierando del più e del meno...dove fossi  stati in vacanza, cosa ci aspettava nel nuovo anno scolastico. Lei sembrava essere sempre davanti a me di qualche passo, io stentavo a stare dietro alle sue gambe lunghe e al suo passo svelto. Anche lei se ne accorse e ridendo disse:
-Cammino troppo in fretta per te?-
Non è quello. Forse le tue gambe sono diventate davvero troppo lunghe...-
Lei rise ancora soddisfatta e mi lanciò un'occhiata strana.
Qualcosa si stava creando tra me e lei...uno strano invisibile ponte che correva deciso sopra i binari della seduzione e del flirt. Ogni mio accenno alla sua altezza, alla lenta ma decisa trasformazione del suo corpo sembrava piacerle. A me piaceva anche di più. Non potei trattenere un'erezione  quando, trovandosi fianco a fianco con me mi fece fermare e mi disse.
Ci credo che non riesci a starmi dietro. Guarda qui che spacco di coscia...e che differenza con te...-
Indicò i suoi fianchi avvicinandoli ai miei. Aveva ragione, la sua coscia era molto più lunga della mia. Le mie gambe finivano laddove iniziava il suo inguine, ed io ero un uomo, e anche di un anno più grande.
La differenza era data anche dai tacchi che portava quella sera, ma la cosa sembrava irrilevante per lei, che guardava in basso verso di me sorridendo, ma con gentilezza, non con l'intento di umiliare ma solo per sottolineare che lei stava diventando donna...e che presto le cose sarebbero cambiate



Offline marcoscafu

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #1 il: 09 Maggio 2016, 08:48:36 »
cavolo che bravo!! per forza che devi continuare...
solo definisci l'età dei protagonisti che è sempre importante per come la vedo io
attendo fiducioso

Offline Edguns

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #2 il: 09 Maggio 2016, 10:24:08 »
Bravissimo!!!! Invoglia la lettura,  è leggero con spunti interessanti! Dovremo forse aspettarci qualcosa anche da Anna? :P

Offline JellyRoll

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #3 il: 09 Maggio 2016, 11:05:13 »
Lieto che sia interessante. Spero continuerà ad esserlo ;)
Quanto all'età delle protagoniste, la storia si svolge su un lasso di tempo abbastanza ampio, ma diciamo che in questa prima parte i protagonisti sono tutti 16enni o giù di lì.

Offline JellyRoll

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Re:Lei non era diversa dalle altre (cap. 2)
« Risposta #4 il: 16 Maggio 2016, 00:16:32 »
Non fui il solo a vedere i cambiamenti sul suo corpo. Non passava giorno che uno di noi ragazzi non facesse un commento sul seno di Licia. Solo accennato fino a 4 mesi prima, improvvisamente da sotto le sue magliette le tette iniziarono a gonfiarsi, diventando non solo più grandi ma anche alte. Era evidente a tutti che presto, Licia avrebbe dovuto rifarsi il guardaroba. Quel giorno ad esempio, la sua maglietta bianca era pericolosamente tesa sul petto, quasi distorceva il disegno stampatovi sopra: un piccolo cuore che, per effetto delle sue curve, ormai era più largo che alto.
Noi ragazzi la guardavamo spesso, ma lei non ci faceva caso...o se ci faceva caso, lo nascondeva con nonchalance.
Lei era disponibile e gentile con tutti, ma sembrava avere più attenzioni per me. Molti me lo facevano notare, al punto che qualcuno disse che c'era del tenero. Ma non era così.
Lei aveva molte attenzioni per me, perché io ne avevo molte per lei. Parlavamo spesso e ridevamo insieme, e lei era in qualche modo lusingata dai miei commenti sul suo aspetto che cambiava di giorno in giorno in maniera più evidente.
Un giorno, i ragazzi presero a chiamarla Tantona e lei non ne capiva il motivo. Fu una nostra compagna a a dirglielo apertamente.
-Ti chiamano così perché sei alta...e perché hai le tette...ed il culo...e tutto il resto...-
Licia rise molto a quelle parole....poi guardò in basso verso le sue tette, come solo in quel momento avesse notato quanto spingessero sulla maglietta.
Poi mi guardò a lungo, come se cercasse da me una conferma a quelle parole, se era vero che il suo corpo stava davvero diventando così pieno come tutti dicevano. Io le sorrisi e annuii, e lei sorrise ancora di più.

Qualche giorno dopo, ci trovavamo a studiare insieme. Lei aveva ancora quella maglietta così stretta, che le donava un'aria infantile che strideva fortemente con la forma del seno che si delineava sotto i vestiti.
Guardai le sue tette un pò più del dovuto, ma lei non disse niente sul momento. Solo quando ci alzammo entrambi per sgranchirci le gambe, e lei curvò indietro la schiena, io vidi le sue curve ereggersi, tendersi sotto il cotone...non so quanto tempo stetti a guardarla. Pochissimi secondi, forse meno, ma sembrava che le avessi guardate per ore, godendo di ogni secondo in cui il suo petto si alzava, si tendeva contro la maglietta in maniera vertiginosa. Forme da vera donna, non più da ragazzina, e in più collocate su un corpo di quasi 175 cm, ce ne era abbastanza per tenermi inchiodato a quello spettacolo.
Stavolta lei lo notò, ma non sembrava arrabbiata, quanto incuriosita.
-Cosa c'è?- disse sorridendo leggermente. Io scossi la testa per riprendermi. Non potevo più negare l'evidenza.
-Niente...è che la tua maglietta sta diventando piccola, non credi?-
Di nuovo, lei guardò in basso, come se vedesse le sue forme per la prima volta, come se quelle colline o tondeggianti fossero solo in prestito e dovessero sparire da un momento all'altro.
-Anche tu? Me lo stanno dicendo tutti...però mi piace questa maglietta, non voglio buttarla. La userò fino a che...-
Lasciò la frase in sospeso, posando gli occhi su di me. Forse si aspettava che io terminassi il pensiero, ma non lo feci. Caddi invece di nuovo vittima di quello strano incantesimo che si stava sviluppando tra me e lei...dove io la guardavo e lei si sentiva più bella. Guardai a lungo il suo seno, ma stavolta lei mi sorrise, dicendo :
-Sono cresciute, vero? -
Probabilmente in quel momento dovetti arrossire, perché lei rise giocosa e alzò lentamente le mani fino a portarle sui suoi seni, come se fossero nudi e dovesse coprirli. In realtà non voleva affatto coprirli, voleva sentirne la forma sotto le dita, voleva sentire la loro grandezza che aumentava di giorno in giorno. Credo che se io non fossi stato li, si sarebbe perfino tolta la maglietta per guardarsi le tette davanti ad uno specchio.
Ma in quel momento lo specchio ero io...lei vedeva riflesso sulla mia faccia il risultato del suo incredibile sviluppo. E ciò che vedeva la eccitava proprio come eccitava me.
Non so quanti secondi fossero passati dalla sua domanda, ma io, riuscendo infine a guardare in alto verso di lei, e non più le sue tette, le dissi:
-Si, stanno proprio crescendo-
Il suo sorriso si allargò: aveva trovato la conferma che voleva.
Poi si chinò leggermente verso di me, avvicinando una guancia alla mia in un gesto di affetto. Con un braccio mi cinse il collo ma l'altro braccio strinse ancora di più i suoi seni, spingendoli uno verso l'altro al punto che li vidi chiaramente scontrarsi, ormai troppo grandi per il suo reggiseno.
Fu Da quel giorno, forse, che iniziò davvero il nostro rapporto.

Offline marcoscafu

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #5 il: 16 Maggio 2016, 11:52:30 »
jelly scrivi benissimo, complimenti!!!
attendo con ansia il seguito, magari però regalaci uno scritto più lungo ;)

Offline JellyRoll

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #6 il: 16 Maggio 2016, 20:04:10 »
Azz siete avidi XD il prossimo sarà più lungo, promesso ;)

Offline marcoscafu

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #7 il: 16 Maggio 2016, 23:02:39 »
avidissimo!!! più che altro perchè altrimenti il piacere dura troppo poco!!!

Offline JellyRoll

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #8 il: 19 Maggio 2016, 19:15:25 »
Superata la sorpresa iniziale, nel vedere le sue curve farsi spazio tra i jeans e le magliette da ragazzina, i ragazzi della classe smisero di interessarsi a lei e tornarono a ronzare intorno alle altre ragazze, meno alte e meno esuberanti.
Durante l'anno, lo sviluppo del suo corpo non si fermò affatto, anzi, sembrò che accelerasse drammaticamente.
In meno di un anno, lei era diventata la più alta di tutte, e durante le ore di palestra lei era sempre la prima della fila, seguendo l'ordine di altezza decrescente.
I suoi vestiti non riuscivano a tenere il passo con i suoi centimetri: i pantaloni le lasciavano le caviglie scoperte, le camicie sembravano sempre sul punto di esplodere sul petto e sulle maniche.
Non era solo la sua altezza ad essere aumentata, ma tutto il suo corpo gridava a gran voce la voglia di esplodere e di fiorire, a dispetto di proporzioni già notevolissime. Ormai aveva raggiunto i 175 cm di altezza, il suo seno sfiorava i 90 cm e le sue gambe erano lunghe e tornite.
Trascorreva sempre più tempo con me; aveva notato che di tutti i ragazzi ero l'unico che continuava a osservare con curiosità (e tanta eccitazione) i cambiamenti che attraversava il suo corpo.
Quando qualche sera uscivamo con i nostri amici e lei esibiva con orgoglio il suo nuovo aspetto, sapeva che io le avrei fatto qualche bel complimento. Una sera indossava dei pantaloni un po' più stretti del solito; non so se aveva di proposito acquistato il jeans così stretto sulle natiche o se erano i suoi glutei ad essere in pieno sviluppo. Fatto sta che stava splendidamente, e glielo dissi.
-Sai...Ultimamente mi sento tutta...tutta...-
Non terminò la frase, ancora sperava che lo facessi io, che le dicessi che corpo splendido che stava mettendo su. Ma io ero a bocca aperta immobile perché lei nel frattempo si era voltata, portandosi le mani sui fianchi e sollevandosi i pantaloni. Quasi potevo sentire i suoi glutei che si gonfiavano sotto la stoffa, sporgendosi in fuori.
Io ero inchiodato a fissare il suo fondoschiena, lei mi osservava da sopra la spalla e ridacchiava felice di come la guardassi.
-è diventato duro...- aggiunse poi a bassa voce mentre con una mano si sfiorava il fondoschiena.
Credevo che avrei avuto un orgasmo li sul momento.
-Ma non posso fartelo sentire...-

Neanche una settimana dopo, un altro episodio mi sconvolse definitivamente, facendomi comprendere che Licia era pienamente consapevole di quella strana eccitazione che mi prendeva quando si parlava del suo corpo e di come cresceva. Entrambi navigavamo verso la certezza che quell'argomento, anche se per motivi indifferenti, stuzzicava entrambi. Le guardavo le tette ogni giorno, domandandomi quanto fossero grandi, di quanti centimetri fossero cresciute e quanto ancora sarebbero aumentate.
Un giorno Licia indossava una camicia, una di quelle che ormai stavano cedendo sotto il peso delle sue forme sempre più generose. Lei non era maliziosa in questo, la camicetta era tutta abbottonata e non si intravedeva niente dal collo in giù. Forse era per quello che mi sforzavo di guardarla un po più del solito, con il suo tacito consenso. Sapevo che lei mi guardava, mentre i miei occhi si interrogavano su quanti cm ormai raggiungessero le sue coppe.
Il mio interesse la divertiva, forse sapeva che il suo potere su di me cresceva in proporzione al suo nuovo corpo.
-Dai, smettila di guardare!- disse ad un certo punto, ridendo ma capivo che stavolta qualcosa non andava.
-Mi dispiace- le dissi subito. stavolta sentivo di aver passato il limite.
-Non c'è niente di strano! Sono solo dei seni-
-Lo so ma non riesco a capire come...- mi fermai di botta. Stavo per mettere a voce i miei pensieri più reconditi, quelli che indulgevano sui suoi cm e le sue misure.
Da quando era iniziata la storia, non facevo altro che pensare a come sarebbe stato bello misurarla. Prima in altezza, poi il seno, e giù fino alla vita, al fondoschiena...insomma, volevo conoscere quel corpo come un tassista conosce i vicoli della sua città.
Non potevo dirglielo, ovviamente. Mi sembrava folle la sola idea di accennare ad una cosa simile. Sbirciare le sue curve era un conto, diverso era chiedere di toccarla.
Mi distolse dai miei pensieri prima che io dicesi qualche sciocchezza.
-Lo so, anche io sono stranita. I vestiti non mi entrano più ormai. Pensa che l'altro giorno...-
Questa volta fu lei a fermarsi, chinando lo sguardo quasi in imbarazzo e troncando a metà la frase.
-No, non posso dirlo- disse, e stavolta toccò a lei arrossire.
La mia eccitazione crebbe col suo rossore. Era davvero in imbarazzo per qualcosa, ma non riuscivo ad immaginare cosa. Sapevo solo che, se riguardava in qualche modo la sua trasformazione dovevo saperlo o non avrei dormito la notte. Non dovetti insistere per farla iniziare a parlare, ma ogni tanto si interrompeva evitando di guardarmi negli occhi. Ebbi l'impressione che moriva dalla voglia di vedere la mia reazione ma allo stesso tempo non voleva essere troppo sfacciata.
-Stavo facendo un po' di ginnastica in camera, come faccio sempre. Forse devo aver fatto qualche movimento brusco, perché...-
Si fermò di nuovo. Si guardò intorno come ad essere sicura che nessuno ci ascoltasse. Poi si alzò per chiudere la porta, con decisione, ormai l'imbarazzo stava scivolando via. Si sedette di nuovo e si avvicinò un po' a me, ma non continuava il discorso. La incitai.
-Cosa è successo ? Ti sei fatta male?-
Scosse la testa ridendo.
-Ti faccio vedere-
Fu come un sogno. Si alzò in piedi davanti a me, che ero seduto.
Vidi il suo corpo innalzarsi davanti ai miei occhi spalancati. Le gambe si tesero, si raddrizzarono fino a portarla alla sua piena statura. Alzai lo sguardo lentamente verso di lei, in attesa che mi mostrasse cosa fosse successo.
Lei guardò in basso verso di me e fece un profondo respiro. Poi un secondo, ed un terzo sempre più profondi. Il suo seno si alzava e si abbassava con ogni respiro, tendendo la camicia sempre di più.
Il seno diventava più pieno ed ampio. Io ero pietrificato davanti a quella scena. La mia erezione divenne incontenibile.
Licia Si fermò un istante, poi inarcò la schiena inspirando profondamente.
PING!
Il bottone della camicia, il secondo per l'esattezza, schizzò lontano, rimbalzando ai miei piedi. Anche il primo bottone dopo un istante segui la stessa traiettoria. I suoi seni erano ben nascosti dentro il reggiseno, ma la camicia era ormai spalancata sullo splendido spettacolo delle sue curve morbide. Prepotenti,  spuntavano da sotto la camicia e ebbi la sensazione che anche il suo reggiseno le stringesse troppo dietro la schiena.
Licia guardò in basso verso il risultato del suo esperimento, senza sorridere. Poi posò gli occhi su di me. Non si preoccupava di coprirsi, voleva che le sue forme si imprimessero bene nella mia mente. Poi si ricompose, e mi guardo a fondo senza dire niente. Ma il messaggio era chiaro. Sarebbe stato il nostro segreto.


La trasformazione di Licia da ragazzina sgraziata in una stangona tutta curve non sembrava finire. Ogni giorno notavo qualche dettaglio del suo corpo che mi scombussolava. Passavano le settimane, i mesi...le sue braccia erano diventate lunghe e toniche. Quando le sollevava per aggiustarsi i capelli, vedevo la linea dei suoi muscoli sollevarsi e tendere la stoffa.
Poi iniziò la palestra. Non bastavano gli ormoni che spingevano la sua crescita al massimo, facendola crescere centimetro dopo centimetro in altezza e dimensioni...anche le ore che trascorreva in palestra davano un serio contributo alla formazione del suo corpo.

Non tenevo più il conto della sua altezza. Ormai mi superava di tutta la testa e quando camminava vicino a me, a stento raggiungevo la sua spalla ed ogni giorno era peggio del precedente.
Una sera uscimmo insieme a tutti i nostri amici, io ero a casa sua mentre lei si preparava.
Era seduta a sistemarsi le calze che fasciavano le sue gambe chilometriche e io la guardavo mentre sistemava ai piedi dei vertiginosi tacchi.
-Davvero vuoi mettere quei tacchi? - le chiesi ingenuamente
Perché, cosa c'è che non va? - rispose senza sorridere
-Nulla...ma non ti vedo mai con scarpe così alte...-
 Fermai li i pensieri. Non potevo chiederle di quanto più alta rispetto a me sarebbe diventata con quei trampoli, così troncai la frase e lei non parve accorgersene, impegnata a guardarsi le gambe.
-Sono troppo lunghe...non entrerò più neanche nelle calze tra poco...-
così dicendo distese una gamba, mostrandola tutta fino alla coscia...tendendo poi i muscoli per farli gonfiare...io non riuscivo a smettere di guardarla.
-Stendi le tue gambe vicino alle mie- aggiunse poi.
Non capivo dove volesse arrivare, la guardai stranito e la vidi sorridere leggermente.
-Siediti vicino a me, fammi vedere le tue gambe- insistette lei, invitandomi con la mano a sedermi accanto a lei.
-cosa vuoi fare?-
-voglio fare un confronto. Non sei curioso anche tu?-
-In realtà  non molto - mentii. Lei rise e continuò ad aggiustarsi le calze, chinandosi a chiudersi le scarpe ma con difficoltà. Sembrava infatti che non riuscisse a chiuderle.
-Mi aiuti a metterle ai piedi, ti prego? Non riesco a fermare le fibbie da quassù...-
Non sapevo se fingesse o meno, ma sul momento non mi posi il problema.
Mi chinai ai suoi piedi, lei distese le gambe e mi porse un piede nudo tenendo l'altro vicino al mio. Lo osservai e vidi che era di molti centimetri più lungo.
Non feci commenti, mi limitai a calzarle prima un piede poi l'altro, mentre lei mi osservava da sopra, sorridendo con cortesia.
Quando ebbi finito mi ringrazio e mi tese la mano per farmi alzare. Lo feci, lei era ancora seduta e mi sorrideva. Poi, tenendomi ancora per mano si alzò anche lei.
Quel momento, non lo scorderò mai.

Tutto avvenne quasi al rallentatore. Lei sue gambe si distesero e si eressero, lunghe e dritte come colonne, io la osservavo dall'alto, ma duro poco poiché ben presto i suoi centimetri mi sovrastarono. Un decimo di secondo alla volta, vidi il suo corpo innalzarsi come una statua davanti a me...i suoi seni passare davanti ai miei occhi, gonfi e alti, le sue mani ferme sulle mie spalle per tirarsi su...e quasi per sottomettermi.
 Cosa diavolo era successo a quel corpo? Da quando era diventato così pieno e alto? Quanti centimetri era alta ora la Mia amica? Più di un metro e ottanta di certo...forse 190. I numeri correvano nella mia testa mentre la sua altezza si stabilizzava, molto sopra di me.
Ero troppo eccitato e stranito...ovvio che non poteva essere 190 centimetri, anche con quei tacchi...ma nella mia fantasia, mi vedevo accanto a lei a misurare le sue curve e le sue gambe.
Mi destai dalla fantasia e Sentii il suo sguardo su di me mentre io abbassavo la testa per guardarle le gambe.

-Sei così piccolo...- mi disse ridendo
-Sei così bella...- risposi io.

 Fu li che capii che anche lei era attratta da quella differenza di altezza tra noi. Si chinò a baciarmi la fronte e uscimmo.


L'anno scolastico passò in fretta, Licia non era più una ragazzina ma quasi una donna, ormai aveva più di 18 anni, ma forse il suo organismo non se ne era accorto.
Il suo sviluppo sembrava non dovesse mai fermarsi, e anche se il suo seno non era enorme, era ben proporzionato su quel corpo che ormai si avvicinava pericolosamente ai 180 cm di altezza. Per non parlare dei suoi muscoli...
Si, per tutto l'anno, Licia aveva iniziato a fare palestra, allenandosi tutti i giorni per chissà quante ore e lei ne era molto fiera, non lasciava mai perdere un'occasione per far notare quanto i suoi muscoli fossero cresciuti o quanto peso avesse sollevato il giorno prima.
Io stesso non diedi importanza alla cosa, per il momento, poiché l'unica cosa che stuzzicava la mia fantasia era la differenza tra la sua altezza e la mia...e ormai dubitavo che sarebbe cresciuta ancora. Il suo sviluppo, ne ero certo, si sarebbe fermato lì, e la nostra reciproca attrazione sarebbe presto svanita.

Quell'estate, andammo in vacanza insieme, con altri amici in una piccola casa comune. Fu lei ad invitarmi e io accettai, nel desiderio di poterl guardare il suo corpo in costume da bagno, privilegio che fino ad allora non avevo mai avuto. Iniziai a chiedermi come fosse stendersi accanto a lei e guardare quelle gambe lunghe immergersi nell'acqua, vederla riemergere con le gocce che le brillavano sulle braccia e tra le tette. Insomma, la mia fantasia galoppava a più non posso ma niente poté prepararmi a quanto successe.
Il primo giorno, lei era chiusa in camera a prepararsi mentre io la aspettavo con impazienza. Quando ne uscì, notai con delusione che un lungo pareo le nascondeva il corpo, dal collo fino alle caviglie. Lei mi sorrise quasi con ironia, come se si aspettasse la mia delusione e si divertisse. Si fermò poi davanti allo specchio a sistemarsi i capelli, il suo corpo alto e possente che mi nascondeva quasi totalmente. Mi feci di lato per poterla guardare meglio, e lei guardava me attraverso lo specchio. La differenza di altezza era fenomenale come sempre, con il suo seno che sfiorava la mia spalla, ma a quello ero ormai abituato.
Ero invece totalmente impreparato quando con un gesto lento e calcolato, Licia aprì il suo pareo mostrando infine il suo corpo, nascosto solo da un piccolo costume azzurro.
Non vi era dubbio che le ore di palestra le avessero fatto bene...una sottile linea di muscoli correva sul suo addome, mettendo in luce degli addominali ben marcati. Le gambe e le cosce erano più toniche che mai, le braccia erano visibilmente più gonfie e il seno era...
Interruppi i miei pensieri quando la vidi fissarmi provocante attraverso lo specchio, alchè mi ritrovai a dire
-Che pezzo di donna...-
Lei sorrise e dimenò il capo, quasi annuendo dopodiché richiuse il pareo e io la seguii fuori. Forse le mie fantasie erano ben lontane dall'essere finite.
Lo capii quando mi resi conto che, nelle ore trascorse in spiaggia, lei cercava sempre un modo per starmi vicino, per tenere a contatto il suo corpo da maggiorata vicino al mio.
Si sdraiava sul telo vicino a me, ben attenta a che le sue gambe fossero vicine alle mie, ridendo e dicendo quanto fossero corte rispetto alle sue.
A mare, mentre nuotavamo, lei mi dava le spalle e si avvicinò a me, toccando con le sue spalle larghe e forti il mio petto. Non potei trattenere un'erezione nel sentire il suo fondoschiena premuto contro di me. Lei si voltò e sorrise dicendo
-Abbracciami-
Non dovette pregarmi. Con le mie due braccia le cinsi la vita, lei mi prese le mani e le porto sul suo stomaco. Il contatto con i suoi addominali fu quasi mortale per me. Ormai non c'entrava solo la sua altezza, era tutto il suo corpo che mi sembrava divino, forte e tonico, così superiore in  forma, altezza e dimensioni a quello di qualsiasi altra donna.
Lei sorrideva mentre con la mani sfioravo la linea dei suoi addominali.
-Wow...i tuoi addominali ...- le dissi nell'orecchio.
Si?- rispose lei. Era un suo vecchio trucco: voleva sentirsi desiderata e venerata. Voleva che le dicessi quanto era diventata bella. Ma non lo avrei fatto, e glielo dissi.
-Niente da fare, hai già avuto abbastanza sguardi e complimenti da me oggi-
Si alllontanò da me ridendo e per quel giorno non mi si avvicinò più.
Fu il giorno dopo che invece successe qualcos'altro.
Durante una partita a pallone sulla spiaggia, in un placcaggio decisamente troppo duro, lei corse verso di me. Ignorò la palla, e si lanciò come una furia su di me, con il suo corpo troppo alto e forte da poter reggere. Mi si gettò letteralmente tra le braccia, ma la forza dei suoi muscoli mi getto all'indietro, mi scoprii troppo piccolo e debole per poter reggere il peso divino di quel corpo muscoloso. Cademmo entrambi a terra, ma lei mi strinse forte tra le braccia, il suo petto generoso schiacciato contro il mio, sentivo il suo peso che mi imprigionava...l'ennesima erezione mi spinse ancora di più verso di lei, che invece di sollevarsi da me, si premeva ancora di più su di me.
Sentivo che sarei potuto rimanere suo prigioniero per ore, in quella posizione.

Un mattino mi svegliai presto e la casa era silenziosa, così mi affacciai nella sua camera e la vidi con gli occhi aperti che mi sorrideva

- Ciao, sei venuto a darmi il buongiorno ?- mi chiese dolcemente. Io sorrisi di rimando, aveva i biondi capelli arruffati che le incorniciavano il viso, aveva l'aria dolce. Non sembrava più quella divinità che poche ore prima mi sovrastava col suo corpo eccezionale. Era sotto le coperte che mi sorrideva e che con un braccio mi invitava ad avvicinarmi. Lo feci. Mi sedetti sul bordo del letto e mi chinai a darle un bacio sulla guancia, che lei accettò con un mugolio assonnato.
Poi si stiracchiò sbadigliando e si mise a sedere.
-Mi alzo e facciamo colazione- disse mettendo le gambe fuori dal letto.
Notai subito che, mentre i miei piedi non toccavano terra, i suoi lunghi polpacci le permettevano di toccare saldamente il suolo. Mi chinai a guardare i suoi piedi affianco ai miei...sembravano grandi il doppio, per non parlare dei polpacci.
Io mi alzai, prima che mi venissero idee strane, feci per allontanarmi ma lei mi porse la mano, chiedendo silenziosamente aiuto per alzarsi.
La aiutai. E capii immediatamente che qualcosa non andava.
Mi strinse la mano con forza, molta forza. Osservammo entrambi che la mia mano sembrava quasi prigioniera nella sua. Come se fosse rimpicciolita. Le sue dita erano lunghe, lunghissime...e tenevano strette le mie in una morsa forte e tenera al tempo stesso.
Se mi ero convinto che il suo corpo avesse raggiunto il pieno sviluppo, mi ricredetti quando le sue gambe iniziarono a drizzarsi, sollevando il suo corpo dal letto. Lentamente, si avvicinò a me ancora di più, le nostre gambe si toccavano e il suo corpo si strusciava contro il mio mentre lei...cresceva!

Si, centimetro dopo centimetro, inesorabilmente il suo corpo si ergeva su di me come una torre. Era avvolta nel suo pigiama ma che sembrava disegnato per una ragazza di molto più piccola...tutto in lei sembrava cresciuto in forma e dimensioni! Il suo seno, maestoso, era incontenibile nel suo pigiama. Lo vidi alzarsi, davanti ai miei occhi, superandomi in altezza lentamente, finché non dovetti alzare lo sguardo poter poterla vedere. Due maestose colline che si stagliavano a molti centimetri sopra la mia testa e che minacciavano di esplode fuori dalla camicia da notte, i capezzoli ben dritti e puntati verso il mio naso.
Io la guardai a bocca aperta, facendo correre il mio sguardo in basso, verso le gambe. Ma fu sugli addominali che mi soffermai. D'un tratto il suo corpo sembrava più forte e definito...sullo stomaco era sparita ogni traccia di grasso, il ventre era perfettamente piatto.
Sentii il suo sguardo su di me, alzai gli occhi e vidi il suo viso che sorrideva tra le sue tette.
-Sei gigantesca! - esclamai
-Si...- disse semplicemente mentre allungava le braccia sopra la testa, apparendo se possibile persino più alta. 
I suoi bicipiti erano belli e femminili, li vedevo riempirsi mentre piegava le braccia, facendo gonfiare i muscoli sotto la camicia. Il suo torso era enorme, le spalle ampie...davanti a lei io scomparivo.
-Che piccolo che sei....tra poco sarai meno della metà della mia altezza...- disse Licia in un sussurro
Io chinai il capo, ,piegato dalla consapevolezza che la differenza tra me e lei era praticamente incolmabile. I miei occhi fissavano dritto i suoi capezzoli e anche se non potevo vederli, ero certo che fossero duri per l'eccitazione di trovarsi così grande e alta di fronte a me.
-Ma come hai potuto crescere ancora in questo modo?-
Lei rispose ridendo, girandosi a mostrare il suo fondoschiena. Non avevo mai notato quanto fosse alto, senza ombra di cellulite, perfettamente scolpito. Si alzò la camicia da notte per mostrarlo meglio e vidi come le sue mutandine sparivano tra le sue natiche. Era evidente che doveva essere cresciuta durante la notte, ma come?
-Non vedo il mio sedere da qui....dimmi com'è -
-beh...- dissi io in imbarazzo.  A quel punto Licia spinse il suo corpo verso di me, il suo sedere che si strofinava contro il la mia pancia...era duro. E perfetto. E grande. I fianchi erano generosamente larghi.
-Sembra perfetto....è magnifico-
Lei rise e lo strofino ancora su di me. Fui preso da una improvvisa voglia di abbracciarla ma prima che potessi pensarlo lei si voltò mostrandomi di nuovo il suo lato A imprigionato nella sua minuscola camicia da notte. E mi strinse forte a lei.
Le sue braccia, lunghe e modellate mi afferrarono il collo, tenendomi stretto. Il suo seno esplose sul mio volto, così caldo e ampio da farmi sospirare. Sentivo la sua gamba che si muoveva su di me.
-Non mi sono mai sentita così bella...così alta. Quanto credi che sia alta adesso? Arrivo a un  metro e novanta?-
Non riuscii a rispondere, mi godevo la sensazione del suo seno sulla mia faccia.
La sentivo inspirare profondamente, le sue tette si gonfiavano ancora di più....quasi avrei voluto attaccarmi ai suoi capezzoli e forse lo avrei fatto se lei non si fosse allontanata, spingendomi con gentilezza con un braccio lontano da lei per guardarmi con attenzione.
-Sei minuscolo...la differenza tra noi due è incredibile...-
Lo sapevo, ma sentirglielo dire mi eccito ancora di più, e lei lo noto subito poiché si chinò per baciarmi. Dovette abbassarsi moltissimo per poggiare le sue labbra sulle mie, il suo seno si abbassò, ,potevo quasi vederlo attraverso la camicia da notte, ma lei si coprì, pudicamente. Eppure i suoi vestiti non potevano più contenerla ormai...le gambe erano scoperte fin sopra la coscia, gambe più lunghe delle mie e molto più definite.
-Ma...i tuoi muscoli....- dissi mentre con una mano le carezzavo le braccia. Lei annuì e tese un bicipite, e quando lo vide spuntare da sotto la pelle emise un gran sospiro di piacere, quasi quanto ansimavo io nello sfiorarlo.
-Mi sento...troppo...-
-Si...troppo piccolo. Lo sei-
Morivo dalla voglia di misurare il suo corpo. Volevo averla nuda davanti a me per far scorrere un metro sulle sue gambe, tra le tette, fin sopra la testa, sussurrarle quei numeri che avrebbero fatto impazzire di piacere entrambi. Ma nonostante lei fosse visibilmente eccitata quanto me dalle sue dimensioni, non osò tanto. Era come se mancasse ancora qualcosa.
Ero ancora di fronte a lei a carezzarle con gentilezza le braccia quando lei mi voltò le spalle e tornò a letto. Si sdraiò a pancia sotto, mostrandomi il suo sedere alto e magnifico, con le mutandine che sparivano tra le ampie natiche e la schiena che quasi strappava in due la sua camicia da notte.
Mi sorrise e si scostò per darmi spazio.
Sei mai stato a letto con una ragazza così grande e alta?-

Offline marcoscafu

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #9 il: 19 Maggio 2016, 21:26:27 »
ottimo, e finalmente anche con la lunghezza giusta!! e ovviamente hai interrotto nel momento più adatto, bravissimo!!!
non farci aspettare troppo per il seguito ;)

Offline nitoryu

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #10 il: 19 Maggio 2016, 23:32:50 »
Bravo, bella storia e sei riuscito a incuriosirci con la suspense. Spero che vedremo anche la forza di Licia. Non farci aspettare troppo per favore

Offline marcoscafu

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Re:Lei non era diversa dalle altre...
« Risposta #11 il: 11 Giugno 2016, 11:57:40 »
beh? ci siamo fermati?