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Autore Topic: Diario: La moglie di un Marines  (Letto 2658 volte)

Online Lobo

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Diario: La moglie di un Marines
« il: 14 Novembre 2016, 16:11:59 »
Diario: Giorno 0 - 18 mesi

Caro Diario,
La vita di una moglie di un marines non è per niente facile.
Ieri era il nostro settimo anniversario di matrimonio e oggi mio marito è partito verso Raqqa, ieri era una serata piacevolissima con il mio bel marito e oggi mi sono sola come se lo fossi da mesi. Ieri e oggi, passate pochissime ore eppure sembrano distanti secoli.

Per festeggiare l’anniversario e prepararsi alla partenza, abbiamo fatto una cenetta romantica a casa solo noi 2 e il gatto nel nostro appartamento al 23esimo piano di Manhattan.
“Ti ricordi il nostro primo appuntamento? Con che imbarazzo mi chiesi di uscire?”
“Come se fosse ieri, Delia. Ma il mio non era imbarazzo, ero innamorato di te da ben due anni… Non te l’avevo mai detto vero? - io annui e lui riprese - “avevamo 17 anni io e 15 tu, eravamo in camera di Dylan, eravamo 6: la Monica, te la ricordi? 15 anni e già un fisico da modella, era il sogno di tutti, bella come poche ma alla mano come vuole la tradizione del Nebraska, suo fratello Bill e John. Non ricordo per quale motivo tra noi ragazzi pare una sfida a braccio di ferro. Pensa ricordo ancora ancora che Bill le vinse tutte con facilità, io vinsi a fatica con Dylan e con facilità contro il povero John. John, non era certo uno sportivo al tempo e Monica te lo fece sfidare!”
“Oh sì sì, ora ricordo benissimo la serata! Bhè, ricorderai anche che non sfidai e battei solo John ma anche Bill, Dylan e te… e pareggia con il campionissimo Bill! All’inizio contro John credevo che stesse facendo finta, ero convinta che non stesse facendo forza, non sentivo proprio la sua spinta io ero quasi completamente rilassata e invece lui stava spingendo al suo massimo, ricordo che pensai che lo avrei battuto senza sforzo anche se avesse usato entrambe le mani ahahah. Contro di te fu la sfida che preferii di più: dovetti spingere al massimo, mi sforzai tantissimo ma alla fine riuscii a batterti… Mi sentii veramente al top!”
“Esatto è stato proprio quello il motivo per cui mi innamorai di te! Quando mi battesti provai una sensazione di attrazione/eccitazione indescrivibile da allora non pensai che a te, da quel giorno sei diventata per la più bella di tutte”
Mi sentii bruciare per le guance per quanto arrossii: “Nei giorni successivi ci ripensai spesso, sai? Sopratutto alla sfida con Bill però, ero convinta che se avessi sudato lui per primo lo avrei potuto battere! Nelle sfide prima mi ero stancata un po’ e non feci nessuna pausa mentre lui si era riposato un bel po’ dalla sua ultima sfida… Comunque, a vostra difesa e discolpa per aver perso con una ragazza però, ti posso dire che al tempo era una ‘atleta con i fiocchi, mi allenavo 6 volte a settimana per 2 ore in piscina con le ragazza dell’Under 19 più tre volte una sessione di palestra, avevo dei muscoli molto molto grandi, me ne vergognavo quasi ma volevo andare alle prossime olimpiadi e se non fosse stato per l’infortunio alla schiena ce l’avrei fatta… a soli 15 anni”
“Quando dopo averci umiliato a braccio di ferro ci feci vedere i tuoi muscoli impazzii definitivamente per te, tu eri imbarazzatissima ma a noi ci piacevano da matti, dopo Bill avevi le braccia più grosse di tutti! eri tutta muscoli, per me un eri sogno. Hai delle foto?”

Le andai a cercare nel pc, sicuramente avevo delle foto del periodo, quel periodo della mia vita è molto difficile da descrivere per me. Seguivo un sogno, ho fatto di tutto per raggiungerlo, tanti sacrifici sotto tutti i punti di vista, tempo, amici, soldi, famiglia anche… ma quando ero lì lì a sfiorarlo il destino si mise di traverso. Compensavo la mia tecnica di nuoto non perfetta con la mia straripante fisicità: figlia di padre Danese e madre afroamericana di seconda generazione, già a 15 anni ero alta 5-6 cm meno di ora che sono 1.82 cm per circa 68 kg e con i duri allenamenti in sala pesi avevo una forza, come visto, superiore a quella di ragazzi di uno o due anni più grandi. Era la gara per le pre-selezioni della squadra olimpica, all’ultima vasca ero testa a testa con Kim-Jo-Su, decisi di dare tutta me stessa nella virata per sfruttare la mia statura e forza fisica, ma esagerai con la forza e non mi concentrai con la tecnica, feci il movimento male e mi bloccai la schiena: 3 mesi ferma e 9 senza poter fare attività fisica… la fine di ogni mia speranza di diventare una nuotatrice professionista.
Così mi dedicai con lo stesso vigore allo studio e ora sono una dei migliori giovani avvocati finanziari, lavoro per un grandissimo studio qui a Manhattan e a soli 28 anni solo la manager delle fusioni aziendali. Mio marito, è il Colonnello dei marines Klay Thompson, così con i nostri due bei stipendi ci possiamo permettere a meno di 30 anni questo fantastico appartamento.

“Eccole qua, madòòò guarda che bicipite era enorme” “Wow che spettacolo bellissimo”
In effetti a riguardarlo ora era molto bello, grande ma definito e nonostante tutto in questa foto mentre flettevo in bikini da mare ero anche molto femminile, al tempo mi sentivo un maschiacchio.
“Ma amore, non solo il bicipite, avevi una tartaruga pazzesca, questa non te la avevo mai vista… e in quest’altra foto hai una schiena spettacolare! Fammi vedere un po’ ora come sei messa a muscoli? La Delia di 13 anni fa mi sa che ti umilia in forza ahahaha”

Da dopo l’infortunio per un anno non feci nessuno sport, poi 12 mesi di fisioterapia. Provai a nuotare ancora, alla fine avevo ancora solo 17 anni ma i miei risultati erano tremendi, così smisi con il nuoto. Al college feci un po’ di palestra con le amiche, ma nulla di serio e tutt’ora faccio zumba e ogni tanto quando vasca ma senza impegno.
Tuttavia, mi sono sempre tenuta molto con un alimentazione attenta e controllata, così ho ancora un bell’addome piatto con qualche cenno di addominale, così iniziai da quello. Klay ovviamente voleva il bicipite, con soddisfazione notammo che ho ancora un bel muscoletto, circa la metà se non un terzo di quello che avevo a 15 anni (ora ne ho 28) ma comunque ha tutt’ora una bella forma:
“Caspita amore, però mica male il braccetto! Mica lo facevo così duro! Vediamo se mi batti ancora a braccio di ferro?”

Si mise in posizione di sfida: lui ovviamente ora si allena regolarmente sia per conto suo sia a lavoro e ha veramente un fisico perfetto quel grosso e  definito ma per nulla eccessivo che gli permette di essere un gran fico sia spogliato sia con un bel completo italiano su misura.
Afferro il suo braccio e iniziamo la sfida, mi aspetto di perdere in pochi secondi e invece no… restiamo per un po’ in posizione iniziale. Io spingo al mio massimo e sento tutto la tensione sul mio bicipite… che belle sensazione, mentre lui ero sicura che si limitasse a star fermo anche se il suo sguardo sembra molto concentrato e il viso mostra segni di fatica. Dopo un minuto abbondante inizia a cedere fino a perdere.
“Cazzo, Delia… che forza! Mi sono dovuto impegnare molto più del previsto, ma dove la nascondi questa forza?” guardammo soddisfatti e stranamente (almeno per me) eccitati il mo bicipite piccolino ma definito, duro e fortissimo “Hai un rapporto Forza/Volume che non ho mai visto prima, wow, veramente pazzesco”
La sua eccitazione era veramente incontrollabile e la sua erezione ne era la prova… facemmo l’amore 4 volte quella notte con un vigore senza precedenti e raggiungi orgasmi fantastici tutte e 4 le volte.

Purtroppo, questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.00, alle 7.30 lo sono passati a prendere per partire… 18 mesi lontani, la serata di ieri mi sembra già così lontana nel tempo… Prima che andasse via lo abbracci stretto… Le sue braccia mi stringono con forza e le sue mani cercano avidamente i miei bicipiti che indurisco come se fosse la cosa più naturale del mondo “Klay, vedi di allenarti questi 18 mesi… Altrimenti quando torni a casa ti batto con troppa facilità - mi guardò stupito - Ho intenzione di riprendere ad allenarmi seriamente visto l’effetto che ti fanno i miei muscoli, quando torni vedrai che roba, altro che la me quindicenne”

Ci baciamo e salutiamo, 18 mesi senza di lui ma con un obiettivo.



Online granarone

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Re:Diario: La moglie di un Marines
« Risposta #1 il: 14 Novembre 2016, 21:35:32 »
interessante la storia vediamo come prosegue ;)
un piccolo appunto, la media età di un colonnello dei marines è ben superiore ai 40 anni  :P

Offline Mark TP

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Re:Diario: La moglie di un Marines
« Risposta #2 il: 15 Novembre 2016, 00:32:36 »
Che pignolo che sei, Granarone  ;D
Comunque lo spunto è interessante. Abbiamo una ex muscolosa che a distanza di anni vuol tornare tale. Il percorso di sviluppo muscolare sarà parallelo al confronto con sé stessa e alla volontà di superarsi oltre che di dominare il marito marine. Molto promettente.
Mi aspetto molto da questa storia.

Online Lobo

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Re:Diario: La moglie di un Marines
« Risposta #3 il: 16 Novembre 2016, 11:27:47 »
Vi ringrazio,
sì sì, ho esagerato sia con lui colonnello sia lei super avvocato ma sono sempre una coppia "straordinaria" XD

Online granarone

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Re:Diario: La moglie di un Marines
« Risposta #4 il: 16 Novembre 2016, 19:19:36 »
Che pignolo che sei, Granarone  ;D.
:-[ era solo perché la mia fenice è quasi sua coetanea ed è Capitano, così la sminuiva   ;)

Online Lobo

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Diario: il giorno dopo.
« Risposta #5 il: 13 Gennaio 2017, 10:29:51 »
Diario: Giorno 1

Caro Diario,
Sono le 3 di notte ma non riesco a prender sonno…
Come sempre il giorno che il mio Klay parte, ho preso un giorno di ferie. Avrei avuto cose importanti da fare ma la mia testa sarebbe stata altrove, quindi meglio stare a casa ed evitare di fare danni legali.

Questa mattina però la mia testa non andava, come le altre volte, a Klay o alla guerra, ai suoi pericoli o a un nostro futuro insieme… Non riuscivo a pensare ad altro se non la sensazione che ho provato durante la sfida a braccio di ferro. Non potevo fare a meno di rivedere le miei foto di 13 anni fa. Cazzo se ero bella… e al tempo non me ne rendevo conto, pensavo che i miei muscoli facessero schifo ai ragazzi, invece proprio grazi a quelli ho fatto innamorare mio marito.

Allora, con ancora il cappuccino sul tavolo, persa nei miei pensieri mi sono specchiata e ho iniziato a indurire tutti i muscoli: addominali e glutei mi rendono orgogliosa, alla fine in questi ultimi anni sono gli unici che ho allenato per bene e i risultati sono decisamente ottimi, mi stringo il sedere e sento che è veramente bello tondo e duro…  gli addominali non sono molto visibili ma si sentono belli tosti sotto quel tanti di grasso giusto per non essere troppo magra e comunque se li indurisco qualcosa si vede. Poi passo ovviamente ai bicipiti, sono stati loro i protagonisti di ieri sera dopotutto…

Al confronto con la mia vecchia foto sono veramente poco cosa… Però hanno una gran bella forma, spiccano violentemente dal braccio sembrano quasi una palla da biliardo sotto pelle e sono duri più li stringo più mi sembra duro… che bello! chissà se Klay diceva per davvero che si è dovuto impegnare molto a battermi o mi voleva solo dare un contentino? Comunque sia, sono decisa ad allenarmi, così mi sono messo il primo costume che ho trovato nel cassetto, accappatoio e sono scena nel seminterrato, alla piscina del palazzo.

3 ore!

Caro Diario, ho nuotato per 3 ore senza accorgermene… ero talmente persa nei miei ricordi e fantasticheria future che non mi sono resa conto del tempo che passava. Che bella sensazione, era tanto che non nuotavo con questa intensità e mi ero quasi scordata del perché mi piaceva così tanto… ma sai, caro diario, questa non è stata la cosa più bella della nuotata di questa mattina. Quando sono uscita, tutta bagnata e affaticata, mi sono specchiata… dopo 3 ore di nuoto tutti i miei muscoli erano ingrossati, non ho potuto resistere a flexxare i bicipiti davanti lo specchio della sala riscaldamento! Ora  sono tornati come al solito, ma dopo la nuotata erano molto più grossi, non come 13 anni fa, ma grossi. Sì, voglio riprendere tutta la mia massa muscolare e forza, mentre flexxavo e vedevo i miei muscoli gonfi mi sono eccitata. Quella che ho visto nello specchio in piscina era la vera me, io sono quella della foto! Ho preso una pausa di 13 anni ma la vera me è quella. Forte e muscolosa, che non ha paura di sfidare a braccio di ferro dei ragazzi più grandi e batterli pure! Come ho fatto da teenager.

La cosa strana è che dopo la nuotata non ero pienamente soddisfatta, volevo ancora allenarmi. Così mi sono preparata un pranzo leggero ma energetico e dopo un paio di ore sono nuovamente scesa al seminterrato. Questa volta però, non sono andato a destra, verso la piscina, ma dritto davanti l’ascensore dove c’è la palestra.
In 4 anni che abitiamo qui non ero mai entrata nella palestra del palazzo… In effetti è molto poco utilizzata, come me tutti gli inquilini preferiscono la palestra super chic a due isolati da qui dove vanno tutti, dove ci sono personal trainer che lavorano che le star di Hollywood e dove un abbonamento costa come l’affitto di un piccolo appartamento a Brooklyn! Meglio per me! Da oggi mi voglio allenare a basta, non fare public relation!
Ovviamente dopo le 3 ore di nuoto non potevo pretendere molto, così ho deciso di fare un circuito (ricordando i consigli del mio trainer): un esercizio per gruppo muscolare, gambe, petto, dorso, braccia per 4 volte. Presi come riferimento i pesetti che ci fa usare l’insegnante di Zumba aumentandoli un po’.
La prima serie mi è sembrata molto facile, ma per fortuna non ho aumentato i pesi, perché alle 4a ero stremata. Alla fine quante ragazze fanno 20 kg si squat e lat machine al primo allenamento? E, soprattutto, 8 kg di bicipite? ecco, lì forse ho esagerato ma ero troppo fomentata per via di ieri sera! Voglio battere Klay quando torna! E comunque ce l’ho fatta a finire le 4x10 con il doppio del peso che usavo fino a ieri!

Ero stremata ma anche felice e, nonostante gli sfoghi di ieri sera, anche molto eccitata. Così mi sono fatta un bel bagno caldo toccandomi con una mano lì sotto e con l’altra i miei muscoli. Che piacere indescrivibile dopo anni che non lo facevo! Mentre mi toccavo mi è venuto da pensare anche a Miriam! La prima volta in assoluto che pensavo a una donna mentre facevo quella cosa lì…
Però non potevo non pensare lei. Miriam è la moglie del migliore amico e compagno di reggimento  di Klay, Stephen. Lei ha 32 anni, da quando ne ha 16 fa competizioni di body building, dopo aver fatto diversi anni come Bikini e poi Figure, ora è nella classe Physique se non ricordo male. Ha iniziato dopo che a ginnastica artistica le avevano detto che era troppo alta! Ci vediamo quasi tutte le settimane ma l’argomento muscoli non esce troppo di frequente. Ovviamente avevo visto diverse volte le sue pose ma non mi aveva suscitato nessuna emozione in particolare, né in positivo né negativo.

Come sono uscita dal bagno le ho telefonato… A me sembrava strano, impuro, quasi colpevole ma era del tutto normale oggettivamente pensando. I nostri due mariti erano appena partiti insieme per la guerra e sfogarsi tra mogli in questo non solo è del tutto comprensibile ma anche raccomandabile. Così la invitai a casa per un aperitivo, il fatto che abitano 5 piani sotto il nostro, rendeva il tutto ancor più facile ma a me sembrava strano… mi ero appena toccata pensando (anche) a lei o.O

Dopo i soliti convenevoli, sfruttando il discorso sulla partenza di Klay e Stephen, le racconti tutto di ieri sera! Presi anche le miei vecchie foto e le descrissi nei minimi dettagli la sfida a braccio di ferro e le mie sensazioni guardando i miei muscoli, facendo anche leva sull’eccitazione di Klay.

Non so bene che reazione mi aspettassi, ma lei si mise a ridere!
“Cara la mia Delia, perché credi che mi alleni così duramente per ottenere il mio corpo? Solo perché fa impazzire a Stephen? e ti giuro che a lui piace veramente tanto… No, lo faccio per me. Mi piace sentire la fatica, i muscoli che mi bruciano mentre sollevo pesi così grandi che molti ragazzi in palestra neanche si sognano di alzare ma sopratutto mi piace guardarmi allo specchio e fare le pose! Quella è la sensazione più bella! Mi piace sentirmi e vedermi forte! Gli uomini ne sono attratti, sia dai muscoli sia dalla consapevolezza che ci portano…”

Io non potevo che annuire, mi era bastato un giorno per capire quello che lei prova da più di 10 anni…

“Miriam, mi fa strano chiedertelo oggi, ma mi faresti vedere il tuo bicipite?” volevo e al contempo non volevo chiederglielo, ma le parole mi sono uscite da sole…
Non so se anche lei sentì un po’ di carica nell’aria o se ero io ad esser suggestionata ma mi sembrò che si tolse la giacca in modo molto sensuale, sotto portava un maglia turchese a maniche lunghe non troppo pesante.
“Certo mia cara, come se fosse la prima volta che fletto davanti a te! ahahahah, anzi mi fa piacere poter parlare apertamente di bodybuilding con un’altra donna”
Appena flesse le braccia dal maglia spuntarono due belle bocce, ma la stessa nascondeva gran parte dei suoi bicipiti.
“Aspetta, devo togliere questo straccetto, è troppo stretto per alzare le maniche senza rovinarlo ahahahah” Sotto non aveva canottiera ma solo il reggiseno, anch’esso turchese “Guarda ora, adesso sì che lo puoi vedere bene”

Wow! senza parole! Non mi ero mai resa conto di quanto fosse grande!

Per me, caro Diario, i muscoli su un uomo sono un requisito fondamentale e il fisico del mio Klay ne è la prova, gli darei un bel 8 e mezzo… Bene se il bicipite di Miriam fosse di un uomo sarebbe da WOW, una sufficienza più che abbondante, quasi un 7 pieno!!! Bellissimo, senza neanche chiederglielo mi sono messa a toccarlo, cavolo quanto era gonfio, non me ne ero resa conto prima di quanto fosse grande anche se me lo sarei aspettato più duro, a vederlo sembrava di marmo invece toccando mi sembrava di “legno”, comunque fantastico… Mentre lo toccavo lei lo induriva e rilassava periodicamente. Non credevo fosse possibile che un bicipite su una donna mi facesse un tale effetto! Caro Diario, sto impazzando?

“Hey, vacci piano! - ero in estasi, finché la voce di Miriam non mi ha riportato alla realtà - Stai attenta che se stringi troppo ti fai male! Hahaha, ti piace eh? Ultimamente sto lavorando sulla definizione. Un mese fa era di 46 cm: il mio record personale… ma era informe, ora sono scesa a 43, ma guarda che spettacolo, si vedono tutti i dettagli! Direi che ora è il tuo turno… mi hai incuriosita molto prima… Voglio proprio vedere questo bicipite piccolo ma super duro e definito che mi hai raccontato! Via la giacca e fletti queste braccia “bitch!” fammi vedere! No no, non ti azzardare ad alzare la manica… via la maglietta, non sarebbe giusto che solo io sia in reggiseno!”

Ok, sono sempre stata orgogliosa del mio corpo. Non ho nulla di cui lamentarmi, sopratutto della parte sopra: reggiseno 3a coppa D, pancia piatta, spalle larghe e vita stretta. Ma avendo Miriam davanti mi sentivo “nuda”. Le sue spalle sono possenti, la schiena sembra una cartina geografica in 3D con l’Himalaya in rilievo e un solco al centro da urlo. Caro Diario, un uomo con la sua schiena sarebbe stato da 7 e mezzo giuro, ma qui si vede che è una donna, la vita e sottile e snella, dannatamente femminile che rende il contrasto ancor più eccitante… Ma la cosa che mi fa sentire piccola e indifesa è la sua tartaruga. 8 cubetti grandi e staccati, al confronto la mia pancia piatta con i 4-6 cubetti che si intravedono è da anoressica!
Però non le potevo disobbedire così mi sono tolta maglia… almeno il mio seno è più bello del suo, lei avrà una 4a C, più grande nel complesso ma in proporzione il mio è più sexy… mi hai capito no?
Così, ero senza maglietta, mostravo i miei bicipiti con tutta la forza che avevo e Miriam mi guardava e toccava.

“Però, ha veramente una bella forma… complimenti Delia. Poi è fottutamente duro, non mentiva Klay. Cazzo mica te lo riesco a stringere per bene!”
Non poteva farmi complimento migliore in quel momento! Prima ero io che ero persa in lei, ma ora anche lei sembrava persa mentre mi stringeva i bicipiti e le spalle… Me lo ha fatto flettere in più pose e in poco tempo ci siamo tolte anche i pantaloni io e la gonna lei, non so bene come sia successo ma era sembrata la cosa più naturale possibile!

Così, mentre bevevamo la seconda bottiglia di spumante italiano ci siamo trovate in intimo davanti lo specchio del mio living.  Io ero scalza , così sono 2-3 cm più bassa di lei, che però portava un tacco bello alto, probabilmente 10. Miriam nonostante sia anche lei molto alta, circa 1.75,  porta sempre i tacchi, non credo di averla mai vista senza. Dice che la fa che sentirsi più slanciata e nascondere in parte la larghezza delle spalle ma soprattutto delle gambe… Questa sera mi ha anche confessato che lo fa perché a Stephen piace vederla alta come lui. Fisicamente sono simili, certo lui più grosso muscolarmente ma non di tanto, e con i tacchi riesce ad annullare anche la differenza di altezza.
Non so perché questa sera avevo deciso di mettere un completino carino con mutandina a brasiliana ma si è rivelata la scelta giusta.

Le gambe di Miriam sono il oltre doppio delle mie e il suo polpaccio è qualcosa di stratosferico ma, nonostante io sia senza tacchi, a sedere vinco io!
“Delia, hai un sedere magnetico… Posso? - senza aspettare risposta me lo prese con entrambe le mani e mi sentii più leggera come se mi stesse sollevando in parte da terra. Il pensiero di scansarmi non mi passò neanche lontanamente per la testa, ma anzi sono andata sulle mezze-punte e ho iniziato a contrarlo - “Non riesco più a togliere le mani! ahahahaha Mi hai calamitato al tuo culo! Devi proprio iniziare ad allenarti! Potresti diventare una top bikini model in meno di un mese. Hai una base fisica perfetta: alta, magra e i muscoletti si vedono già. Puoi tornare ad avere i muscoli che avevi a 15 anni ma con la struttura di una ventottenne!”

“Non vedo l’ora di allenarmi! Voglio far impazzire Klay con i miei muscoli quanto torna e batterlo a braccio di ferro. Credo che una dimostrazione di forza del genere porterà ad entrambi un’eccitazione epica. Già ieri sera ho avuto le migliori scopate della mia vita e credo di poter dire lo stesso per lui.: 4 volte di seguito neanche a 19 anni ahahahah!”

“Non ne dubito, anche il mio Stephen impazzisce quando vinco le sfide di forza. Fisicamente sono più piccola di lui ma non di tanto e lui solleva più kg di me, ma anche qui non così tanto di più… in genere. Ma ti voglio confidare un segreto Delia… spesso lo riesco a battere sugli esercizi a corpo libero e nelle prove di resistenza ed è capitato più di una volta che lo sono riuscita a battere anche a braccio di ferro, non spesso però è capitato… tipo quando lui è particolarmente stanco o ha appena fatto un allenamento molto tosto in palestra! Una sensazione indescrivibile, veramente pari a una scopata normale… Mentre sono lì, quando capisco che lo sto per batter, quando sento il suo braccio che cede poco a poco sotto al mio, sento un calore per tutto il corpo, tutte le mie fibre iniziano a tremare, un brivido corre lungo la schiena e lì sotto mi bagno come il Rio delle Amazzoni. Esiste solo una sensazione più bella di quel momento…”

“Quale?” sapevo quale fosse la riposta ma me lo volevo sentir dire, mentre me lo raccontava potevo quasi provare le stesse cose.

“Il sesso che ne viene subito dopo! Ahahaha! Dai, i muscoli ce li siamo visti e sentiti abbastanza, no? ora dobbiamo finire questa bella bottiglia e fortuna che non devo guidare per andare a casa ma prima di tutto sono curiosa di testare il rapporto Forza/Volume che non Klay non ha mai visto prima!!! Il tuo braccio è piccolino ma il muscoletto si vede eccome ma ha una forma perfetta ed è duro, sono proprio curiosa di vedere di che pasta sei fatta…”
Così dicendo si era seduta davanti al tavolino in vetro e era in posizione da braccio di ferro . “Se hai veramente messo in difficoltà Klay che, lasciamelo dire, ha dei muscoli da sballo! devi essere una bella sfida oppure io posso battere tuo marito ahahah”

Sinceramente caro Diario, non aspettavo altro da tutta la sera, non vedevo l’ora di fare un’altra sfida a braccio di ferro. Un po’ per vedere se Klay aveva fatto finta, un po’ per riprovare la stessa sensazione di ieri sera, alla fine il braccio di Miriam è molto più grosso e forte di tanti ragazzi, anche allenati!

Così abbiamo iniziato la sfida! Rivivo da subito la sensazioni di ieri sera, spingo subito forte e riesco a guadagnare un po’ di terreno. probabilmente ho colto Miriam alla sprovvista o non si aspettava che da questo piccolo bicipiti (sì caro Diario, mentre scrivo sto flexxando il mio bicipite e, piccolo segreto, ogni tanto mi tocco anche e mi piace da matti) potesse uscire una forza del genere. Tuttavia dopo i primi secondi lei fa forza e torniamo in posizione di parità e mi conferma il pensiero:
“Cazzo Delia, da dove la tiri fuori tutta questa forza. Porca puttana, non ti stava prendendo in giro Klay, questa storia del rapporto forza/volume mi piace! ahahah”

Le sue parole mi eccitano e mi danno un incentivo a spingere di più, non so dove trovassi la forza per aumentare la mia pressione ero già al massimo da subito ma sentivo che potevo fare di più…

“Mi sembra di gareggiare contro Stephen, anzi contro uno Stephen più tosto! Cazzo!”

Così spingo, spingo e spingo. Miriam resiste ma è sempre più sofferente, starà spingendo al massimo? probabilmente sì, la sua faccia è tutta rossa e le vene del collo si gonfiano e pulsano. Guardando i nostri bicipiti in tensione la sfida dovrebbe aver un padrone chiaro. Lo sforzo rende ancor maggiore la differenza di dimensione e il suo è pieno di vene, ma pian pian riesco a guadagnare terreno e inizio a provare la stessa identica sensazione che Miriam mi aveva descritto poco prima: ho sentito il calore per tutto il corpo, tutte le mie fibre iniziano a tremare, tutti i miei muscoli in tensione, mi sembrava che volessero uscire da sotto la pelle… il brivido lungo la schiena e lì sotto era bagnata non come il Rio delle Amazzoni ma come le cascate del Niagara vista la forza che sentivo… fino a raggiungere un vero e proprio orgasmo che ho controllato con grande fatica nel momento in cui ho vinto!

Vorrei descriverti la reazione di Miriam, molto simile alla mia ma ora non posso, non riesco a trattenermi. Devo correre a farmi un altro bagno caldo… capisci a me…

Online Lobo

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Re:Diario: La moglie di un Marines
« Risposta #6 il: 24 Febbraio 2017, 11:55:37 »
Diario,: Giorno 30

Caro Diario,
Ormai è un mese che mi alleno 5 volte a settimana nella palestra del palazzo con Miriam. Ci alleniamo la sera, a fine della giornata di lavoro e siamo quasi sempre sole… Speriamo resti così a lungo, ma ultimamente alcune signore quando ci incontrano in ascensore ci chiedono della palestra e molti (troppi) ragazzi in ascensore ci chiedono dei nostri allenamenti…
Il primo giorno di allenamento credevo di esser più forte di Miriam e poter usare i suoi carichi, invece una volta entrate in palestra faticavo a seguire i programmi di Miriam, lei è un treno… Forza, tecnica e costanza.
Io soffrivo le tante ripetizioni che faceva, 5x15, e per imparare bene il movimento usavo pesi inferiori a Miriam, lei 50 kg di panca piana per lato, io massimo 60 in totale; lei 120 di squat, io non arrivavo a 70. Neanche di braccia riuscivo a seguire i suoi passi, lei usava i manubri da 22 kg io da 14 (non male come inizio no?); lei il bilanciere da 40 io da 27.5. Eppure la battevo quasi sempre a braccio di ferro (ci sfidavamo quasi tutti i giorni)… A forza bruta vincevo io, ma in palestra i suoi anni di allenamenti si facevano valere!

Però non ho mai mollato, anzi… Lei si allenava solo la sera con me, io invece tutte le mattine dalle 6.30 alle 8 nuotavo, spingendo sempre al massimo. Forse anche per quello la sera avevo molta meno forza di lei…

Comunque dopo un mese di questi doppi allenamenti sono al suo livello… che ovviamente è aumentato rispetto a quando ha iniziato ad allenarsi come me. Per farla breve, caro Diario, ti dico solo i nostri risultati migliori… che sono quelli che mi eccitano di più:
Bicep curl 26 kg per manubrio (sfido a fare di meglio)
Squat 170 kg (il peso di due uomini di buona fisicità)

Fisicamente ho già raggiunto un buon livello, ne ho ancora di strada da fare sia chiaro, ma sto prendendo una bella massa muscolare mantenendo la definizione che avevo prima e sopratutto i miei muscoli sono sempre più duri! Sono ancora molto longilinea e se uno non mi conoscesse penserebbe che sono solo una ragazza appassionata di fitness che usa pesi leggerini o fa addirittura solo corsi di medio basso livello, avrebbe lo stesso stupore di Klay e Miriam dopo la sfida a braccio di ferro…
Miriam non sembra cresciuta molto ma ora mi sembra più tosta ed è comunque sempre molto più “grossa” di me.

Comunque, tra lavoro, piscina e palestra non ho trovato molto tempo da dedicare a te, caro Diario. Oggi, però, ho la necessità di scrivere e raccontarti un po’ di cose.

Sì, perché questi giorni mi piaccio proprio tanto.
La mattina in piscina sono sempre sola: chi si sveglia alle 6 per allenarsi? Quando finisco di nuotare mi spoglio davanti allo specchio gigante e resto imbambolata a guardarmi, mi viene sempre la voglia di nuotare nuda ma c’è sempre quel senso di pudore che mi frena, e se entrasse qualcuno? Ma nello spogliatoio non ho questo problema, così tutte le mattina sono lì, nuda, davanti allo specchio. I muscoli sono tutti belli gonfi e tesi dallo sforzo, fletto le braccia e le gambe, le vene escono prepotentemente. Le spalle e il dorso sembrano più larghi di quanto effettivamente sono, saranno almeno il doppio della vita e questa cosa mi fa impazzire (in senso buono)! Gli addominali super definiti, li fletto in più modi per esaltare tutti e 6 i cubetti che ora mi si vedono benissimo. Tutti i giorni finisco con i bicipiti, sempre più belli, tondi, grandi e duri… Sono una montagnetta che spicca isolata sulla pianura tra l’avambraccio e la collina della spalla!

Dopo una bella doccia tendente al freddo per tonificare bene i muscoli e darmi la carica per la giornata, mi vesto e vado in ufficio. Ultimamente ho abbandonato il mio outfit standard: prima portavo un completo pantalone, blusa e giacca classici, “stile mascolino”, molto serio e semplice sebbene sempre alla moda. Ora invece, voglio farmi vedere, mi piace sentire lo sguardo dei colleghi e delle colleghe sul mio corpo. I primi mi guardano affascinati, le seconde sia affascinate sia con un pizzico di invidia. Niente più pantaloni ma solo gonne… e che gonne… corte ma pur sempre adatte a un grande studio legale. La blusa è rimasta ma ora è più accattivante e forse anche più elegante, quasi da sera: scollatura più ampia non tanto sul seno ma sulla schiena e quasi sempre senza maniche o appena sotto la spalla (che nel mio caso sta giusta gusta sulla spalle ahaha). La giacca c’è sempre ma ora la tolgo molto più spesso, alla fine in ufficio ci sono sempre 24 gradi sia d’estate sia d’inverno. Infine le scarpe: il tacco prima era massimo 3, già sono alta, ma ora per esaltare le gambe e sopratutto i polpacci, anzi i “polpaccioni”, il tacco è sempre e ripeto sempre almeno 6 cm! Così sono più alta di tutti i colleghi e questa cosa mi piace un sacco: mostra la mia superiorità fisica, non credo che nessun collega mi possa tener minimamente testa in palestra, e sinceramente anche su un piano intellettuale non mi sento inferiore ai miei colleghi se rapportiamo all’età e esperienza.

Oltre al modo di vestire, a lavoro ho cambiato anche atteggiamento. Cerco sempre di mostrare i miei muscoli con piccole prove di forza o almeno, faccio in modo che mi facciano domande sui muscoli… Incredibilmente, le donne sono molto più prese dei colleghi maschi, i miei muscoletti (che tanto etti non sono più) gli piacciono proprio, sia da vedere sia da toccare… sarà il classico vorrei ma non posso? Gli uomini invece seppur incuriositi restano più sul vago, per me non vogliono scoprire quanto sono forte!

Oggi pero, non mi sono regolata! Avevo appena chattato con Miriam che mi ha raccontato di come ha dovuto aiutare lei a caricare scatoloni troppo pesanti per uno stagista 23enne (Miriam lavora con disegnatrice di interni in un negozio sulla 5th avenue che fa anche vendita di arredi da loro disegnati) e la cosa mi aveva un po’ invogliato a mostrare che anche io non ero da meno. Così ho creato subito la mia occasione. Ero in riunione importante, dovevamo definire la strategia per l’acquisizione di una società di consulenze e io e il mio capo avevamo idee opposte ma entrambe valide. Lui è un tipo tosto che difficilmente cambia idea così io ero pronta con una terza via che prendeva il meglio di entrambe le soluzioni.
Ci scontriamo con le nostre idee opposte, ovviamente lui è il capo e la discussione sta andando a suo favore, inoltre tutti gli altri presenti lo appoggiano o si astengono. Quando sembra approvata la sua strategia, mi tolto la giacchetta restando con la canottiera rosa antico con i bordi in pizzo e scherzando gli lancio una sfida a braccio di ferro molto semplice: se vince lui si fa a modo suo, se vinco io si fa a modo mio.

Garrett, come dicevo, è un tipo tosto, non solo caratterialmente ma anche fisicamente. Nonostante i suoi 58 anni, ha una buona presenza fisica nonostante sia appesantito da qualche kg di troppo ma ha la struttura grossa e massiccia degli uomini del Massachusetts 1.92m per circa 100 kg.

In canottierina le miei braccia si vedono, ma sembro solo una ragazza che si allena per aver una bella presenza in costume, forse solo qualcosina in più… Una fissa passeggiare per il fitness. Garrett accetta, magari pensando solo che volessi allentare la tensione dell’accesa discussione.

Che dire, lo avrei asfaltato in mezzo secondo senza neanche dover spingere troppo. All’inizio lui non spingeva per niente, però anche io ho aspettato a spingere volevo che lui si impegnasse un po’. E così fece, la sua spinta aumentava ma il mio braccio non faceva una piega. Dopo una quarantina di secondi ho capito che era al suo massimo, io resistevo stando al 50-60% della mia forza ma volevo che tutti pensassero che stessi spingendo al massimo: faccia in tensione e bicipite teso al massimo. Gli apprezzamenti dei colleghi arrivarono a fiotti, tutti volevano toccare il mio braccetto e ne restavano stupefatti dalla durezza.
Caro Diario, potevo batterlo in ogni momento, lo sentivo in ogni cm del mio corpo ma decisi di toglier la presa e accettare un pareggio. La sua faccia era un misto di vergogna e frustrazione ma sono sicurissima che era anche molto eccitato.

Stabilito il pareggio, a conferma di quanto pensavo, anche lui volle un bel flex e si avventò a stringere il mio bicipite e mi riempì di complimenti per il braccio ma sopratutto per la sfida, per aver tenuto testa a un omone di quasi 100 kg. Dal canto mio, presi i complimenti più che volentieri anche se sapevo in cuor mio che lo avrei battuto ma sfruttai il momento per esporre la mia “terza via”: avevamo pareggiato no? una via di mezzo era la cosa più giusta!
La accettò molto più che volentieri, chissà se gli piaceva davvero più della sua o in quel momento avrebbe accettato anche la mia idea iniziale? chissà…

Per tutto il resto della giornata non mi riuscii a togliere quella sensazione dal corpo e dalla mente: la consapevolezza di poter battere con relativa facilità un uomo più grande e grosso di me! I colleghi ma sopratutto le colleghe mi riempirono di domande molto più del solito, mi veniva a cercare in pausa per toccare i miei muscoli e chiedere come mi allenavo, alla mia risposta “con i pesi veri” rimanevano sconvolte, convinte dal loro preconcetto che i pesi facessero diventare le donne grosse come uomini e per niente femminili… invece io dimostravo tutto il contrario…
Di una cosa sola rimasi quasi delusa. Non so se per timidezza o perché nessun altro lo faceva, ma nonostante avessi i quadricipiti e sopratutto i polpacci in bella mostra tutti mi chiedevano solo dei bicipiti! Posso capire che non chiedessero dei quadricipiti che alla fine sono molto legati al sedere ma i polpacci??? Con i tacchi di oggi erano veramente un esplosione di potenza… Grossi ma non troppo, più lunghi e affusolati che tozzi e massicci ma il tacco mi obbligava a tenerli in tensione e per me erano uno spettacolo, ma vabé… avrò modo per farli apprezzare! troverò il modo.

Ok, Caro Diario, rileggendo queste righe posso aver dato l’idea di una puttanella esibizionista che vuole attenzioni. Ma ti assicuro che non è così, un conto è descrivere le cose un conto è viverle. Ti assicuro che è stato tutto molto naturale e “innocente” anche se un po’ di carico erotica nell’aria c’era. Erano loro a venire da me, io facevo anche la parte della timida, mostravo i miei muscoli quasi con imbarazzo… anche se era imbarazzo apparente in realtà sono sicurissima di me e voglio essere d’esempio. Ho visto alcune colleghe con potenziale, sia giovani sia sui 55 anni…

Ovviamente, ho già raccontato tutto a Miriam… Appena siamo tornate a casa ci siamo viste in palestra e mentre le raccontavo mi allenavo con grande intensità. Miriam è quasi abituata a queste dimostrazioni di forza, anche perché il suo fisico parla da sé, come detto è più grossa di molti uomini anche “palestrati” ma per me è una novità che non vedo l’ora di ripetere.

Credo di esser più forte di molti ragazzi che vedo in giro e chissà se ho raggiunto Klay, non vedo l’ora che torni per poterlo sfidare.
Intanto, un attimo fa mi sono fatta scattare da Miriam alcune foto in pose da Bikini model (senza bikini), che lei stessa mi ha insegnato, da mandare a Klay…