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Autore Topic: Jennyfer...e dintorni 3  (Letto 533 volte)

Offline pc4ever

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Jennyfer...e dintorni 3
« il: 02 Maggio 2017, 10:44:28 »
Arrivata in palestra, Jennyfer entrò negli spogliatoi dopo aver salutato e si mise il body con cui si allenava solitamente, dopodiché uscì e cominciò ad allenarsi. Fece prima il riscaldamento e poi iniziò con le solite evoluzioni, tra travi e parallele, assistita dall'istruttore. Terminata questa parte tecnica, l'istruttore si diresse verso le altre ginnaste e lei andò nella sala attrezzi. Era il giorno in cui allenava le gambe, quindi cominciò con qualche squat. All'inizio mise 30 kg da un lato e 30 dall'altro, più i 20 kg di bilanciere, facevano 80 kg; eseguì 10 ripetizioni perfette, senza fatica. Poi aggiunse 10 kg da un lato e 10 dall'altro, così da arrivare a 100 totali, facendo 8 ripetizioni, con un leggero sforzo in più. Infine arrivò ad un totale di 120 kg per 6 ripetizioni. Nonostante la leggera fatica, era incredibile la naturalezza con cui sollevava quel peso, essendo solo una ragazzina di 17 anni. E ad ogni sali e scendi i quadricipiti sembravano esplodere. Poi continuò con degli stacchi, la leg press, la macchina per gli adduttori e poi passò alla calf machine. Il suo peso era sotto i 60 kg, essendo comunque una ginnasta, ma il peso che mise era di 140 kg per la prima serie, cioè più del doppio del suo peso! Cominciò con la solita scioltezza a fare le ripetizioni, aumentando di 10 kg ogni serie; inutile dire che i polpacci si gonfiavano ogniqualvolta la punta spingeva: era un vero spettacolo, tanto che ogni poco ragazzi e ragazze si fermavano a guardarla, essendo la palestra agibile a tutti e non solo alle ginnaste. Questa cosa lei la sapeva, allora prima della fine decise di fare un piccolo strappo; pensò "ora mi diverto un pochino" e così cercò di notare il peso che utilizzavano i ragazzi per i bicipiti. Un paio di loro utilizzavano manubri da 16 kg e cercavano di farsi notare dalle ragazze. "Bene" pensò Jennyfer e andò a prendere due manubri da 16 anche lei, si mise non troppo isolata e cominciò a fare le ripetizioni. Aveva il body, ma ad ogni minimo sforzo si vedeva guizzare prima un bicipite e poi l'altro, che sembravano voler esplodere. A quel punto le ragazze spostarono le loro attenzioni su di lei con commenti del tipo "guarda, solleva quanto Marco!", "ma che forza ha?!", "guarda il muscolo sotto il body, incredibile!", "ma guarda anche che gambe muscolose che ha!". Si creò ben presto un capannello attorno e i ragazzi non poterono fare a meno di notarlo. Si avvicinarono anche loro e si resero conto della situazione. Il più temerario (ma incosciente) di loro disse: "Sicuramente stai sollevando quanto me, ma non puoi raggiungere la mia forza, sono pure sempre un ragazzo". Ecco, era caduto nella trappola. Jennyfer non si scompose, finì la serie, poggiò i manubri per terra, prese la panca per utilizzarla come appoggio, si mise in posizione di braccio di ferro, sollevò lo sguardo e con fare malizioso disse al ragazzo: "Vieni Marco. Ti chiami così, no? Proviamo". Lui con pochi indugi accettò la sfida e si posizionò. Cominciarono col destro, la diciassettenne sembrava resistere agevolmente, cercando ogni tanto di accelerare. Piano piano il ragazzo prese terreno e arrivò a due centimetri dalla vittoria, sforzandosi parecchio. A quel punto Jennyfer bloccò l'ascesa di Marco e cominciò a recuperare, senza esagerare, ma in maniera lenta e inesorabile. Le ragazze facevano il tifo per lei, i ragazzi erano increduli ed eccitati. Senza particolari sforzi, Jennyfer arrivò alla vittoria, atterrando il braccio del ragazzo. Quest'ultimo esclamò: "Complimenti, ma io sono mancino, quindi quello è il mio braccio debole. Proviamo col sinistro". Mossa azzardata, ma si sa, l'orgoglio dei ragazzi... "Ok" disse Jennyfer e si rimisero in posizione. A quel punto il ragazzo si sentiva più sicuro, infatti partì forte e dopo pochi secondi era già con la vittoria in pugno. "Cavolo sei forte col sinistro" disse con fare malizioso Jennyfer "io invece sono destra. Questo è il mio braccio debole" e sprigionò una grande forza, ribaltando completamente la situazione e facendo sbattere il braccio dell'avversario sul cuscino della panca con un sonoro "SBAM". Tutti erano ammutoliti, le ragazze per ammirazione e i ragazzi per umiliazione. Ruppe il silenzio uno di loro "non vale, sei stata sleale!". "Ah sì, perché non mi sfidi tu? O hai paura di questi?" e fece una double flex da infarto, con i bicipiti che risaltavano clamorosamente sotto quel body. Una ragazza si avvicinò e lo toccò: "È durissimo!" esclamò con aria esterrefatta. Assurdo, una ragazzina di 17 anni con una muscolatura fantastica che aveva attirato a sé un'intera sala da palestra. Il ragazzo, mostrandosi duro, disse: "Io paura?" e si posizionò. Cominciò a spingere, credendo di guadagnare la vittoria in breve tempo. Solita tattica di Jennyfer, fece credere al ragazzo di essere il più forte, ma a pochi centimetri dalla vittoria inchiodò il braccio, che non si muoveva più. "Dai, spingi di più che ci sei quasi" disse con sorrisetto malizioso. Il ragazzo dava il massimo, ma quel braccio sembrava ancorato alla panca. Poi Jennyfer iniziò a rimontare e stavolta si rivolse alla ragazza che prima le aveva tastato il bicipite "Tocca ora, vedi un po' se è duro come prima" e la ragazza non se lo fece ripetere due volte. Appoggiò la mano e non ci poteva credere: non riusciva a dire nulla, toccava e basta quel muscolo di granito; tentò anche di stringerlo, ma nulla. "Io..." disse la ragazza "...non ho parole, sembra roccia!". Con un sorriso compiaciuto Jennyfer guardò il ragazzo e SBAM! braccio schiantato giù. Lui non ci stava e disse "Hai fatto la stessa cosa di prima, non vale vincere così all'improvviso". Si era scavato la fossa da solo. Alché Jennyfer gli disse: "Ok, ora ti batto più lentamente allora. Però aggiungiamo una piccola difficoltà: io uso un braccio, tu due!" e così dicendo mise il braccio destro sulla panca. Erano tutti sconcertati, ma lei decise di sorprendere tutti ancora una volta: "Anzi, utilizzerò il sinistro!" e cambiò braccio: assurdo! Si posizionarono e cominciarono. Stavolta Jennyfer volle giocare di più, manovrando come un burattino in ragazzo. Vari ribaltamenti, ma tutti sempre e comunque decisi da lei, applicando e togliendo forza alla spinta. Ma la sostanza non cambia: quando sembrava che il ragazzo (2 braccia contro 1, il debole!) potesse avere la meglio, Jennyfer disse: "Hai voluto un umiliazione lenta e così sarà" e comincia a capovolgere la situazione. Il ragazzo non sa più che fare, sta usando tutta la forza delle sue braccia, ma la ragazzina terribile avanza impietosamente. A tanto così dalla vittoria si ferma, e finge di dare un'ultima opportunità al ragazzo: "Siamo 2 braccia contro uno, possibile che non riesci a battermi? Dai torniamo su" e asseconda la ripresa del ragazzo. Poi guarda l'orologio e dice: "Vabbè si è fatto tardi, ti devo battere" e in un'avanzata senza ostacoli poggia le braccia del ragazzo. Tutti sono senza parole. Lei flette il bicipite sinistro e fa: "Peccato, ho provato ad aiutarti usando quello più debole, pensa con il destro" e si dirige verso gli spogliatoi. "Ah, mi dispiace che il body copra questi bei bicipiti, so che avreste voluto ammirarli...ma non preoccupatevi, appena possibile verrò fuori dalla ginnastica a maniche corte" e se ne va. Tutti la guardano, i polpacci sono stupendi, sopra le caviglie sottili e sotto i quadricipiti grossi e duri.