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Autore Topic: Claudia (Parte I) - Una piacevole sorpresa  (Letto 3794 volte)

Offline Femuita

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Claudia (Parte I) - Una piacevole sorpresa
« il: 09 Gennaio 2012, 19:07:11 »
Di ritorno dal solito, estenuante pomeriggio dei rifornimenti, Marco varcava finalmente la porta di casa. Pieno di buste, bustine e pacchi, il rito del Sabato pomeriggio era ormai l'unica cosa dal quale non poteva fuggire. Era il tremendo "flagello" degli ultimi quindici anni. Fortuna che poteva condividerlo con suo figlio, Antonio che aveva avuto da Claudia, sua moglie, quattordici anni prima.

Nonostante lavorasse come muratore e alla veneranda età di trentasette anni ancora aveva un fisico invidiabile, questi "tour de force" del weekend riuscivano a sfiancarlo. E ancora si stupiva della resistenza della moglie, carica anche lei di bustone di spesa. I due si erano sposati relativamente presto. All'età di vent'anni Marco era un bel ragazzo, temprato da anni di edilizia, poteva vantarsi di un fisico prestante e muscoloso su una statura di un metro e ottanta. Una sera come tante, uscendo con gli amici, aveva conosciuto in un locale la sua attuale moglie. Claudia era bassa, anche se non era di costituzione minuta. Non si poteva definire grassa, ma neanche un fuscello. Da giovane aveva sempre fatto molti sport, tra cui molta bicicletta e non era raro vederla cimentarsi in qualche gioco da maschio, come il calcio. A diciassett'anni era alta un metro e sessantacinque, e poteva vantare un bel corpicino, visto che lo sviluppo aveva fatto il suo corso. Leggermente sviluppata nella parte inferiore per via dei sport che aveva fatto fin da giovane, non era però sproporzionata. A differenza delle amiche, Claudia aveva notato che la sua massa muscolare rispondeva bene agli stimoli, ma, nonostante tutto, non se ne era mai fatta molti problemi. Non voleva essere muscolosa, ma qualche muscoletto in piu non le dava fastidio. L'incontro capitò casualmente, come molte delle coppie, e fu amore a prima vista. Da li a fidanzarsi ci volle poco. E da li a sposarsi ci volle ancora meno. Così a diciannove anni Claudia ebbe il primo ed unico figlio.

Erano passati quattordici anni, e la vita era sempre la stessa. Marco lavorava ancora al cantiere, ma nonostante si avvicinasse ai quaranta era ancora bello come a vent'anni. Per Claudia invece, la natura non aveva deciso così. Il lavoro sedentario che faceva l'aveva fatta ingrassare di qualche chilo. E, stufa di non piacersi allo specchio la mattina, tre mesi fa si era segnata in palestra, spinta anche da una sua amica. I risultati non tardarono a vedersi, per via della sua innata facilità di mettere su massa muscolare. Così, già un mese dopo i chili in piu erano scomparsi, e soddisfatta del risultato, Claudia continuò a frequentare corsi in palestra corredata da qualche lezione di pesistica. Il tutto, ovviamente, con il semplice proposito di mantenere il peso forma.

Finalmente Marco era libero delle buste. Poggiate tutte in cucina, si apprestava a sedersi sulla sedia vicino al tavolo della cucina accendendo la tivù. Antonio nel frattempo gironzolava per casa, aspettando la chiamata di un suo amico al telefono, mentre Claudia, dopo essersi messa in abiti da casa, si apprestava a mettere il contenuto delle buste negli giusti scaffali. Fu proprio questo gesto che permise per la prima volta a Marco di vedere gli effetti della palestra. Per la prima volta da sei mesi, Claudia indossava un abito corto, dovuto anche al fatto che la primavera era alle porte e il caldo cominciava a farsi sentire. Per raggiungere i scaffali piu in alto, piu volte Claudia doveva mettersi sulle punte, il che risaltava i muscoli delle sue caviglie. Nonostante erano belli longilinei, i muscoli delle sue caviglie si gonfiavano notevolmente ogni qualvolta li flettesse. Marco
guardò perplesso questo movimento, un pò affascinato, un pò spaventato, confuso al sol pensiero che la propria donna avesse qualche muscolo. Quando Claudia si girò e lo vide fissare il basso con lo sguardo perso nel vuoto, gli domandò se stesse bene. Destatosi, Marco sorrise e annuì, inventando una scusa per non far notare il proprio turbamento. Poi, si girò verso la tv facendo finta di guardare, ma con la testa da un altra parte. "Uaoh", si disse tra se e se. Ma era contento di avere una donna con qualche muscoletto o era spaventato dal fatto che non fosse piu sensuale come quando l'aveva conosciuta?


Mentre elucubrava, Claudia aveva finito di smistare la spesa, e, per via del caldo si era tolta la felpa. Sotto indossava comunque una t-shirt larga che apparteneva al marito, per cui le maniche corte gli arrivavano al gomito. Seduta sullo scalino della cucina, si
massaggiava il braccio destro che si era stancata per via delle volte che aveva fatto su e giu tra le buste e gli scaffali. Proprio mentre si masssaggiava, fletteva e rilassava il braccio sentendo con il sinistro il suo bicipite. Al chè, si risolve verso il marito dicendo "Sai Marco, si sente che sto facendo palestra. Anche da rilassato si sente il muscoletto del bicipite nel braccio... vieni a sentire..."

Marco si voltò, un po impaurito di quello che poteva vedere, un pò curioso. Certo era che il maschio a casa era lui, e restava comunque il piu forte. Nel frattempo Antonio si era avvicinato alla madre, e stava stringendole il braccio rilassato. Provando a stringere, esclamava guardando il padre "E' vero, mamma ha proprio i muscoli..."


Per la prima volta, Marco vide il braccio di Claudia da quando aveva iniziato palestra. Non era grande, ne muscoloso come si aspettava, un braccio comune di una donna, e ciò lo tranquillizzò molto. Convinto che fossero le follie di una donna di essere simile ad un uomo sulla prestanza fisica, poggiò la sua mano sul suo bicipite rilassato convinto di non trovare nulla.

Le sue certezze svanirono presto. Li dove c'è il bicipite, ora non c'era niente, ma si sentiva che il muscolo non in tensione c'era. Eccome. Era come toccare una lastra di marmo. Superata la soffice pelle, sotto era duro, molto duro. Duro come l'osso. Ma qualcosa in testa gli diceva che non era l'osso del braccio. Marco ritirò la mano. Nel frattempo, Claudia sorrideva soddisfatta, e un pò sbalordita esclamò al marito "visto che muscoletti che mi sono venuti?? E la cosa bella è che neanche sto facendo il muscolo...".

"Guarda ora..." esclamò, cominciando a piegare il braccio mettendolo in tensione.

Li dove non c'era nulla, il bicipite cominciò a gonfiarsi. Nel raggio di un secondo, al posto del vuoto c'era un muscolo come un limone. Non perfettamente tondo, ma leggermente allungato ai lati. Alto quanto la parte del braccio sottostante, il bicipite scostava la manica facendosi spazio al pubblico. Sarebbe stato un bicipite normale, se non svettava su un braccetto come quello di Claudia.

Antonio rimase sbalordito. A quattordici anni si comincia a pensare di essere indipendenti, e in parte proprio acquistando quell'indipendenza anche fisica dai genitori. Per un attimo torno come quand'era piccolo, indifeso di fronte alla madre. Nonostante giocasse a pallone regolare e avesse un fisico allenato, neanche lui aveva dei bicipiti così definiti e grandi, e per un attimo gli crollò addosso il mondo, tornando alla certezza che era ancora più debole della madre.

Marco invece era incredulo. Com'era possibile che sua moglie avesse messo su quei muscoli senza che lui se ne fosse accorto? E' vero che ultimamente i momenti di intimità a letto erano diminuiti, ma dovevano esserlo di molto per coprire una tale mancanza. Senza parole, si limito a balbettare: "Ma come è..."

"...possibile?" Rispose la moglie abbassando un pò la testa "Hai ragione. Nonostante faccio i pesi una volta a settimana non ho dei bei muscoli. Per il momento più di così non crescono, ma neanche li alleno." Sorridendo poi, aggiunse "Proverò a fare di meglio, ok?" e così facendo riabbasso il braccio.

"Già" rispose Marco che si era ripreso dallo shock, poi esclamò "puoi fare di meglio, troppo hai da faticare prima di raggiungermi". Claudia sorrise, e baciò Marco. Quest'ultimo sapeva che probabilmente non sarebbe mancato poi molto, ma contento che la moglie non avesse chiesto nessun tipo di confronto accettò il bacio e tornò a guardare la tivù.

Nel frattempo Antonio era rimasto imbambolato. Dentro di lui, emozioni si combattevano. Da una parte l'umiliazione di avere una madre più forte di lui ma dall'altra sentiva una strana attrazione verso quei muscoli. Sentiva una voglia di toccarli, stringerli che non sapeva descrivere...

Ma la cosa non sarebbe finita qua, era da vedere chi era il più forte dopo Marco, in quella casa... e l'avrebbe scoperto presto sfidandola a braccio di ferro!!

<30/Nov/2004 - Continua... >


Evviva lo "slancio in quadrupedia"