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Autore Topic: Jennyfer...e dintorni 2  (Letto 1487 volte)

Offline pc4ever

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Jennyfer...e dintorni 2
« il: 28 Febbraio 2017, 19:17:13 »
Dopo essere rimasta da sola in stanza, Jennyfer si mise un po' al pc e tra le varie pagine vide una pubblicità di un nuovo centro di tatuaggi vicino casa sua. A lei che da tanto desiderava un tatuaggio, ma non aveva mai avuto l'occasione di farne alcuno, sembrò un segno e pensò: "Quasi quasi prima di andare all'allenamento ci passo" e si mise a cercare cosa avrebbe potuto farsi tatuare ed in quale parte del corpo. Si rimise a navigare un po su internet per farsi venire qualche idea. Dopo un po' ne vide uno che le piaceva e disse: "Sì, questo dovrebbe andar bene". Chiuse il pc e cominciò a mettersi la tuta. Quando le mancava solo la parte di sopra, la porta si aprì: era Lavinia, che era entrata per chiederle dei trucchi perché doveva uscire. Jennyfer si girò di scatto e disse con tono infastidito: "Non si bussa?". Lavinia rimase ancora una volta ammutolita di fronte alla vista della sorella, che riprese: "Almeno chiedi scusa, no?". "Sì scusa Je, è che..." "Che cosa...?" "È che mi servirebbero i trucchi perché tra poco devo uscire con Lorenzo" "Ah, finalmente uscite? Era ora che te lo chiedesse, ha perso pure troppo tempo. E poi con quel corpo da pallavolista che ti ritrovi rischiava che qualcun altro lo facesse prima di lui" "Sì, sicuramente io ho un bel corpo atletico, ma tu nemmeno scherzi! Guarda qua che roba!" E così dicendo si avvicina alla sorella, quasi a voler tastare la potenza che emanava quel corpo. "Ah ecco perché prima non parlavi" disse Jennyfer sorridendo. "Beh, non è da tutti avere una sorella minore così" e dicendo ciò le prese il braccio quasi per scherzo. "Ahahah che scema" rispose la sorella, facendo una leggera forza per divincolarsi. Ma sotto quella leggera forza Lavinia poté avere un saggio della durezza del braccio della sorella. "Dai", riprese, "stasera ti farò vedere una cosa. Ora finisco di prepararmi e vado. I trucchi sono là" disse indicando uno scaffale. Lavinia guardava sempre il braccio, ma poi si destò, prese i trucchi, salutò la sorella e andò via. "Stasera ti farò vedere una cosa", quella frase risuonava nella testa della ragazza mentre si preparava. Finito di vestirsi Jennyfer prese il borsone ed il resto delle cose, fece un saluto generale ed uscì. Come si era ripromessa, prima di andare ad allenarsi passò dal nuovo centro e, dopo essersi presentata, spiegò ad una ragazza che lavorava lì le sue intenzioni. Andarono in una stanza, la ragazza le diede un libro su cui c'erano tutti i disegni che facevano e Jennyfer scelse quello che aveva già visto a casa, ovvero uno di quei tribali a forma di cerchio che aggirano una parte del corpo. Al che la ragazza le disse: "Bello, ottima scelta. Però siccome ha bisogno di una superficie ampia, forse lo puoi fare nella gamba" "No, non ti preoccupare, lo voglio nel braccio" disse Jennyfer. "Ma guarda che essendo una ragazza nel braccio sicuramente non verrà molto bene" ribatté lei. A quel punto, senza dire altro, Jennyfer si tolse la parte di sopra della tuta e, guardando la tatuatrice in faccia, le disse: "Verrà molto bene anche qua!". Il solo movimento del braccio, senza flexare, metteva in risalto la sua meravigliosa muscolatura davanti agli occhi spalancati della ragazza. "Cavolo, avendo la tuta non capivo perché insistessi. Ora invece capisco". "Ci mettiamo tanto? Perché dopo devo andare ad allenarmi" "No, circa 20 minuti...ma che sport fai?" "Ginnastica Artistica, da quasi 15 anni" "Caspita, è tanto tempo. Quanti anni hai?" "Quasi 18. Ormai è una passione" "Eh già, lo credo, e si vede pure. Se solo il braccio è così bello, immagino il resto" "Grazie mille" "Vieni, siediti qui e appoggia il braccio" "Speriamo non mi faccia troppo male, sennò poi non mi alleno a dovere" "Non preoccuparti, lo temono tutti quest'ago, ma non è così doloroso...e poi hai un braccio bello grosso, sembra anche tosto ahahah" "Sì infatti me lo dicono spesso. È frutto di tutti questi anni di duro allenamento. Però i risultati a quanto pare pagano" e così dicendo Jennyfer fa un bellissimo flex che lascia la ragazza a bocca aperta. E quasi come incantata, avvicina la mano per toccare. Ha un barlume di lucidità quando chiede "Posso?" e Jennyfer acconsente, quasi divertita. "Porca miseria, è proprio duro. Sembra marmo, roccia!" il commento della tatuatrice, che provava a stringere, ma con scarso successo. "Già" disse Jennyfer "anzi, stai attenta che non si rompa la punta dell'ago ahahah" e così dicendo strinse ancora di più, facendo scivolare la mano della ragazza, che era quasi in estasi. "Complimenti, non avevo mai visto un braccio così bello e potente in una ragazza" "Ti ringrazio". Si ricomposero ma la ragazza dovette perdere un po' di tempo in chiacchiere perché le tremava la mano. Procedette poi a fare il tatuaggio. Tutto filò liscio fino alla fine, non senza qualche smorfia di dolore da parte della diciassettenne. Quando finirono, la ragazza disinfettò il tutto e le mise una benda sul braccio. Prima di rimettersi il pezzo di sopra della tuta, Jennyfer si accorse che le dava un po' fastidio e si sentiva un po' impacciata, e disse: "Forse mi hai fatto la benda un po' stretta" "Non credo, sono stata abbastanza attenta" rispose la tatuatrice. "Ok, forse è una mia impressione" disse Jennyfer. La ragazza, mentre sistemava le cose, la osservava con la coda dell'occhio, perché gradiva parecchio le sue braccia e le sue spalle. Poi fu un attimo: Jennyfer sollevò il borsone col braccio appena tatuato e STRAP, la benda si stracciò! La tatuatrice si girò completamente, spalancò gli occhi, facendo cadere alcune cose che aveva raccolto ed esclamò: "Oh ca**o!!! Non è possibile" "Visto che avevo ragione? E la pressione è stata minima, visto che nel borsone ho poche cose. Pensa se fosse stato più pesante: l'avrei rotta proprio in mille pezzi!" Il bicipite di Jennyfer era teso, non troppo, ma quello bastava per far capire ancor di più alla tatuatrice perché la diciassettenne insistesse per il tatuaggio nel braccio. "Vieni, ti metto un'altra benda" disse lei ancora sotto shock. Jennyfer si avvicinò e disse sorridendo: "Facciamo che stavolta me la metti direttamente col bicipite in tiro, sennò facciamo notte ahahah". Così tese ancora quel bicipite, che formò una stupenda montagnola ed attirava lo sguardo avido della tatuatrice. "Vuoi continuare a fissarmi il braccio o mi metti la benda?" disse con aria divertita. "Sì, hai ragione, ecco qua" e così dicendo la ragazza aggirò ancora una volta quel muscolo e lo sentì in tutta la sua durezza sotto le sue mani, che sembravano non volersi più staccare da là. Ci mise più di prima, perché era consapevole che quegli istanti non li avrebbe rivissuti facilmente. "Ti aiuto" disse Jennyfer, chiudendo il bendaggio. "Ecco, ora va molto meglio, menomale che è elasticizzato, sennò mi trovavo a cambiarlo 100 volte al giorno ahahah". Si sistemò, salutò la ragazza e si girò per andarsene. "Senti" la bloccò la tatuatrice "in che palestra ti alleni?". Jennyfer le disse quale fosse e con aria in parte seria ed in parte ironica aggiunse: "Vienimi a trovare quando vuoi, capirai perché hai toccato quello che hai toccato!" si girò e uscì dalla stanza. Pagò ed andò all'allenamento.



Offline scorpiomilo

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Re:Jennyfer...e dintorni 2
« Risposta #1 il: 01 Marzo 2017, 11:49:42 »
molto ben scritta, continua così :-)

un bel braccio di ferro la prossima volta mi raccomando eheehe