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Autore Topic: Una vecchia compagna  (Letto 1883 volte)

Offline pc4ever

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Una vecchia compagna
« il: 10 Marzo 2019, 20:28:18 »
Era un pomeriggio come tanti altri, in camera a non fare nulla di particolare e a guardare Instagram. Ad un certo punto, tra i suggerimenti compare una certa Monica, vado sul profilo e mi rendo conto essere una mia vecchia compagna di classe: carina, abbastanza alta per l'età, capelli castani lunghi e fisico slanciato ed atletico, portato da anni di danza. Quasi senza pensarci la inizio a seguire, metto qualche like e le riscrivo. "Ehi ciao, ti ricordi di me? Andavamo in classe assieme circa 10/15 anni fa" "Sì, certo, da quanto tempo! Come stai?" "Bene. E tu? È da allora che non ci sentiamo più! Come va la vita?" "Bene, grazie. Mi sono laureata in psicologia e continuato la danza. Tu che mi racconti?" "Io anche mi sono laureato, in Fisioterapia. Per il resto tutto come sempre" "Ah sì? Bello. Capiti quasi a pennello, visto che poco tempo fa a danza mi sono fatta male alla gamba e ancora sono dolorante" "Capisco. Ti va se ci vediamo un giorno di questi e ne parliamo?" "Volentieri! Giovedì pomeriggio va bene per te?" "Sì, è perfetto. A giovedì!". Da lì al giovedì ho pensato quasi continuamente a come potesse essere diventata Monica, anche se un'idea me l'ero fatta dalle poche foto che aveva pubblicato. Arriva il giovedì e puntuale mi presento all'appuntamento e dopo pochi minuti di attesa vedo arrivare una ragazza alta, in scarpe da ginnastica, capelli lunghi castani, fisico atletico: è lei. "Ciao Monica!" "Ciao, eccoti!" "Sì, eccoci qua. Complimenti, ti vedo in splendida forma!" "Ti ringrazio, è una cosa a cui tengo molto" "Vieni, sediamoci" e così ci sediamo e cominciamo a parlare delle nostre vite dalla scuola in poi. Dopo un po' esce l'argomento della danza e ne approfitto per chiederle dell'infortunio "Quindi, a proposito, come ti sei fatta male?" "Per fortuna nulla di grave. Non ero ben riscaldata per la fretta e ho fatto un movimento brusco con la gamba, ho sentito tirare e ho capito subito che poteva essere uno stiramento al quadricipite. Cose che capitano" "Sì, infatti, mi capitano un sacco di casi di atleti che hanno questo tipo di infortuni" "Sì, è molto comune. Anche se sei messo bene muscolarmente, se non stai attento a freddo può succedere" "" Sì, è vero. Infatti sinceramente mi sembra il tuo caso, come ti avevo accennato prima mi sembri in splendida forma!" "Sì, mi piace mantenermi in forma. Poi comunque la danza ti forma molto il fisico, soprattutto se la fai da piccolo" "Eh già, anche se poi in certi casi alle ragazze non piace avere un fisico molto tonico, perché dicono che somigliano a dei maschi" "In realtà io non sono di quelle ragazze. Mi piace la danza, mi piace la palestra e quando posso corro. In più seguo una certa alimentazione. Infatti questo è uno dei pochissimi infortuni che mi sono capitati. E menomale che sono ben allenata, guarda qua che quadricipite!" e a quel punto si alza il pezzo di pantaloncino e mette il muscolo della gamba non infortunata in tensione, che rivela una muscolatura molto tonica, dato il poco grasso. "Complimenti! Avevo notato qualcosa prima, ma non immaginavo potesse essere così!" "Sì te l'ho detto, anni di danza, palestra e corsa fanno questo effetto. Sono anche abbastanza duri, puoi verificare se vuoi" a quel punto allungo la mano e mi rendo conto che dice sul serio, è come toccare una lastra di marmo, con varie increspature. "Wow" mi scappa. Senza farmi proseguire, mi dice "E questa è la sinistra, la gamba debole. Pensa la destra, prima dell'infortunio!" In quei momenti non so che dire, sono molto preso. Tolgo la mano e cerco di uscire da quella situazione "Beh, veramente complimenti ancora. La danza ti ha formato molto bene la parte inferiore" dico, alludendo anche al fondoschiena. Lei capisce e si compiace, ma facendo solo un sorriso. E aggiunge "Invece la parte di sopra me l'ha sviluppata la palestra..." Questa frase mi fa avere un sussulto e le dico "Ho notato poco, anche se tu non mi sembra che faccia più di tanto per nascondere" "Sì, lavoro sul mio corpo e mi piace mettere in mostra, senza esagerare, i risultati dei sacrifici" "Brava, è un bel modo di pensare. Ma non credo che la parte di sopra possa essere sviluppata quando la parte di sotto, visti gli anni di danza". Lei si fa seria, cambia espressione e mi dice, ammiccando "Sbagli caro, non devi mai dare nulla per scontato. Molti fanno il tuo stesso ragionamento e io da psicologa posso capirlo, ma è sbagliato" "Cosa vuoi dire?" "Te lo spiego subito" e nel dirlo comincia a legarsi i capelli. Le maniche già corte si abbassano ulteriormente e il movimento fa guizzare fuori delle palline prima nascoste. Le guardo nei loro movimenti quasi ipnotizzato. Poi lei finisce e mette il braccio sinistro sul tavolino, guardandomi con sguardo di sfida. Io rimango bloccato, non so cosa fare. Allora lei dice "Dai, su, ti mostro cosa volevo dire prima". Vedendomi ancora dubbioso, aggiunge "Tranquillo, siamo alla pari. Poi non c'è nessuno qua, non ti faccio fare brutte figure!" e così dicendo mi fa un  occhiolino che non so come interpretare. Per uscire da quella situazione, io che sono abbastanza sicuro di me stesso metto il braccio sinistro sul tavolino. Le mani si incrociano, lei fa il conto alla rovescia e si parte. I primi secondi sono più che altro di studio, poi ciascuno dei due comincia piano piano a spingere, tanto che la situazione rimane bloccata per un bel po'. Ad un certo punto lo sguardo mi va sul suo bicipite: è bellissimo, rotondo, da toccare. Lei nota questa cosa e sfrutta il momento per portarsi in un leggero vantaggio. Il bicipite si tende ancora di più e lentamente comincio a cedere. Non riesco minimamente a riportare la situazione in parità e Monica, con uno sforzo leggero e prolungato, fa posare la mia mano sul tavolino. Io sono quasi scioccato, sicuramente eccitato. "Visto cosa intendevo? E ti ricordo che come la gamba questo è il braccio meno forte!" Dopo qualche secondo di silenzio, preso da un moto di orgoglio le dico "Sì ma è così anche per me, non solo per te" e metto il destro sul tavolino. Lei non si tira indietro e, con tono un po' serio e un po' giocoso, mi guarda e mi dice "Bravo, così ti voglio!". 3,2,1, si parte. Sempre fase iniziale di studio, a cui segue stessa scena di prima: bicipite in tiro, perfetto, liscio. Stavolta però provo a non perdere la concentrazione. Piano piano guadagno un discreto vantaggio, che si blocca poco prima di metà inclinazione. Lei spinge al massimo, torniamo leggermente verso su, ma io ne ho di più e, in maniera lenta, la butto giù. "Visto che avevo ragione? Siamo entrambi destri, col braccio forte sono più bravo, ma con la sinistra sono un po' scarso ahahah" "Lo so, è una situazione comune. Ho battuto vari ragazzi così, ma tu ti sei dimostrato più preparato e mentalmente forte" "In che senso scusa?" "Nel senso che ti ho visto quanto eri preso dai miei bicipiti. E anche gli altri reagivano così. Solo che tu, nella sfida col destro, sei stato più attento e hai sfruttato la maggiore forza" "Cioè vuoi dire che se non mi fossi distratto, anche col sinistro ti avrei battuto?" "Esatto. Ti ricordo che sono psicologa. Molto spesso è tutta questione di testa più che di muscoli. Diciamo che ti ho voluto mettere alla prova, visto che non ci vedevamo da tanto tempo, per capire se sei come tutti gli altri oppure no" Non capivo dove volesse arrivare e quale fosse il punto. "Ora devo andare, ma mi farebbe piacere risentirci e vederci di nuovo, magari in un altro luogo" "Va bene Monica, mi ha fatto veramente molto piacere rivederti". Con un sorrisetto ammiccante guarda verso il mio basso ventre, mi guarda negli occhi e risponde "Lo so, si vede". Mi rendo conto di avere questa erezione e devo stare attento a nasconderla, per fortuna non c'è nessuno. Prima di salutarci mi faccio coraggio, mi avvicino e le dico "Grazie, ho passato veramente una bella ora di tempo. Anche grazie a loro..." e indico le sue braccia. "Queste dici?" e fa un doppio flex che mi toglie il fiato e vorrei toccare. Ma prima che io possa realizzare, lei le abbassa e dice "Tranquillo, ci sarà tempo...". Si avvicina e mi dà due baci sulla guancia. Il mio membro, che era ancora in tiro, sfiora per caso la sua gamba. Lei mette una mano sulla mia spalla ma l'altra va a sfiorare a sua volta il mio basso ventre. Accidentalmente? Non lo so. Fatto sta che tutto si svolge in pochi istanti e ci salutiamo "Ciao" diciamo entrambi sorridendo. L'ultima immagine che ho di lei è il suo fondoschiena perfetto, rotondo, sodo, che sculetta, la sua schiena ben definita e i suoi polpacci che si tendono e rilassano a ogni suo passo.



Offline scorpiomilo

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Re:Una vecchia compagna
« Risposta #1 il: 11 Marzo 2019, 11:32:27 »
Complimenti, storia davvero ben scritta. Spero abbia un seguito!
Mi piace quando la ragazza si dimostra forte ma non imbattibile...mi piacerebbe però vedere questa Monica vincere qualche altra sfida a braccio di ferro. Magari non si era impegnata al massimo...

Offline pc4ever

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Re:Una vecchia compagna
« Risposta #2 il: 12 Marzo 2019, 16:02:59 »
Chissà, vedremo  ;D

Offline BellyPunchLover

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Re:Una vecchia compagna
« Risposta #3 il: 20 Marzo 2019, 05:23:58 »
Fantastico, una storia che scritta talmente lineare e fluida, ero convinto di leggere una storia vera. Spero di saperne di più su Monica hahaha